Parte la riforma delle superiori, in alcuni casi «incompiuta» In città debuttano i nuovi istituti comprensivi. E non è tutto
Meno quattro. Lunedì prossimo ricomincia la scuola. E l’anno sarà ricco di novità. C’è innanzitutto la riforma della secondaria di secondo grado, che arriva alla prova dei fatti dopo un lungo lavoro a diversi livelli e molte discussioni; c’è il limite del 30% per gli alunni di origine straniera nelle singole classi, pure oggetto di acceso dibattito nei mesi scorsi; e c’è il «tetto» per le assenze: dopo 50 scatta la bocciatura. Ma a Brescia il nuovo anno scolastico porta anche altro: i nuovi istituti comprensivi - 14 - nei quali sono confluiti i 18 circoli didattici della città. Un riordino, anche questo, che in fase di elaborazione non ha mancato di suscitare reazioni anche critiche e che ora si misura con la realtà.
Superiori protagoniste
La riforma firmata dal ministro dell’Istruzione bresciano Mariastella Gelmini prevedeva una semplificazione - e quindi un ripensamento - dell’offerta formativa delle scuole superiori, a partire dalle classi prime, con sei licei, due istituti tecnici con 11 indirizzi e due professionali con sei indirizzi. Nelle 49 scuole della provincia di Brescia, il risultato sono state 236 confluenze di vecchi indirizzi nei nuovi, 17 soppressioni e 17 nuove attivazioni. Che però, al momento delle iscrizioni, non sempre si sono realizzate. Per legge, infatti, un indirizzo può essere attivato soltanto nel caso in cui si formi una classe di almeno 27 studenti. Uno sbarramento che, per esempio, ha impedito all’Istituto «Gigli» di Rovato di avere l’annunciato liceo classico. E questo non è l’unico caso, riferisce l’assessore alla Pubblica istruzione della Provincia, Aristide Peli, senza però fornire al riguardo ulteriori dati, che si vanno completando in questi giorni.
Altrove, invece, si sono registrati veri e propri «boom». Come al «Leonardo», in città, dove al liceo scientifico con l’articolazione Scienze applicate - erede dell’indirizzo tecnologico - si sono formate ben 11 prime contro le quattro del linguistico e le quattro dell’artistico. O al «Gambara» - che peraltro quest’anno si sdoppia nei due istituti di via Gambara e di via Bonini -, dove il liceo musicale conta due prime contro l’unica costituita a Milano, sottolinea con un certo orgoglio l’assessore Peli.
Stranieri e deroghe
Il limite del 30% per gli alunni di origine straniera nelle singole classi non ha creato problemi nelle scuole bresciane, molte delle quali lavorano da anni sull’integrazione a fronte di una presenza di immigrati significativa - l’anno scorso complessivamente superiore al 16% della popolazione scolastica (pari a quasi 190mila persone). Infatti - riferisce la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Maria Rosa Raimondi - l’Ufficio scolastico regionale ha concesso deroghe a tutti gli istituti che ne hanno fatto richiesta, tenendo conto di elementi che vanno oltre i numeri, primo tra tutti la conoscenza della lingua italiana da parte degli alunni.
La «rivoluzione» della città
In città, accanto alla riforma della scuola secondaria di secondo grado, debutta il riordino degli ambiti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Una novità rispetto alla quale le famiglie sono state rassicurate a più riprese tanto dal dirigente Raimondi quanto dall’assessore alla Pubblica istruzione del Comune, Andrea Arcai. La logica è quella della territorialità, per cui gli ambiti sono stati adeguati al rinnovato assetto circoscrizionale, e della verticalizzazione: dai circoli didattici si è passati agli istituti comprensivi che includono asili, scuole elementari e medie al fine della continuità didattica.
Per ora, le conseguenze più evidenti sono la riduzione degli ambiti da 14 a 18 e quindi, in parecchi casi, la redistribuzione delle scuole; oltre al cambiamento di alcuni dirigenti scolastici.
Francesca Sandrini
La campanella suona per tutti lunedì prossimo
Il calendario regionale prevede 18 giorni di vacanza per le feste di Natale e sei a Pasqua. Si finirà l’11 giugno
Il nuovo anno scolastico comincerà lunedì prossimo, 13 settembre, in tutte le scuole di ogni ordine e grado della Lombardia (anche se alcune scuole dell’infanzia hanno anticipato la data d’inizio) e terminerà sabato 11 giugno 2011 nelle scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado, mentre l’attività didattica proseguirà fino a giovedì 30 giugno nelle scuole dell’infanzia.
Lo ha deliberato il 31 marzo scorso la Regione Lombardia approvando il calendario scolastico regionale per l’anno scolastico 2010-2011, «in modo da consentire per tempo alle scuole la programmazione e l’organizzazione delle proprie attività». Così si sa già che quest’anno le vacanze di Natale saranno molto lunghe, da giovedì 23 dicembre a sabato 8 gennaio 2011 e, di più, con l’aggiunta di domenica 9 gennaio, dureranno ben 18 giorni.
Le vacanze di Pasqua, invece, avranno una durata più contenuta, la solita di sei giorni, da giovedì 21 aprile a martedì 26.
Come sempre, oltre a tutte le domeniche, saranno giorni di vacanza le ricorrenze religiose e le festività nazionali: il Primo novembre Festa di tutti i Santi, l’8 dicembre Immacolata Concezione e il 2 giugno Festa della Repubblica. E basta, perché il 25 aprile - anniversario della Liberazione - cadrà durante le vacanze pasquali e il Primo maggio - Festa del lavoro - sarà una domenica. Resta però la Festa del Santo Patrono, che in città è il 15 febbraio - San Faustino -, quest’anno un martedì.
Va infine ricordato che le scuole hanno la facoltà di utilizzare la quota di almeno sei giorni, denominata «Learning Week», per iniziative finalizzate ad attività extra-curriculari, in ambiti vari, quali attività socio-culturali, di orientamento, di laboratorio espressivo ed esperienziale.
g. s.
http://www.giornaledibrescia.it/gdbo...BRESCIA&page=7



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