
La sala del Grande. Ne scrisse Stendhal:
«Copiate il delizioso teatro di Brescia; non vi è nulla di più grazioso»
Duecento anni dopo il Teatro Grande torna a nascere: il 26 dicembre del 1810 il massimo cittadino veniva intitolato a «Napoleone il Grande»; il 12 settembre 2010 festeggerà i suoi primi due secoli. Il tutto mentre la giovane Fondazione oggi chiamata a gestirlo alza il sipario su una nuova stagione nella vita dell’ente. «Questa non è solo una ricorrenza - sottolinea il sindaco Adriano Paroli -, questo è il risultato di un cammino lungo e complicato. Ed è una scommessa vinta da tutta la città».
E mentre lo storico edificio di corso Zanardelli si prepara ad una due giorni intensa di musica e cultura (ne riferiamo qui sotto) nella Fondazione Teatro Grande sono pronti ad entrare nuovi soci, che assieme alla Loggia porteranno alla gestione dell’ente un fondo di un milione e mezzo all’anno.
Fondazione, secondo capitolo
La giovane Fondazione - istituita con voto unanime dal Consiglio comunale nel dicembre scorso e operativa da pochi mesi - è già pronta ad un secondo «step». Che formalmente scatterà il primo ottobre. Il Comune infatti ha lavorato nei mesi scorsi per raccogliere adesioni al proprio progetto di rilancio dell’ente. «In momenti difficili per i bilanci a sostegno della cultura - ribadisce l’assessore comunale Andrea Arcai nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Loggia - da Brescia arriva un modello virtuoso, l’incontro di pubblico e privato attorno ad un progetto di alto respiro». Dopo il 30 settembre, dunque, nella compagine entreranno nuove realtà. Come soci fondatori ci sono la Regione Lombardia, A2A, Ubi Banco di Brescia e Fondazione Tassara; nel ruolo di soci aderenti ad ora figurano i nomi di aziende bresciane come Omr, Estral, Gruppo Saottini, Fondazione Asm; socio ordinario è l’Aeroporto D’Annunzio. «Con altri - conclude Arcai - contiamo di chiudere proprio in questi giorni».
Tutt’altro che banale l’impegno - anche economico - che i soci si assumono. I fondatori garantiscono 50mila euro una tantum al fondo patrimoniale e - soprattutto - 200mila euro annuali al fondo di gestione. Fondo di gestione che si arricchisce di 50mila euro l’anno per ogni socio aderente e di almeno 10mila euro l’anno per ogni socio ordinario. Contributi che, assieme ai 500mila euro già appostati a Bilancio comunale, portano a un milione e mezzo la dotazione annua per la gestione di iniziative culturali.
Convinta l’adesione dei soci fondatori. «L’importanza del Teatro Grande per la città e per l’intero territorio provinciale - ha sottolineato il presidente Gino Trombi per Ubi Banco di Brescia - è evidente a tutti. Noi non potevamo e non volevamo mancare attorno ad un progetto di così alto respiro». «Siamo nati nel 2008 per impegnarci anzitutto sul fronte della scuola, della formazione e della cultura - ribadisce Franco Polotti, presidente della Fondazione Tassara -, ovvio che per noi il rilancio del Grande fosse un impegno da non mancare. L’auspicio ora è che si possa volare alto, superando lotte di posizione e dispersione di risorse». «Volare alto - rilancia Vittorio Cinquini, vicepresidente del Consiglio di gestione di A2A - è l’obiettivo che la Fondazione vuole porsi. E noi vogliamo portare tutto il nostro contributo per ribadire il legame indissolubile dell’azienda con il territorio».
Il sovrintendente col nuovo consiglio
Da ottobre quindi il consiglio di amministrazione (presidente il sindaco Adriano Paroli, vicepresidente Renato Borsoni) si allargherà da 7 a 14 consiglieri per far posto ai rappresentanti dei nuovi soci. «È mia intenzione confermare gli attuali rappresentanti del Comune - ha detto Paroli - che hanno bene operato». Slitta invece la scelta del sovrintendente - figura centrale per la programmazione dell’attività del teatro - originariamente attesa proprio per questi giorni (su sei candidature originarie la scelta si era concentrata sull’alternativa tra Angela Cauzzi, attuale sovrintendente del Ponchielli di Cremona, e Umberto Angelini, fondatore della Uovo performing arts di Milano). «Su una scelta che guarda ai prossimi anni - ha spiegato Paroli - intendo far maturare la più ampia condivisione possibile, anche al prezzo di perdere qualche giorno».
L’ACCADEMIA DEGLI ERRANTI
Facendo registrare una lunghissima continuità di funzioni, l’attuale teatro è figlio di una struttura fondata nel 1643 dall’Accademia degli Erranti, e il primo teatro pubblico vi si aprì nel 1664 dando poi vita a secoli di adattamenti e trasformazioni. Si pensi al magnifico Ridotto realizzato come sala accademica tra il 1760 ed il 1769 dall’architetto Antonio Marchetti e decorato in rococò dai pittori veneziani Francesco Battaglioli e Francesco Zugno
LA PRIMA INAUGURAZIONE
La prima inaugurazione risale al 26 dicembre del 1810, quando il teatro cittadino venne intitolato a «Napoleone il Grande». L’attuale edificio fu disegnato dall’architetto milanese Luigi Canonica (allievo del Piermartini, architetto della Scala) e la serata ospitò una prima esecuzione dell’opera «Il sagrifizio di Ifigenia» su testo del poeta bresciano Cesare Arici e commissionato dalla Deputazione al compositore Giovanni Simone Mayr, maestro di Gaetano Donizetti
IL PRESIDENTE ZANARDELLI
Col passare degli anni il Grande divenne centro di attrazione di ampio respiro, ospitando i più grandi cantanti d’opera e i più celebri musicisti. Nel 1904 la celebre ripresa della «Butterfly» di Puccini, che segnò il trionfo dell’opera dopo i fischi della Scala. Venne riconosciuto come monumento nazionale con atto di vincolo del 22 marzo del 1912. Nella Deputazione che lo ha retto per secoli si sono impegnate figure di primo piano della brescianità: tra queste lo statista Giuseppe Zanardelli
Massimo Lanzini
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