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  • L'autogol della Papi girl di Fabio Chiusi / Video

    Secondo i finiani è Francesca Pascale, fondatrice dei comitati "Silvio ci manchi", esponente del Pdl ed ex ospite in Sardegna, l'organizzatrice degli ultrà mandati a fischiare il presidente della Camera a Mirabello

    Allegato 604
    Francesca Pascale

    Lo show è appena iniziato, ma i colpi di scena già abbondano. A Mirabello, il paesino del ferrarese dove nel 1987 Giorgio Almirante investì Gianfranco Fini come suo delfino, storico ritrovo dell'Msi prima e di An poi, si tiene a battesimo la prima festa di Futuro e Libertà per l'Italia, il gruppo parlamentare dei finiani che secondo alcuni da domenica potrebbe diventare un partito vero e proprio. Anche se mancano diversi giorni al fatidico 5 settembre, quando il presidente della Camera pronuncerà l'attesissimo discorso di chiusura della manifestazione, c'è già aria di burrasca. Dal sito di Generazione Italia, l'incubatore della proposta politica dei "futuristi", sono volate parole di fuoco: gli "squadristi della libertà", capitanati dal ministro Brambilla, starebbero preparando una contestazione a Fini, con tanto di pullman appositamente organizzati. "Gli daranno anche il panino, in puro stile Cgil", ironizza l'articolo a firma della redazione, affiancando il tutto con il simbolo del Popolo della Libertà a cui viene sovrapposta una stella rossa con falce e martello. Una bomba, se confermata, dato che soltanto pochi giorni fa il partito aveva bollato con lo stesso termine ("squadrista") la contestazione che ha costretto Marcello Dell'Utri a rinunciare al suo incontro sui presunti diari del Duce a Como. E dato che Berlusconi ha più volte rimarcato come la differenza "tra noi e loro" sarebbe proprio contenuta nel fatto che "noi" - del "Partito dell'Amore" - "non ci sogneremmo mai di interferire a suon di fischi a un comizio altrui". Tuttavia il ministro ha già smentito. Insomma, sarebbe diffamazione, seguirà querela. Gianmario Mariniello, direttore del sito di Generazione Italia, invece, conferma tutto, e si dichiara tranquillo: "Ne parleremo in tribunale, noi abbiamo tutto quello che ci serve per dimostrare la veridicità di quanto scritto. E poi - aggiunge, "se avessimo davvero voluto ottenere un risultato politico gliela avremmo fatta fare, la contestazione. Perché è ridicolo che il partito di maggioranza relativa contesti la terza carica dello Stato". E il 'Secolo d'Italia' svela nomi e cognomi: l' "amico" sarebbe Vitale Mattera, un militante del Pdl napoletano proveniente da An, mentre il consigliere provinciale incriminato avrebbe le gradevoli fattezze di Francesca Pascale. Interrogato sulla vicenda il mondo politico mostra incredulità. Catia Polidori, vice-coordinatrice nazionale di Generazione Italia, raggiunta da 'L'espresso', dice: "Ritengo Michela Brambilla sia una donna troppo intelligente per dire una cosa di questo tipo". E aggiunge: "Chi fa queste comunicazioni o le riporta non è un costruttore, ma un demolitore che appicca il fuoco per ambizioni personali e non per il bene dell'Italia. Ma conosco abbastanza bene Michela per sapere che lei vuole l'unione del Pdl. In questo momento sarebbe prezioso il silenzio, perché spesso è intelligenza". Dall'altro lato della barricata Giorgio Clelio Stracquadanio preferisce ricorrere al consueto misto di ironia e "moderazione": "Sono giochetti, una solenne invenzione. Evidentemente c'è chi si diletta a fare goliardia. Sia chiaro, l'avrei fatta anche io. Certo è che se si inventano la contestazione preventiva, poi si arriva alla contestazione organizzata". Come se non bastasse, tra gli stand dei finiani si aggirerà anche una troupe del quotidiano Libero, che ha annunciato in questi giorni per voce del direttore Maurizio Belpietro che farà una capatina a Mirabello per portare le firme raccolte tra i lettori per chiedere le dimissioni da presidente della Camera di Gianfranco Fini. "Filmeremo e fotograferemo tutto", spiega Giuliano Zunin dalla redazione, "per vedere come ci trattano. Noi cercheremo di dargliele in maniera civile, poi vedremo che accadrà". Finora si tratta di poche decine di migliaia di nomi e cognomi, ma il volume di adesioni è aumentato esponenzialmente negli ultimi giorni - da quando appunto il direttore ha pensato alla consegna a mano al "compagno Fini" - al punto che il rischio è che le corriere della contestazione ci siano davvero, ma piene di lettori di Libero. Nel frattempo la campagna sul quotidiano di Maurizio Belpietro.

    Allegato 605
    Virna Bello, Emanuela Romano e Francesca Pascale
    Le tre fondatrici di "Silvio ci manchi" in gita ad Olbia

    http://www.youtube.com/watch?v=H6hWZHbOc90