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DL SICUREZZA (di Berlusconi): STOP PROCESSI MINORI: Sviluppi [Download Discussione]
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Messaggio DL SICUREZZA (di Berlusconi): STOP PROCESSI MINORI: Sviluppi 
 

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Lunedi, 16 Giugno : 2008

DL SICUREZZA: STOP PROCESSI MINORI,
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ANCHE PER PREMIER


COLLEGATA: Giustizia: approvato l'emendamento salva-premier con la sospensione dei processi

"Un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti". Così Silvio Berlusconi definisce, in una lettera al presidente del Senato Renato Schifani, l'emendamento dei senatori Berselli e Vizzini al decreto sicurezza, aggiungendo che per l'opposizione "non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto".

"I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Preso visione della situazione processuale e ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria". Così, nella lettera inviata al presidente del Senato Renato Schifani, Silvio Berlusconi affronta il tema dell'emendamento dei relatori al decreto sicurezza, con riferimento al processo di Milano che lo riguarda.

'RICUSERO' PRESIDENTE TRIBUNALE MILANO'  - "Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l'onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che tra l'altro oggi si troverebbe a poter disapplicare". Lo scrive il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella lettera al Presidente del Senato Renato Schifani, annunciando di voler ricusare il presidente del Tribunale di Milano nel processo Mills.

SERVE TUTELA ALTE CARICHE DELLO STATAO -"L'opposizione del centrosinistra all'emendamento Berselli- Vizzini al decreto sicurezza determina per Silvio Berlusconi "una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale". "Sono assolutamente convinto - dice il premier in una lettera al presidente del Senato Renato Schifani - dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione per la loro durata in carica".

'CHIEDERO' APPROVAZIONE EMENDAMENTI IN CDM'
- "La informo quindi che proporrò al Consiglio dei Ministri di esprimere parere favorevole sull'emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato". Lo ha scritto il premier Silvio Berlusconi nella lettera al Presidente del Senato Renato Schifani, parlando del decreto sicurezza in esame al Senato.


ARRIVA NORMA BLOCCA-PROCESSI PER REATI FINO A GIUGNO 2002

di Anna Laura Bussa

ROMA - Tutti i processi per reati commessi fino al 30 giugno 2002 che si trovino in una fase che va dall'udienza preliminare alla chiusura del dibattimento di primo grado e che non riguardino reati gravissimi, come mafia, terrorismo o incidenti sul lavoro, saranno sospesi per un anno. E' quanto prevede uno degli emendamenti presentati dai relatori Filippo Berselli e Carlo Vizzini, rispettivamente presidente delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato, al decreto sicurezza. La norma, tanto annunciata come 'apripista' al cosiddetto 'Lodo Schifani', alla fine trova una sua collocazione nel provvedimento che da domani sarà all'esame dell'Aula di Palazzo Madama. E fa insorgere l'opposizione che parla di "indulto mascherato" e di incongruenza visto che il decreto sicurezza così aumenterebbe le pene per gli stessi reati per i quali impedisce che si celebrino i processi. "Non è possibile - replica Berselli - che ogni volta che si presenta una proposta in materia di giustizia tutti pensino che possa servire a Berlusconi. Io non so nemmeno se questa misura potrà giovargli in qualche modo. So solo che si tratta di un'iniziativa che velocizzerà i processi e costituirà una corsia preferenziale per tutti i procedimenti penali per reati di grave allarme sociale. E' inutile continuare a intasare i tribunali con processi che intanto si concluderanno solo con prescrizione o indulto...".

Nelle due proposte di modifica presentate da Vizzini e Berselli si prevede, infatti, non solo la sospensione dei processi, ma anche l'indicazione ai magistrati su quali siano i procedimenti che dovranno essere affrontati prima degli altri. Si dice cioé che i Tribunali italiani dovranno occuparsi prima di tutto di reati punibili con l'ergastolo o con condanne superiori ai 10 anni, o che riguardino criminalità organizzata, la riduzione e il mantenimento in schiavitù, la tratta di persone, l'acquisto o la vendita di schiavi, il sequestro a scopo di estorsione, il terrorismo, le stragi, l'omicidio. E altri reati di grave allarme sociale, tra cui quelli relativi agli incidenti sul lavoro. In più, le toghe dovranno sempre dare la precedenza a tutti quei procedimenti con imputati detenuti o con rito direttissimo. Chi non vorrà avvalersi della sospensione, ovviamente lo potrà chiedere e continuare arrivando a sentenza. Ma, entro tre giorni dalla sospensione, si potrà anche arrivare a patteggiamento benché il processo sia già iniziato. Ed è questa una delle misure più discusse del testo. In questo modo, infatti, si introduce una sorta di patteggiamento 'allargato' che potrà essere chiesto e concesso anche se c'era già stato un rifiuto in questo senso da parte di Pm e giudice. Durante la sospensione, poi, anche la prescrizione subirà una battuta d'arresto, e riprenderà il suo corso "dal giorno in cui è cessata". Ma questo, commentano esponenti dell' opposizione, non avrebbe grossa importanza visto che, durante l'anno di 'sospensione', gli uffici giudiziari saranno costretti a trasformare completamente il proprio ruolo d'udienza per seguire le priorità indicate dal decreto, e così i "processi che la maggioranza considera minori" si potranno celebrare chissà quando: senz'altro dopo che la prescrizione li avrà cancellati. "I processi che riguardano la corruzione però - spiega il capogruppo dell'Udc Giampiero D'Alia - non mi sembra siano tanto 'minori'...". La parte civile del processo sospeso potrà, infine, "trasferire l'azione in sede civile".

SOSPENSIONE PROCESSI: I PROCESSI SOSPESI E CON PRECEDENZA

I processi che saranno sospesi per un anno, se l'emendamento presentato oggi diverrà legge, sono quelli per un'ampia gamma di reati tra cui, per fare degli esempi, l'omicidio colposo, il furto (compresi scippi e borseggi), le lesioni, la rissa, la truffa (anche a danno della pubblica amministrazione), l'usura, il sequestro di persona (ma non se è a fine di estorsione o rapina), la corruzione (compresa quella in atti giudiziari), i delitti contro l'inviolabilità dei segreti (dalle intercettazioni abusive alla rivelazione del contenuto di corrispondenza anche se da parte di personale delle poste e dei telefoni). I processi per i quali l'altro emendamento prevede invece una corsia preferenziale, indicati come "relativi ai delitti puniti con l'ergastolo o una pena superiore a dieci anni, ai delitti di cui agli articoli 51 comma 3 bis e 3 quater e 407 comma 2 lettera a del codice di procedura penale", sono tutti i più gravi, dai delitti di mafia a quelli di terrorismo, per i quali la competenza è assegnata alle direzioni distrettuali antimafia ed ai tribunali dei capoluoghi (ad esempio l'omicidio volontario, il sequestro di persona a scopo d'estorsione o di rapina, la rapina), ma anche, è espressamente indicato nel testo dell'emendamento, "i procedimenti con imputati detenuti anche per reati diversi".



Ultima modifica di Redazione il 01 Lug 2008 12:28, modificato 3 volte in totale 






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Messaggio Berlusconi premier, ci risiamo: «Stop ai processi contro di 
 

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Lunedi, 16 Giugno : 2008 L'Unità

Berlusconi premier, ci risiamo:
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«Stop ai processi contro di me»


Il Pd: «Dichiarazioni pesantissime»

È un fiume in piena. Silvio Berlusconi torna al vecchio stile, prende carta e penna e scrive al presidente del Senato Schifani una lettera destinata a segnare una svolta nella sua politica. E soprattutto nel dialogo con l’opposizione. Il presidente del Consiglio rispolvera i suoi cavalli di battaglia, quelli per cui l’abbiamo sempre conosciuto: le leggi ad personam, il complotto delle toghe rosse, la giustizia da rifare. Insomma, fa definitivamente suo quell’emendamento al decreto sicurezza che avevano presentato lunedì i senatori Vizzini e Berselli.

Per il premier, l’emendamento – che prevede la priorità dei processi per reati gravi con pene superiore ai dieci anni e sospende i processi per reati meno gravi compiuti entro il giugno 2002 – è «un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti». Niente di personale, insomma. E se la prende con l’opposizione contraria al codicillo che «non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto». Parla del processo Mills, quello in cui è accusato di aver corrotto il giudice inglese. Un reato, guarda caso, compiuto prima del giugno 2002.

Ma a Berlusconi l’emendamento non basta e annuncia che ha intenzione «di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato». Una riedizione in piena regola del Lodo Schifani, quello che nel 2004 la Consulta bocciò perché violava i principi costituzionali. Basterà, per usare le parole di Berlusconi «porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali».

Per questo il Lodo Schifani è ormai una norma «indispensabile». «Dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici – dice Berlusconi – sono assolutamente convinto che sia indispensabile introdurre anche nel nostro paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica».

La sua nuova battaglia contro i magistrati comincia da qui. Il premier ha infatti annunciato che ricuserà il presidente del Tribunale di Milano nel processo Mills: «Proprio oggi – spiega – mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l'onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che tra l'altro oggi si troverebbe a poter disapplicare». Quello per corruzione in atti giudiziari, per Berlusconi è solo uno dei «fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica».

Durissima la reazione dell’opposizione che già prima dlela lettera a Schifani aveva messo in dubbio il proseguimento del dialogo. Ora il Pd dice chiaramente che «le dichiarazioni pesantissime del presidente del Consiglio hanno confermato la linea scelta da Berlusconi e dalla maggioranza e aggravano quegli strappi già fatti». Anche Di Pietro va all’attacco: «Berlusconi non conosce lo Stato di diritto – dichiara – e non vuole che sia applicata a sé la legge che vale per tutti i cittadini. Berlusconi – prosegue Di Pietro - è allergico alla giustizia: non è certamente un'uscita estemporanea: infatti prima provoca per cercare la reazione e poi trova il pretesto per ricusare il giudice naturale. Non è la prima volta che in prossimità del processo usa questa tattica».

Secondo quanto riferito dall’avvocato di Belrusconi nel processo Mills, le dichiarazioni sconveniente della presidente del Tribunale di Milano nei confronti del premier, sarebbero state trovate su Internet.

  





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Messaggio BLOCCA-PROCESSI, SCHIFANI: SARA' UNA SEDUTA VIVACE 
 

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Martedi, 17 Giugno : 2008

BLOCCA-PROCESSI, SCHIFANI:
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SARA' UNA SEDUTA VIVACE


Collegata:
PROCESSO MILLS: BERLUSCONI HA RICUSATO IL GIUDICE GANDUS

ROMA - Il presidente del Senato Renato Schifani non esclude che quella odierna possa essere una seduta "vivace" in Aula. L'assemblea è infatti impegnata sul decreto sicurezza per il quale i relatori, Filippo Berselli e Carlo Vizzini, hanno preparato due emendamenti ribattezzati dall'opposizione "salva premier". "Certamente - ha spiegato rispondendo a una domanda dei giornalisti - darò lettura delal lettera indirizzata dal presidente del Consiglio a questa presidenza. E' prassi, anzi è obbligo darne lettura in Aula trattandosi di un atto ufficiale". La tentazione del senatore leghista Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture ed ex ministro della Giustizia, è invece di liquidare i due emendamenti cosiddetti "salva premier" con un "incostituzionali". Poi, conversando con un cronista che incrocia nel Transatlantico del Senato, si ferma e sorride: "No, preferisco leggere prima i testi. Non mi fido di quello che scrivono i giornali. Meglio prima documentarsi e poi commentare".

Il Senato ha tributato un minuto di silenzio in memoria degli immigrati clandestini morti o dispersi ieri in mare nel tentativo di raggiungere l'isola di Lampedusa. "Siamo di fronte ad un problema drammatico - osserva il presidente del Senato - che va valutato in modo concertato coinvolgendo i paesi europei e i paesi dell'altra sponda del Mediterraneo. E' un problema che non può essere affrontato come un caso isolato".

PREVISTO OGGI DEPOSITO ISTANZA RICUSAZIONE GANDUS

E' previsto per oggi il deposito dell'istanza di ricusazione del presidente della X sezione del Tribunale di Milano Nicoletta Gandus da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, imputato nel processo, appunto davanti al collegio presieduto da Nicoletta Gandus, con il legale inglese David Mills. L'istanza di ricusazione è basata, fondamentalmente, su alcune prese di posizione del giudice su alcuni siti internet contro leggi varate dal precedente governo guidato da Berlusconi. La prossima udienza è prevista per venerdì prossimo.

BLOCCA-PROCESSI, BERLUSCONI: TUTELA PER TUTTI
"Un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti". Così Silvio Berlusconi definisce, in una lettera al presidente del Senato Renato Schifani, l'emendamento dei senatori Berselli e Vizzini al decreto sicurezza, aggiungendo che per l'opposizione "non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto".

"I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Preso visione della situazione processuale e ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria". Così, nella lettera inviata al presidente del Senato Renato Schifani, Silvio Berlusconi affronta il tema dell'emendamento dei relatori al decreto sicurezza, con riferimento al processo di Milano che lo riguarda.


Anm: chi governa non puo' denigrare giudici

ROMA - "Chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale". Così l'Associazione nazionale magistrati interviene sulle "accuswe gravissime" rivolte da Silvio Berlusconi ai magistrati del processo Mills. "Questi comportamenti - afferma il sindacato delle toghe - rischiano infatti di minare alla radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto".

Quelle di Berlusconi sono "invettive tanto veementi quanto ingiustificate" affermano il presidente Luca Palamara e il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, che esprimono al pm e al presidente del collegio giudicante del processo Mills, in cui il premier è imputato di corruzione in atti giudiziari, "piena solidarietà e sostegno" "In uno Stato democratico ogni imputato può difendersi con tutti gli strumenti del diritto e con la critica pubblica; ma chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale- ammonisce l'Anm- Purtroppo è già accaduto in passato. Ma non è possibile assuefarsi". Nel sottolineare che questi comportamenti rischiano di minare la credibilità delle istituzioni e di compromettere l' equilibrio tra poteri dello Stato, il sindacato delle toghe chiede "alla politica ed al governo di non imboccare questa strada, di rispettare l'indipendente esercizio della giurisdizione nello spirito di un confronto sui temi della giustizia franco ed aperto e perciò capace di individuare proposte e soluzioni efficaci per il funzionamento della giustizia italiana".

Csm apre pratica a tutela magistrati di Milano
ROMA  - Il Csm ha aperto una pratica a tutela dei magistrati del processo Mills. Lo rende noto un comunicato di Palazzo dei marescialli.

La scelta di aprire la pratica è del Comitato di Presidenza, l'organo di vertice del Consiglio Superiore della Magistratura, guidato dal vice presidente Nciola Mancino. Il Comitato ha "deciso di aprire una pratica a tutela del 'sostituto procuratore milanese' accusato, nella lettera inviata dal Presidente del Consiglio al Presidente del Senato, 'di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici' e di magistrati del 'Tribunale di Milano anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulle tesi accusatorie", recita la nota. Una scelta compiuta "anche aderendo alla richiesta dei consiglieri Giuseppe Maria Berruti e Vincenza Maccora".
 



Ultima modifica di Redazione il 18 Giu 2008 12:58, modificato 1 volta in totale 






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Messaggio SICUREZZA: SENATO, OPPOSIZIONE LASCIA L'AULA 
 

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Mercoledi, 18 Giugno : 2008


SICUREZZA: SENATO,
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OPPOSIZIONE LASCIA L'AULA


I senatori dell'opposizione hanno lasciato l'Aula prima che si votasse l'emendamento "sospendi processi" presentato dai relatori al decreto sicurezza. Gli esponenti del centrosinistra stanno lasciando l'aula subito dopo l'intervento del capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, che è stato di critica alla norma cosiddetta 'salva-premier'.

VELTRONI RICEVUTO DA NAPOLITANO

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale il segretario del Partito Democratico, on. Walter Veltroni. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

L'incontro all'indomani della rottura con l'opposizione del possibile dialogo sulle regole. E proprio sulle regole, cioe' laddove il Pd si riprometteva il confronto, e' avvenuto, secondo Veltroni lo strappo da parte di Silvio Berlusconi. "Io e il Pd in questi mesi - ha detto Veltroni in un'intervista al TG1 - abbiamo cercato di portare l'Italia fuori dal passato, e nessuno potrà dire che l'opposizione ha avuto un atteggiamento pregiudiziale o ideologico, anzi, abbiamo anche sopportato delle critiche, legittime". "Io sono convinto - ha proseguito Veltroni - che le regole del gioco si scrivano insieme, ma quando è proprio sulle regole del gioco che si producono gli strappi come quelli prodotti in queste ore, è evidente che si riprecipita il Paese verso il passato; e invece l'Italia avrebbe il diritto d avere un presente e un futuro diversi da quello che abbiamo conosciuto fino ad oggi".

BONAIUTI A VELTRONI, TELA DIALOGO L'HAI STRAPPATA TU  - "Ma Veltroni crede di essere Penelope? Dice di aver tessuto la tela del dialogo e invece è lui che l'ha strappata non appena è cresciuta l'opposizione di sinistra". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti risponde alle affermazioni del segretario del Pd Walter Veltroni sul dialogo interrotto tra maggioranza e Partito democratico.

RIESPLODE CONFLITTO PREMIER-MAGISTRATI MILANO
(di Stefano Rottigni)
MILANO - Gli anni delle battaglie furenti tra magistratura milanese e Silvio Berlusconi sembravano acqua passata, in un clima politico rasserenato e improntato al dialogo. La battaglia è invece riesplosa, in tutta la sua crudezza. Il premier ha ricusato il giudice Nicoletta Gandus davanti al quale è imputato, con l'avvocato inglese David Mills, per corruzione in atti giudiziari, e la Procura di Milano, con il suo capo, Manlio Minale, ha definito "illazioni" le parole di Berlusconi che, in una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani, per difendere l'emendamento sospendi-processi, bollava il dibattimento in corso come uno "stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici". Nell'istanza di ricusazione, sulla quale i giudici della quinta sezione della Corte d'Appello di Milano saranno chiamati a decidere entro cinque giorni, i legali del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, sostengono che la Gandus, con una serie di interventi su siti internet, ha dimostrato "grave inimicizia" nei confronti dell'imputato. In particolare per un appello sottoscritto, con altri, nel febbraio del 2006 in cui si auspicava che la nuova coalizione che sarebbe uscita qualche mese dopo dalle urne, abrogasse alcune leggi del governo Berlusconi, oggetto di pesanti critiche nel documento.

Altri argomenti del presidente del Consiglio: il fatto che sul sito di Magistratura Democratica il giudice avesse definito la legge sulla fecondazione assistita "un concentrato di barbarie giuridica" e che il magistrato avesse avuto in passato azioni Mediaset. Questo la metterebbe tra "i soggetti potenzialmente danneggiati" nel processo, collegato a quello Mills-Berlusconi, sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti tv e cinematografici da parte del gruppo televisivo, altro procedimento in cui il premier è imputato. "La personalizzazione dell'inimicizia - scrivono i due avvocati - non può essere negata solo con l'osservare che il giudice avrebbe contestato le leggi e non il Presidente del Consiglio che le avrebbe ispirate o volute, perché in questi anni tutta l'opinione pubblica e tutti gli avversari politici hanno di questa personalizzazione fatto bandiera costantemente garrente".

"E allora - proseguono i legali del premier - la dottoressa Gandus non poteva non sapere, anche se avesse potuto diversamente divisare, che i suoi strali sarebbero stati, oggettivamente, indirizzati in via diretta alla persona di Silvio Berlusconi, e che come tali sarebbero stati da tutti recepiti". Il premier, insomma, "avversario politico in tutti i campi". Alle parole di Berlusconi che invece riguardano i suoi pm, risponde, in uno dei rarissimi comunicati emessi da quando è a capo dell'ufficio, il procuratore di Milano, Manlio Minale: "illazionì quelle che ha letto nella lettera del premier a Schifani. Il procedimento, osserva, "é stato iscritto a seguito di precise dichiarazioni rese dallo stesso avvocato Mills in data 18 luglio 2004, alla presenza del difensore nel corso di un interrogatorio quale persona indagata in altro procedimento". "Le indagini - conclude secco Minale - sono state condotte nel più assoluto rispetto delle garanzie della difesa e nell'esclusiva ottica dell'accertamento della verità. All'esito delle indagini preliminari è stata esercitata l'azione penale e gli atti, superato positivamente il vaglio dell'udienza preliminare, sono pervenuti al Tribunale". Scontro, dunque. E, a completamento del quadro, il Csm, nel frattempo, ha aperto una pratica a tutela dei magistrati coinvolti nel processo Mills-Berlusconi.

  





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Messaggio Via libera alla blocca-processi Ma Pd e Idv lasciano l'Aula 
 

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Mercoledi, 18 Giugno : 2008 Corriere della Sera

I DIPIETRISTI: «PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA».
BONINO: «scrivete una pagina buia, ma non esco»


Via libera alla blocca-processi
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Ma Pd e Idv lasciano l'Aula del Senato


Approvato l’emendamento che dà priorità ai processi per reati gravi e anche la «salva-premier»

L'opposizione lascia l'aula (LaPresse)
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ROMA - Via libera di Palazzo Madama alla norma blocca-processi. Il Senato ha approvato infatti l'emendamento presentato dai relatori al decreto sicurezza che prevede la sospensione dei processi per reati commessi fino al giugno 2002. I senatori del Pd e dell'Idv hanno lasciato l'aula prima del voto, mentre sono rimasti nell'emiciclo gli esponenti dell'Udc e i radicali. Prima della protesta, i senatori aveva dato il via libera all'emendamento al decreto sicurezza che dà priorità ai processi per reati gravi.

FINOCCHIARO - Ad annunciare che il Pd non avrebbe partecipato al voto sulla cosiddetta «salva-premier» è stata Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Partito democratico. La senatrice siciliana ha criticato la norma perché, ha spiegato, creerà «un aggravamento di lavoro in tutti i tribunali italiani» e ha accusato Silvio Berlusconi «di aver perso un'occasione davvero unica: quella di creare in Italia un nuovo bipolarismo».

BONINO - Emma Bonino è rimasta in Aula pur contestando la blocca-processi presentata al decreto sicurezza. «Voi state per scrivere una pagina buia - afferma rivolgendosi agli esponenti della maggioranza - ma io non uscirò. Non lascerò i lavori parlamentari. Voglio ricordarmi bene questa foto dell'aula mentre approverete questo emendamento». I radicali, per anni, ricorda Emma Bonino, si sono battuti «per una giustizia giusta», senza «aver mai avuto atteggiamenti giustizialisti o forcaioli» ma ora Emma Bonino dice di essere «impressionata» dall'atteggiamento del centrodestra, che «solo ora si accorge» di quanto sia necessario fare riforme per la giustizia.

«PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA» - Come il Partito democratico di Walter Veltroni anche l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro non ha partecipato al voto sull'emendamento cosiddetto «salva-premier». E il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, in un'intervista, ha annunciato che «Sicuramente contro il salva-premier e contro il ddl sulle intercettazioni» i dipietristi raccoglieranno«le firme per un referendum abrogativo» senza escludere la possibilità «scendere in piazza»


Collegate / Approfondimento:
- BLOCCA-PROCESSI, SCHIFANI: SARA' UNA SEDUTA VIVACE
- PROCESSO MILLS: BERLUSCONI HA RICUSATO IL GIUDICE GANDUS
- BERLUSCONI RICUSA GIUDICE VELTRONI: STOP DIALOGO
- Le ricusazioni presentate negli anni dal premier
- Manovra: sanità, ritornano i ticket  
  





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Messaggio Sicurezza, Franco: "Governo blocca processi per stupro 
 

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Mercoledi, 18 Giugno : 2008 Red, da comunicato stampa

Sicurezza, Franco:
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"Governo blocca processi per stupro"


"Altro che più sicurezza per le donne in città, gli emendamenti salva-Berlusconi sospenderanno anche i processi per stupro. Ormai è chiaro che la repressione della violenza sessuale e la sicurezza delle donne nelle
città sono state solo la bandiera che il governo ha usato per emanare misure aventi tutt'altro scopo".

Lo dice Vittoria Franco, senatrice e ministro ombra delle Pari Opportunità del Pd.

"Dopo aver cancellato le risorse per il piano antiviolenza che prevedeva più prevenzione e più centri antiviolenza, dopo aver bocciato tutti i nostri emendamenti sullo stalking e contro la violenza sessuale, ora il governo Berlusconi compie l'ultimo passo contro le donne - sottolinea Vittoria Franco - I processi per i reati di stupro, aggressione, lesioni, cioè i processi che riguardano reati che colpiscono le donne, rientrano
clamorosamente tra quelli per cui è prevista la sospensione di un anno. Se non che, dal momento che la legge prevede che il dibattimento venga riavviato con lo stesso collegio altrimenti si ricomincia tutto daccapo, è
fortemente probabile che moltissimi dei processi per gli stupri commessi prima del 30 giugno 2002 finiranno con un nulla di fatto. I reati infatti cadranno in prescirizione nel frattempo. Ma non basta.

Tra i reati per cui è prevista la precedenza assoluta nei processi la violenza sessuale semplice non rientra. Questo significa una cosa molto chiara: la lotta contro la violenza sessuale è stata solo una bandiera per il governo
Berlusconi. Non è affatto vero che il pacchetto sicurezza è stato varato anche per dare più sicurezza alle donne, ma l'esatto contrario. Crediamo che quello che sta succedendo è di una gravità inaudita. Non ha niente da dire la ministra Carfagna? Noi continueremo a dare battaglia nel Parlamento e nel Paese".


Collegate / Approfondimento. Precedenti più:

- BLOCCA-PROCESSI, SCHIFANI: SARA' UNA SEDUTA VIVACE
- PROCESSO MILLS: BERLUSCONI HA RICUSATO IL GIUDICE GANDUS
- BERLUSCONI RICUSA GIUDICE VELTRONI: STOP DIALOGO
- Le ricusazioni presentate negli anni dal premier
- Manovra: sanità, ritornano i ticket  
  





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Messaggio Blocco processi, per Anm 100.000 a rischio paralisi