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Lunedì, 14 Luglio : 2008 Caserta 24 ore
Rassegna a cura di:
Castellammare di Stabia (NA)
Castellammare
Falsi disoccupati truffano l’erario per 100mila euro
Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha individuto una truffa ai danni dell’erario nell’ambito delle indennità di disoccupazione ed altre prestazioni sociali a sostegno del reddito.
In particolare i finanzieri della compagnia di Castellammare di Stabia, hanno scoperto che alcuni soggetti titolari di avviati studi professionali, dopo aver svolto rapporti di lavoro “a tempo determinato” con enti pubblici e privati, provvedevano ad iscriversi al centro per l’impiego, omettendo di dichiarare la partita i.v.a. allo scopo di percepire l’indennità di disoccupazione. il danno economico alle casse dell’i.n.p.s. è stato quantificato in circa 80 mila euro, equivalente al totale delle indennità di disoccupazione erogate.
Nei confronti dei falsi disoccupati - un ortopedico, un geometra, un architetto, due infermieri, un fisioterapista, un pubblicista, quattro commercialisti, tre consulenti del lavoro e un consulente fiscale sono state avviate verifiche fiscali durante le quali sono stati constatati ricavi non dichiarati per un ammontare pari a 166 mila euro. Gli accertamenti non hanno tralasciato di rilevare l’indebita percezione degli assegni per il nucleo familiare, messa a punto dai soggetti sottoposti a controllo che hanno adottato astute metodologie criminose.
In un caso, un professionista, nell’ambito del rapporto di lavoro dipendente con un’azienda privata, ha aumentato volutamente sulle proprie buste paga l’importo degli assegni per nucleo familiare, cagionando un conseguente danno all’i.n.p.s.. la maggiorazione dell’importo, è stata inconsapevolmente portata in compensazione dal datore di lavoro, mediante la presentazione dei dm10, per il pagamento dei contributi. il responsabile a questo punto ha cercato invano di regolarizzare la propria posizione e quella dall’azienda, chiedendo una rettifica all’inps per “l’errore” commesso. In un altro caso, un docente a tempo determinato presentava ai dirigenti scolastici domanda di assegno per nucleo familiare, esibendo copia della propria dichiarazione dei redditi “alterata.
In particolare i finanzieri della compagnia di Castellammare di Stabia, hanno scoperto che alcuni soggetti titolari di avviati studi professionali, dopo aver svolto rapporti di lavoro “a tempo determinato” con enti pubblici e privati, provvedevano ad iscriversi al centro per l’impiego, omettendo di dichiarare la partita i.v.a. allo scopo di percepire l’indennità di disoccupazione. il danno economico alle casse dell’i.n.p.s. è stato quantificato in circa 80 mila euro, equivalente al totale delle indennità di disoccupazione erogate.
Nei confronti dei falsi disoccupati - un ortopedico, un geometra, un architetto, due infermieri, un fisioterapista, un pubblicista, quattro commercialisti, tre consulenti del lavoro e un consulente fiscale sono state avviate verifiche fiscali durante le quali sono stati constatati ricavi non dichiarati per un ammontare pari a 166 mila euro. Gli accertamenti non hanno tralasciato di rilevare l’indebita percezione degli assegni per il nucleo familiare, messa a punto dai soggetti sottoposti a controllo che hanno adottato astute metodologie criminose.
In un caso, un professionista, nell’ambito del rapporto di lavoro dipendente con un’azienda privata, ha aumentato volutamente sulle proprie buste paga l’importo degli assegni per nucleo familiare, cagionando un conseguente danno all’i.n.p.s.. la maggiorazione dell’importo, è stata inconsapevolmente portata in compensazione dal datore di lavoro, mediante la presentazione dei dm10, per il pagamento dei contributi. il responsabile a questo punto ha cercato invano di regolarizzare la propria posizione e quella dall’azienda, chiedendo una rettifica all’inps per “l’errore” commesso. In un altro caso, un docente a tempo determinato presentava ai dirigenti scolastici domanda di assegno per nucleo familiare, esibendo copia della propria dichiarazione dei redditi “alterata.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















