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Federalismo, Veltroni: no dialogo con l'immunita'
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Venerdì, 18 Luglio : 2008

Federalismo, Veltroni:
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no dialogo con l'immunita'


ROMA - Giorgio Napolitano lancia un appello ad approvare "con urgenza" il federalismo fiscale, strumento che può spingere il Mezzogiorno a utilizzare in "in modo più efficiente" le risorse finanziarie disponibili. Ma è il giorno dei falchi e il ramoscello d'ulivo lanciato non viene raccolto, anzi; da una parte c'é il ministro Roberto Maroni, che rilancia il tanto temuto "modello lombardo" come proposta del governo, escluso dal suo collega Roberto Calderoli; dall'altro, Walter Veltroni minaccia di bloccare il dialogo se il governo tenterà di portare avanti l'immunità parallelamente al federalismo.

In un messaggio al convegno in cui è stato presentato il rapporto Svimez sul Mezzogiorno, Napolitano ha osservato che le esigenze connesse al "risanamento della finanza pubblica espongono il Mezzogiorno a specifici rischi" quelli cioé di minori finanziamenti in arrivo dallo Stato; tali rischi, però, possono essere fronteggiati solo "utilizzando nel modo più efficiente le risorse disponibili". Obiettivo raggiungibile col federalismo fiscale, che responsabilizza la classe dirigente del Sud.

Di qui la richiesta di accelerare ("diviene più urgente dare piena attuazione ai principi di autonomia finanziaria e di solidarietà fissati nel titolo V della Costituzione"). Ma non è stata incoraggiante la prima risposta, quella del ministro Roberto Maroni. "Il federalismo fiscale che la coalizione intende - ha detto il titolare del Viminale - è quello contenuto nella legge approvata dalla Regione Lombardia nel 2007". Per intenderci quella che vuole trattenere al Pirellone l'80% del gettito Iva e il 15% di quello Irpef, e con il controllo della spesa delle regioni meridionali effettuato dalle sole regioni del Nord. Un modello, per altro, escluso dal ministro Roberto Calderoli che ha illustrato un altro testo alla Conferenza Stato Regioni e al ministro ombra delle Riforme Sergio Chiamparino.

Il momento della verità sarà martedì, quando Calderoli andrà alla commissione bicamerale per gli affari regionali ad illustrare il suo progetto. Intanto, il ministro leghista plaude al capo dello Stato: attuare il Titolo V è davvero urgente, ha detto. Ignazio La Russa ha sdrammatizzato: il modello lombardo, ha affermato, "é ottimo" ma è solo "il testo base", su cui confrontarsi. Ma nel giorno in cui il rapporto Svimez fotografa un Mezzogiorno in affanno e con povertà in aumento, affermazioni come quelle di Maroni, creano imbarazzi nella stessa maggioranza. A farsi portavoce delle preoccupazioni nel centrodestra è il governatore siciliano Raffaele Lombardo, leader dell'Mpa, che ha già dovuto ingoiare un taglio ai fondi per la sua regione di 1,5 mld per finanziare l'abrogazione dell'Ici al Nord (é lì il 62% dell'Ici che gli italiani non pagheranno più). "Si organizzi una Lega del Mezzogiorno - ha detto - un partito che si prepari a governare il federalismo che verrà". "Dobbiamo organizzarci anche noi - ha aggiunto - non serve lamentarsi del fatto che la Lega, facendo il suo mestiere, reclami il federalismo e difenda gli interessi del Nord".

E accogliendo un'idea del presidente dello Svimez, Nino Novacco, Lombardo ha invitato i governatori delle regioni del Sud ad organizzare una Conferenza nazionale per le politiche di coesione del meridione. A spingere il barometro del federalismo su tempesta, ci ha pensato anche Veltroni, tornando sulla richiesta di Berlusconi di varare in contemporanea, in autunno, federalismo fiscale e riforma della giustizia, che il Pd teme voglia significare ripristino dell'immunità per i politici: "Lo dico alla Lega - ha affermato Veltroni a Milano - se si vuole proseguire con il federalismo bisogna evitare commistioni indebite con una riforma della giustizia che favorisce pochi cittadini.

Se si pensa di fare un link tra l'approvazione di misure come l'immunità parlamentare e il federalismo, si ferma tutto". Il leghista Roberto Cota ha chiesto a Veltroni di "evitare polemiche", assicurando che la riforma della giustizia non riguarderà l'immunità: una rassicurazione quasi più per il "popolo leghista" che per l'opposizione. Nella maggioranza sono in molti a spiegare che federalismo e riforma della giustizia possono marciare insieme, a partire dai ministri Raffaele Fitto e Gianfranco Rotondi. E Daniele Capezzone (Fi), intuendo che Veltroni vuole insinuarsi in eventuali crepe tra Lega e Pdl gli dà l'altolà: "Veltroni minaccia di dire stop al federalismo. Ma forse dimentica che lui, in particolare di questi tempi, non è in grado di stoppare proprio nulla e nessuno, neanche D'Alema e Rutelli...".

  





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