Energia.Producono elettricità utilizzando i derivati agricoli.
Una vera e propria rivoluzione,che in provincia ha le sue capitali d'eccellenza.
Se esiste un modo per non farsi schiacciare dal caro petrolio e al contempo contribuire all'abbassamento delle emissioni nocive, Brescia sembra l'abbia trovato.
La nuova frontiera si chiama biocentrale, un impianto cioè che permette di produrre energia elettrica utilizzando i derivati dell'agricoltura.
Il businnes ruota attorno ai biocarburanti, biodiesel e bioetanolo,ma da un po' di tempo a questa parte crescono anche gli impianti per la produzione di biogas, settore nel quale Brescia ormai vanta un primato non solo regionale ma anche italiano.
Quarantotto impianti attivi in Lombardia sui 185 esistenti alivello nazionale, 17 dei quali in provincia di Brescia.
Secondo posto per Cremona, con 12, terzo per Mantova, con 7, e a seguire Lodi (5), Pavia (3), Bergamo (3) e Milano (1).
Comprensibile il motivo di questo successo:
[i]<<In Lombardia - è l'opinione di Asso distil, l'associazione dei distillatori che si occupa anche di biocarburanti - queste colture trovano un terreno fertile, ma restano problemi logistici.
L'etanolo in uscita dall'impianto deve essere trasportato su gomma fino al porto più vicino per essere conferito alle società petrolifere che lo trasformano in etere.
Un aiuto è giunto anche dalle istituzioni col Piano di sviluppo regionale, che agevola gli agricoltori propensi alla riconversione concedendo un contributo a fondo perduto fino al 30 per cento delle spese.
Una vera e propria rivoluzione energetica, che a Brescia ha le sue capitali d'eccellenza. A cominciare dall'impianto di recupero energetico del biogas della discarica di Castrezzato, costituito da 5 motori da 600 e 550 KiloWatt, e dalle strutture di Rovato(836 Kw), di Provaglio (836 Kw), Bedizzole, Castenedolo e Montichiari, per un totale di 8 MegaWatt.
Ci sono poi i 25MW prodotti grazie alla combustione di biomasse (legno e sostanze biodegradabili) nelle centrali di Sellero, Collio e nella terza linea dell'inceneritore Asm.
A Verolanuova, invece, a riscaldare le case ci penseranno i liquami dei maiali.
E' ilprogetto promosso dalla tenuta Sandrina che prevede la costruzione di un altro generatore a biogas che dovrebbe rendere autosufficiente un intero quartiere di trecento abitazioni.
Infine, per quanto riguarda il biodiesel, ci sono gli impianti attivi in Lombardia, fra cui quello di proprietà della Comlube di Castenedolo.
Una vera e propria rivoluzione,che in provincia ha le sue capitali d'eccellenza.
Contro il caro petrolio
il Bresciano schiera diciassette biocentrali
il Bresciano schiera diciassette biocentrali
Se esiste un modo per non farsi schiacciare dal caro petrolio e al contempo contribuire all'abbassamento delle emissioni nocive, Brescia sembra l'abbia trovato.
La nuova frontiera si chiama biocentrale, un impianto cioè che permette di produrre energia elettrica utilizzando i derivati dell'agricoltura.
Il businnes ruota attorno ai biocarburanti, biodiesel e bioetanolo,ma da un po' di tempo a questa parte crescono anche gli impianti per la produzione di biogas, settore nel quale Brescia ormai vanta un primato non solo regionale ma anche italiano.
Quarantotto impianti attivi in Lombardia sui 185 esistenti alivello nazionale, 17 dei quali in provincia di Brescia.
Secondo posto per Cremona, con 12, terzo per Mantova, con 7, e a seguire Lodi (5), Pavia (3), Bergamo (3) e Milano (1).
Comprensibile il motivo di questo successo:
[i]<<In Lombardia - è l'opinione di Asso distil, l'associazione dei distillatori che si occupa anche di biocarburanti - queste colture trovano un terreno fertile, ma restano problemi logistici.
L'etanolo in uscita dall'impianto deve essere trasportato su gomma fino al porto più vicino per essere conferito alle società petrolifere che lo trasformano in etere.
Un aiuto è giunto anche dalle istituzioni col Piano di sviluppo regionale, che agevola gli agricoltori propensi alla riconversione concedendo un contributo a fondo perduto fino al 30 per cento delle spese.
Una vera e propria rivoluzione energetica, che a Brescia ha le sue capitali d'eccellenza. A cominciare dall'impianto di recupero energetico del biogas della discarica di Castrezzato, costituito da 5 motori da 600 e 550 KiloWatt, e dalle strutture di Rovato(836 Kw), di Provaglio (836 Kw), Bedizzole, Castenedolo e Montichiari, per un totale di 8 MegaWatt.
Ci sono poi i 25MW prodotti grazie alla combustione di biomasse (legno e sostanze biodegradabili) nelle centrali di Sellero, Collio e nella terza linea dell'inceneritore Asm.
A Verolanuova, invece, a riscaldare le case ci penseranno i liquami dei maiali.
E' ilprogetto promosso dalla tenuta Sandrina che prevede la costruzione di un altro generatore a biogas che dovrebbe rendere autosufficiente un intero quartiere di trecento abitazioni.
Infine, per quanto riguarda il biodiesel, ci sono gli impianti attivi in Lombardia, fra cui quello di proprietà della Comlube di Castenedolo.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















