Il 10 Aprile, e fino al 23 Maggio, la misteriosa reliquia denominata “Sacra Sindone “ sarà mostrata al pubblico, cha la potrà vedere, a Torino nel suo Duomo. Trattasi, come è universalmente noto, di un lenzuolo di lino che avrebbe riprodotte, come in un negativo fotografico, le fattezze di un uomo sofferente, colpito da più ferite. Per come sono posizionate, tali piaghe corrispondono fedelmente (ed è un dato) alle torture inferte a Gesù, come sono riportate dai Vangeli. Comprese quelle dei piedi, prodotte dai chiodi, la ferita nel costato, ecc. Questo lenzuolo ha un provenienza strana: storicamente è stato acquisito nel 1353 alla cultura religiosa “ufficiale”, perché “mostrato” per la prima volta in una Chiesa di Lirey nel sud della Francia, portato in dono ad essa da un pio pellegrino, mercante in Terra Santa, cui sarebbe pervenuto dopo varie, non documentate e
rocambolesche peripezie. Infatti la sua prima menzione, di cui si ha una sia pur incerta notizia, sarebbe stata in ambiente bizantino, però solo un qualche secolo prima del 1353: non all’epoca degli Apostoli o dei primi cristiani. Ma ben presto, diffusasi la notizia, i Savoia, che avevano la capitale del loro feudo, allora soprattutto interessato alla politica in Francia, a Chambéry, riuscirono, non si sa se con le buone o con le cattive, ad appropriarsene, portandolo nella Cappella del loro Castello comitale. Perciò essa è legata alla città di Torino: quando i Savoia, nel 1576, per la felicità degli italiani, spostarono la loro capitale in Piemonte, se la portarono appresso. Essendo una marginale dinastiuccia provinciale, pensarono che avrebbero avuto più credito, specie con la Chiesa, dando risalto al possesso della Sindone. Le discussioni circa l’autenticità della sua provenienza, della sua funzione sono sempre state, e lo sono tuttora, assai vive. Sarebbe stato il Lenzuolo che avrebbe avvolto il corpo di Gesù appena calato dalla Croce. Come per il Legno della Croce, si apre il problema delle Reliquie: nel Medio Evo se avessero messo insieme tutti i frammenti di legno della Vera Croce presenti in quasi tutte le Chiese della cristianità, si sarebbe potuto allestire una flotta…Senza parlare delle Piume dell’Angelo dell’Annunciazione, dei Sacri Chiodi, o delle ossa di questo o quel Santo ecc. La Chiesa, giustamente, soprattutto dopo la Riforma luterana, ha stabilito regole piuttosto severe a riguardo. Ma sulla Sindone non si à mai pronunciata ufficialmente. Anche se il Cardinale Poletto, Arcivescovo di Torino, ha dichiarato che, personalmente, “ci crede”, tuttavia, comeCardinale, non può “dichiararlo ufficialmente”. E’ una posizione molto ambigua; ma è quella della Chiesa. E’ come se dicessero: “fratelli, potrebbe essere un finto (anzi lo è); ma se voi ci credete, e vi sta bene, non lo è più…”. “Pio oggetto di Fede popolare”: così definendola, da una parte, la Chiesa si lava le mani della risposta scientifica rigorosa da dare ai molti interrogativi suscitati; dall’altra ne avalla e si appropria, con molta eleganza diplomatica, del grande richiamo comunicazionale, implicito nella natura dell’oggetto, cui invece, nei fatti, sta dando un enorme risalto. Non a caso il da poco ottantreenne Papa Ratzinger, da sempre fan della Sindone, sarà presente all’Ostensione il 2 Maggio, avallando col massimo del crisma possibile, questa tesi schizofrenica. L’Ostensione sta ben funzionando come “attrattore di massa”, rispetto ad una religiosità condivisa, in cui le Gerarchie Vaticane, cercano, attraverso un evento che dà vita ad un “bagno di misticismo popolare”, di risalire la china dell’impopolarità internazionale, cui l’ha relegata un’incerta risposta sullo scandalo della pedofilia pretuale. Infatti sono previsti più di due milioni di visitatori. La religiosità semplice, diretta, senza mediazioni razionalizzanti, che si dovrebbe manifestare “liberamente” di fronte ad un oggetto così particolare, divenuto, in qualunque modo lo si interpreti, dalle profonde risonanze spirituali, è quanto di più alieno dall’alta, fredda intellettualità, fortemente compassata, cui ci hanno abituato le esternazioni di questo Pontefice. Ma evidentemente le due nature coesistono, e sono parte della complessità dell’approccio culturale della Chiesa. E, altrettanto evidentemente, Papa Benedetto questa volta è stato ben consigliato. Tuttavia, alcuni aspetti sono da mettere in evidenza. I più solerti ad andare a vedere sono stati politici e manager: su tutti, il Governatore Cota, che dopo la sua inappropriata presa di posizione contro Pillola Antiabortiva, si è conquistato il posto d’onore; poi Marchionne, il buon Montezemolo (con tutta la sua famiglia legittima), il Sindaco Chiamparino, e molti boss della politica, dell’uno e dell’altro schieramento: in primis, molti cosiddetti “atei devoti”. Fare a gara nel “partecipare” a questa festa mediatica del consenso, supera e annulla ogni lucidità critica.
E’ comprensibile che la gente voglia avere dei simboli in cui credere, come una sorta di “garanzia” collettiva su qualcosa che, pur non essendo in vista, plachi l’ansia dell’imponderabile e del rischio-esistenza : ma siamo sicuri che la Sindone sia uno di questi? Il misticismo è una pratica culturale-religiosa degna di rispetto e di attenzione: ma deve avere dei supporti di teoria e tipologia di Fede coerenti cui far riferimento: erano presenti, ad esempio, nella personalità politica e nel tipo di religiosità di Papa Wojtila.
L’attuale Gerarchia è invece troppo poco profetica rispetto all’esistente; sembra che si barcameni nel trovare delle finte risposte alla Complessità del mondo contemporaneo, che non sa, non vuole e nemmeno tenta di cogliere nelle sue numerose interconnessioni. O forse pensa che tornare alle “antiche pratiche” di devozione, come l’enfasi posta ufficialmente dalla Chiesa su questa Ostensione fa pensare, e come sta sistematicamente facendo il Papa tedesco, nella sua mirata “restaurazione” anticonciliare, possa essere una risposta? Non ha forse ragione il teologo Hans Kung, quando afferma che “…A Roma si cerca di accreditare, con rinnovate esibizioni di sfarzo barocco e manifestazioni di grande impatto mediatico, l’immagine di una Chiesa forte”?



Utenti attivi
Sezioni
Valuta questo articolo