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Martedì, 8 Luglio : 2008 (ASCA)
Roma, - A caratterizzare, ancora una volta, l'agenda politica del centrodestra e l'azione politica di Parlamento e governo e' il tema giustizia. Con una mossa da tempo preannunciata (addirittura dal premier Berlusconi nella sua conferenza stampa di venerdi' scorso, prima della partenza per il G8 giapponese, con buona pace delle smentite successive del Guardasigilli Alfano), il governo ha deciso di accantonare temporaneamente il decreto legge sulla sicurezza, priorita' della campagna elettorale sua e non solo, per approvare, nell'invidiabile primato di un esame della durata di 48 ore da parte della Camera, un provvedimento che pone al riparo presidente del Consiglio, presidente della Repubblica, presidente di Camera e Senato, dalle iniziative della magistratura durante il mandato. Al centro della vicenda, come noto, la posizione del premier, coinvolto nel cosiddetto processo Mills e la necessita' di garantire un ordinato svolgimento della vita politica del Paese contro quelle che taluno ritiene inammissibili interferenze dei giudici.
L'inversione di tendenza nella iniziativa del centrodestra trova certamente radici nelle proteste delle opposizioni (piu' determinata quella di Di Pietro, piu' riflessiva quella del Pd), ma ancora di piu' nel fermo allarme lanciato dalla Presidenza della Repubblica e dai malesseri che si sono determinati nella maggioranza. Al Quirinale non e' piaciuta la ''furbata'' della Pdl che, al Senato, una volta incardinato il decreto legge sulla sicurezza, lo ha usato come veicolo per introdurre una norma estranea come il ''blocca processi'', voluta, sottolinea la opposizione, proprio per bloccare il processo Mills di cui si e' detto.
Alla Lega Nord ma anche a cio' che rimane di Alleanza Nazionale dopo il progetto del Pdl, non piace l'idea di mischiare misure che si ritengono popolari contro la microcriminalita', con l'eterna vicenda delle disavventure giudiziarie del Cavaliere imprenditore.
Dunque, sarebbe errato parlare di ''scambio'' tra Pd e maggioranza in materia di giustizia ed il partito di Veltroni, nella giornata in cui l'ex magistrato Di Pietro punta a fare il pieno mediatico (piu' che di Piazza Navona a Roma), in tema di ruolo dell'opposizione, cerca di tenere rigorosamente il punto, per evitare che una decisione della maggioranza che mette in mostra una propria fragilita', si manifesti anche come arrendevolezza dell'opposizione.
Se non e' ''salvapremier'' e' immunita' in ogni caso ma la opinione pubblica, mentre sembra proseguire la luna di miele con il centrodestra, ribadendo fiducia a Berlusconi (con buona pace degli americani che, in un dossier distribuito al G8 in Giappone per i giornalisti prontamente smentito, lo hanno definito ''leader controverso''), sembra in attesa di conoscere come si risolvera' l'eterno duello che contrappone un sistema (quello italiano) in cui nessuno puo' considerarsi al di sopra della legge e forze politiche che ritengono che la legalita' e' mutevole anche su questioni di impianto del sistema politico e, dunque, il sottoporre gli atti della magistratura al mutevole andamento della lotta politica e' assolutamente legittimo.
L'inversione di tendenza nella iniziativa del centrodestra trova certamente radici nelle proteste delle opposizioni (piu' determinata quella di Di Pietro, piu' riflessiva quella del Pd), ma ancora di piu' nel fermo allarme lanciato dalla Presidenza della Repubblica e dai malesseri che si sono determinati nella maggioranza. Al Quirinale non e' piaciuta la ''furbata'' della Pdl che, al Senato, una volta incardinato il decreto legge sulla sicurezza, lo ha usato come veicolo per introdurre una norma estranea come il ''blocca processi'', voluta, sottolinea la opposizione, proprio per bloccare il processo Mills di cui si e' detto.
Alla Lega Nord ma anche a cio' che rimane di Alleanza Nazionale dopo il progetto del Pdl, non piace l'idea di mischiare misure che si ritengono popolari contro la microcriminalita', con l'eterna vicenda delle disavventure giudiziarie del Cavaliere imprenditore.
Dunque, sarebbe errato parlare di ''scambio'' tra Pd e maggioranza in materia di giustizia ed il partito di Veltroni, nella giornata in cui l'ex magistrato Di Pietro punta a fare il pieno mediatico (piu' che di Piazza Navona a Roma), in tema di ruolo dell'opposizione, cerca di tenere rigorosamente il punto, per evitare che una decisione della maggioranza che mette in mostra una propria fragilita', si manifesti anche come arrendevolezza dell'opposizione.
Se non e' ''salvapremier'' e' immunita' in ogni caso ma la opinione pubblica, mentre sembra proseguire la luna di miele con il centrodestra, ribadendo fiducia a Berlusconi (con buona pace degli americani che, in un dossier distribuito al G8 in Giappone per i giornalisti prontamente smentito, lo hanno definito ''leader controverso''), sembra in attesa di conoscere come si risolvera' l'eterno duello che contrappone un sistema (quello italiano) in cui nessuno puo' considerarsi al di sopra della legge e forze politiche che ritengono che la legalita' e' mutevole anche su questioni di impianto del sistema politico e, dunque, il sottoporre gli atti della magistratura al mutevole andamento della lotta politica e' assolutamente legittimo.
Gas/cam/bra
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















