Pietro Gorlani su Brescia Oggi ha scritto:IL CASO. Dopo la scoperta di latte inquinato
Diossina:
guerra fra Brunelli e gli agricoltori
Il caso del latte con tracce di diossina prodotto in dieci stalle dell’hinterland accende una polemica infuocata tra le associazioni agricole e l’assessore all’Ambiente del Comune, Ettore Brunelli, che ha proposto di riconvertire a biomasse i terreni agricoli di periferia, non prima di tracciare un corposo piano di sostegno con Regione e Provincia. Ma Coldiretti, Upa e Cia attaccano: «Chiediamo che le stalle ferme con la produzione di latte siano indennizzate dal Comune».
«NEI TERRENI dell’hinterland la diossina c’è sempre stata - taglia corto Brunelli-; lo sappiamo dalle analisi fatte dall’Asl nel 1994, 1996 e 1998 anche al Violino e a Sant’Eufemia, per registrare lo stato dell’ambiente prima della partenza del termoutilizzatore: riscontrarono mediamente 25-30 microgrammi di Pcb-diossine per chilo di terra, contro un limite di legge di 1 microgrammo, poi innalzato a 60 dal governo Berlusconi». Secondo l’assessore, il problema è che «ad aprile sono cambiati i parametri di analisi per gli alimenti, e il latte di tre allevamenti dell’hinterland è risultato fuorilegge, mentre diverse altre stalle hanno tracce di Pcb-diossine molto vicino alla soglia. Io sono il primo a volere l’agricoltura nell’hinterland, ma come è possibile proseguire a coltivare foraggi in queste condizioni? Non sarebbe meglio programmare un piano di aiuti, così come si fa per la vescicolare o altre emergenze veterinarie e aiutare queste aziende a riconvertirsi a biomasse?».
A RIGOR DI LOGICA, se i terreni erano già inquinati in passato e solo ad aprile gli esami sugli alimenti sono diventati più rigorosi, se ne deduce che per anni il latte prodotto potrebbe aver avuto quantità alte di Pcb e diossine. «Può essere - dice Brunelli - ma dal momento che la normativa è cambiata non è pensabile che quelle aziende continuino a coltivare foraggi sotto stretto controllo delle istituzioni, con esami che costano 800 euro al giorno per campione». Brunelli ricorda che la nuova legge per Pcb e diossine-simili impone di non superare i 6 picogrammi/milligrammo di latte, ma consiglia la soglia di 2: «Nelle tre aziende bloccate si è arrivati anche a 9 picogrammi mentre in altre 8 stalle i valori oscillano tra 2 e 6. Allevamenti che saranno costretti a comprare il foraggio da altre parti, con costi altissimi. Sui terreni dell’hinterland non potranno più coltivare nulla. Per questo conviene la riconversione».
Ma l’inquinamento di Brescia non dipende anche dall’inceneritore? «Assolutamente no - assicura Brunelli -. Dal termoutilizzatore esce una quantità minima di diossine, è dimostrato. I campionamenti dell’aria di Brescia fatti questa estate dall’Istituto "Mario Negri" per conto del Comune dimostrano che i valori di pcb e diossine sono a norma, in linea con qualsiasi altra città industriale. L’aria era peggiore anni fa, quando il peso delle acciaierie era ben maggiore».
POSIZIONI CONTRO LE QUALI si scagliano le associazioni degli agricoltori, che che chiedono «certezze sulla sicurezza alimentare del latte della Centrale, ma allo stesso tempo garanzie per le imprese agricole che non possono essere le uniche a pagare il conto di una situazione generata da fonti ancora da definire». Questo è il giudizio espresso da Ettore Prandini, Franco Bettoni e Aldo Cipriano, presidenti di Coldiretti, Unione Agricoltori e Cia Brescia, dopo la notizia del blocco delle aziende di via Violino Sotto, via Bornata e Flero produttirici del latte inquinato. «Le dichiarazioni di Brunelli sono contraddittorie, fuori luogo e pericolose - sostengono le tre organizzazioni -. Le imprese agricole sono solo vittime, l’eventuale contaminazione del latte non è provocata dall’agricoltura, ma da altre fonti inquinanti che le istituzioni devono accertare ed eventualmente rimuovere. Forse l'assessore dovrebbe chiarirsi le idee: dice che bisogna capire chi inquina e afferma che tutti possono aver inquinato fuorché il termoutilizzatore Asm. Se una ricerca seria deve essere fatta, la si faccia a 360 gradi». Le organizzazioni agricole chiedono al sindaco Paolo Corsini un incontro urgente.
NEL FRATTEMPO stempera il clima infuocato lo stringato comunicato Asl (oggi la posizione ufficiale) che tranquillizza i cittadini sostenendo che non c’è alcun pericolo per la salute pubblica (sono ok le analisi su yogurth, mascarpone e latte della Centrale). Attesi per oggi i risultati delle controanalisi effettuate a Venezia sul latte contaminato bloccato nelle tre aziende dell’hinterland.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












