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		<lastBuildDate>Fri, 10 Sep 2010 22:19:26 +0200</lastBuildDate>
		<title>Vivicentro</title>
		<description>Recent Content from Vivicentro</description>
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				<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 06:57:00 +0200</pubDate>
				<title>Ma la Lega è ancora federalista?  - LUCA RICOLFI</title> 
				<description>&lt;font size=&quot;3&quot;&gt; &lt;i&gt;&lt;font color=&quot;darkred&quot;&gt;&lt;b&gt;E’ un po’ che me lo chiedo: &lt;/b&gt;la Lega è davvero interessata al federalismo?&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I primi dubbi li ebbi un paio di anni fa, quando venne varata la legge sui servizi pubblici locali. Da un partito che vuole eliminare gli sprechi e le inefficienze nella pubblica amministrazione mi aspettavo scelte assai più radicali in materia di concorrenza, e invece la Lega frenò lasciando passare una legge piuttosto timida. Un parlamentare lombardo della Lega mi spiegò poi perché: è vero che facendo gare aperte si possono ottenere tariffe più basse per i cittadini, ma il rischio era che gli appalti li prendessero aziende straniere, con tanti saluti alle ditte</description>
				<link>http://www.vivicentro.org/content.php/8203-Ma-la-Lega-è-ancora-federalista-LUCA-RICOLFI</link>
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				<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 07:17:00 +0200</pubDate>
				<title>Il premier rimasto solo vede dividersi il partito -  MARCELLO SORGI</title> 
				<description>&lt;font size=&quot;3&quot;&gt; Attorno a Berlusconi cresce la pressione e il premier, per la prima volta in questi giorni difficili, deve constatare la divisione del suo partito solitamente monolitico. Non nell’ufficio politico che discute come mettere alle strette i finiani, ma poco prima, quando a Palazzo Grazioli si affaccia una folta delegazione di ministri, governatori regionali e dirigenti locali del Pdl venuti a esporre le loro riserve sulla corsa alle elezioni anticipate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nocciolo duro del dissenso, chiamiamolo così, viene dalla corrente &quot;Liberamente&quot; promossa dalle tre ministre Gelmini, Carfagna e Prestigiacomo e da Frattini. Il ragionamento è semplice: Bossi spinge perché pensa di fare il pieno di voti al Nord, e probabilmente</description>
				<link>http://www.vivicentro.org/content.php/8173-Il-premier-rimasto-solo-vede-dividersi-il-partito-MARCELLO-SORGI</link>
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				<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:43:00 +0200</pubDate>
				<title>Inamovibile per liberarlo dai ricatti - MICHELE AINIS</title> 
				<description>&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;  L’ennesima zuffa tra i poteri dello Stato ha un antefatto più remoto del discorso pronunziato da Gianfranco Fini a Mirabello. Trae origine dalla voracità dei partiti politici italiani, il cui appetito - in questa seconda Repubblica, ancor più che nella prima - ormai supera quello di Pantagruel. E allora facciamo un esercizio storico, dato che la memoria non è precisamente la nostra qualità migliore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ai tempi della Democrazia Cristiana, Montecitorio veniva offerto in appannaggio a un esponente dell’opposizione: vi si avvicendarono Ingrao, la Iotti (rimasta in sella 13 anni di fila, un record), Napolitano. Nel 1994, con il successo elettorale di Silvio Berlusconi, la seconda Repubblica riceve il suo battesimo, e a quel punto</description>
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				<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 06:52:00 +0200</pubDate>
				<title>Quei &quot;pezzi&quot; che perde il Cavaliere - MICHELE BRAMBILLA</title> 
				<description>&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;  È azzardato cercare qualche punto in comune fra il botto che ha provocato Gianfranco Fini e quello che ha ottenuto il nuovo tg di Enrico Mentana? Forse no. E vediamo di capire perché.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fino a qualche tempo fa i due appartenevano in qualche modo all’universo berlusconiano. Il primo, dopo una vita passata in quell’angolo in cui era relegato il neofascismo italiano, fu sdoganato nel 1993 con una battuta che è il vero esordio politico di Berlusconi («Se fossi un cittadino romano voterei Fini sindaco»). Dopo di che, per sedici anni Fini è stato per il Cavaliere un alleato fedele: per certi versi ancora più fedele di Bossi, visto che mai si è presentato alle politiche da solo (a differenza della Lega); e visto che meno di tre</description>
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				<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 06:20:00 +0200</pubDate>
				<title>Il fisco classista che blocca il Paese di EUGENIO SCALFARI</title> 
				<description>&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.repubblica.it/images/2010/09/05/093522192-3c617161-c7b2-473f-9811-1f97becf279a.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
Ben Bernanke e Jean-Claude Trichet&lt;/div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt; L'EDITORIALE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;font color=&quot;darkred&quot;&gt;C'è una crisi dell'occupazione con 200 mila precari della scuola e 500 mila lavoratori a rischio. Serve una manovra che punti ad un trasferimento tributario dalle fasce deboli a quelle opulenti&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LA RECESSIONE e la crisi economica a w sono dunque scongiurate: parola di Bernanke e di Trichet, cioè dei due banchieri</description>
				<link>http://www.vivicentro.org/content.php/8097-Il-fisco-classista-che-blocca-il-Paese-di-EUGENIO-SCALFARI</link>
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				<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 06:15:00 +0200</pubDate>
				<title>La scelta di uscire dal recinto - MARCELLO SORGI</title> 
				<description>&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;  Diciamo la verità, è arduo credere che, dopo il discorso di Fini, il «patto di legislatura» che il presidente della Camera ha proposto ieri a Berlusconi, parlando ormai da leader del nuovo partito «Futuro e libertà», possa davvero realizzarsi. Anche se nei prossimi giorni, quando il presidente del Consiglio si presenterà alla Camera a chiedere la fiducia, i finiani gliela daranno, la pietra tombale posta a Mirabello, su un'alleanza che durava da sedici anni, difficilmente potrà essere rimossa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non solo per le accuse, e in qualche caso gli insulti (dallo «stalinismo» alla «lapidazione islamica»), che se ripetuti pubblicamente in una prossima campagna elettorale non sarebbero compatibili con nessun tipo di coalizione. Ma</description>
				<link>http://www.vivicentro.org/content.php/8096-La-scelta-di-uscire-dal-recinto-MARCELLO-SORGI</link>
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				<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 09:03:00 +0200</pubDate>
				<title>Il silenzio sulla crescita - Mario Monti</title> 
				<description>&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;un tema chiave di cui non si parla&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«L’ Italia è uscita bene dalla crisi finanziaria ma male dalla recessione, con una perdita di prodotto ben maggiore che negli altri Paesi» (Luigi Spaventa, Repubblica, 31 agosto). Dieci anni fa eravamo intorno ai livelli della Germania (o superiori) per prodotto pro capite e produttività del lavoro. Oggi registriamo un arretramento di circa dieci punti sia rispetto alla Germania sia rispetto all’area dell’euro.&lt;br /&gt;
Il Governatore Draghi ha chiesto che l’Italia segua l’esempio della Germania, con riforme che la rendano più produttiva e competitiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La politica economica italiana, sotto la regia del ministro Tremonti, ha avuto il grande</description>
				<link>http://www.vivicentro.org/content.php/8073-Il-silenzio-sulla-crescita-Mario-Monti</link>
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				<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 08:47:00 +0200</pubDate>
				<title>Il cuore dell'uomo ferma la barbarie - ENZO BIANCHI</title> 
				<description>&lt;font size=&quot;3&quot;&gt; Un’interessante discussione sui barbari ha avuto luogo tra Alessandro Baricco ed Eugenio Scalfari sulle colonne di Repubblica nei giorni scorsi, quasi in concomitanza con gli interrogativi e le polemiche suscitati dalla politica francese di espulsione dei rom e con l’imbarazzante visita di un capo di Stato nordafricano a Roma. L’intersecarsi di questi elementi - un’arguta riflessione che potrebbe restare sul piano della dialettica intellettuale, una drastica misura di polizia che accredita l’equazione immigrati-delinquenti e una preoccupante abdicazione della difesa dei diritti umani di fronte agli interessi economici - mi suggerisce di tornare ad alcune considerazioni che da tempo cerco di approfondire sulla pericolosa china del ritorno alla barbarie che la</description>
				<link>http://www.vivicentro.org/content.php/8071-Il-cuore-dell-uomo-ferma-la-barbarie-ENZO-BIANCHI</link>
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				<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 09:14:00 +0200</pubDate>
				<title>Medio Oriente, neanche Obama fa miracoli - LUCIA ANNUNZIATA</title> 
				<description>&lt;font size=&quot;3&quot;&gt; Il processo di pace fra israeliani e palestinesi è per i Presidenti americani una sorta di pellegrinaggio a Medjugorie: la regolare, sia pur quasi sempre disperata, ricerca di un miracolo. Neppure Barack Obama ha fatto eccezione a questa regola. Il suo recente tentativo di ravvivare la speranza in Medioriente convocando a Washington i leader più direttamente coinvolti nel conflitto ha ottenuto risultati definiti «modesti» anche dai più benevoli osservatori. L’accordo fra le parti consiste infatti nell’essersi accordati ad incontrarsi ogni due settimane - il prossimo incontro è per il 14 e il 15 settembre - per la durata di un anno, nella promessa che in un anno «si raggiungerà la pace». Il primo ostacolo si profila già per il 26 settembre. In quella data scade</description>
				<link>http://www.vivicentro.org/content.php/8050-Medio-Oriente-neanche-Obama-fa-miracoli-LUCIA-ANNUNZIATA</link>
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				<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:52:00 +0200</pubDate>
				<title>Il solco tra il dire e il fare - LUIGI LA SPINA</title> 
				<description>&lt;font size=&quot;3&quot;&gt; Fare il ministro della Pubblica Istruzione, oggi in Italia, è uno dei mestieri più difficili e, nello stesso tempo, più determinanti per il nostro Paese. Si è destinati a guidare una struttura elefantiaca, dove convivono eccellenze professionali sorprendenti assieme a sacche di inefficienze, mediocrità, menefreghismo irriducibili. Un mondo, quello della scuola, condizionato da un sindacalismo corporativo che, associato al clientelismo politico, ha costruito nei decenni uno pseudowelfare assistenziale responsabile di illusioni e di strumentalizzazione per migliaia di giovani, vittime di un precariato quasi perenne. D’altra parte, a quel ministro è affidata una missione assai impegnativa: garantire il futuro occupazionale ai nostri figli, farne dei cittadini consapevoli</description>
				<link>http://www.vivicentro.org/content.php/8028-Il-solco-tra-il-dire-e-il-fare-LUIGI-LA-SPINA</link>
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