Stiamo lavorando ad un Nuovo Format del sito per cui, al momento, ABBIAMO CONGELATO la registrazione di nuovi utenti.
Ci scusiamo per l'inconveniente. Preghiamo di pazientare ed attendere che sia on-line il NUOVO FORMAT
  • Addio Glob - Carlo Tecce


    (Enrico Bertolino visto da Emanuele Fucecchi)

    Bertolino: "Mi fanno fuori dopo quattro anni di successi"

    Addio http://www.youtube.com/watch?v=oZLxb...eature=related. “Davvero? La tabella di marcia prevede la chiusura il 4 luglio. Sono un conducente di un tram, porto il mezzo sulla linea indicata e cari saluti”.

    Enrico Bertolino, i suoi poteri di manovra?

    Zero. Aspetto, posso pregare.


    E non chiede aggiornamenti al direttore Ruffini?

    Eh, al comandante Marcos dei tram. Vorrei soltanto un po' di solerzia per chi lavora con me: giovani già svezzati e ingaggiati dalla rete. Non ho la vocazione al martirio come alcuni colleghi. Bertolino incatenato al cavallo della Rai! Mi trovano ossidato come i lucchetti di
    Federico Moccia a ponte Milvio.

    Allora, addio.

    Prima di serrare passo dall'inizio: 4 anni, 106 puntate, 9,7 di
    share, un milione di telespettatori nell'ultima stagione. Eppure leggende Rai narrano di un direttore generale Masi infuriato con Ruffini: “Non mi piace quel comico bergamasco”. Denota mancanza d'informazione: il muratore bergamasco era un mio personaggio, io sono milanese di origini valdostane. Accetto volentieri pareri negativi. Anche il ministro Bondi mi critica. Chissà se sono poco gradito a Masi o a qualcuno di sua stretta conoscenza.

    Censura.

    L'azienda è forte perché noi siamo longevi, potranno sempre giustificarsi: siete in video da tempo, vogliamo sperimentare. Non farò varietà né tradirò il pubblico: ringrazio e vado via.


    Guardi: l'hanno già cacciata, la domenica sera Raitre avrà Gene Gnocchi.

    Un minino di astinenza dalla televisione fa bene: farò teatro, scriverò, girerò. E poi c'è Internet, lassù o laggiù siamo davvero liberi da condizionamenti.


    Pressioni?

    No, no, no. E nemmeno coperture politiche: se dovessi aspettare il Pd per un sostegno, farei in tempo a morire. Certo, sono rammaricato.


    Perché vincono loro.

    Diverso: perdiamo noi. Un programma che costa una mezza scenografia di Raiuno. Per questi motivi sono favorevole alla pubblicazione dei compensi.


    Quanto guadagna?

    Circa 7 mila euro lordi a puntata. Ho versato una quota del mio stipendio a due stagisti. Sembrerò un idealista, ma credo ancora nel lavoro di squadra. E l'extra l'ho investito in una
    Onlus in Brasile. Non ho autisti né pretese da ricco.

    Cos'è un messaggino per i nemici?

    Non sono il tipo che fa lotte di resistenza. Volete
    Glob? Bene. Volete altro? Arrivederci.

    Per il calcio sarebbe un ambidestro: campionati nel servizio pubblico e in società private, differenze?

    A Mediaset c'è professionalità e determinazione. Trasmissioni come le
    Iene e Zelig vanno avanti da sole. Il prezzo da pagare sono i tuoi riferimenti: ti ordinano, tu esigui, e arriva il successo.

    Com'è la vita tra i dissidenti di Raitre?

    Meravigliosa. Ho iniziato con Ruffini e un vice di Alleanza nazionale. A volte i dipendenti non seguono logiche di produzione. Sembrano, non vorrei dirlo: logiche clientelari.


    L'ha detto.

    E spesso vai a sbattere contro muri di gomma. La tua proposta ti rimbalza in faccia.


    Glob
    studia la comunicazione. Promossi?

    Bocciati. Siamo affetti da agenda setting: mediano la realtà, sparano notizie per deviare l'opinione pubblica. Nel Tg1 non c'è una notizia al posto giusto.

    Come sta la satira?

    Non è tollerata perché manca ironia. La satira deve fare incazzare. La parodia è un'altra cosa. Le maschere di
    Veltroni, D'Alema e Berlusconi fanno divertire persino i politici. La satira è la valvola di sfogo di un paese democratico. Noi ci sfoghiamo poco e qualcuno ha mania di repressione.

    Fascismo?

    Peggio. Il pericolo è l'ottusità: non pensare, non capire, non discutere. Non vivere da società matura.




    Da il Fatto Quotidiano del 17 giugno