<< ... di Berlusconi ce n'è uno solo ...>>
La discesa in campo di Montezemolo, che dal podio di Confindustria attacca la politica ed espone quello che assomiglia ad un vero e proprio manifesto.
Antonello Piroso ne ha parlato con l'onorevole Alessandra Mussolini, l'onorevole Giulietto Chiesa, Giancarlo Bosetti, Marcello Veneziani e Claudio Velardi
Antonello Piroso ne ha parlato con l'onorevole Alessandra Mussolini, l'onorevole Giulietto Chiesa, Giancarlo Bosetti, Marcello Veneziani e Claudio Velardi
Venerdì, 25 Maggio 2007- 17:27
SONDAGGIO, IL 36% VORREBBE
MONTEZEMOLO PREMIER
MONTEZEMOLO PREMIER
ROMA - Dopo il discorso all'Assemblea annuale di Confindustria, il 36 per cento degli italiani vedrebbe Montezemolo come ipotetico premier e il 60 per cento lo vede pronto alla discesa in campo. Lo rivela un sondaggio IPR Marketing commissionato da Repubblica.it . Sul discorso del leader degli industriali interviene Berlusconi ("Le sue idee sono le mie, ma sono io il piu' pragmatico"). Casini gli da' il benvenuto, sottolineando il vuoto che c'e' in politica. Taglia corto invece D'Alema: "Il presidente degli industriali non si e' candidato a fare l'ad dell'Italia". Intanto il leader di Forza Italia, intervenendo telefonicamente ad una manifestazione elettorale, dice: "Se vinciamo a questa tornata di amministrative, si va al voto".
Nel sondaggio, un campione di 500 persone rappresentativo per età, sesso ed area di residenza della popolazione maggiorenne residente in Italia, interrogato sui diversi punti del discorso, esprime una condivisione molto elevata (tre italiani su quattro) sull'ipotesi di premiare i dipendenti pubblici, facendo però a meno dei 'fannulloni'.
Condivisa anche l'ipotesi di riforma del sistema elettorale che non preveda le liste bloccate (61 per cento). La maggioranza non pensa che la ripresa economica in atto sia principalmente merito degli imprenditori (46 per cento), opinione condivisa pienamente solo dal 24 per cento. Solo il 18 per cento ritiene inoltre fondamentale il completamento del federalismo. In ogni caso si evidenzia come marcate siano le differenze tra gli elettori dei due schieramenti politici, soprattutto per quanto riguarda il giudizio su Luca di Montezemolo e l'ipotesi di un suo diretto impegno politico. Il 24 per cento degli italiani che votano il centrosinistra ha fiducia in lui come ipotetico presidente del Consiglio mentre convince il 59 per cento degli elettori del centro destra.
BERLUSCONI: LE SUE IDEE SONO LE MIE
Riduzione della spesa pubblica, taglio degli sprechi, riduzione delle tasse. "Sono io che ho portato queste idee nella politica", dice Silvio Berlusconi in una intervista a Libero, commentando "i giusti obiettivi" indicati ieri da Luca Cordero di Montezemolo all'Assemblea di Confindustria in una vera e propria sfida alla politica. Ergo, il Cavaliere assicura: "sono io il più concreto, il più pragmatico". Insomma, l'uomo nuovo. E poi, dice ancora l'ex premier, per attuare questo tipo di riforme "ci vuole il 51 per cento e degli alleati che collaborano". "Se c'é qualcuno che riuscirà ad avere il 51 per cento su un programma che è il nostro programma, perché le proposte di Montezemolo per noi sono ovvie, visto che sono identiche alle nostre, ebbene quello lì avrà il mio voto", garantisce Berlusconi. Ma "é difficile". "Anche perché se c'é qualcuno che ha qualche possibilità, che è capace di mandare avanti tante cose contemporaneamente questo è il sottoscritto", sottolinea il Cavaliere elencando le cose da lui fatte negli ultimi anni. "Si cerca il Sarkozy italiano. E invece non hanno capito che Sarkozy é il Berlusconi francese. Tra l'altro, è stato anche il mio avvocato. E poi, diciamo la verità, questi cosiddetti uomini nuovi hanno la memoria corta". Montezemolo, ad esempio: "quando noi abbiamo fatto le riforme costituzionali che contenevano le cose che chiede ora, la Confindustria non ha speso una parola per sostenerle. Anzi, ha tenuto come linea generale la difesa a spada tratta della Costituzione del '48. Anche la sinistra, nel dibattito sulla legge elettorale, chiede un premier con maggiori poteri. Solo che, mentre per loro e' comprensibile, perché la verità è sempre quella che conviene a loro in quel momento, da parte della Confindustria non c'é stata solo disattenzione, ma anche colpevolezza". "Altro che uomo nuovo - conclude Berlusconi -. Qui c'é bisogno di qualcuno che porti avanti un progetto liberale".
CASINI: BENVENUTO, NELLA POLITICA C'E'UN VUOTO
La discesa in campo di Luca Cordero di Montezemolo? "Un fatto oggettivo, una fotografia della situazione più che un'analisi". Non ha dubbi il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che in un'intervista al Corriere della Sera "dà il benvenuto" al presidente di Confindustria, all'indomani del suo j'accuse rivolto alla politica, anche perché, sottolinea, "la politica non è una casta". "Nella politica c'é un vuoto - aggiunge Casini - naturale che venga colmato dalla società civile. Prima il Family day, adesso Confindustria". Secondo il leader centrista, i due fenomeni sono sì molto diversi tra loro ma significativi. A chi reagisce, in entrambi gli schieramenti, stizzito di fronte alle accuse del leader degli industriali, Casini replica: "Non è stato un discorso qualunquista. La politica non può limitarsi a contemplare i propri difetti. Deve agire e soprattutto non si chiuda come un riccio di fronte a chi vuole dare un contributo e ha voglia di impegnarsi". Dall'altro lato, secondo Casini, leggere l'intervento all'Assemblea annuale di Confindustria come la discesa in campo di Montezemolo che fa un partito o prende il vessillo di un partito già esistente sarebbe "riduttivo, banale". Conta di più il contenuto della relazione di Montezemolo, fa notare Casini sulle pagine del Corriere. "Sono esattamente le cose che io dico da anni", afferma Casini anche se poi non ammette: "Un po' di autocritica sulla responsabilità di certi imprenditori non l'avrei vista male". Alla domanda se il campo di azione di Montezemolo potrebbe essere il centrodestra, Casini risponde diplomaticamente: "Tutti sono i benvenuti in politica. Quello di cui c'é bisogno é ridefinire partiti, schieramenti, istituzioni". Con quale ruolo? E quella di Montezemolo può considerarsi un'autocandidatura? "Ci possono essere vari ruoli, il tempo ce lo dirà. Saranno gli avvenimenti e le scelte personali - conclude Casini - a determinare o no una formale discesa in campo".
MARONI, UN PO' DEMAGOGICO, BENE SU FEDERALISMO
"C'é stato un po' di demagogia: ci sono i costi della politica ma non si possono confondere con i costi di organizzazione della democrazia. Bene Montezemolo sulla riforma federalista: oggi finalmente ha riconosciuto che è una prospettiva giusta". Alla domanda se il j'accuse del leader degli industriali può essere letto come una discesa in campo, un manifesto politico, Maroni taglia corto: "Il presidente di Confindustria ha una notevole rilevanza sul piano politico. Confindustria fa politica. Quale saranno le sue scelte personali io non lo so ma - conclude l'esponente del Carroccio - ciò che è certo che se vorrà scendere in politica dovrà passare attraverso l'elettorato".
D'ALEMA, NON SI E' CANDIDATO A FARE A.D. ITALIA
"Montezemolo non si è candidato a fare l'amministratore delegato dell'Italia, è un'analisi sbagliata che susciterebbe innanzitutto una reazione da parte di Luca Cordero di Montezemolo". Lo ha detto Massimo D'Alema rispondendo alla domanda di un giornalista a margine di un incontro elettorale a Taranto. D'Alema respinge l'idea di "essere classificato tra i critici" dell'intervento del presidente di Confindustria, e precisa: "ho detto che Montezemolo ha detto molte cose apprezzabili, condivisibili sulla politica". "Credo che forse avrebbe potuto affondare il bisturi con uguale severità in certi mali del sistema economico italiano nel quale ci sono casi di successo ma non sono mancati casi gravi di inefficienza e corruzione". "Credo che ognuno - ha ribadito - debba cercare di vedere in casa propria le cose che non vanno come io ho fatto parlando dei difetti della politica".
Nel sondaggio, un campione di 500 persone rappresentativo per età, sesso ed area di residenza della popolazione maggiorenne residente in Italia, interrogato sui diversi punti del discorso, esprime una condivisione molto elevata (tre italiani su quattro) sull'ipotesi di premiare i dipendenti pubblici, facendo però a meno dei 'fannulloni'.
Condivisa anche l'ipotesi di riforma del sistema elettorale che non preveda le liste bloccate (61 per cento). La maggioranza non pensa che la ripresa economica in atto sia principalmente merito degli imprenditori (46 per cento), opinione condivisa pienamente solo dal 24 per cento. Solo il 18 per cento ritiene inoltre fondamentale il completamento del federalismo. In ogni caso si evidenzia come marcate siano le differenze tra gli elettori dei due schieramenti politici, soprattutto per quanto riguarda il giudizio su Luca di Montezemolo e l'ipotesi di un suo diretto impegno politico. Il 24 per cento degli italiani che votano il centrosinistra ha fiducia in lui come ipotetico presidente del Consiglio mentre convince il 59 per cento degli elettori del centro destra.
BERLUSCONI: LE SUE IDEE SONO LE MIE
Riduzione della spesa pubblica, taglio degli sprechi, riduzione delle tasse. "Sono io che ho portato queste idee nella politica", dice Silvio Berlusconi in una intervista a Libero, commentando "i giusti obiettivi" indicati ieri da Luca Cordero di Montezemolo all'Assemblea di Confindustria in una vera e propria sfida alla politica. Ergo, il Cavaliere assicura: "sono io il più concreto, il più pragmatico". Insomma, l'uomo nuovo. E poi, dice ancora l'ex premier, per attuare questo tipo di riforme "ci vuole il 51 per cento e degli alleati che collaborano". "Se c'é qualcuno che riuscirà ad avere il 51 per cento su un programma che è il nostro programma, perché le proposte di Montezemolo per noi sono ovvie, visto che sono identiche alle nostre, ebbene quello lì avrà il mio voto", garantisce Berlusconi. Ma "é difficile". "Anche perché se c'é qualcuno che ha qualche possibilità, che è capace di mandare avanti tante cose contemporaneamente questo è il sottoscritto", sottolinea il Cavaliere elencando le cose da lui fatte negli ultimi anni. "Si cerca il Sarkozy italiano. E invece non hanno capito che Sarkozy é il Berlusconi francese. Tra l'altro, è stato anche il mio avvocato. E poi, diciamo la verità, questi cosiddetti uomini nuovi hanno la memoria corta". Montezemolo, ad esempio: "quando noi abbiamo fatto le riforme costituzionali che contenevano le cose che chiede ora, la Confindustria non ha speso una parola per sostenerle. Anzi, ha tenuto come linea generale la difesa a spada tratta della Costituzione del '48. Anche la sinistra, nel dibattito sulla legge elettorale, chiede un premier con maggiori poteri. Solo che, mentre per loro e' comprensibile, perché la verità è sempre quella che conviene a loro in quel momento, da parte della Confindustria non c'é stata solo disattenzione, ma anche colpevolezza". "Altro che uomo nuovo - conclude Berlusconi -. Qui c'é bisogno di qualcuno che porti avanti un progetto liberale".
CASINI: BENVENUTO, NELLA POLITICA C'E'UN VUOTO
La discesa in campo di Luca Cordero di Montezemolo? "Un fatto oggettivo, una fotografia della situazione più che un'analisi". Non ha dubbi il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che in un'intervista al Corriere della Sera "dà il benvenuto" al presidente di Confindustria, all'indomani del suo j'accuse rivolto alla politica, anche perché, sottolinea, "la politica non è una casta". "Nella politica c'é un vuoto - aggiunge Casini - naturale che venga colmato dalla società civile. Prima il Family day, adesso Confindustria". Secondo il leader centrista, i due fenomeni sono sì molto diversi tra loro ma significativi. A chi reagisce, in entrambi gli schieramenti, stizzito di fronte alle accuse del leader degli industriali, Casini replica: "Non è stato un discorso qualunquista. La politica non può limitarsi a contemplare i propri difetti. Deve agire e soprattutto non si chiuda come un riccio di fronte a chi vuole dare un contributo e ha voglia di impegnarsi". Dall'altro lato, secondo Casini, leggere l'intervento all'Assemblea annuale di Confindustria come la discesa in campo di Montezemolo che fa un partito o prende il vessillo di un partito già esistente sarebbe "riduttivo, banale". Conta di più il contenuto della relazione di Montezemolo, fa notare Casini sulle pagine del Corriere. "Sono esattamente le cose che io dico da anni", afferma Casini anche se poi non ammette: "Un po' di autocritica sulla responsabilità di certi imprenditori non l'avrei vista male". Alla domanda se il campo di azione di Montezemolo potrebbe essere il centrodestra, Casini risponde diplomaticamente: "Tutti sono i benvenuti in politica. Quello di cui c'é bisogno é ridefinire partiti, schieramenti, istituzioni". Con quale ruolo? E quella di Montezemolo può considerarsi un'autocandidatura? "Ci possono essere vari ruoli, il tempo ce lo dirà. Saranno gli avvenimenti e le scelte personali - conclude Casini - a determinare o no una formale discesa in campo".
MARONI, UN PO' DEMAGOGICO, BENE SU FEDERALISMO
"C'é stato un po' di demagogia: ci sono i costi della politica ma non si possono confondere con i costi di organizzazione della democrazia. Bene Montezemolo sulla riforma federalista: oggi finalmente ha riconosciuto che è una prospettiva giusta". Alla domanda se il j'accuse del leader degli industriali può essere letto come una discesa in campo, un manifesto politico, Maroni taglia corto: "Il presidente di Confindustria ha una notevole rilevanza sul piano politico. Confindustria fa politica. Quale saranno le sue scelte personali io non lo so ma - conclude l'esponente del Carroccio - ciò che è certo che se vorrà scendere in politica dovrà passare attraverso l'elettorato".
D'ALEMA, NON SI E' CANDIDATO A FARE A.D. ITALIA
"Montezemolo non si è candidato a fare l'amministratore delegato dell'Italia, è un'analisi sbagliata che susciterebbe innanzitutto una reazione da parte di Luca Cordero di Montezemolo". Lo ha detto Massimo D'Alema rispondendo alla domanda di un giornalista a margine di un incontro elettorale a Taranto. D'Alema respinge l'idea di "essere classificato tra i critici" dell'intervento del presidente di Confindustria, e precisa: "ho detto che Montezemolo ha detto molte cose apprezzabili, condivisibili sulla politica". "Credo che forse avrebbe potuto affondare il bisturi con uguale severità in certi mali del sistema economico italiano nel quale ci sono casi di successo ma non sono mancati casi gravi di inefficienza e corruzione". "Credo che ognuno - ha ribadito - debba cercare di vedere in casa propria le cose che non vanno come io ho fatto parlando dei difetti della politica".
- Horacio Verbitsky
















