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  • BRESCIA - L’emergenza dei «rifiuti con la valigia»


    Un problema di smaltimento e di decoro:
    i pendolari dei rifiuti mettono in crisi non pochi Comuni

    Rimasti orfani dei cassonetti a causa del «porta a porta», i pendolari della spazzatura si rivolgono fuori casa Ora i Comuni corrono ai ripari inasprendo le sanzioni e pensando a come mettere un freno alla situazione

    BRESCIA Il «pendolarismo dei rifiuti»: un malcostume diffuso che, nella nostra provincia, sta producendo guai all’ambiente, al decoro dei paesi e all’economia dei Comuni che ne sono «vittime». Di cosa si tratta? Di cattive abitudini che accomunano centinaia di cittadini, residenti soprattutto nei paesi in cui è stato avviato il sistema «porta a porta» per la raccolta dei rifiuti, con l’eliminazione dei cassonetti. Partendo dal presupposto che la consegna dei rifiuti «indifferenziati» si paga, e che superare un numero di consegne annue prestabilite fa scattare l’aumento in bolletta, i costi famigliari o aziendali vengono aggirati «rivolgendosi» ai cassonetti dei paesi vicini. Il problema comunque è più complesso, perché rifiuti vengono abbandonati anche in campagna, vicino alle provinciali, nelle zone industriali e persino in boschi e spiaggette. Oggi questo «pendolarismo» riguarda principalmente tre aree: una nell’Ovest, che fa capo a Chiari; una estesa tra Bassa sud, Bassa centrale e hinterland cittadino, e la Franciacorta.

    A Chiari 300 tonnellate in più
    Chiari è uno dei centri più colpiti dal fenomeno. «Nel 2009 il Comune si è trovato gravato da 300 tonnellate di rifiuti indifferenziati in più rispetto al 2008 - spiega Enio Moretti, presidente della Comunità di zona -. In pratica, siamo circondati da paesi che negli ultimi due anni hanno adottato il «porta a porta». In questo modo noi che abbiamo ancora i cassonetti siamo diventati un punto di riferimento per chiunque abbia roba da smaltire, subendo anche un danno d’immagine visto che la percentuale di differenziazione è calata di quattro punti. Mal ridotta è soprattutto la campagna - continua Moretti -, dove i cigli delle carreggiate e le seriole che portano l’acqua nei campi vengono trasformate in immondezzai. Cosa si intende fare? Partiremo anche a Chiari con il «porta a porta», iniziando dalle zone periferiche che confinano con Rudiano e Cologne».

    Nella Bassa «borsina selvaggia»
    Il maggior numero di realtà coinvolte dal problema si trova in pianura, dove la raccolta senza cassonetti è diffusa a macchia di leopardo. Partendo, a sud, da Fiesse e Isorella ne sono compresi almeno una ventina, come Ghedi, Leno, Calvisano, Montichiari, Capriano del Colle, Azzano Mella e Montirone, fino all’hinterland cittadino con Borgosatollo e Rezzato. Conferme sulla situazione difficile arrivano dal Municipio di Calvisano, dove riferiscono di «cassonetti sempre più pieni, soprattutto al confine con Ghedi, dove sono stati anche multati ghedesi colti sul fatto». Discorso simile per Leno, dove l’Ufficio tecnico si trova a fronteggiare «problemi grossi, arginati per il momento con sanzioni e con lo spostamento in angoli meno visibili dei raccoglitori della ex Provinciale». La soluzione? «Non è il "porta a porta" - precisano i responsabili -, ma chiudere i cassonetti e consegnare le chiavi ai nostri cittadini». A Montirone invece, in situazione di forte emergenza, il sindaco Formentini ha emesso un’ordinanza che alza le sanzioni da 38 a 500 euro, con un’ammenda di 150 euro per chi viene sorpreso a lasciare i rifiuti sulla strada.

    Problemi in Franciacorta
    Problemi anche in Franciacorta con disagi Corte Franca (anche se ora il Comune ha eliminato i cassonetti) con «esuberi soprattutto nella zona industriale» e a Monticelli Brusati, dove il passaggio al nuovo porta a porta è stato velocizzato - come racconta il sindaco - «da un aumento del 20% dell’immondizia abituale». Il caso più eclatante resta Ospitaletto, dove la primavera scorsa con l’aiuto delle telecamere il Comune ha individuato e multato con 515 euro «pendolari» abituati alla «trasferta scarica rifiuti» da Cazzago e Castegnato.

    Flavio Archetti








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