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Sabato, 13 Settembre : 2008 La Stampa
LONDRA - Ha subito un attacco da parte di hacker il sito di uno dei quattro esperimenti dell’acceleratore Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. Lo riferiscono oggi i quotidiani britannici Times e Daily Telegraph.
Gli hacker sono penetrati nella rete del Cern mercoledì scorso, ossia proprio nel giorno in cui la macchina è stata accesa ed hanno lasciato una pagina internet sul sito dell’esperimento Cms (www.cmsmon.cern.ch), che attualmente non è accessibile. La pagina si intitola «The Greek Security Team». In essa gli hacker dichiarano di non avere intenzione di danneggiare i dati ma solo di mostrare che la rete informatica del laboratorio di Ginevra non è inaccessibile.
L’attacco non ha fatto danni. «Fra il 9 e il 10 settembre è stato colpito uno dei computer utilizzati per l’esperimento Cms», ha confermato Guido Tonelli, della sezione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) di Pisa e coordinatore dell’esperimento Cms per l’Italia. «Il computer che è stato colpito - ha aggiunto - viene utilizzato per alcune funzioni non vitali dell’esperimento». Si è trattato, ha aggiunto, «soltanto di un’azione dimostrativa. Dopo l’attacco il computer è stato completamente staccato dalla rete». Il danno sarà riparato, «ma adesso - ha osservato - bisogna capire come rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza, soprattutto nell’eventualità che in futuro qualcuno voglia lanciare un attacco che non sia puramente dimostrativo».
Gli hacker sono penetrati nella rete del Cern mercoledì scorso, ossia proprio nel giorno in cui la macchina è stata accesa ed hanno lasciato una pagina internet sul sito dell’esperimento Cms (www.cmsmon.cern.ch), che attualmente non è accessibile. La pagina si intitola «The Greek Security Team». In essa gli hacker dichiarano di non avere intenzione di danneggiare i dati ma solo di mostrare che la rete informatica del laboratorio di Ginevra non è inaccessibile.
L’attacco non ha fatto danni. «Fra il 9 e il 10 settembre è stato colpito uno dei computer utilizzati per l’esperimento Cms», ha confermato Guido Tonelli, della sezione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) di Pisa e coordinatore dell’esperimento Cms per l’Italia. «Il computer che è stato colpito - ha aggiunto - viene utilizzato per alcune funzioni non vitali dell’esperimento». Si è trattato, ha aggiunto, «soltanto di un’azione dimostrativa. Dopo l’attacco il computer è stato completamente staccato dalla rete». Il danno sarà riparato, «ma adesso - ha osservato - bisogna capire come rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza, soprattutto nell’eventualità che in futuro qualcuno voglia lanciare un attacco che non sia puramente dimostrativo».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















