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Fumo, più vicino il divieto per i minori
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Sabato, 19 Aprile : 2008 La Stampa

Fumo,
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più vicino il divieto per i minori


L'attuazione della Convenzione consentirà nuovo impulso alle attività di prevenzione del tabagismo.
L’Italia ratifica la Convenzione Oms per la lotta al tabagismo


L'Italia ha ratificato la convenzione Oms, l’organizzazione mondiale della sanità, del 2003 sulla lotta al fumo. Con questa firma, sottolinea un comunicato del ministero della Salute si avvicina la possibilità di elevare il divieto di vendita di sigarette e tabacco ai minori di 18 anni.

La Convenzione Quadro Oms per la lotta al tabagismo è stata approvata dall'assemblea nel 2003. La Legge di ratifica, l numero 54 del 2008, è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale del 17 aprile 2008, concludendo così un lungo percorso amministrativo.

La ratifica della Convenzione Oms - sottolinea il ministero - «rappresenta un altro importante progresso per l'Italia nel percorso di contrasto al fumo di tabacco che, tra l'altro, ha posto il nostro paese tra i primi nel mondo ad attuare efficaci strategie per una società ’smoke freè.»

L'attuazione della Convenzione - è questa l’opinione del ministero della Salute - darà nuovo impulso alle attività di prevenzione del tabagismo, la strategia di lotta al tabagismo deve essere globale e multisettoriale, comprendendo interventi e politiche relative non solo agli aspetti sanitari, ma anche a quelli sociali, economici e commerciali del tabagismo. L’obiettivo del trattato Oms infatti, così come dichiarato nella stessa convenzione, è «proteggere le generazioni presenti e future dalle conseguenze del consumo di tabacco e dall’esposizione al fumo, fissando un quadro di misure per la lotta contro il tabagismo applicabili dalle parti interessate a livello regionale, nazionale e internazionale».

I principi direttivi della Convenzione prevedono innanzitutto l'informazione rivolta ad ogni persona sulle conseguenze per la salute, sulla dipendenza e sul rischio di mortalità derivanti dall'esposizione attiva e passiva al fumo di tabacco; un impegno politico per elaborare e sostenere a livello nazionale, regionale e internazionale misure plurisettoriali di contrasto all'uso del tabacco e di tutela all'esposizione passiva al fumo di tabacco; favorire la riconversione economica dei coltivatori di tabacco nonché dei lavoratori coinvolti nella produzione di prodotti da esso derivati; la partecipazione della società civile per raggiungere gli obiettivi della Convenzione.

Il provvedimento dedica ampio spazio ad interventi relativi alla riduzione della domanda di tabacco attraverso misure finanziarie e fiscali; azioni per la protezione contro l'esposizione al fumo di tabacco nei luoghi chiusi; misure in tema di regolamentazione della composizione dei prodotti del tabacco e delle informazioni sui prodotti derivati e sul confezionamento e etichettatura degli stessi.

Ampio rilievo anche all’educazione, comunicazione, formazione e sensibilizzazione del pubblico e si riconosce l'importanza del divieto globale della pubblicità e sponsorizzazione in favore del tabacco.

La Convenzione indica, inoltre, le misure da adottare per la riduzione dell'offerta di tabacco con particolare riguardo al contrasto al commercio illecito dei prodotti derivati, ma soprattutto per impedire la vendita ai minori e da parte di minori. Nell'articolo 16, infatti, si precisa che ogni Paese è tenuto ad adottare e applicare misure legislative, esecutive, amministrative o altre misure efficaci a livello governativo, per vietare la vendita di prodotti del tabacco alle persone che non hanno raggiunto l'età prevista nel diritto interno o fissata dalla legislazione nazionale, o l'età di diciotto anni. In Italia il divieto di vendita di sigarette è fermo all'età di 16 anni. «Con la ratifica di questa convenzione, quindi - sottolinea il ministero della Salute - si apre la via ad una possibile modifica legislativa che potrebbe innalzare a 18 anni il divieto, in linea con la soglia della maggiore età legale nel nostro Paese e con la raccomandazione Oms».

Alcune significative parti del provvedimento, infine, sono dedicate alla salvaguardia dell'ambiente e della salute delle persone; alla responsabilità civile e penale, compreso l'indennizzo; alla ricerca, sorveglianza e scambio di informazioni in materia di lotta al tabagismo, anche a livello internazionale.

«Un eccellente risultato che è stato possibile conseguire a fine legislatutra» che «mi riempie di soddisfazione», ha commentato il ministro della Salute uscente Livia Turco, la quale sottolinea come la Convenzione sia «il primo trattato sulla salute dell'Oms che affronta, con approccio globale, il più importante fattore di rischio di morte e malattia e sostiene il diritto di tutte le persone al più alto livello possibile di salute».

  





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Messaggio Le "bionde" sono alleate delle infezioni 
 



Sabato, 19 Aprile : 2008 La Stampa

Le "bionde"
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sono alleate delle infezioni

    
La nicotina addormenta i batteri che difendono l'organismo

Fumatori assediati dai batteri? Sembra proprio che il vizio delle bionde sia "alleato" delle infezioni. Questo perchè la nicotina "addormenta" i neutrofili, le sentinelle che ci difendono dalle infezioni. In pratica, la nicotina riduce la capacità dei netrofili di cercare e distruggere i batteri. Questi globuli bianchi, che nel sangue vivono al massimo dieci ore, sono prodotti dal midollo. Il team di David Scott dell'Oral Health and Systemic Disease Research Group dell'University of Louisville School of Dentistry (Kentucky) ha deciso di far luce sull'effetto della nicotina, in particolare nel processo di differenziazione di queste sentinelle dell'organismo.

Secondo i ricercatori questa scoperta può, in parte, spiegare perchè i fumatori sono più esposti a infezioni batteriche e malattie infiammatorie. E aiutare a mettere a punto specifiche strategie terapeutiche per trattare problemi infiammatori collegati alle sigarette. Il team Usa ha esaminato un modello di differenziazione dei neutrofili, a partire dalle cellule promielocitiche HL-60, scoprendo che la nicotina sopprime una funzione delle cellule HL-60 che le aiuta a uccidere i batteri invasori.

Non solo. Aumenta il rilascio di MMP-9, un fattore coinvolto nella degradazione tissutale. Il modello impiegato per lo studio non è identico ai normali neutrofili, precisa Scott, ma questa linea cellulare leucemica umana permette la riproducibilità dello studio, «mantenendo molte delle funzioni chiave dei neutrofili».

  





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