GIOVANE IN CERCA DI NOTORIETA' TENTA L'ASSALTO ALLA PAPAMOBILE
CITTA' DEL VATICANO - Grande scompiglio tra gli "angeli custodi" del Papa, che hanno bloccato un giovane a un metro dalle spalle del Pontefice, senza che questi si accorgesse di nulla. Le immagini dell'"assalto" alla papamobile, tentato e fallito da un giovane tedesco di 27 anni all'inizio dell'udienza generale di oggi, mostrano Benedetto XVI che sorride alla folla, ignaro, mentre alle sue spalle gli uomini della vigilanza vaticana bloccano l'uomo che si era tuffato da dietro le transenne al passaggio di papa Ratzinger.
Tutto si è svolto in pochi minuti: l'udienza generale sta per cominciare e Benedetto XVI è appena arrivato a bordo della papamobile. Al passaggio dell'auto scoperta, nei pressi dell'obelisco di piazza San Pietro, un giovane in jeens corti e maglietta rossa spunta da dietro le transenne, con un movimento a tuffo che gli permette di scavalcare la folla e trovarsi a poca distanza dal Papa.
Gli agenti vaticani accorrono e dopo un po' di parapiglia fermano il giovane e lo portano via. La scena attira l'attenzione dei media e le immagini dell'episodio vengono rilanciate dalle tv. Successivamente il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi riferisce che il giovane - "di 27 anni e di nazionalità tedesca" "non aveva intenzione di attentare alla vita del Papa", ma volva soltanto "attirare l'attenzione su di sé", mostrava "chiari segni di squilibrio", era in stato confusionale e dopo essere stato fermato dalla gendarmeria vaticana e interrogato da giudice unico del Vaticano, Gianluigi Marrone, sentito anche il parere di alcuni medici psichiatri, ne è stato disposto il "ricovero obbligatorio in una struttura sanitaria protetta".
Il caso è quindi chiuso e il tedesco in cerca di notorietà passerà qualche giorno in ospedale. Nessun dramma e nessun incidente, anche se in casi come questi i dodici uomini che accompagnano la jeep papale sono pronti a tutto per proteggerne l'incolumità. Addestrati ad agire tempestivamente, sono sempre in grado di capire il livello della minaccia e come fare a sventarla, e oggi è stato sufficiente agguantare il giovanotto e tenerlo ben stretto, a debita distanza dal Papa.
La sicurezza del Pontefice è affidata agli agenti della Vigilanza vaticana e alle guardie svizzere pontificie. Quando Benedetto XVI è in territorio italiano, entrano in gioco anche gli uomini dell'Ispettorato di Ps presso la Santa Sede, in stretto coordinamento con la Vigilanza vaticana.
L'attenzione alla incolumità dei papi è fortemente cresciuta dopo l'attentato del 13 maggio '81, quando Ali' Agca cercò di assassinare Giovanni Paolo II. Inoltre la minaccia terroristica, già dal Duemila e comunque dopo l'11 settembre, ha portato a perfezionare i controlli in piazza San Pietro e nella basilica, con anche l'istallazione di metal detector; durante le cerimonie e gli eventi pubblici in piazza i tetti circostanti sono discretamente sorvegliati da agenti e sistemi video. La piazza inoltre è sempre discretamente controllata da poliziotti italiani, in divisa e in borghese.(ANSA).
Tutto si è svolto in pochi minuti: l'udienza generale sta per cominciare e Benedetto XVI è appena arrivato a bordo della papamobile. Al passaggio dell'auto scoperta, nei pressi dell'obelisco di piazza San Pietro, un giovane in jeens corti e maglietta rossa spunta da dietro le transenne, con un movimento a tuffo che gli permette di scavalcare la folla e trovarsi a poca distanza dal Papa.
Gli agenti vaticani accorrono e dopo un po' di parapiglia fermano il giovane e lo portano via. La scena attira l'attenzione dei media e le immagini dell'episodio vengono rilanciate dalle tv. Successivamente il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi riferisce che il giovane - "di 27 anni e di nazionalità tedesca" "non aveva intenzione di attentare alla vita del Papa", ma volva soltanto "attirare l'attenzione su di sé", mostrava "chiari segni di squilibrio", era in stato confusionale e dopo essere stato fermato dalla gendarmeria vaticana e interrogato da giudice unico del Vaticano, Gianluigi Marrone, sentito anche il parere di alcuni medici psichiatri, ne è stato disposto il "ricovero obbligatorio in una struttura sanitaria protetta".
Il caso è quindi chiuso e il tedesco in cerca di notorietà passerà qualche giorno in ospedale. Nessun dramma e nessun incidente, anche se in casi come questi i dodici uomini che accompagnano la jeep papale sono pronti a tutto per proteggerne l'incolumità. Addestrati ad agire tempestivamente, sono sempre in grado di capire il livello della minaccia e come fare a sventarla, e oggi è stato sufficiente agguantare il giovanotto e tenerlo ben stretto, a debita distanza dal Papa.
La sicurezza del Pontefice è affidata agli agenti della Vigilanza vaticana e alle guardie svizzere pontificie. Quando Benedetto XVI è in territorio italiano, entrano in gioco anche gli uomini dell'Ispettorato di Ps presso la Santa Sede, in stretto coordinamento con la Vigilanza vaticana.
L'attenzione alla incolumità dei papi è fortemente cresciuta dopo l'attentato del 13 maggio '81, quando Ali' Agca cercò di assassinare Giovanni Paolo II. Inoltre la minaccia terroristica, già dal Duemila e comunque dopo l'11 settembre, ha portato a perfezionare i controlli in piazza San Pietro e nella basilica, con anche l'istallazione di metal detector; durante le cerimonie e gli eventi pubblici in piazza i tetti circostanti sono discretamente sorvegliati da agenti e sistemi video. La piazza inoltre è sempre discretamente controllata da poliziotti italiani, in divisa e in borghese.(ANSA).
- Horacio Verbitsky
















