DOLCI DA FORNO, A LIEVITARE SONO I PREZZI
ROMA - E' a rischio rincaro persino il tiramisù. Sia per la Cina che fa scorta di materie prime, sia per la nuova domanda di cereali da parte dell'industria del bioetanolo, a scapito di quella alimentare, subiscono un'impennata le quotazioni del burro da pasticceria (+70%), farina (+30%) e uova (+30%), materie prime dei prodotti da forno e pasticceria. I consumatori più golosi dovranno quindi mettere mano al portafogli per acquistare i dolci della tradizione nazionale, dal savoiardo all'amaretto, dal panettone al pandoro: i listini di queste golosità simbolo del Made in Italy aumenteranno, dalla prossima settimana, mediamente del 15%.
A lanciare il grido d'allarme è l'Associazione industrie dolciarie italiane (Aidi)."Siamo di fronte ad una crisi strutturale, non congiunturale, che non ha probabilità di rientrare, dopo gli aumenti inusitati dell'ultima settimana, a valori di norma" sottolinea il presidente di settore dell'industria dolciaria Gastone Caprini, nonché amministratore delegato di Bauli. "Il forte incremento dei prezzi che, per la prima volta, riguarda contemporaneamente molti ingredienti fondamentali per la produzione dolciaria - lamenta Caprini - rischia di mettere in crisi uno dei settori più solidi del Made in Italy alimentare, quello dei prodotti da forno. E i produttori da soli non riescono più a compensare il differenziale dei costi delle materie prime e dei materiali da imballaggio, senza intervenire sul prezzo finale del prodotto". Il rialzo generalizzato di produzioni del settore primario e delle forniture per il packaging, come il cartone ondulato il cui costo è salito del 30%, "mette in difficoltà - afferma l'Aidi - l'intero settore dolciario, che utilizza 600mila tonnellate di farine di grano tenero, 40mila tonnellate di burro (+10% nel 2006 sul 2005) e 80mila di uova".
Nel 2006, l'industria dolciaria dei prodotti da forno ha raggiunto una produzione di 1.024.800 tonnellate per un valore di oltre 4mila milioni di euro, incidendo all'interno dell'intero settore dolciario per il 59% in volume e per il 39,5% in valore. Delicata si prospetta la situazione per i lievitati di ricorrenza (panettone, pandoro) e le specialità tradizionali che, da gennaio 2006 con la normativa sulla 'denominazione riservata', devono utilizzare percentuali minime di ingredienti caratterizzanti e di qualità elevata (ad es. il panettone deve contenere burro almeno pari al 16%, e il pandoro al 20%) e uova (il savoiardo un minimo di uova del 26%). "In 50 anni di lavoro - assicura il presidente della Vicenzi Biscotti, Giuseppe Vicenzi - non avevo mai assistito ad una rivoluzione di questa consistenza, che porterà ad un aumento del 10% delle nostre specialità italiane. Il mercato nazionale già offre poche opportunità con la Gdo che impone vendite sottocosto; ora anche l'ossigeno dell'export verrà ridotto perché sarà difficile da far digerire un listino in rialzo insieme all'euro alle stelle".
A lanciare il grido d'allarme è l'Associazione industrie dolciarie italiane (Aidi)."Siamo di fronte ad una crisi strutturale, non congiunturale, che non ha probabilità di rientrare, dopo gli aumenti inusitati dell'ultima settimana, a valori di norma" sottolinea il presidente di settore dell'industria dolciaria Gastone Caprini, nonché amministratore delegato di Bauli. "Il forte incremento dei prezzi che, per la prima volta, riguarda contemporaneamente molti ingredienti fondamentali per la produzione dolciaria - lamenta Caprini - rischia di mettere in crisi uno dei settori più solidi del Made in Italy alimentare, quello dei prodotti da forno. E i produttori da soli non riescono più a compensare il differenziale dei costi delle materie prime e dei materiali da imballaggio, senza intervenire sul prezzo finale del prodotto". Il rialzo generalizzato di produzioni del settore primario e delle forniture per il packaging, come il cartone ondulato il cui costo è salito del 30%, "mette in difficoltà - afferma l'Aidi - l'intero settore dolciario, che utilizza 600mila tonnellate di farine di grano tenero, 40mila tonnellate di burro (+10% nel 2006 sul 2005) e 80mila di uova".
Nel 2006, l'industria dolciaria dei prodotti da forno ha raggiunto una produzione di 1.024.800 tonnellate per un valore di oltre 4mila milioni di euro, incidendo all'interno dell'intero settore dolciario per il 59% in volume e per il 39,5% in valore. Delicata si prospetta la situazione per i lievitati di ricorrenza (panettone, pandoro) e le specialità tradizionali che, da gennaio 2006 con la normativa sulla 'denominazione riservata', devono utilizzare percentuali minime di ingredienti caratterizzanti e di qualità elevata (ad es. il panettone deve contenere burro almeno pari al 16%, e il pandoro al 20%) e uova (il savoiardo un minimo di uova del 26%). "In 50 anni di lavoro - assicura il presidente della Vicenzi Biscotti, Giuseppe Vicenzi - non avevo mai assistito ad una rivoluzione di questa consistenza, che porterà ad un aumento del 10% delle nostre specialità italiane. Il mercato nazionale già offre poche opportunità con la Gdo che impone vendite sottocosto; ora anche l'ossigeno dell'export verrà ridotto perché sarà difficile da far digerire un listino in rialzo insieme all'euro alle stelle".
- Horacio Verbitsky
















