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  • SCUOLA. Franceschini: ''Precari anche a Brescia''

    «Il fatto che a Brescia non ci siano state manifestazioni di protesta eclatanti non significa che non esistano precari».
    Il segretario della Cisl Scuola di Brescia, Enrico Franceschini, parla di circa 400 posti di lavoro in meno nelle scuole tra personale docente e personale Ata a seguito dei «tagli» ministeriali. Il che non significa che 400 persone assunte a tempo indeterminato abbiano perso il posto, ma che sono diminuite le opportunità di occupazione per quel personale precario che finora ha contribuito a «tenere in piedi la scuola».

    Certo, continua il segretario della Cisl Scuola, «a Brescia la situazione è meno problematica rispetto ad altre province d’Italia», ma non mancano «disagio e malessere».

    Da parte sua, Franceschini ricorda che «da tempo chiediamo un tavolo di confronto serio per far sì che la scuola italiana sia un sistema di qualità». Un obiettivo per conseguire il quale è prioritario proprio «valorizzare il personale della scuola e affrontare il problema dei precari».

    Il segretario della Cisl Scuola è critico anche nei confronti della riforma della scuola secondaria di secondo grado: «Parte nelle classi prime, come noi avevamo chiesto; ma, per mere esigenze di cassa, sono state sottratte ore anche nelle successive. Così la scuola si deve reinventare: si chiede al personale uno sforzo enorme (la circolare contenente le azioni di supporto rispetto all’avvio è arrivata soltanto il 30 agosto scorso, a 13 giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico) senza alcun riconoscimento non dico economico, ma nemmeno morale».

    Quanto al riordino degli ambiti a Brescia città, ovvero al passaggio dai circoli didattici agli istituti comprensivi, Franceschini ritiene che «sono percorsi ancora tutti da costruire, e anche in questo caso è richiesto un grosso impegno al personale. Vedremo che cosa succede».



    fonte: gdb