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Domenica, 22 Giugno : 2008 Brescia Oggi
IL CASO.
Il presidente della sezione bresciana di Italia Nostra interviene sulla destinazione dell’ex area militare:
«È vincolata, proprio come una piazza storica»
di Natalia Danesi
Campo Marte ha aperto le porte ai cittadini da nemmeno sei mesi. Ma c’è già c’è qualcuno che storce il naso. È l’architetto Rossana Bettinelli, presidente della sezione bresciana di Italia Nostra e vicepresidente nazionale, che si dice «preoccupata per l’uso improprio» dell’ex area militare.
«Questo spazio - dice Bettinelli - dovrebbe diventare un parco classico, “all’inglese", dove la gente possa passeggiare in tranquillità. Con qualche gioco per i bimbi, ma nulla di più. E invece da quando è stato acquisito viene usato come un vero e proprio campo. E pensare che al momento dell’inaugurazione c’era molta attesa, perchè è l’unico spazio verde del quartiere. Invece ora sono parecchi i pareri negativi».
BETTINELLI SI RIFERISCE, nel parlare di «uso improprio», soprattutto alle iniziative che finora sono state ospitate a Campo Marte. Dalla festa biancoblù a quella della Protezione civile, fino ad arrivare al più recente incontro tra i grest della città. «Nel parco c’erano 2 mila bimbi e un animatore che dalle 8 di mattina a mezzogiorno ha tenuto le musiche ad altissimo volume, sicuramente sopra i decibel consentiti dalla legge. Tremavano i vetri». E che dire delle precedenti manifestazioni? «Addirittura qualcuno parcheggiava dentro le macchine, è una vera e propria barbarie». Al di là dei casi specifici. è la destinazione in generale che non convince la presidente di Italia Nostra secondo cui «iniziative come queste non si tenevano a Campo Marte prima, e non si dovrebbero tenere a Campo Marte nemmeno ora. Per queste cose dovrebbero essere riservati altri spazi, all’esterno di aree densamente abitate».
L’architetto Bettinelli si dice non meno preoccupata delle prospettive future e propone che «si proceda ad una risistemazione dello spazio verde» per renderlo un vero e proprio giardino destinato ai bresciani: basterebbe piantumare qualche nuovo albero, sistemare l’arredo urbano e la recinzione.
PICCOLE COSE, INSOMMA, «di scarsissimo costo», ma sufficienti per rendere l’ex area militare, più rispondente alle esigenze dei cittadini. «Non sono d’accordo nemmeno con la destinazione sportiva - continua Rossana Bettinelli -. La gente vuole passeggiare, vuole rilassarsi. Ho visto anziani che si portavano tavolo e seggioline pieghevoli per giocare a carte». Non bisognerebbe, insomma, togliere ulteriore verde ai bresciani in un contesto in cui la quota pro capite è già piuttosto scarsa. «È bene che l’Amministrazione se lo ricordi - ammonisce Bettinelli - nel chiudere il Pgt».
E conclude segnalando che «Campo Marte ha il vincolo di tutela, è proprio come una piazza storica. Chi pensa di farci uno stadio se lo scordi, deve rimanere quello che è».
MA C’È ANCHE CHI dei primi mesi di sperimentazione dell’ex area militare non ha un parere così negativo. Claudio Paccani, del Comitato per il parco urbano Campo Marte, sostiene che in linea di massima «non siamo d’accordo con forme troppo invasive di presenza» e che «i tendoni non sono adatti ad un luogo del genere». Ma gli pare, finora, di non aver percepito lamentele così forti da parte degli abitanti della zona.
«Devo confessare - riferisce Paccani - che quando è iniziata la festa degli ultras eravamo un po’perplessi. Ma alla fine la manifestazione non ha creato alcun disagio, si sono comportati bene e non ci possiamo lamentare. E poi, diciamocelo, serve un po’di tolleranza».
Il comitato, che è già arrivato a un migliaio di adesioni, ha un’idea ben precisa dell’uso futuro che dovrà essere fatto di Campo Marte. E su questo punto c’è ben poca discrepanza con la posizione di Rossana Bettinelli. «Vorremmo un parco a disposizione di tutti - spiega Paccani -. Ben vengano le strutture sportive, va bene il recupero dei due campi da tennis e del campo da pallacanestro. Purché siano utilizzabili da tutti i cittadini, e non si trasformi nell’ennesimo spazio a pagamento».
Per chiarire nei dettagli la posizione della nuova Amministrazione, il comitato ha chiesto un incontro «agli assessori ai Lavori Pubblici, Mario Labolani, e all’Urbanistica, Paola Vilardi». Ma - lamenta Paccani - «non siamo ancora stati convocati».
Mentre si discute di quale dovrà essere la destinazione futura di Campo Marte, sono molti i cittadini che approfittano di queste giornate di sole per una passeggiata nel parco. Dopo una prima fase sperimentale, ora i cancelli restano aperti a lungo, dalla mattina presto fino anche alla sera tardi. Cosa riserverà il futuro, è un punto di domanda.
Labolani:
Campo Marte sarà un parco sportivo. L’assessore ai Lavori Pubblici e al Verde Mario Labolani ha le idee ben chiare sulla destinazione dell’ex area militare.
RISPONDE prontamente anche alle lamentele di chi dice che c’è troppa confusione nell’area verde. «Insomma - sbotta - i parchi, le piazze, le strade sono di proprietà di tutti bresciani. Capisco che qualcuno si lamenti se viene disturbato dalle manifestazioni che si svolgono nelle ore serali, ma la mattina la città è di tutti».
L’assessore precisa, comunque, che «grandi feste di sera non se ne faranno più, quella degli ultras è stata l’ultima, anche perchè le tensostrutture rovinano il terreno». Tant’è che «a tutti partiti che ci hanno chiesto lo spazio negli ultimi tempi, Rifondazione Comunista è l’ultimo in ordine di tempo, abbiamo risposto negativamente».
CIÒ NON TOGLIE che l’intenzione dell’Amministrazione non è fare di Campo Marte «un parco tipo il Gallo o il Tarello dove possono passeggiare cani e biciclette», ma un vero e proprio tempio dello sport.
«Il primo passo è riuscire a prendere possesso della palazzina, che ancora non è nostra - spiega Labolani -. Abbiamo già contattato il ministero della Difesa per riuscire ad averla».
Dopodiché c’è l’intenzione di «recuperare la vecchia cancellata, i campi da tennis e realizzare se possibile anche uno spazio per il calcio e per il beach volley».
L’assessore spiega che «con il collega Massimo Bianchini abbiamo già incontrato il presidente del Coni provinciale Ugo Ranzetti» per raccogliere proposte e suggerimenti. Nel programmare i prossimi interventi, si terrà conto anche degli esiti del percorso di progettazione partecipata «Da Marte a Martina».
Ma su quale destinazione avrà Campo Marte iniziano a non esserci più dubbi. NA.DA.
«Questo spazio - dice Bettinelli - dovrebbe diventare un parco classico, “all’inglese", dove la gente possa passeggiare in tranquillità. Con qualche gioco per i bimbi, ma nulla di più. E invece da quando è stato acquisito viene usato come un vero e proprio campo. E pensare che al momento dell’inaugurazione c’era molta attesa, perchè è l’unico spazio verde del quartiere. Invece ora sono parecchi i pareri negativi».
BETTINELLI SI RIFERISCE, nel parlare di «uso improprio», soprattutto alle iniziative che finora sono state ospitate a Campo Marte. Dalla festa biancoblù a quella della Protezione civile, fino ad arrivare al più recente incontro tra i grest della città. «Nel parco c’erano 2 mila bimbi e un animatore che dalle 8 di mattina a mezzogiorno ha tenuto le musiche ad altissimo volume, sicuramente sopra i decibel consentiti dalla legge. Tremavano i vetri». E che dire delle precedenti manifestazioni? «Addirittura qualcuno parcheggiava dentro le macchine, è una vera e propria barbarie». Al di là dei casi specifici. è la destinazione in generale che non convince la presidente di Italia Nostra secondo cui «iniziative come queste non si tenevano a Campo Marte prima, e non si dovrebbero tenere a Campo Marte nemmeno ora. Per queste cose dovrebbero essere riservati altri spazi, all’esterno di aree densamente abitate».
L’architetto Bettinelli si dice non meno preoccupata delle prospettive future e propone che «si proceda ad una risistemazione dello spazio verde» per renderlo un vero e proprio giardino destinato ai bresciani: basterebbe piantumare qualche nuovo albero, sistemare l’arredo urbano e la recinzione.
PICCOLE COSE, INSOMMA, «di scarsissimo costo», ma sufficienti per rendere l’ex area militare, più rispondente alle esigenze dei cittadini. «Non sono d’accordo nemmeno con la destinazione sportiva - continua Rossana Bettinelli -. La gente vuole passeggiare, vuole rilassarsi. Ho visto anziani che si portavano tavolo e seggioline pieghevoli per giocare a carte». Non bisognerebbe, insomma, togliere ulteriore verde ai bresciani in un contesto in cui la quota pro capite è già piuttosto scarsa. «È bene che l’Amministrazione se lo ricordi - ammonisce Bettinelli - nel chiudere il Pgt».
E conclude segnalando che «Campo Marte ha il vincolo di tutela, è proprio come una piazza storica. Chi pensa di farci uno stadio se lo scordi, deve rimanere quello che è».
MA C’È ANCHE CHI dei primi mesi di sperimentazione dell’ex area militare non ha un parere così negativo. Claudio Paccani, del Comitato per il parco urbano Campo Marte, sostiene che in linea di massima «non siamo d’accordo con forme troppo invasive di presenza» e che «i tendoni non sono adatti ad un luogo del genere». Ma gli pare, finora, di non aver percepito lamentele così forti da parte degli abitanti della zona.
«Devo confessare - riferisce Paccani - che quando è iniziata la festa degli ultras eravamo un po’perplessi. Ma alla fine la manifestazione non ha creato alcun disagio, si sono comportati bene e non ci possiamo lamentare. E poi, diciamocelo, serve un po’di tolleranza».
Il comitato, che è già arrivato a un migliaio di adesioni, ha un’idea ben precisa dell’uso futuro che dovrà essere fatto di Campo Marte. E su questo punto c’è ben poca discrepanza con la posizione di Rossana Bettinelli. «Vorremmo un parco a disposizione di tutti - spiega Paccani -. Ben vengano le strutture sportive, va bene il recupero dei due campi da tennis e del campo da pallacanestro. Purché siano utilizzabili da tutti i cittadini, e non si trasformi nell’ennesimo spazio a pagamento».
Per chiarire nei dettagli la posizione della nuova Amministrazione, il comitato ha chiesto un incontro «agli assessori ai Lavori Pubblici, Mario Labolani, e all’Urbanistica, Paola Vilardi». Ma - lamenta Paccani - «non siamo ancora stati convocati».
Mentre si discute di quale dovrà essere la destinazione futura di Campo Marte, sono molti i cittadini che approfittano di queste giornate di sole per una passeggiata nel parco. Dopo una prima fase sperimentale, ora i cancelli restano aperti a lungo, dalla mattina presto fino anche alla sera tardi. Cosa riserverà il futuro, è un punto di domanda.
Labolani:
Campo Marte sarà un parco sportivo. L’assessore ai Lavori Pubblici e al Verde Mario Labolani ha le idee ben chiare sulla destinazione dell’ex area militare.
RISPONDE prontamente anche alle lamentele di chi dice che c’è troppa confusione nell’area verde. «Insomma - sbotta - i parchi, le piazze, le strade sono di proprietà di tutti bresciani. Capisco che qualcuno si lamenti se viene disturbato dalle manifestazioni che si svolgono nelle ore serali, ma la mattina la città è di tutti».
L’assessore precisa, comunque, che «grandi feste di sera non se ne faranno più, quella degli ultras è stata l’ultima, anche perchè le tensostrutture rovinano il terreno». Tant’è che «a tutti partiti che ci hanno chiesto lo spazio negli ultimi tempi, Rifondazione Comunista è l’ultimo in ordine di tempo, abbiamo risposto negativamente».
CIÒ NON TOGLIE che l’intenzione dell’Amministrazione non è fare di Campo Marte «un parco tipo il Gallo o il Tarello dove possono passeggiare cani e biciclette», ma un vero e proprio tempio dello sport.
«Il primo passo è riuscire a prendere possesso della palazzina, che ancora non è nostra - spiega Labolani -. Abbiamo già contattato il ministero della Difesa per riuscire ad averla».
Dopodiché c’è l’intenzione di «recuperare la vecchia cancellata, i campi da tennis e realizzare se possibile anche uno spazio per il calcio e per il beach volley».
L’assessore spiega che «con il collega Massimo Bianchini abbiamo già incontrato il presidente del Coni provinciale Ugo Ranzetti» per raccogliere proposte e suggerimenti. Nel programmare i prossimi interventi, si terrà conto anche degli esiti del percorso di progettazione partecipata «Da Marte a Martina».
Ma su quale destinazione avrà Campo Marte iniziano a non esserci più dubbi. NA.DA.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















