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Lunedì, 06 Ottobre : 2008 Claudia Fortini, Agricoltura Italiana
L'indagine della Confederazione italiana agricoltori rileva che una ricarica telefonica mobile costa come 70 chili di frutta e verdura all'origine. Ma al dettaglio i prezzi restano alti
Con 20 euro, il costo minimo di una ricarica di telefonia mobile dei diversi gestori, si potrebbero acquistare direttamente dal produttore (quindi in azienda) 70 chilogrammi tra frutta e verdura. Confrontando i dati Cia-Confederazione italiana agricoltori, sui prezzi all'origine con i tabulati di alcuni gestori di telefonia mobile, è interessante scoprire che con l'equivalente di un minuto di telefonata potremo comprare nei campi un chilo di mele, con un sms un gustoso chilo d'uva da tavola, con un minuto di video chiamata una scorta di almeno due chili di clementine .
La Cia aggiunge però una considerazione: "I prezzi al campo, di frutta e verdura, continuano ad essere bassi anche se i consumatori non possono accorgersene, infatti la flessione del prodotto all'origine non incide sul prezzo al dettaglio che rimane alto. Probabilmente è proprio l'alto costo dell'ortofrutta tra le cause principali del crollo del settore dei consumi".
Il problema è complesso, comunque cambiano le abitudini e, la voglia e il bisogno di comunicare, vincono su arance, uva e mandarini e addirittura su spinaci, radicchi e carciofi. Insomma, di tanto in tanto varrebbe la pena confrontare il costo dell'ultima chiamata con lo scontrino del fruttivendolo.
L'idea della Confederazione italiana agricoltori, di confrontare i costi di una ricarica telefonica con i prezzi di frutta e verdura pagati all'origine, invita ad osservare il portafoglio da un diverso punto di vista. Seconda la Cia "gli italiani spendono di più per telefonare con i cellulari di quanto non facciano per acquistare frutta e verdura. Cambiano le priorità nei consumi e gli agricoltori sono sempre più in crisi". Insomma, gli italiani spendono diversamente e hanno cambiato l'ordine delle priorità tanto che frutta e verdura stanno in coda … alle telefonate con il cellulare.
L'elaborazione Cia sui dati Istat e Federalimentare rileva che oggi gli italiani per frutta e verdura spendono il 19% in meno di quanto non facessero negli anni '70 e se nel 1974 il 34,4% delle spesa complessiva era destinata agli alimentari oggi i costi per la tavola sono dimezzati e rappresentano il 15,6% . Si mangia meno e si comunica di più.
A Biancaneve una mela era bastata per conquistare il principe azzurro e anche Cenerentola era arrivata al ballo grazie ad una zucca trasformata in una splendida carrozza. Ma questo è solo il mondo delle favole; oggi anche i sentimenti viaggiano sulle onde del telefono e la comunicazione conquista il portafoglio e i cuori più della frutta. L'indagine Cia è chiara: "Gli italiani spendono più per comunicare che per mangiare e sarebbe necessaria una profonda riflessione sull'evoluzione dei consumi di frutta e verdura che sono le produzioni cardine di una dieta salubre". Perché vivere sani è belli a volte, vale ben di più, di un sms.
Con 20 euro, il costo minimo di una ricarica di telefonia mobile dei diversi gestori, si potrebbero acquistare direttamente dal produttore (quindi in azienda) 70 chilogrammi tra frutta e verdura. Confrontando i dati Cia-Confederazione italiana agricoltori, sui prezzi all'origine con i tabulati di alcuni gestori di telefonia mobile, è interessante scoprire che con l'equivalente di un minuto di telefonata potremo comprare nei campi un chilo di mele, con un sms un gustoso chilo d'uva da tavola, con un minuto di video chiamata una scorta di almeno due chili di clementine .
La Cia aggiunge però una considerazione: "I prezzi al campo, di frutta e verdura, continuano ad essere bassi anche se i consumatori non possono accorgersene, infatti la flessione del prodotto all'origine non incide sul prezzo al dettaglio che rimane alto. Probabilmente è proprio l'alto costo dell'ortofrutta tra le cause principali del crollo del settore dei consumi".
Il problema è complesso, comunque cambiano le abitudini e, la voglia e il bisogno di comunicare, vincono su arance, uva e mandarini e addirittura su spinaci, radicchi e carciofi. Insomma, di tanto in tanto varrebbe la pena confrontare il costo dell'ultima chiamata con lo scontrino del fruttivendolo.
L'idea della Confederazione italiana agricoltori, di confrontare i costi di una ricarica telefonica con i prezzi di frutta e verdura pagati all'origine, invita ad osservare il portafoglio da un diverso punto di vista. Seconda la Cia "gli italiani spendono di più per telefonare con i cellulari di quanto non facciano per acquistare frutta e verdura. Cambiano le priorità nei consumi e gli agricoltori sono sempre più in crisi". Insomma, gli italiani spendono diversamente e hanno cambiato l'ordine delle priorità tanto che frutta e verdura stanno in coda … alle telefonate con il cellulare.
L'elaborazione Cia sui dati Istat e Federalimentare rileva che oggi gli italiani per frutta e verdura spendono il 19% in meno di quanto non facessero negli anni '70 e se nel 1974 il 34,4% delle spesa complessiva era destinata agli alimentari oggi i costi per la tavola sono dimezzati e rappresentano il 15,6% . Si mangia meno e si comunica di più.
A Biancaneve una mela era bastata per conquistare il principe azzurro e anche Cenerentola era arrivata al ballo grazie ad una zucca trasformata in una splendida carrozza. Ma questo è solo il mondo delle favole; oggi anche i sentimenti viaggiano sulle onde del telefono e la comunicazione conquista il portafoglio e i cuori più della frutta. L'indagine Cia è chiara: "Gli italiani spendono più per comunicare che per mangiare e sarebbe necessaria una profonda riflessione sull'evoluzione dei consumi di frutta e verdura che sono le produzioni cardine di una dieta salubre". Perché vivere sani è belli a volte, vale ben di più, di un sms.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















