Gli affari sono affari tutti a cena col Colonnello - ALESSANDRO BARBERA
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Pubblicato in 31 August 2010 11:00
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Gheddafi
Spuntano Maroni, Brunetta, Prestigiacomo, La Russa, Gelmini e Frattini
ROMA - Al leader della Jamahiriyya, si sa, piacciono i grandi numeri. E così gli invitati a cena – non a caso - sono di gran lunga più delle ragazze alle quali Gheddafi ha offerto il verbo islamico. Qui non si fa folklore, come direbbe il premier. Non si discute di storia, di religione o di arte. Si parla della vera essenza della ritrovata amicizia Italia-Libia. Della enorme mole di affari che il Trattato di Bengasi porta con sé per le imprese italiane. Affari che verranno finanziati con fondi italiani e libici. Nella lista messa a punto dai due cerimoniali ieri sera si contavano quasi ottocento nomi.
Banchieri, politici, imprenditori, gran parte del governo. Renato Brunetta, Bobo Maroni, Stefania Prestigiacomo, Ignazio La Russa, Maria Stella Gelmini, Franco Frattini. La lista era così lunga che per garantire la massima sicurezza l’unico luogo adatto non poteva che essere una caserma dei Carabinieri, la Salvo D’Acquisto di Tor di Quinto, all’estrema periferia nord della Capitale. Ci sono Alessandro Profumo e Paolo Scaroni, Fulvio Conti e Piero Gnudi, Pierfrancesco Guarguaglini, Massimo Ponzellini, Gabriele Galateri, Jonella Ligresti, il socio in affari del premier e di Gheddafi, Tarak Ben Ammar. Si potrebbe far prima a elencare chi alla cena non è invitato. Come accade sempre quando di mezzo c’è Lui (nel senso di Gheddafi) la cena inizia tardissimo, a mezzanotte.
Pecunia non olet, insegna Vespasiano al figlio Tito Flavio. Quella massima la storia del Novecento avrebbe voluto seppellirla, il capitalismo del terzo millennio gli ha restituito giovinezza. Alla cena in onore del Muhammar c’è chi gli accordi li ha già fatti, chi spera di farli, e chi alla propria azienda conta di garantirne sempre di più. In tempi difficili, con l’aiuto della Banca centrale e della Libyan Investment Authority – che poi sono la stessa cosa ma non lo si può dire – Alessandro Profumo ha ridato fiato al capitale di Unicredit fra le proteste della Lega e di Cariverona. Eni ed Enel attendono sviluppi da un Paese nel quale la crescita delle città procede più veloce del petrolio che i libici riescono ad estrarre dalle proprie sabbie. Impregilo, e con lei la Cmc di Ravenna, Condotte, Salini e Pizzarotti attendono di sapere che ne sarà della loro manifestazione di interesse per la costruzione della grande autostrada che attraverserà il Paese da est a ovest.
Il 5 agosto per il bando messo a punto dalla commissione paritetica Italia-Libia si sono presentate venti aziende riunite in 12 consorzi: ci sono anche Astaldi, Carlo Toto e Ghella, ma il favorito è il gruppo capeggiato da Impregilo. Poi c’è chi di commesse ne ha ottenute già diverse, e a brevissimo potrebbe averne di nuove. E’ il caso di Pierfrancesco Guarguaglini il quale, sollecitato dai cronisti, si schernisce dietro ad un “vediamo”. In realtà la grande azienda pubblica – ed è questa la novità principale dell’ultima visita del leader libico - ha ormai in tasca l’estensione del “Memorandum of Understanding“ firmato a luglio 2009. Segnalamento ferroviario, elicotteri, sistemi integrati: quell’accordo ha garantito e garantirà alle casse delle controllate Ansaldo Sts, Agusta e Selex commesse per più di un miliardo di euro.
Ora l’azienda, con la mediazione di La Russa e del sottosegretario Crosetto, sta trattando un nuovo accordo che coinvolgerà il settore Difesa di Finmeccanica, Alenia e Selex comunicazioni in primis. In ballo ci suono nuovi elicotteri, aerei e sistemi satellitari. La Libia non promette però di essere il nuovo Eldorado solo per i grandi nomi dell’economia. Di qui a poco il grande Paese africano promette di essere un’occasione per le piccole e piccolissime imprese. Grazie al trattato italo-libico, a Misurata – 200 chilometri a est di Tripoli - c’è pronta una zona franca per le imprese italiane. Niente dazi e niente tasse per cinque anni. Muhammar permettendo.
http://www.lastampa.it/redazione/cms...8080girata.asp
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