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Martedì, 16 Settembre : 2008
Gli danno fuoco dopo litigio in strada a Torino, grave
TORINO - Litiga in strada per futili motivi e finisce in ospedale con ustioni su quasi tutto il corpo: dopo l'aggressione di domenica a Milano, dove un ragazzo di colore è stato ucciso a sprangate, un altro diverbio è finito in tragedia ieri a Torino. Uno o più sconosciuti hanno buttato liquido infiammabile contro Emanuele M., 35 anni, mentre si trovava in auto. E' ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Cto di Torino.
Le sue condizioni sono gravi. Sulla vicenda indaga la squadra mobile di Torino. L'episodio é accaduto in via Brenta, alla periferia nord della città, nei pressi del parco Sempione. Secondo le prime testimonianze raccolte dalla polizia, che indaga sull'ipotesi del tentato omicidio, la vittima aveva appena salutato alcuni amici. "Abbiamo sentito delle grida - hanno riferito - ci siamo voltati e abbiamo visto la sua auto che era avvolta dalla fiamme". L'uomo, che ha piccoli precedenti penali per reati contro il patrimonio, ha riportato ustioni di secondo e terzo grado su 40% del corpo. Trasportato in un primo momento all'ospedale San Giovanni Bosco, è stato poi trasferito al Centro grandi ustionati. Le sue condizioni sono gravi.
L'uomo ha alle spalle un passato da tossicodipendente. Su quello che è accaduto ci sono svariate ipotesi, ma quella di un movente legato al mondo degli stupefacenti potrebbe essere una delle più accreditate. Emanuele M. vive con il padre nel quartiere di Barriera di Milano, non molto distante da dove è avvenuto l'episodio. Appena ricevuta la notizia, i familiari si sono precipitati in ospedale per assister l'uomo. "Al momento non lavora - hanno commentato - ma è una persona come tante altre. In passato ha avuto i suoi problemi ma li aveva superati". Gli investigatori hanno sentito un amico dell'uomo ma stanno cercando ulteriori testimoni che possano fornire indicazioni più precise su quanto è accaduto. Ciò che lascia perplessi è il fatto che qualcuno avesse tra le mani liquido infiammabile e l'abbia usato con estrema disinvoltura. Non è chiaro quindi se qualcuno aspettasse che Emanuele M. rimanesse solo per poi aggredirlo in un agguato, oppure se sia stato un episodio maturato sul momento per un raptus di follia di qualcuno che aveva tra le mani il materiale infiammante.
Le sue condizioni sono gravi. Sulla vicenda indaga la squadra mobile di Torino. L'episodio é accaduto in via Brenta, alla periferia nord della città, nei pressi del parco Sempione. Secondo le prime testimonianze raccolte dalla polizia, che indaga sull'ipotesi del tentato omicidio, la vittima aveva appena salutato alcuni amici. "Abbiamo sentito delle grida - hanno riferito - ci siamo voltati e abbiamo visto la sua auto che era avvolta dalla fiamme". L'uomo, che ha piccoli precedenti penali per reati contro il patrimonio, ha riportato ustioni di secondo e terzo grado su 40% del corpo. Trasportato in un primo momento all'ospedale San Giovanni Bosco, è stato poi trasferito al Centro grandi ustionati. Le sue condizioni sono gravi.
L'uomo ha alle spalle un passato da tossicodipendente. Su quello che è accaduto ci sono svariate ipotesi, ma quella di un movente legato al mondo degli stupefacenti potrebbe essere una delle più accreditate. Emanuele M. vive con il padre nel quartiere di Barriera di Milano, non molto distante da dove è avvenuto l'episodio. Appena ricevuta la notizia, i familiari si sono precipitati in ospedale per assister l'uomo. "Al momento non lavora - hanno commentato - ma è una persona come tante altre. In passato ha avuto i suoi problemi ma li aveva superati". Gli investigatori hanno sentito un amico dell'uomo ma stanno cercando ulteriori testimoni che possano fornire indicazioni più precise su quanto è accaduto. Ciò che lascia perplessi è il fatto che qualcuno avesse tra le mani liquido infiammabile e l'abbia usato con estrema disinvoltura. Non è chiaro quindi se qualcuno aspettasse che Emanuele M. rimanesse solo per poi aggredirlo in un agguato, oppure se sia stato un episodio maturato sul momento per un raptus di follia di qualcuno che aveva tra le mani il materiale infiammante.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















