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  • Ex Baribbi, l’ipotesi «Città del lavoro»

    Si chiama «City of work» il progetto presentato dallo studio Baresi All’interno dell’area troveranno posto terziario, commerciale e servizi
    Una città del lavoro. Un comparto, cioè, capace di spaziare dalla produzione alle strutture terziarie e direzionali, fino alla cittadella a vocazione commerciale. Tutto con un piglio moderno: l’alta specializzazione. Questa la proposta della San Polo Real Estate srl, intenzionata a ridisegnare l’intero assetto industriale, ormai dismesso da anni, che fu della Baribbi prima e dell’Iveco poi.
    Un’idea che ha trovato concretizzazione nel progetto pensato e disegnato dalle matite dello studio di architettura di Fausto Baresi, lo stesso che alberga già da qualche mese negli uffici comunali e in quelli della Circoscrizione Est, dove pure la proposta ha calcato la scena della Commissione ambiente e territorio. Non senza polemiche.

    La storia sposa il contemporaneo
    L’obiettivo e lo spirito che animano il progetto affondano le radici nell’idea di creare a Brescia una sorta di «microcosmo di vita comunitaria», un polo definito volutamente «City of work»: città del lavoro. L’immagine riflessa è quella di una città nella città che sappia racchiudere in sé attività variegate, dedicate tanto al lavoro quanto al tempo libero a formare una contaminazione tra generi capace di guardare al «più moderno canone dell’abitare e del vivere quotidiano».
    L’area in questione si estende lungo 40.943,30 metri quadrati incastonati fra le vie San Polo, Tiepolo e Lonati. Su di essa dovrebbero sorgere 21.515 mq destinati al produttivo, 1.800 mq al terziario e 7.386 mq al direzionale, per una superficie lorda di pavimento (slp) complessiva pari a 30.702 mq di costruzioni. Il Piano attuativo - tale poiché l’intervento supera i 5mila mq - è in variante al Piano regolatore generale (Prg) vigente. Per non dimenticare l’origine industriale del sito, lo studio contempla la valorizzazione della parte storica del fabbricato, lasciando comunque spazio alla progettazione di moderne architetture.

    Tre gli ingressi previsti: il principale rimarrà quello attuale, affacciato su via San Polo, dove pure si utilizzerà la fascia asfaltata per realizzare i parcheggi, con tanto di accesso con corsia dedicata e pista ciclabile protetta. Le altre entrate saranno invece dislocate su via Tiepolo e su via Lonati. Circa la metà del caseggiato che si scorge osservando l’area dal parco Ducos, nel progetto scompare: l’intenzione è infatti di abbatterla in toto, a differenza dell’ex officina, destinata invece a nuova vita. Il disegno racconta cioè di una soppalcatura generale del vecchio caseggiato, che verrà poi suddiviso in piccole botteghe, così da conservare la vocazione storica del territorio. A restare, in onore dei vecchi tempi, sarà pure l’edificio in vetro: oltre ad una cauta ristrutturazione, ad essere del tutto rivisitato sarà solo il piano terra, dove sorgerà una sorta di reception. Il trait d’union del progetto saranno le grandi superfici vetrate che caratterizzeranno sia il recupero dell’esistente sia la nuova chiave di volta.

    Viabilità, punto chiave
    Una grande area in un grande nodo viabilistico. Si può riassumere così il punto di forza dell’ex Baribbi, situata fra la città, l’autostrada, le tangenziali e il tracciato della metropolitana leggera. La nuova vita del comparto non può infatti non tenere conto del contesto su cui tutte le attività previste andranno a modularsi. A partire dall’incrocio con via Lonati, dove verrà realizzata una nuova rotatoria, cui farà seguito un secondo rondò, pensato al crocevia fra le vie Tiepolo e San Polo, al posto del semaforo. A trovarsi al centro di ulteriori interventi sarà anche l’intera viabilità della controstrada di via San Polo.
    Poi, c’è la viabilità «interna» al comparto: la campata fra i due complessi permetterà infatti ad ogni insediamento commerciale di disporre di una duplice vetrata di esposizione. Una sorta di «galleria pedonale» che sarà insomma in grado di collegare via Tiepolo a via Lonati passando per i negozi e raggiungendo i parcheggi disposti lungo via Tiepolo, dove pure verrà allargato il camminamento pedonale. Un’area verde più ampia rispetto a quella attuale sorgerà infine sul lato che si snoda lungo via Lonati.

    Sono in totale 500 i posti auto contemplati nel progetto presentato: 2.019, 52 mq di parcheggi a raso e 14.325,14 mq di parcheggi interrati cui si accederà attraverso due rampe, entrambe situate in via San Polo.




    Dalla Est parere positivo... con riserva
    In Circoscrizione il disco verde è subordinato alla «revisione totale del nodo viabilità»

    Il progetto proposto per l’area ex Baribbi-Iveco ha fatto il suo ingresso sul tavolo della Commissione ambiente e territorio della Circoscrizione Est il 4 novembre scorso, è stato quindi preso in esame e, infine, varato il 25 dello stesso mese. La votazione non ha riservato sorprese: mentre i consiglieri del Pd Rocco Vergani, Daniele Curcio, Mattia Datteri, Massimo Ughini, Mario Sileo, Sergio Bovoloni, Monica Rovetta ed Enio Massardi, quest’ultimo in quota alla lista Laura Castelletti sindaco, hanno espresso sin da principio parere contrario all’operazione, i rappresentanti di Pdl e Lega hanno al contrario sostenuto il disegno. Ma non senza osservazioni.

    In particolare il Consiglio tutto ritiene «indispensabile un accurato controllo» sul nodo viabilità: gli accessi carrai pensati lungo via San Polo innanzitutto, ma pure la possibilità di realizzare una rotatoria all’incrocio con via Tiepolo e l’ipotesi della controstrada di fronte al negozio Adrian Pam. «Il Consiglio - si legge nel verbale di Commissione - precisa quindi che il parere espresso è subordinato ad una revisione totale della viabilità. Sottolinea inoltre che anche i voti contrari sono stati determinati da una non condivisione di questo aspetto così come illustrato nel progetto».

    Un’opinione, questa, che si rispecchia nella nota tecnica stilata dal Settore mobilità e traffico, dove in merito al piano attuativo di via San Polo il responsabile appunta: «La sistemazione viaria proposta andrà rivista in funzione di uno studio viabilistico approfondito che tenga conto dei flussi veicolari esistenti oltre che del futuro traffico indotto dal nuovo insediamento».

    E un nota-bene è arrivato anche dal tecnico responsabile dell’Urbanistica, il quale fa tentennare anche l’opportunità delle due nuove rotatorie. Non solo. «Il progetto - si legge - dovrà prevedere nel dettaglio la collocazione di eventuali recinzioni a tutela della proprietà privata; non è inoltre chiara la funzione che il verde collocato sul lato est del lotto dovrà assumere nei confronti degli edifici residenziali e del nuovo insediamento». E ancora: «Si sottolinea inoltre la mancanza tra gli elaborati dell’analisi di impatto paesaggistico».

    A replicare, la signora dell’Urbanistica, Paola Vilardi: «Nonostante io condivida il progetto - precisa l’assessore - concordo sia con gli accorgimenti richiesti dagli uffici sia con le osservazioni avanzate dalla Circoscrizione. Credo, in tal proposito, che vada però modificato il regolamento dell’iter burocratico, poiché le proposte di piano è sempre più indispensabile che vadano prima valutate da Giunta e maggioranza e solo poi dalle Circoscrizioni».

    A rimanere sconcertato è pure Gianbattista Ferrari, consigliere comunale tra le file del Pd e membro della Commissione urbanistica in Loggia: «Di questo progetto non sapevo nulla, come sempre non è stato esposto alla Commissione competente, mi risulta complicato quindi entrare nei dettagli. Certo è che, in questo, il regolamento non c’entra nulla, anche perché da nessuna parte si vieta di avvisare i commissari competenti e di coinvolgerli nell’illustrazione di una proposta per la città»




    Quegli alberi tagliati «anzitempo»...
    Un piano che ha fatto discutere sin dai primi passi. A scatenare la polemica tra maggioranza e opposizione sul progetto ex Baribbi - prima con varie lettere di protesta inviate dai consiglieri del Pd della Circoscrizione Est, poi con un’interrogazione in Consiglio comunale - è stato il «preliminare» taglio degli alberi lungo via San Polo.

    «Sembra che sia in atto una riqualificazione dell’area industriale ex Iveco-Baribbi - lamenta Daniele Curcio della Est -, una riqualificazione che inizia con la distruzione del patrimonio naturale esistente: magnifici alberi sempreverdi sono stati abbattuti in spregio ad ogni buon senso paesaggistico. In poche ore sono state distrutte piante rigogliose che sorgevano a lato di quella strada piena di traffico, dandole ombra d'estate e colore d’inverno. Questi alberi erano un tratto distintivo del quartiere, ma sono stati abbattuti come se costituissero un non ben identificato problema. Quali controlli sono stati effettuati? Quali autorizzazioni emanate? E da chi? Sarebbe interessante saperlo visto che la Circoscrizione Est, di cui sono consigliere, ha ricevuto solo poco fa un piano di massima del progetto in corso di realizzazione».

    Una preoccupazione, quella espressa da Curcio, cui hanno fatto eco altre segnalazioni di cittadini residenti nel quartiere. A replicare alle accuse è l’assessore al Verde pubblico, Mario Labolani: «Stiamo parlando di cedri deodari, di età inferiore ai 40 anni, piantati in zona non idonea. In tal proposito è stato redatto un verbale della vigilanza urbana che segnalava la pericolosità statica di alcune di queste piante» precisa in prima battuta l’assessore.

    Poi, un riferimento alla normativa, verso cui Labolani punta il dito: «In seguito all’adozione del Prg, in vigore dal 2003 elaborato dalla giunta Corsini, la tutela del patrimonio arboreo da parte del Comune è rimasta in vigore solo per le aree vincolate. Quindi, dal punto di vista giuridico, il privato che decide di abbattere uno o più alberi nel suo terreno ha diritto di eseguire l'operazione senza alcuna autorizzazione da parte dell’Amministrazione. Mi farò carico perciò di vigilare che nelle norme di attuazione del nuovo Pgt vi sia come punto fermo la salvaguardia delle aree verdi grazie all’obbligo di un’autorizzazione preventiva da parte di un dirigente del settore, proprio al fine di avere un ulteriore controllo diretto e responsabile in merito a ciò che avviene sul territorio».

    Infine, un appunto alla proprietà che avrebbe agito in modo scorretto: «Sono concorde nello stigmatizzare l’operato di privati che, in spregio del patrimonio arboreo di notevole favore hanno proceduto al taglio indiscriminato. Ad oggi l’unico rimedio possibile consiste nell’impegno a piantumare un numero di alberi uguale, o se possibile superiore, a quelli eliminati, cercando di ovviare allo scempio fatto».



    Nuri Fatolahzadeh, gdb