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Venerdì, 18 Luglio : 2008
Il premier Silvio Berlusconi denuncia "le frange estremiste e giustizialiste" presenti in Parlamento per colpa del Partito Democratico. Ed è scontro, a livelli forse finora mai raggiunti dall'inizio della legislatura, con il leader del Pd Walter Veltroni che, da Milano, attacca a testa bassa il governo che "parla d'altro mentre il Paese precipita", come dimostra "il crollo di 10 punti nei sondaggi", ma anche il Cavaliere in persona: "Berlusconi c'é ma il berlusconismo è finito". Dopo una settimana di muro contro muro tra maggioranza e opposizione, la tensione sfocia in uno scontro a distanza tra i due leader. Dal palco dell'assemblea nazionale di Coldiretti, a Roma, il presidente del Consiglio difende il Porcellum, evidenziando che grazie a quella legge "abbiamo rispettato la volontà di cambiare l'assetto politico dell'Italia dando vita ad una democrazia bipartitica". Ma, se il Pdl ha rivoluzionato il sistema, "per un errore dell'opposizione sono presenti frange estreme e giustizialiste che spesso ci fanno disperare in Parlamento". Da Milano la reazione del leader dell'opposizione è senza sconti. Veltroni, certo, premette che l'opposizione del Pd è diversa da quella di Di Pietro "perché noi dobbiamo ottenere risultati e credibilita" e quindi "dobbiamo saperci distinguere perché capita sempre che c'é chi la spara più di te".
Ma l'attacco non è meno duro e tutto rivolto a smascherare il "bluff" di un governo che "aveva annunciato mirabolanti rivoluzioni ma non ha toccato la pressione fiscale e ha tagliato gli investimenti". L'ex sindaco di Roma è preoccupato per "un Paese che precipita", nel quale il pil è il più basso d'Europa. E se la situazione non si "può addebitare ad un governo in carica da pochi mesi", la colpa dell'esecutivo "é nel parlare d'altro", di giustizia come di frequenze tv. E le conseguenze di questa politica cominciano per Veltroni ad incrinare la luna di miele con il Paese visto che "in poche settimane questo governo ha perso 10 punti". E se il Cavaliere non nomina il segretario del Pd, l'ex sindaco di Roma chiama direttamente in causa il berlusconismo: "Berlusconi c'é, ma il berlusconismo è finito, perché quell'impasto di populismo e di conservatorismo non è in grado di dare risposte alla crisi drammatica dell'Italia". Ed è subito levata di scudi in difesa del premier dal Pdl. Più che il berlusconismo, "é l'antiberlusconismo tutt'altro che morto - osserva il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi - come dimostra il segretario dei democratici". Mentre il deputato Michaela Biancofiore punta il dito contro "l'ennesima boutade di un leader azzoppato che dimostra, ancora una volta di più, di non comprendere affatto il paese reale".
CSM: ''PREMIER RISPETTI TOGHE, LE HA DENIGRATE
''Rispetti i magistrati il presidente del Consiglio, che invece ha usato "espressioni denigratorie" e "gravi accuse" delegittimanti nei confronti del pm e dei giudici del processo Mills, processo in cui lui stesso deve rispondere di corruzione in atti giudiziari. La richiesta viene dal Csm e più precisamente dalla prima Commissione di Palazzo dei marescialli nella risoluzione approvata la scorsa settimana proprio a tutela delle toghe del processo Mills.Un documento che era stato secretato dal Comitato di presidenza del Csm per evitare che potesse condizionare la Corte d'appello di Milano, chiamata a decidere sulla richiesta di ricusazione del presidente del collegio di quel processo Nicoletta Gandus presentata dai legali del premier e bocciata proprio ieri. Ma che è diventato noto -sarà discusso dal plenum giovedì prossimo- proprio oggi, in una giornata in cui la tensione tra politica e giustizia è particolarmente alta e coinvolge lo stesso Csm, definito "cloaca" dal presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, che ha poi in parte rettificato il tiro.
La "bacchettata" al premier riguarda non solo le espressioni che ha usato nella lettera al presidente del Senato Renato Schifani, e cioé l'accusa al pm Fabio De Pasquale, e al collegio presieduto da Nicoletta Gandus di agire per finalità politiche. Ma anche gli attacchi alle toghe rivolti nei giorni successivi, nella conferenza stampa di Bruxelles e all'assemblea annuale della Confesercenti. Ed è accompagnata dalla rivendicazione del "dovere istituzionale" del Csm di intervenire in questi casi."Gli atti dei magistrati possono certamente essere discussi e criticati, e chi è imputato in un processo, chiunque sia, ha il diritto di difendersi nella maniera più ampia", sottolinea la Commissione nel doumento approvato con cinque voti a favore e il no del laico di An Gianfrano Anedda. "Tutt'altro", è però "adoperare espressioni denigratorie verso il singolo magistrato o l'attività giudiziaria" ed "é purtroppò quanto accaduto" in questo caso. Proprio in queste ipotesi, difendere i magistrati da "attacchi e condizionamenti indebiti, da qualunque parte provengano ed in qualunque modo vengano attuati" è per il Csm un 'dovere istituzionale a cui non si puo' abdicare", e il compito del Consiglio è "riaffermare, nell'evidente interesse della generalità dei cittadini, l'esigenza che da tutti siano rispettati la professionalità e il prestigio dei magistratì, perché 'la loro lesione incide direttamente sull'indipendente esercizio delle loro funzioni". I consiglieri richiamano anche il monito pronunciato nel febbraio scorso dal capo dello Stato: "Chi svolge attività politicà ha il diritto di difendersi quando sia chiamato personalmente in causa", ma anche 'il dovere di non abbandonarsi a forme di contestazione sommaria e generalizzata dell'operato della magistratura".
RIFORMA GIUSTIZIA E FEDERALISMO ENTRO L'ANNO
Riforma della giustizia e del federalismo entro la fine dell'anno. Silvio Berlusconi preme sull'acceleratore, incurante dei dubbi della Lega sul fatto che i due progetti possano andare avanti contestualmente. Per il presidente del Consiglio le due riforme sono "fondamentali per il Paese". Tanto che intende procedere con un "processo abbinato" che veda la prima riforma "in una Camera" e l'altra nella seconda, per poi effettuare uno "scambio". Del resto, spiega da Napoli dove riunisce il Consiglio dei ministri per annunciare che l'emergenza rifiuti é finita, "la nostra volontà e la nostra speranza è quella di "varare" le due riforme "entro il 2008". Anche se, aggiunge, "se si andrà all'anno prossimo non sarà grave". Un percorso, quello immaginato dal Cavaliere, che non ammetteintoppi, né da parte degli alleati, né dell'opposizione. Sul primo fronte, nega che vi siano tensioni con il Carroccio. Nel corso del Cdm, assicurano in effetti diverse fonti parlamentari,il tema non è stato neanche sfiorato. Tuttavia in molti hanno notato l'assenza di ben tre ministri del Carroccio su quattro: aNapoli mancavano Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Luca Zaia, tutti impegnati in altri appuntamenti; unico presente il responsabile dell'Interno Roberto Maroni. "La Lega, al di là di quanto scritto da qualcuno, è pienamente partecipe al nostrolavoro: mentre venivo qui Bossi mi ha chiamato e si è congratulato per primo per il successo dell'operazione di lotta ai rifiuti", taglia corto il premier. Sul secondo fronte, quello dell'opposizione, la speranza diun dialogo appare ormai del tutto tramontata. Come dimostrano leparole pronunciate dallo stesso Cavaliere prima di arrivare nella città partenopea, davanti all'assemblea della Coldiretti: in Parlamento per un "errore" dell'opposizione sono presenti "frange estreme e giustizialiste che molto spesso ci fanno disperare". Critiche al Partito democratico e alla sua alleanza con l'Ivd di Antonio Di Pietro. Qualche ora dopo, il Cavaliere scarica le responsabilità sulcentrosinistra: "Qui - dice dal capoluogo campano - ho trovato buona volontà e buon senso: se l'opposizione avesse la stessa buona volontà e lo stesso buon senso sarebbe una buona cosa, mapurtroppo - aggiunge - non è così". Nonostante ciò, "noi siamo da sempre aperti al dialogo, ma lo deve essere anche l'opposizione, senza partire da pregiudiziali". Un altro elemento sembra indicativo della strategia di Berlusconi. Agli amministratori locali, il premier spiega che lacollaborazione con il Pd, seppur utile per risolvere l'emergenza rifiuti, dovrà interrompersi per le prossime elezioni. Nei dettagli della riforma, però, Berlusconi non vuole entrare. Si limita ad escludere il ritorno dell'immunità parlamentare: "Ma quale marcia indietro! State facendo dei titoli incredibili", sbotta, riferendosi al titolo di un quotidiano. Quanto alle parole di Maurizio Gasparri sul Csm, il premier liquida le polemiche con una battuta: "Il senatore ha già fatto una precisazione che credo abbia posto la parola fineal problema". Nel corso della conferenza stampa, affronta brevemente le tematiche legate all'economia: nel ribadire che la strada sceltadal governo è quella di tagliare la spesa pubblica, iniziando dagli sprechi, annuncia la decisione di avviare delle "due diligence" nei ministeri allo scopo di "porre fine a inefficienze economiche". Il tutto per non "mettere le mani nelle tasche dei cittadini". Anzi, assicura, l'obiettivo del governo, se le condizioni lo consentiranno e se "gli italiani ci aiuteranno" resta quello di portare la pressione fiscale sotto il 40%. Ultimo argomento toccato, quello della fusione di Fi e An nelPartito della Libertà. "Siamo a buon punto", dice, confermando che "a gennaio del 2009 ci saranno i congressi di scioglimento" dei partiti che compongono il Pdl. Una forza, aggiunge, "che segnerà la storia politica italiana nei prossimi anni". Insomma, un Berlusconi determinato e allegro. Del resto, chiosa, "sono come il Brunello di Montalcino che, come sapete, con gli anni migliora".
GASPARRI: "CSM CLOACA", L'ANM REPLICA: "INVETTIVE VOLGARI"
"La cloaca del Csm correntizio, partitizzato e parcellizzato è uno scandalo che offende gli italiani". La frase, pronunciata dal presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri durante un filo diretto a Radio Radicale, esplode come una bomba carta nei palazzi del potere. E certamente non rasserena il clima con l'opposizione che insorge bollando le accuse del senatore come "offensive e gravissime".
Anche l'Anm parte all'attacco e, con il presidente Luca Palamara, avverte che non si farà "trascinare sul terreno dell'invettiva volgare e qualunquista", ma che lotterà per difendere l'autonomia e l'indipendenza della magistratura contro chi vuole di fatto "delegittimarla". E il Csm, in una risoluzione a tutela delle toghe del caso Mills, invita il premier a "non denigrare" i giudici. Il Csm, inoltre, è un organo costituzionale presieduto direttamente dal capo dello Stato e il fatto che sia stato definito "una cloaca" non ha certo fatto piacere al Quirinale. Così Gasparri in serata si pente della sua dichiarazione e in due diverse note spiega come la sua intenzione non fosse in realtà quella di "denigrare il Csm" o di mancare di rispetto a "organi costituzionali". In più, ricorda, come nei giorni scorsi abbia definito di "grande equilibrio" l'azione del presidente Napolitano, "con precisi richiami a ruoli e compiti del Csm".
Il sasso nell'acqua è stato lanciato e i 'cerchi' della polemica non si fermano. Silvio Berlusconi ci prova da Napoli a dire che le scuse del senatore hanno di fatto chiuso la vicenda. Le critiche però continuano e non solo da parte dell'opposizione. Anche la Lega, secondo quanto si apprende, è piuttosto irritata. "Se ogni giorno scoppia una polemica nuova - dice un parlamentare del Carroccio - come si fa a lavorare sulle riforme davvero necessarie come il federalismo o ad aprire un dialogo con le opposizioni su questo e altri temi?". E' vero che la giustizia dovrà essere riformata, aggiungono alcuni parlamentari 'padani', ma ai cittadini ora interessa più poter arrivare alla fine del mese che cambiare le cose al Csm. La situazione, insomma, è diversa dal 2001 e molti nel Pdl devono capire che non si possono rincorrere ancora "vecchi schemi". Il messaggio che arriva dall'opposizione sul punto è chiarissimo: "Se si vuole proseguire con il federalismo - è il monito che Walter Veltroni lancia alla Lega - bisogna evitare commistioni indebite con una riforma della giustizia che favorisce pochi cittadini".
Il Carroccio recepisce, ma anche da questo nuovo 'caso-Gasparri' si comprende che quella del confronto con la minoranza non sarà un'impresa semplice da portare avanti. Il centrosinistra infatti è di nuovo sul piede di guerra. Sono "offensive e gravissime le parole" di Gasparri tuona il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. "La maggioranza - aggiunge - deve abbassare necessariamente i toni". "Se dovessimo valutare la riforma della giustizia annunciata dal premier sulla base delle sghangherate dichiarazioni di Gasparri dovremmo chiudere il discorso prima di aprirlo", afferma Michele Vietti dell'Udc. E mentre il leader dell'Idv Antonio Di Pietro si dichiara "allibito", Clemente Mastella invita la maggioranza a "censurare Gasparri così come ha fatto con la Guzzanti" tenendo presente però, sottolinea Massimo Donadi (Idv), l'aggravante che Gasparri "non è neanche un comico".
Ma l'attacco non è meno duro e tutto rivolto a smascherare il "bluff" di un governo che "aveva annunciato mirabolanti rivoluzioni ma non ha toccato la pressione fiscale e ha tagliato gli investimenti". L'ex sindaco di Roma è preoccupato per "un Paese che precipita", nel quale il pil è il più basso d'Europa. E se la situazione non si "può addebitare ad un governo in carica da pochi mesi", la colpa dell'esecutivo "é nel parlare d'altro", di giustizia come di frequenze tv. E le conseguenze di questa politica cominciano per Veltroni ad incrinare la luna di miele con il Paese visto che "in poche settimane questo governo ha perso 10 punti". E se il Cavaliere non nomina il segretario del Pd, l'ex sindaco di Roma chiama direttamente in causa il berlusconismo: "Berlusconi c'é, ma il berlusconismo è finito, perché quell'impasto di populismo e di conservatorismo non è in grado di dare risposte alla crisi drammatica dell'Italia". Ed è subito levata di scudi in difesa del premier dal Pdl. Più che il berlusconismo, "é l'antiberlusconismo tutt'altro che morto - osserva il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi - come dimostra il segretario dei democratici". Mentre il deputato Michaela Biancofiore punta il dito contro "l'ennesima boutade di un leader azzoppato che dimostra, ancora una volta di più, di non comprendere affatto il paese reale".
CSM: ''PREMIER RISPETTI TOGHE, LE HA DENIGRATE
''Rispetti i magistrati il presidente del Consiglio, che invece ha usato "espressioni denigratorie" e "gravi accuse" delegittimanti nei confronti del pm e dei giudici del processo Mills, processo in cui lui stesso deve rispondere di corruzione in atti giudiziari. La richiesta viene dal Csm e più precisamente dalla prima Commissione di Palazzo dei marescialli nella risoluzione approvata la scorsa settimana proprio a tutela delle toghe del processo Mills.Un documento che era stato secretato dal Comitato di presidenza del Csm per evitare che potesse condizionare la Corte d'appello di Milano, chiamata a decidere sulla richiesta di ricusazione del presidente del collegio di quel processo Nicoletta Gandus presentata dai legali del premier e bocciata proprio ieri. Ma che è diventato noto -sarà discusso dal plenum giovedì prossimo- proprio oggi, in una giornata in cui la tensione tra politica e giustizia è particolarmente alta e coinvolge lo stesso Csm, definito "cloaca" dal presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, che ha poi in parte rettificato il tiro.
La "bacchettata" al premier riguarda non solo le espressioni che ha usato nella lettera al presidente del Senato Renato Schifani, e cioé l'accusa al pm Fabio De Pasquale, e al collegio presieduto da Nicoletta Gandus di agire per finalità politiche. Ma anche gli attacchi alle toghe rivolti nei giorni successivi, nella conferenza stampa di Bruxelles e all'assemblea annuale della Confesercenti. Ed è accompagnata dalla rivendicazione del "dovere istituzionale" del Csm di intervenire in questi casi."Gli atti dei magistrati possono certamente essere discussi e criticati, e chi è imputato in un processo, chiunque sia, ha il diritto di difendersi nella maniera più ampia", sottolinea la Commissione nel doumento approvato con cinque voti a favore e il no del laico di An Gianfrano Anedda. "Tutt'altro", è però "adoperare espressioni denigratorie verso il singolo magistrato o l'attività giudiziaria" ed "é purtroppò quanto accaduto" in questo caso. Proprio in queste ipotesi, difendere i magistrati da "attacchi e condizionamenti indebiti, da qualunque parte provengano ed in qualunque modo vengano attuati" è per il Csm un 'dovere istituzionale a cui non si puo' abdicare", e il compito del Consiglio è "riaffermare, nell'evidente interesse della generalità dei cittadini, l'esigenza che da tutti siano rispettati la professionalità e il prestigio dei magistratì, perché 'la loro lesione incide direttamente sull'indipendente esercizio delle loro funzioni". I consiglieri richiamano anche il monito pronunciato nel febbraio scorso dal capo dello Stato: "Chi svolge attività politicà ha il diritto di difendersi quando sia chiamato personalmente in causa", ma anche 'il dovere di non abbandonarsi a forme di contestazione sommaria e generalizzata dell'operato della magistratura".
RIFORMA GIUSTIZIA E FEDERALISMO ENTRO L'ANNO
Riforma della giustizia e del federalismo entro la fine dell'anno. Silvio Berlusconi preme sull'acceleratore, incurante dei dubbi della Lega sul fatto che i due progetti possano andare avanti contestualmente. Per il presidente del Consiglio le due riforme sono "fondamentali per il Paese". Tanto che intende procedere con un "processo abbinato" che veda la prima riforma "in una Camera" e l'altra nella seconda, per poi effettuare uno "scambio". Del resto, spiega da Napoli dove riunisce il Consiglio dei ministri per annunciare che l'emergenza rifiuti é finita, "la nostra volontà e la nostra speranza è quella di "varare" le due riforme "entro il 2008". Anche se, aggiunge, "se si andrà all'anno prossimo non sarà grave". Un percorso, quello immaginato dal Cavaliere, che non ammetteintoppi, né da parte degli alleati, né dell'opposizione. Sul primo fronte, nega che vi siano tensioni con il Carroccio. Nel corso del Cdm, assicurano in effetti diverse fonti parlamentari,il tema non è stato neanche sfiorato. Tuttavia in molti hanno notato l'assenza di ben tre ministri del Carroccio su quattro: aNapoli mancavano Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Luca Zaia, tutti impegnati in altri appuntamenti; unico presente il responsabile dell'Interno Roberto Maroni. "La Lega, al di là di quanto scritto da qualcuno, è pienamente partecipe al nostrolavoro: mentre venivo qui Bossi mi ha chiamato e si è congratulato per primo per il successo dell'operazione di lotta ai rifiuti", taglia corto il premier. Sul secondo fronte, quello dell'opposizione, la speranza diun dialogo appare ormai del tutto tramontata. Come dimostrano leparole pronunciate dallo stesso Cavaliere prima di arrivare nella città partenopea, davanti all'assemblea della Coldiretti: in Parlamento per un "errore" dell'opposizione sono presenti "frange estreme e giustizialiste che molto spesso ci fanno disperare". Critiche al Partito democratico e alla sua alleanza con l'Ivd di Antonio Di Pietro. Qualche ora dopo, il Cavaliere scarica le responsabilità sulcentrosinistra: "Qui - dice dal capoluogo campano - ho trovato buona volontà e buon senso: se l'opposizione avesse la stessa buona volontà e lo stesso buon senso sarebbe una buona cosa, mapurtroppo - aggiunge - non è così". Nonostante ciò, "noi siamo da sempre aperti al dialogo, ma lo deve essere anche l'opposizione, senza partire da pregiudiziali". Un altro elemento sembra indicativo della strategia di Berlusconi. Agli amministratori locali, il premier spiega che lacollaborazione con il Pd, seppur utile per risolvere l'emergenza rifiuti, dovrà interrompersi per le prossime elezioni. Nei dettagli della riforma, però, Berlusconi non vuole entrare. Si limita ad escludere il ritorno dell'immunità parlamentare: "Ma quale marcia indietro! State facendo dei titoli incredibili", sbotta, riferendosi al titolo di un quotidiano. Quanto alle parole di Maurizio Gasparri sul Csm, il premier liquida le polemiche con una battuta: "Il senatore ha già fatto una precisazione che credo abbia posto la parola fineal problema". Nel corso della conferenza stampa, affronta brevemente le tematiche legate all'economia: nel ribadire che la strada sceltadal governo è quella di tagliare la spesa pubblica, iniziando dagli sprechi, annuncia la decisione di avviare delle "due diligence" nei ministeri allo scopo di "porre fine a inefficienze economiche". Il tutto per non "mettere le mani nelle tasche dei cittadini". Anzi, assicura, l'obiettivo del governo, se le condizioni lo consentiranno e se "gli italiani ci aiuteranno" resta quello di portare la pressione fiscale sotto il 40%. Ultimo argomento toccato, quello della fusione di Fi e An nelPartito della Libertà. "Siamo a buon punto", dice, confermando che "a gennaio del 2009 ci saranno i congressi di scioglimento" dei partiti che compongono il Pdl. Una forza, aggiunge, "che segnerà la storia politica italiana nei prossimi anni". Insomma, un Berlusconi determinato e allegro. Del resto, chiosa, "sono come il Brunello di Montalcino che, come sapete, con gli anni migliora".
GASPARRI: "CSM CLOACA", L'ANM REPLICA: "INVETTIVE VOLGARI"
"La cloaca del Csm correntizio, partitizzato e parcellizzato è uno scandalo che offende gli italiani". La frase, pronunciata dal presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri durante un filo diretto a Radio Radicale, esplode come una bomba carta nei palazzi del potere. E certamente non rasserena il clima con l'opposizione che insorge bollando le accuse del senatore come "offensive e gravissime".
Anche l'Anm parte all'attacco e, con il presidente Luca Palamara, avverte che non si farà "trascinare sul terreno dell'invettiva volgare e qualunquista", ma che lotterà per difendere l'autonomia e l'indipendenza della magistratura contro chi vuole di fatto "delegittimarla". E il Csm, in una risoluzione a tutela delle toghe del caso Mills, invita il premier a "non denigrare" i giudici. Il Csm, inoltre, è un organo costituzionale presieduto direttamente dal capo dello Stato e il fatto che sia stato definito "una cloaca" non ha certo fatto piacere al Quirinale. Così Gasparri in serata si pente della sua dichiarazione e in due diverse note spiega come la sua intenzione non fosse in realtà quella di "denigrare il Csm" o di mancare di rispetto a "organi costituzionali". In più, ricorda, come nei giorni scorsi abbia definito di "grande equilibrio" l'azione del presidente Napolitano, "con precisi richiami a ruoli e compiti del Csm".
Il sasso nell'acqua è stato lanciato e i 'cerchi' della polemica non si fermano. Silvio Berlusconi ci prova da Napoli a dire che le scuse del senatore hanno di fatto chiuso la vicenda. Le critiche però continuano e non solo da parte dell'opposizione. Anche la Lega, secondo quanto si apprende, è piuttosto irritata. "Se ogni giorno scoppia una polemica nuova - dice un parlamentare del Carroccio - come si fa a lavorare sulle riforme davvero necessarie come il federalismo o ad aprire un dialogo con le opposizioni su questo e altri temi?". E' vero che la giustizia dovrà essere riformata, aggiungono alcuni parlamentari 'padani', ma ai cittadini ora interessa più poter arrivare alla fine del mese che cambiare le cose al Csm. La situazione, insomma, è diversa dal 2001 e molti nel Pdl devono capire che non si possono rincorrere ancora "vecchi schemi". Il messaggio che arriva dall'opposizione sul punto è chiarissimo: "Se si vuole proseguire con il federalismo - è il monito che Walter Veltroni lancia alla Lega - bisogna evitare commistioni indebite con una riforma della giustizia che favorisce pochi cittadini".
Il Carroccio recepisce, ma anche da questo nuovo 'caso-Gasparri' si comprende che quella del confronto con la minoranza non sarà un'impresa semplice da portare avanti. Il centrosinistra infatti è di nuovo sul piede di guerra. Sono "offensive e gravissime le parole" di Gasparri tuona il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. "La maggioranza - aggiunge - deve abbassare necessariamente i toni". "Se dovessimo valutare la riforma della giustizia annunciata dal premier sulla base delle sghangherate dichiarazioni di Gasparri dovremmo chiudere il discorso prima di aprirlo", afferma Michele Vietti dell'Udc. E mentre il leader dell'Idv Antonio Di Pietro si dichiara "allibito", Clemente Mastella invita la maggioranza a "censurare Gasparri così come ha fatto con la Guzzanti" tenendo presente però, sottolinea Massimo Donadi (Idv), l'aggravante che Gasparri "non è neanche un comico".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












