In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)
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Donna stuprata e segregata dopo una nottata in discoteca
Milano.Arrestato un quarantenne con precedenti per violenza sessuale
Donna stuprata e segregata
dopo una nottata in discoteca
La vittima, con problemi comportamentali, è stata costretta ad assumere cocaina
Ha conosciuto il suo aguzzino in un locale notturno in zona Ticinese, sembrava un tipo a posto e non poteva immaginare che si trattasse di un violento maniaco sessuale.
LEI D’ALTRONTE era svantaggiata dal fatto di soffrire di disturbi del comportamento, rendendola più vulnerabile. Una quarantenne italiana è stata sequestrata e violentata per dodici ore, dalle 6 del mattino alle 18,45 di mercoledì, prima che i vicini sentissero le sue grida e chiamassero la Polizia.
La violenza è avvenuta in un appartamento di via Pascarella. La vittima ha conosciuto il suo stupratore in un locale notturno.
Poche parole scambiate e il bruto ha capito che quella donna un po' strana era la preda perfetta per sfogare la sua libidine e la sua violenza. Dopo qualche drink i due si sono spostati in via Pascarella, in casa di lui, nel quartiere di Quarto Oggiaro.
Appena in casa l'uomo, un italiano con precedenti proprio per violenza sessuale, noto nel quartiere come un personaggio violento, ha chiuso la porta a chiave, ha sbattuto la donna sul letto e si è sfogato, picchiandola con violenza e stuprandola ripetutamente per ore. Finchè i lamenti della poveretta, ormai sfinita e annientata, con solo un filo di voce che le usciva dalla gola, ha richiamato l'attenzione dei vicini che, conoscendo il carattere e i trascorsi dell'uomo hanno subito intuito che stesse accadendo qualcosa di grave e hanno chiamato il 113.
La volante del commissariato di Quarto Oggiaro si è precipitato all'indirizzo segnalato. Gli agenti hanno bussato alla porta. Dall'interno il bruto ha tentato di zittire la donna, tappandole la bocca con le mani. Poi, riuscito nell'intento e prendendo tempo con gli agenti, ha tentato di lavare i vestiti sporchi di sangue, uscito dalle ferite che aveva procurato alla sua vittima e aveva tentato di gettare nella tazza del bagno i preservativi usati.
QUANDO GLI AGENTI sono entrati hanno trovato la donna vestita con solo l'accappatoio, coperta di lividi, piena di sangue e in lacrime. In manette è finito Giuseppe Bua, sessantaduenne, con precedenti penali per violenza sessuale e per spaccio.
Nel ricostruire la violenza gli agenti hanno anche accertato che Bua, durante le ore in cui ha abusato della donna, le avrebbe somministrato alcol e cocaina, per soggiacerla più facilmente al suo volere. La vittima, in stato di choc e con profonde lacerazioni alla vagina, oltre a varie contusioni, donna è stata trasportata e ricoverata alla clinica Mangiagalli, dove è stata confermata la violenza sessuale.
L'ipotesi degli agenti del commissariato è che l'uomo abbia assunto a sua volta cocaina per prolungare la prestazione sessuale e perdendo così il controllo della situazione, fino a spingerlo in una specie di raptus di follia e violenza, a percuoterla e a costringerla a pratiche sessuali estreme.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
La data di oggi è Sab 11 Ott, 2008 09:53 | Tutti i fusi orari sono UTC + 1 ora [Ora Legale]
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