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Elezioni in Francia - [Download Discussione]
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Messaggio Elezioni in Francia - 
 
Domenica, 6 Maggio 2007 - 19:02


 
Image PARIGI - Con il 53-55% delle preferenze, il candidato della destra Nicolas Sarkozy si avvia ad una netta vittoria nelle elezioni presidenziali francesi, secondo le prime proiezioni diffuse in Belgio e Svizzera, mentre l'affluenza, stimata al 75,11% intorno alle 17, potrebbe essere la più alta dal 1965. L'ultima proiezione, realizzata da Tns-Ipsos e citata dalla Radio svizzera, assegnava un vantaggio del 54-55% a Sarkozy sulla sua rivale socialista Segolene Royal, mentre, secondo stime del ministero dell'interno francese, il leader neogollista raccoglierebbe il 53,5%, contro il 46,5% per l'avversaria. Cifre analoghe sono riferite dagli altri due principali istituti di sondaggio francesi, Bva e Sofres. Dopo la diffusione dei primi dati, a urne ancora aperte, grida di gioia sono esplose fra i sostenitori di Sarkozy. "Abbiamo vinto, abbiamo vinto", hanno gridato in coro nella sede dell'Ump (Union pour un Mouvement Populaire), il partito di Sarkozy, che sta già organizzando per stasera una manifestazione-concerto sulla place de la Concorde a Parigi. Facce scure, invece, al quartiere generale di Segolene Royal nella capitale.

GIOIA AL PARTITO DI SARKOZY, TRISTEZZA AL PS
Grida di gioia dei sostenitori di Nicolas Sarkozy e atmosfera triste nella sede del partito socialista, questa sera - ad urne ancora aperte - dopo la circolazione di informazioni su una vittoria annunciata del candidato neogollista al secondo turno dell' elezione presidenziale francese. "Abbiamo vinto, abbiamo vinto", gridano in coro nella sede dell' Ump (Union pour un Mouvement Populaire), il partito di Sarkozy. Facce scure, invece, fra i sostenitori della candidata socialista Segolene Royal.

PALCO UMP IN PLACE DE LA CONCORDE A PARIGI
Un grande palco è in corso di installazione in place de la Concorde a Parigi, dove l'Ump, il partito di Nicolas Sarkozy, ha previsto di organizzare questa sera una manifestazione con concerto in caso di vittoria del candidato neogollista all'elezione presidenziale francese. Sono numerose le emittenti televisive francesi e straniere che stanno piazzando le proprie telecamere. Ai margini della piazza ci sono una decina di camionette della polizia.


AFFLUENZA ALTA
Nel ballottaggio per l'elezione del presidente della repubblica francese alle 17 ha votato il 75,11% degli elettori. Lo scorso 22 aprile in occasione del primo turno alla stessa ora l'affluenza era stata del 73,87%. Solo una volta nella quinta repubblica si era registrato un tasso più alto alla stessa ora ed era accaduto in occasione delle elezioni presidenziali del 1974 quando erano arrivati al ballottaggio Valery Giscard d'Estaing e Francois Mitterrand.  I francesi stanno scegliendo tra Segolene Royal e Nicolas Sarkozy il successore di Jacques Chirac che dopo 12 anni lascia tra una decina di giorni l'Eliseo. I seggi nei territori d'oltremare del continente americano - nelle isole vicine alla costa canadese di Saint Pierre e Miquelon, in Guyana, nelle Antille e in Guadalupa - si sono già chiusi da alcune ore mentre quelli della Polinesia hanno chiuso in coincidenza con l'inizio del voto nel territorio metropolitano.  La scelta tra Nicolas Sarkozy, il favorito di tutti i sondaggi, e Segolene Royal è sulle prime pagine di tutti i domenicali che danno generalmente una valutazione positiva della lunga e dura campagna elettorale e chiedono agli elettori di andare a votare in massa, come avevano fatto in occasione del primo turno il 22 aprile.
Il Journal du Dimanche scrive di "una scelta decisiva e anche storica" e si felicita "per la ricchezza delle personalità che oggi chiedono il voto dei loro compatrioti". Le Parisien ricorda che chiunque vinca, i due candidati "hanno rinnovato la vita politica". Un altro elemento che emerge è il cambiamento generazionale e la possibilità che una donna venga eletta all'Eliseo. Nei seggi le operazioni di voto sono cominciate regolarmente; c'é una forte mobilitazione delle forze di sicurezza in tutto il paese con 80 compagnie anti sommossa in allerta e migliaia e migliaia di agenti e gendarmi incaricati di garantire il regolare svolgimento delle elezioni.  Una particolare attenzione è stata rivolta alle banlieue parigine dove l'allerta è forte e dove si temono incidenti dopo l'annuncio dei risultati.

BAYROU:  LEGISLATIVE SARANNO TERZO TURNO
 "Ci sarà un terzo turno, con delle elezioni legislative - il 10 e 17 giugno prossimo per eleggere i deputati - che permetteranno ai francesi di precisare e di equilibrare la scelta fatta oggi". Lo ha affermato il presidente dell'Udf, Francois Bayoru, giunto terzo con il 18,6% dei voti al primo turno dell'elezione presidenziale francese. Bayrou, che ha votato oggi a Pau, ha risposto con un sorriso ai giornalisti che gli avevano chiesto se poteva confermare quello che ha detto qualche giorno fa, e cioé che non avrebbe votato per il candidato della destra Nicolas Sarkozy. Il leader centrista ha detto di sperare che in Francia ci siano "poteri equilibrati affinché tutte le grandi sensibilità possano esprimersi". "Sono deciso a far sì che la vita politica della Francia cambi", ha concluso Bayrou, il quale ha annunciato nei giorni scorsi la trasformazione dell'Udf in un nuovo partito, che si chiamerà Movimento democratico.


17:41

Atti di vandalismo in seggi Parigi


PARIGI - Atti di vandalismo sono stati commessi oggi in numerosi seggi elettorali del centro di Parigi prima della loro apertura, senza conseguenze però sull'andamento delle operazioni di voto. Lo ha reso noto il sindaco del I arrondissement, Jean-Francois Legaret (del partito del candidato della destra Nicolas Sarkozy), precisando che almeno un terzo dei 50 seggi dei primi quattro arrondissement della capitale sono stati presi di mira dai vandali. Ignoti hanno bloccato con fil di ferro, colla o cicche di sigarette le serrature per ostacolare l'ingresso delle sezioni elettorali con il solo risultato di ritardare lievemente l'apertura di alcuni seggi. Il comune di Parigi ha indicato di essere a conoscenza anche di alcuni casi di vandalismo in altri arrondissemnt della città, come il XIII e il XV. La questura invece non ha voluto confermare né smentire per "non turbaré l'elezione presidenziale in corso. Secondo altre fonti, anche alcune auto parcheggiate davanti a seggi elettorali sarebbero state incendiate.



15:40
I poteri del capo dello stato


PARIGI - I poteri del presidente della repubblica francese sono tra i più ampi nelle democrazie occidentali e vanno dalla scelta del primo ministro allo scioglimento delle camere, dal controllo dell'uso delle armi nucleari alla definizione della politica estera e di difesa. I suoi poteri sono fissati dalla costituzione del 1958 che indica un potere esecutivo a due teste, presidente della repubblica e capo del governo, ma che fa del capo dello stato il vero 'arco di volta' della struttura costituzionale. - Il presidente della repubblica vigila sul rispetto della costituzione; è il garante dell'indipendenza nazionale e dell'integrità del territorio. E' in questo ambito che gli sono stati conferiti i poteri di decisione in caso di emergenza nucleare. - Nomina e revoca il primo ministro; su proposta di quest'ultimo nomina e revoca i membri del governo. Presiede il consiglio dei ministri e firma decreti e altri atti legislativi. - Accredita gli ambasciatori, negozia i trattati, può decidere di sottoporre a referendum alcuni progetti di legge, scioglie il parlamento e convoca il parlamento in sessione straordinaria. - E' il garante dell'indipendenza dell'autorità giudiziaria e presiede il consiglio superiore della magistratura. - Assieme al parlamento ha il potere di iniziativa per la revisione della costituzione. In tre periodi della storia della quinta repubblica si è avuta la cosiddetta 'coabitazione', la presenza cioé di un presidente di un indirizzo politico e un governo di un altro; questo aveva posto di fatto il capo dello stato come leader dell'opposizione. Per ridurre il rischio di questa anomalia, dal 2002 è stata ridotta la durata del mandato del presidente della repubblica da sette a cinque anni, facendo coincidere il mandato con quello del parlamento che viene eletto a poche settimane di distanza.

  





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Messaggio Re: Elezioni in Francia - 
 
Domenica, 6 Maggio 2007 - 20:36

FRANCIA: NICOLAS SARKOZY E' IL NUOVO PRESIDENTE

 
Image PARIGI - Con il 53-55% delle preferenze, il candidato del centrodestra Nicolas Sarkozy, 52 anni, si avvia ad una netta vittoria nelle elezioni presidenziali francesi, secondo le prime proiezioni diffuse in Belgio e Svizzera, mentre l'affluenza, stimata al 75,11% intorno alle 17, potrebbe essere la più alta dal 1965. L'ultima proiezione, realizzata da Tns-Ipsos e citata dalla Radio svizzera, assegnava un vantaggio del 54-55% a Sarkozy sulla sua rivale socialista Segolene Royal, mentre, secondo stime del ministero dell'interno francese, il leader neogollista raccoglierebbe il 53,5%, contro il 46,5% per l'avversaria. Cifre analoghe sono riferite dagli altri due principali istituti di sondaggio francesi, Bva e Sofres. Dopo la diffusione dei primi dati, a urne ancora aperte, grida di gioia sono esplose fra i sostenitori di Sarkozy. "Abbiamo vinto, abbiamo vinto", hanno gridato in coro nella sede dell'Ump (Union pour un Mouvement Populaire), il partito di Sarkozy, che sta già organizzando per stasera una manifestazione-concerto sulla place de la Concorde a Parigi. Facce scure, invece, al quartiere generale di Segolene Royal nella capitale.

SEGOLENE ROYAL AMMETTE LA SCONFITTA
La socialista Segolene Royal ha ammesso la propria sconfitta nelle presidenziali francesi. La socialista ha "augurato al prossimo presidente della Repubblica di portare avanti la sua missione al servizio di tutti i francesi". Segolene Royal ha detto di aver "avviato un profondo rinnovamento della vita politica", osservando che "qualche cosa è nato e non si fermera'".

SARKOZY CHIAMA ROYAL
Il neoeletto presidente francese Nicolas Sarkozy ha stasera chiamato al telefono Segolene Royal, l'ha salutata e le ha espresso apprezzamento per la campagna elettorale svolta.

20:31

I PRIMI COMMENTI IN ITALIA


ROMA - Immediati i commenti da parte degli esponenti poilitici italiani dopo l'annuncio dell'elezione di Nicolas Sarkozy all'Eliseo.


PRODI A SARKOZY: FRANCIA ALLEATO CENTRALE E TU UN AMICO
"Caro Nicolas, desidero farti giungere le mie più sincere, amichevoli ed affettuose felicitazioni per la tua bella vittoria elettorale e per la nomina alla presidenza della Repubblica francese". E' quanto scrive Romano Prodi in un messaggio inviato a Nicolas Sarkozy per la sua vittoria elettorale. "Il nostro lavoro comune in Europa e nel mondo - continua il premier - non inizia oggi. L'abbiamo intrapreso già diversi anni or sono nelle nostre funzioni precedenti. Così come i rapporti tra Italia e Francia non iniziano oggi perché da secoli i nostri paesi sono legati da un destino comune. Ma la tua nuova responsabilità e la complessa situazione dell'Europa e del mondo ci chiamano a un impegno forte e condiviso". "Il mio paese, il mio governo e io personalmente - conclude Prodi - continueremo a guardare alla Francia come a un alleato centrale e a te personalmente come ad un amico. Con la stima e l'affetto di sempre, tuo romano Prodi".

MASTELLA, SARKOZY SARA' PER NUOVA FRANCIA
"Siamo Lieti della vittoria di Sarkozy, nostro collega nel Partito Popolare Europeo, che si è mostrato più statista e più capace di cogliere e governare i bisogni della nuova Francia". E' questo il commento del leader dei Popolari-Udeur Clemente Mastella alla elezione di Nicolas Sarkozy alla presidenza della Repubblica Francese. "Non ci sarà nessun partito democratico di sinistra al mondo e, soprattutto in Europa, che senza una politica di collegamento e di alleanza con l'area di centro, possa sconfiggere i propri avversari politici. La via italiana, se la legge elettorale sarà rispettosa anche dei piccoli partiti che come il nostro al centro politico fanno riferimento, è l'unica praticabile anche in Europa per segnare nuovi successi elettorali", ha proseguito Mastella.

DI PIETRO: UNA VITTORIA MERITATA
"Una vittoria meritata ed una onorevole sconfitta". Così Antonio di Pietro commenta il risultato delle presidenziali francesi. "Il dato interessante su cui anche l'Italia dovrebbe riflettere - osserva il ministro - è quello anagrafico, per un ricambio delle classi dirigenti. I cittadini francesi sono stati artefici di una scelta importante per la guida del loro paese, per i prossimi anni. Ora bisogna lavorare insieme in Europa e per l'Europa".

FASSINO: RAPPORTO SINISTRA-CENTRO STRATEGICO
"Segolene Royal, pur non risultando vincente, ottiene un risultato impensabile solo fino a pochi mesi fa, portando il voto del centrosinistra al 47% e conquistando, tra il primo e il secondo turno, oltre 22 punti ed una buona quota di voti centristi". Così Piero Fassino commenta il risultato delle elezioni presidenziali francesi. "Anche il voto francese dimostra come il rapporto tra sinistra e centro sia ormai un nodo strategico - continua il segretario dei Ds in una nota - e come la costruzione di un moderno centrosinistra riformista rappresenti la nuova frontiera per ogni politica di progresso".


ROTONDI: VITTORIA ALL'INSEGNA DEL BERLUSCONISMO
"Complimenti a Sarkozy e alla sua bella vittoria. Il neo presidente francese ha fatto una campagna elettorale all'insegna del berlusconismo e sulle tesi del leader della CdL". Lo dice il segretario della Dca Gianfranco Rotondi.

LA MALFA: CON SARKOZY SCELTA DI CONCRETEZZA
"L'annunciata vittoria di Sarkozy, che pare scontata dai sondaggi, testimonia come la Francia abbia fatto una scelta di concretezza e di sicurezza, la stessa che occorrerebbe compiere in Italia e che la sinistra non può dare. Da domani la Francia di Sarkozy appare più occidentale dell'Italia di Prodi". Lo afferma il repubblicano Giorgio La Malfa.

COLA (LEGA): VINCE DIFESA IDENTITA'
"In Francia come in Scozia vince la difesa dell'identità. Sconfitta la politica della globalizzazione della sinistra. La gente non vuole essere invasa dagli immigrati", lo afferma Roberto Cota, vice capogruppo del Carroccio alla Camera, commentando l'esito delle elezioni francesi. "Positivo infine - conclude Cota che ci sia nel panorama politico europeo un altro esponente forte ed autorevole contrario all'ingresso della Turchia nell'Ue".

SALVI: SINISTRA DOVEVA DARE RISPOSTE FORTI
La sinistra francese doveva dare risposte forti al malessere invece di inseguire intese di palazzo con i centristi: questo in sintesi il commento di Cesare Salvi, esponente della 'Sinistra democratica', ai primi risultati del voto per l'Eliseo. "La Francia - spiega Salvi - come altri paesi europei, ha seri problemi sociali, ha problemi di uguaglianza, di precarizzazione, di adattamento alla globalizzazione. Il risultato del referendum europeo, prima, la rivolta delle periferie urbane, poi, il voto operaio per Le Pen al primo turno, ora, avevano già segnalato questo grave malessere sociale".

CAPEZZONE: SARKOZY COME BLAIR
"Il successo di Sarkozy, oltre che strameritato, è di portata storica, e apre una grande opportunità" E' quanto ritiene il radicale Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività Produttive della Camera.

SCAJOLA: SARKOZY SARA' UN GRANDE PRESIDENTE
"Con la tua elezione la Francia guadagna un grande presidente, l'Europa un grande statista, l'Italia un grande amico". E' quanto scrive Claudio Scajola, presidente del Comitato di presidenza di Forza Italia in un messaggio al neo presidente Sarkozy.

MATTEOLI: VINCE LA DESTRA CHE PARLA A TUTTI
"In Francia vince Nicolas Sarkozy che interpreta il rinnovamento della politica ed una reale speranza di cambiamento che appassiona ed entusiasma i cittadini. Vince la nuova destra politica che parla a tutti con un linguaggio efficace e credibile per le soluzioni concrete che prospetta". Lo afferma Altero Matteoli, presidente dei senatori di An.

TAJANI: SMACCO ANCHE PER FASSINO-PRODI
"In Francia vince il centrodestra, vince la famiglia del partito popolare europeo e si inizia una nuova stagione politica in Europa". E' questo il commento del capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo Antonio Tajani e vicepresidente del Ppe, alla vittoria di Nicolas Sarkozy in Francia.

PISTELLI (DL): ORA COLLABORAZIONE ROYAL-BAYROU
"Rivolgiamo i nostri auguri al nuovo presidente Nicolas Sarkozy per un mandato proficuo nell'interesse del suo paese e del progetto di integrazione europea che attende da tempo un rinnovato protagonismo francese". E' questo il commento del responsabile esteri della Margherita, Lapo Pistelli, sul voto per l'Eliseo.


23:46

LE REAZIONI NEL MONDO


ROMA - Dall'Europa, al Medio Oriente all'America, tante telefonate e messaggi di auguri a Nicholas Sarkozy. Dopo la sua vittoria alle presidenziali francesi, le reazioni dal mondo sono state immediate e numerose. Ecco le principali.

STATI UNITI - Il presidente George W. Bush ha telefonato a Sarkozy e, secondo la Casa Bianca, ha detto di essere "impaziente di lavorare con lui per proseguire la nostra solida alleanza".

UE - Il presidente della Commissione Manuel José Durao Barroso ha detto che "attraverso questa elezione, è il sì all'Europa che ha vinto". Barroso ha però aggiunto che non è il caso, come sembra orientato a fare Sarkozy, chiudere fin da ora la porta dell'Europa alla Turchia.

GERMANIA - II cancelliere Angela Merkel si è detta certa che con lui all'Eliseo "l'amicizia franco-tedesca" continuerà a essere la base "che garantirà nel tempo pace, democrazia e benessere in Europa".

GRAN BRETAGNA - Il premier Tony Blair ha telefonato a Sarkozy complimentandosi per la vittoria. Sarkozy, secondo Downing Street, gli ha risposto di non vedere l'ora di incontrarlo.

SPAGNA - Il premier JoséLuis Rodriguez Zapatero ha affermato che Sarkozy incarna "una destra aperta e moderna" e che ha dimostrato "di essere un uomo politico solido". Il premier ha reso omaggio a Segolene Royal, affermando che è riuscita "a riunire la sinistra intorno a un progetto rinnovatore".

DANIMARCA - Anders Rasmussen, il premier, ha detto che con Sarkozy probabilmente sarà possibile giungere a una nuova Carta europea "entro dicembre", per poterla far entrare in vigore "prima delle elezioni europee del 2009".

OLANDA - Il premier Jan Peter Balkenende ha elogiato "la scelta per il cambiamento e la modernizzazione" fatta dagli elettori.

ISRAELE - Il premier Ehud Olmert si è detto convinto che le relazioni fra Israele e la Francia si svilupperanno e diventeranno più strette durante il suo mandato" e ha inoltre auspicato "una cooperazione fruttuosa" per "una politica di pace nella nostra regione".

EGITTO - Il presidente Hosni Mubarak ha telefonato a Sarkozy assicurandogli "la sua fiducia e la continuazione dell'eccellenza della relazione franco-egiziana", secondo l'ambasciatore egiziano a Parigi Nasser Kamel

ALGERIA - Il presidente Abdelaziz Bouteflika si è congratulato con Sarkozy per una vittoria che ha premiato "un uomo di cuore e di azione" e si è augurato che il neopresidente attribuisca "la massima importanza" alle relazioni bilaterali.
  





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Messaggio Re: Elezioni in Francia - 
 
Lunedì 7 Maggio 2007- 13:01

NICOLAS SARKOZY E' IL NUOVO PRESIDENTE FRANCESE

 
Image PARIGI - La Francia volta pagina e si affida ad un uomo di 52 anni, figlio di immigrati. E' il sogno di Nicolas Sarkozy che si concretizza, di un politico di professione che ha capito il paese e ha preso il timone della destra francese rompendo con la tradizione chiracchiana, indicando nuovi obiettivi, nuovi valori. La vittoria è stata netta - il 53% dei francesi gli ha detto di sì e si e affidato al suo progetto - al termine di una campagna che ha visto come raramente una partecipazione popolare tanto forte. Non solo manifestazioni, incontri, dibattiti e kermesse hanno visto la presenza di centinaia di migliaia di francesi, ma soprattutto l'affluenza ai seggi (attorno all'85%) ha mostrato un ritorno in massa degli elettori. Nel primo saluto ai suoi sostenitori Sarkozy, emozionato ma fermo, ha rivolto un saluto a Segolene Royal e le ha espresso il proprio rispetto. Di fronte ad un brusio dei suoi ha intimato: "rispettate madame Royal per i milioni di francesi che l'hanno votata".

La candidata socialista ha riconosciuto da parte sua la sconfitta ma ha promesso di "continuare" per proseguire la sua lotta per il rinnovamento della sinistra. E rivolgendosi ai tanti sostenitori che nonostante la sconfitta continuavano a chiamarla a gran voce ha detto:" siate fiduciosi, mantenete intatto il vostro entusiasmo. Altri appuntamenti democratici ci aspettano". Il presidente eletto ha voluto ribadire fin dal suo primo intervento i temi di fondo della sua campagna: il tema dei valori - lavoro, autorità, onestà, fraternità, grandeur - tema centrale per quest'uomo deciso e talora spigoloso, che ha scelto contro il parere di tanti amici e collaboratori la direzione di una campagna elettorale che si è dimostrata centrata e vincente. Nel suo primo intervento ha lanciato un appello agli africani "per decidere insieme una politica di immigrazione e definire una politica di sviluppo ambiziosa"; ha chiesto a Washington di non ostacolare "la lotta contro il riscaldamento del pianeta"; ha chiesto ai partner europei di ascoltare "la voce dei popoli" ribadendo di credere "sinceramente e profondamente" nella costruzione europea. Ed ha infine promesso che la Francia sarà a fianco "degli oppressi del mondo". Sarkozy si è detto cambiato dopo l'investitura ufficiale del partito il 14 gennaio del 2007. Da allora la sua preoccupazione é stata di convincere i francesi che quella del paese è prima di tutto una crisi morale, di identità. E' per questo che ha messo in prima linea la necessità di ristabilire "l'ordine, l'autorità, il rispetto", Ed è per questo che ha combattuto una battaglia che i socialisti hanno giudicato un po' 'retro'', quella contro il maggio 68. Un altro punto di aggregazione è avvenuto attorno all'immigrazione, un sì alla sua politica di poter scegliere chi arriva nel paese, di definire nuove condizioni perché un immigrato abbia la possibilità di lavorare e di soggiornare.

E' in realtà una lunga campagna quella che Sarkozy ha condotto fin da quando era ministro dell'interno nel 2002: da allora ha piantato i suoi punti di riferimento nel paese, ha spinto lentamente l'elettorato dell'estrema destra di Jean Marie Le Pen verso i suoi riferimenti, gli ha offerto temi e soluzioni che hanno in parte svuotato la capacità di attrazione del vecchio leader del Fronte Nazionale, che la posizione radicale di Jacques Chirac aveva posto in un ghetto, isolandolo ma isolando anche quei voti che ora sono scivolati verso la nuova destra di Nicolas Sarkozy. Passa anche attraverso queste scelte la rottura soffice con il passato neo gollista, anche se Sarkozy è stato attento a porne i simboli - il generale, il suo paese natale, la sua tomba - al centro del suo giuramento di fedeltà al paese e alla sua "grandeur". L'ex primo ministro Jean Pierre Raffarin ha riconosciuto a Sarkozy la capacità di aver ridato alla destra contenuti e obiettivi di cui era carente; un partito di potere ma anche un movimento capace di mobilitare le morali e le coscienze. E' il progetto che ora dovrà mostrare di saper applicare nei cinque anni che ha di fronte come presidente della repubblica di Francia.



FRANCIA: VOTO; DEFINITIVI, SARKOZY ELETTO CON IL 53,06%

Questi i risultati ufficiali definitivi del ballottaggio per le elezioni presidenziali francesi resi noti dal ministero dell'Interno, con il 100% dei voti scrutinati (eccetto quelli dei francesi residenti all'estero).

CANDIDATI                                                                   PERCENTUALI
Nicolas Sarkozy (Ump)                                              53,06%
Segolene Royal (Partito Socialista)                        46,94%
Elettori                                                                           44.472.198
Affluenza                                                                       83,97%
Astensioni                                                                    16,03%
Schede nulle                                                                  3,53%
Voti validi                                                                       80,44%.


BUSH TELEFONA A SARKOZY
Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha telefonato al presidente neo eletto francese Nicolas Sarkozy, per congratularsi per la vittoria odierna contro la candidata socialista Segolene Royal. Lo ha annunciato a Washington un portavoce della Casa Bianca. Una reazione del Dipartimento di Stato non è attesa prima di domani, è stato precisato nella capitale federale degli Stati Uniti.

JACQUES CHIRAC SI CONGRATULA CON SARKOZY
Il presidente francese uscente, Jacques Chirac, ha telefonato stasera al suo successore Nicolas Sarkozy per congratularsi per la sua vittoria nelle elezioni presidenziali e gli ha augurato "successo nella sua missione". Lo ha reso noto la presidenza francese. "Il presidente della repubblica ha chiamato Nicolas Sarkozy per congratularsi con lui e augurargli successo nella sua missione al servizio delle francesi e dei francesi", ha detto l'ufficio della presidenza.
 
 
367 AUTO BRUCIATE, 270 PERSONE FERMATE
Sono state 367 le auto bruciate - 172 delle quali nella regione parigina - e 270 le persone fermate nel corso degli incidenti scoppiati la scorsa notte a Parigi e in altre città francesi dopo l' annuncio della vittoria di Nicolas Sarkozy all'elezione presidenziale. Nel corso degli incidenti sono rimasti feriti 28 poliziotti. Secondo la direzione generale della polizia non ci sono stati "grandi movimenti di violenze urbane nei quartieri difficili e solo dei piccoli gruppi hanno dato fuoco a cassonetti e a vetture". In diverse grandi città - come Parigi, Lione, Nantes, Tolosa, Rennes - ci sono stati "raduni avviati da movimenti di estrema sinistra, anarchici o autonomi, degenerati poi in scontri con le forze dell' ordine".  


FRANCIA: VOTO, I RISULTATI DA DE GAULLE A SARKOZY

(SCHEDA)
ROMA - Ecco un breve riepilogo con le percentuali dei voti ottenuti dai due candidati nel ballottaggio delle elezioni presidenziali in Francia. L'elezione a suffragio universale del capo dello stato, per sette anni, e' stata sancita da una legge di modifica costituzionale nel 1962. Dal settembre 2000 il mandato presidenziale e' stato ridotto da sette a cinque anni.

- 1965 - CHARLES DE GAULLE: 55,2%. FRANCOIS MITTERRAND: 44,8%.
- 1969 - GEORGES POMPIDOU: 58,2%. ALAIN POHER: 41,8%.
- 1974 - VALERY GISCARD D'ESTAING: 50,8%. FRANCOIS MITTERRAND: 49,2%.
- 1981 - FRANCOIS MITTERRAND: 51,8% VALERY GISCARD D'ESTAING: 48,2%
- 1988 - FRANCOIS MITTERRAND: 54%. JACQUES CHIRAC: 46%.
- 1995 - JACQUES CHIRAC: 52,6% LIONEL JOSPIN: 47,4%
- 2002 - JACQUES CHIRAC: 82,2%. JEAN-MARIE LE PEN: 17,8%.
- 2007 - NICHOLAS SARKOZY 53,06% * SEGOLENE ROYAL 46,94% *

 * Non comprende voto residenti all'estero.


13:32

L'editoriale del direttore dell'ANSA


ROMA - Toccherà a un 'gollista' cancellare l'ultimo retaggio gollista che ancora ostacola il cammino dell'integrazione europea: Nicolas Sarkozy, che s'é oggi imposto nettamente sull'antagonista socialista Segolene Royal nel ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi, è concettualmente pronto a cedere all'Europa almeno una quota di sovranità francese e a rinunciare ai riti dell'unanimità. Se ciò avverrà davvero, sarà la fine del diritto di veto, per difendere il quale, negli Anni Sessanta, il generale Charles de Gaulle, allora presidente francese, praticò a lungo la politica della sedia vuota, paralizzando, di fatto, le istituzioni comunitarie, in una delle crisi più gravi della loro esistenza. Resta da vedere se, come e quando Sarkozy tradurrà in pratica la consapevolezza, tutta intellettuale, espressa nella campagna che l'unanimità è paralisi in un'Ue ormai allargata a 27 Paesi. Ma l'ipotesi che ciò avvenga è il gancio cui appendere la speranza che il nuovo presidente francese voglia contribuire a rimettere in moto il processo d'integrazione, bloccato proprio dal no francese al progetto di Costituzione europea, pronunciato nel referendum popolare del maggio 2005.

La sconfitta della Royal, che non è disfatta della sinistra, come nel 2002 l'uscita di scena al primo turno di Lionel Jospin, cancella, intanto, gli scenari, più giornalistici che concreti, di un Mondo dei Grandi governato, sull'orizzonte 2008, da una triarchia femminile politicamente incongrua: Angela Merkel, cancelliere, centrista e prammatica, in Germania; la Royal, socialista e un po' idealista, in Francia: e Hillary Clinton, immagine liberal e svolta moderata, negli Usa. Per ora, al tavolo del G8, la Merkel resta sola, come sola fu a lungo, negli Anni Ottanta, la britannica Margaret Thatcher, prima donna a entrare nel club sfacciatamente maschilista del Vertice mondiale. L'elezione di Sarkozy consente alla Francia di riproporsi da protagonista in Europa, perché la presidenza zoppa di Jacques Chirac le aveva tolto, negli ultimi due anni, smalto e autorevolezza. Ma il ritorno di una protagionista indispensabile della dialettica europea non significa di per sé che la via del rilancio dell'integrazione sia spianata. Il Vertice europeo del 21 e 22 giugno, che, a Bruxelles, chiuderà il semestre di presidenza tedesca del Consiglio dell'Ue, resta denso d'incognite. L'ambasciatore Piero Calamia, ex rappresentante dell'Italia presso le istituzioni comunitarie a Bruxelles, e oggi protagionista del Gruppo dei Dieci, un 'think tank' italiano sulle prospettive dell'integrazione, avvertiva, nell'imminenza delle elezioni, che "sarebbe un messaggio sbagliato fare credere ai francesi che si possa facilmente e rapidamente rimettere mano al testo" della Costituzione europea, mentre Sarkozy progetta di ridurla a un 'mini Trattato' da varare senza referendum.

Senza contare, aggiungeva Calamia, chiosando un suo saggio, 'Il Trattato costituzionale e l'avvenire dell'Europà, che le modifiche alla Costituzione di cui si parla "nulla hanno a che vedere con le ragioni che nel 2005 spinsero francesi e olandesi a dire no" al rafforzamento dell'integrazione, in un clima avvelenato dall'ostilità popolare a un allargamento deciso al vertice e realizzato in tempi stretti, senza dare tempo e modo di approfondire gli elementi di coesione delle istituzioni europee. A prescindere dal risultato, le presidenziali francesi sono state, al ballottaggio come già al primo turno, una vittoria della democrazia all'europea, con percentuali di affluenza alle urne su livelli record: segno che, quando la posta in palio è alta, un grande Paese della Vecchia Europa sa rispondere con un livello di partecipazione e coinvolgimento che gli Stati Uniti, Super-Potenza Unica, non sanno neppure immaginare. Un dato che appare in linea con quelli che l'ambasciatore Calamia considera "i compiti dell'Europa" in questa fase storica e sociale di cambiamenti e trasformazioni: "Promuovere la prosperità, la solidarietà, la democrazia, la pace". (ANSA).

  





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Messaggio Re: Elezioni in Francia - 
 
Mercoledì, 30 Maggio 2007- 19:50
FRANCIA, NEI GUAI INDUSTRIALE AMICO DI SARKOZY

 
(di Fausto Belia)

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Brutto momento per Arnaud Lagardere, 41 anni, giovane capo dell' omonimo gruppo che va dai media all'industria della difesa, e amico del nuovo capo dello Stato, Nicolas Sarkozy: nove ore ieri dall' Autority dei mercati finanziari per difendersi da sospetti di insider trading e messo sotto accusa dai giornalisti per pressioni sulle sue testate a favore di Sarkozy.

E' più di un amico il nuovo inquilino dell' Eliseo per Lagardere che, nel 2005, lo presentò al seminario annuale del suo gruppo, a Deauville, "non come un amico, ma come un fratello". E, riferendosi proprio a questa espressione, un dirigente del partito socialista, Benoit Hamon, ha chiesto oggi a Sarkozy di "mettere un po' d'ordine nella sua famiglia". Azionista privato di riferimento e co-presidente di Eads - il gruppo aeronautico europeo casa madre di Airbus - Lagardere, come altri dirigenti dell' azienda, ha dovuto rispondere agli investigatori dell' Authority dei mercati finanziari alla domanda: sapeva nel marzo e in aprile 2006, nel momento in cui ha venduto titoli di Eads che Airbus non sarebbe arrivato a consegnare in tempo gli aerei A380? Un' informazione che, una volta resa pubblica il 13 giugno 2006, aveva provocato una caduta del titolo del 26%. Lagardere, che il 4 aprile del 2006 ha venduto il 7,5% del suo 15% incassando due miliardi, ha smentito nuovamente qualsiasi insider trading, ricordando che dal gennaio 2006 il suo gruppo aveva annunciato la sua intenzione di uscire dal capitale di Eads.

Anche DaimlerChrysler, azionista privato tedesco di riferimento, aveva ceduto dei titoli. A soccorso di Lagardere è intervenuto oggi Henri Guaino, consigliere speciale e penna del presidente Sarkozy, giudicando "un po' aberrante" la polemica sull' industriale e ritenendo che "ogni persona è innocente fino a prova contraria". Guaino ha negato "qualsiasi conflitto d' interessi" a proposito dell' amicizia fra Sarkozy e Lagardere: "Il presidente della Repubblica - ha detto Guaino - cercherà il meglio per l' interesse generale, per quello di Eads e dunque per l' aeronautica francese". Altro fronte aperto per Lagardere è quello del suo polo media: 13 miliardi di fatturato nel 2005 con testate presenti in una quarantina di paesi, tra cui l' Italia, gruppo Rusconi. In Francia ci sono titoli come Elle, Paris Match, Le Journal du dimanche e l' emittente radiofonica Europe 1. E Lagardere ha anche un' importante quota in Le Monde. In alcune delle redazioni ci sono stati e ci sono momenti di disagio e di tensione. I giornalisti di Paris Match avevano scioperato nel giugno 2006, fatto rarissimo, contro il licenziamento del direttore Alain Genestar, dovuto - avevano accusato i redattori - ad una foto in copertina di Cecilia Sarkozy con un pubblicitario presentato come suo compagno d' allora. Una immagine che aveva provocato l' ira di Nicolas Sarkozy, all' epoca ministro dell' interno.

La coppia Sarkozy stava attraversando allora un periodo di crisi. Sempre i redattori di Paris Match hanno protestato ieri contro la direzione per aver ceduto alle pressioni del ministro della giustizia, Rachida Dati, che ha bloccato la pubblicazione di alcune sue foto di gioventù. Anche i redattori de Le Journal du dimanche avevano denunciato nelle settimane scorse "una censura inaccettabile", che sarebbe stata esercitata da Lagardere per impedire la pubblicazione della notizia di Cecilia Sarkozy che non sarebbe andata a votare il 6 maggio, giorno del ballottaggio per l' elezione presidenziale. Casi denunciati di censura, ai quali si aggiungono preoccupazioni per i livelli occupazionali, dopo che la direzione del polo media ha annunciato un taglio dal 7 al 10% degli organici a livello mondiale. Ad Europe 1 i dipendenti saranno in sciopero il 5 giugno per protestare contro la decisione della direzione di sopprimere 42 posti di lavoro.

  





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Messaggio Re: Elezioni in Francia - 
 
Lunedì, 18 Giugno 2007- 17:57

FRANCIA: GOVERNO SI DIMETTE,
INCARICO DI SARKOZY A FILLON

 
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PARIGI - Il premier francese Francois Fillon ha presentato le dimissioni del suo governo al capo dello Stato, Nicolas Sarkozy, dopo le elezioni legislative di ieri. Fillon è stato incaricato da Sarkozy di formare un nuovo governo. Lo ha reso noto l'Eliseo. "Conformemente alla tradizione repubblicana - è detto nel comunicato dell' Eliseo - all' indomani delle elezioni legislative, Francois Fillon ha presentato oggi le dimissioni del governo al presidente della Repubblica che le ha accettate". "Il presidente della Repubblica ha affidato nuovamente le funzioni di primo ministro a Francois Fillon e l'ha incaricato di formare un nuovo governo".

Colpi di scena a ripetizione nel ballottaggio per le elezioni legislative in Francia: la destra di Nicolas Sarkozy si assicura la maggioranza assoluta all' Assemblea Nazionale, ma non stravince come sperava e perde il numero due del governo Alain Juppe', che si dimette. La sinistra, e il Partito socialista in particolare, con un colpo di reni ribalta una situazione che appariva disperata e supera quota 200 parlamentari (185 solo per il Ps); ma va in frantumi la coppia Segolene Royal-Francois Hollande, che annuncia la separazione.

Secondo i risultati definitivi diffusi in nottata dal ministero dell'Interno, la destra - aggiungendo ai 314 dell'Ump, il partito del presidente,i 22 degli ex centristi un tempo di Francois Bayrou e 9 diversi - raggiunge i 345 deputati, sui 577 della Camera bassa (la maggioranza assoluta era quindi 289). Piu' che sufficienti per fare quello che Sarkozy vuole, e cioe' attivare rapidamente quella legislazione capace di mostrare ai francesi che la 'rottura' non e' una parola, ma un comportamento che trova attuazione pratica.Ma e' la sinistra la vera sorpresa della serata e soprattutto la reazione degli elettori che hanno accolto l'appello della contestata coppia di testa del partito, ora in lotta aperta sul piano privato, che aveva cercato di ridare fiato ed anima a quei milioni e milioni di elettori che solo poche settimane prima avevano votato Royal per l'Eliseo.

Alla coppia disciolta va comunque il merito politico di aver cavalcato con decisione una scelta del governo, apparsa quasi subito come uno scivolone, che tra il primo ed il secondo turno delle legislative ha avviato un dibattito sull'introduzione dell'Iva sociale (il finanziamento con un aumento dell'imposta sul valore aggiunto di una parte degli oneri sociali che gravano sul lavoro). Solo tra giovedi' e venerdi' il presidente Sarkozy e il primo ministro Francois Fillon hanno reagito all'appello socialista a dire 'no' al taglio del potere d'acquisto, comprendendo cosa poteva rappresentare. Forse a qualcuno e' venuto in mente come il 'no' alla Costituzione dell'Unione europea fosse arrivato dietro un'ondata di proteste proprio su questo argomento.

L'altro argomento cui evidentemente gli elettori non sono rimasti insensibili e' stato la denuncia di una cancellazione
della funzione dell'opposizione. Secondo le proiezioni dei voti del primo turno i socialisti si vedevano ridotti a meno di cento unita', i comunisti ad un pugno, i Verdi e gli altri spariti o quasi. Al di la' comunque delle 'sorprese' in casa socialista, il dato politico della vittoria dell'Ump e dei suoi alleati resta tutto. Come Fillon ha riconosciuto il ruolo e l'importanza dell'opposizione, cosi' Francois Hollande ha riconosciuto tutta l'ampiezza ed il peso della scelta dei francesi. Un sistema che - nonostante le dure critiche rivolte appena ieri da Francois Bayrou su elezioni legislative che sono di fatto il prolungamento delle presidenziali - i francesi sembrano aver mostrato di apprezzare, con un plebiscito di voti prima a Sarkozy e una maggioranza assoluta in Parlamento poi.

I francesi sono sembrati come 'sedotti' dall'uomo che vuole attuare la rottura dal passato mondo chiracchiano pur arantendo i grandi obiettivi e le scelte del gollismo, del quale ha riportato alla luce alcuni valori istituzionali e comportamenti politici, che la pratica di tanti anni aveva praticamente dimenticato. Ora l'Assemblea nazionale il 26 giugno si riunira' per avviare la 13/a legislatura della Quinta Repubblica. Delle formazioni maggiori, l'Ump avra' 314 deputati (ne aveva 359 nell'Assemblea uscente), il Partito socialista 185 (erano 149). A sinistra, inoltre, il Partito comunista avra' 15 seggi, i Radicali di sinistra 7, i diversi di sinistra 15, i Verdi 4. Francois Bayrou salva il suo seggio ma potra' contare solo su altri due eletti nelle liste del suo nuovo Movimento democratico (MoDem). Il Fronte nazionale (Fn, estrema destra) non avra' alcun deputato, essendo Marina Le Pen - figlia del suo leader storico Jean-Marie - stata battuta.

Chiusa questa lunghissima parentesi elettorale - oltre un anno di campagna per le presidenziali e quattro votazioni negli ultimi due mesi - i tempi della politica si accelerano. Il 19 giugno il presidente Sarkozy e il suo primo ministro Fillon dovrebbero annunciare l'allargamento della compagine ministeriale, anche se la sconfitta di Alain Juppe' nella sua circoscrizione - e le conseguenti dimissioni annunciate - renderanno piu' complesso il rimaneggiamento di un esecutivo di cui il dimissionario e' il numero 2. Il 26 giugno, all'inaugurazione della 13/a legislatura, i 577 deputati dovranno scegliere il presidente, organizzare i gruppi e nominare i loro presidenti. Il Parlamento si trova ad affrontare un programma intenso; tra i progetti di legge prioritari e' quello che riguarda il lavoro, l'occupazione ed il potere d'acquisto, un testo dagli aspetti economici e finanziari che si prefigge di mostrare la coerenza politica del nuovo esecutivo. Tra i due appuntamenti interni il vertice di Bruxelles, il 21 e 22 giugno, per cercare di far ripartire il cammino dell'Unione europea.


Segolene Royal e Hollande si sono separati

  
Image PARIGI - Segolene Royal e il suo compagno Francois Hollande si sono separati. Lo afferma la stessa ex candidata socialista all'Eliseo, in un libro che uscirà mercoledì, intitolato 'Les coulisses d'une defaité (I retroscena di una sconfitta).

Royal, 54 anni, e Hollande, 53, erano uniti con un Pacs da molti anni. Hanno quattro figli insieme: Thomas (23 anni), Clemence (22), Julien (20) e Flora (15). "Ho chiesto a Francois Hollande di lasciare il domicilio, di vivere per i fatti suoi la sua storia sentimentale, ormai sventolata nei libri e sui giornali, e gli ho augurato di essere felice", spiega l'esponente socialista nel libro, scritto da due giornalisti della France Presse, Christine Courcol e Thierry Masure. Royal chiede che non si presenti più Francois Hollande, segretario del Partito socialista, come il suo "compagno", perché "non è più il caso", ma non precisa a quando risale la separazione. "Siamo in buoni termini, ci parliamo, c'é rispetto reciproco", assicura. L'ex candidata all'Eliseo conferma inoltre che intende sostituire Hollande alla testa del Ps quando lascerà l'incarico in occasione del prossimo congresso socialista, in programma per l'autunno del 2008.

  





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