Home
Home • Forum • Regolamento • Iscriviti • Cerca • FAQ • Login
Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Ringrazia Per la Discussione Pagina 1 di 1
 
HOLLYWOOD, BOLLYWOOD E LA GLOBALIZZAZIONE [Download Discussione]
Autore Messaggio
Rispondi Citando Download Messaggio
Messaggio HOLLYWOOD, BOLLYWOOD E LA GLOBALIZZAZIONE 
 
a cura di: red
Image
Castellammare di Stabia (NA)  


I nostri FORUM - Image - ARCHIVIO "Indici"  Image  Image News con Video  


HOLLYWOOD, BOLLYWOOD
Image
E LA GLOBALIZZAZIONE


di Francesco Capozzi [*]
Image Segnala ad un amico

Una potente conglomerata indiana, la Reliance Big Entertainment, di proprietà di una famiglia di ex Maharàja, gli Ambani, ora ricchissima e presente in molti settori, dalle telecomunicazioni, al suo indotto tecnologico, allo spettacolo e al cinema, farà una scalata “concordata” della DreamWorks di Steven Spielberg, per acquisirne la comproprietà. La major, fondata nel 94 da Spielberg, Jeffrey Katzemberg, David Geffen, dopo una serie di successi al botteghino, aveva incontrato dal 2005-2006 difficoltà, che l’avevano portata sotto le grinfie della finanziaria Viacom che possiede la Paramount. Quest’ultima bene ha pensato di smembrarla e venderne pezzi pregiati come la sua Library (listino dei film), al finanziere George Soros, senza mettere in cantiere nessuna nuova produzione. L’accordo con Viacom prevedeva un diritto di rescissione, che Spielberg eserciterà entro l’anno. Da qui le insistenti voci della venuta di questo “Cavaliere Bianco”, anche se col turbante, venuto a salvare la verginella dai cattivi. Anche perché in Usa, perdurante l’attuale crisi dei Sub-Prime, le banche sono restìe a permettere investimenti consistenti: mentre il denaro fresco agli indiani non scarseggia. Si parla di un acquisto da 500 mln di $. Quindi: Bollywood, che è l’acrostico di Bombay (l’attuale Mumbay) e Hollywood, cioè l’insieme dell’industria cinematografica indiana, che è fortemente, anche se non solo, lì localizzata, esporta capitali e presenza nella Mecca internazionale del cinema. Il cinema indiano ha svariate centinaia di milioni di spettatori, dentro e fuori dell’India, complice anche il fatto che lì, dove si parlano diverse lingue, per intendersi tra loro, stanno usando nel cinema una forma di lingua colloquiale, l’Hinglish, che è un mescolamento, come suggerisce lo stesso acronimo, di Hindu e English. Ha da tempo battuto Hollywood per quantità di film prodotti: circa mille contro gli scarsi 400, a causa dei costi molto minori. Da noi i film propriamente indiani sono rari, perché quelli di grande successo colà sono soprattutto dei Musical, che chiamano Masàla, in cui parti canoro-coregrafiche si succedono a parti dialogate di forte contenuto drammatico: l’effetto generale è quello delle nostre gloriose Sceneggiate tradotte in film. La qualità tecnica-artistica dei prodotti e la professionalità degli attori e registi indiani non hanno più nulla da invidiare a quelle Usa: basti pensare a grandi registi indiani attivi già a Hollywood, come Shekhar Kapoor, o Mira Nair; o ad attrici dal rango già di star internazionali come Shilpa Shetty, o Aishwarya Rai, peraltro costei testimonial di una nota griffe dell’international fashion, o Tabu. La delocalizzazione ha invertito il corso: non più dalle Metropoli del capitalismo verso le periferie; ma dalle periferie verso la  stessa Metropoli. E ciò avviene in un settore molto particolare, fondamentale, per non dire strategico, come è il cinema, che è il massimo produttore d’immagini del pianeta. Quella delle immagini è una cultura transnazionale, di quella “lingua” unificata, d’immediata comprensione, che è alla base della stessa globalizzazione, ne è la cornice ideale, il fulcro del suo “Pensiero Unico” pur nelle differenze di lingua, di cultura e di tradizioni nazionali. Non sappiamo in che cosa consisterà la collaborazione artistica, che scaturirà da questo incontro. Tuttavia, l’”occhio” del regista è sempre quello del cuore: la regista Mira Nair, in una felice trasposizione hollywoodiana di “La Fiera delle Vanità”, ha sviluppato ben oltre la media delle altre trasposizioni, la parentesi indiana, accennata nel libro, rendendola una parte narrativamente viva. Storicamente l’immaginario orientale, era parte integrante della visione ottocentesca  del mondo, anche se mistificato, perché obbediente a logiche imperialiste-colonialiste. Già rovesciare ciò, a livello di “senso comune”, è un ripristinare una verità negata. Ma le conseguenze potrebbero essere ben più profonde. Il BRIC, che è l’acronimo di Brasile, Russia, India e Cina, sono i nuovi centri di quelle che lo storico Fernand Braudel, l’inventore dell’indirizzo che fa capo alla rivista francese degli “Annales”, chiamava “Economie-Mondo”: dei punti d’irradiamento economico, al centro di un reticolo d’interessi non solo economici ma politici e geostrategici. L’analisi braudeliana prevedeva una sola prevalente economia-mondo alla volta: Genova, Venezia, l’asburgica, ecc. Oggi, per il tipo d’intrecci, di totale mondializzazione, di radicale profondità in cui ogni singola economia citata riesce ad operare cambiamenti, anche nelle più sperdute parti del globo,  molto più che nel passato, esse sono corrispettive di più aree geografiche, che possono coesistere. E fino a che l’equilibrio tra queste e le precedenti  (UE, USA), sarà mantenuto senza ricorrere alle armi, la partita della globalizzazione sarà assai più complessa e si giocherà molto sui livelli della cultura. E tra i cinque paesi emergenti India e Cina sono i più agguerriti e in grado di dare battaglia e produrre alternative culturali al “Pensiero Unico” marca McWorld.  


[*] Francesco Capozzi: Prof. di "Lettere" e giornalista.
Accogliamo volentieri e con piacere un nuovo amico ed una nuova "firma" che, con questo secondo articolo (il precedente:"I ROM E NOI") , inizia a collaborare anche con noi e non mancherà quindi di arricchire vivicentro con suoi articoli.
Già collaboratore di numerose altre testate, ci invierà i suoi interessanti articoli, sempre frutto di riflessioni ed analisi dell'attualità e di quanto accade attorno a noi.
Gli stessi saranno quindi identificati, con la sua firma, come di red. (redazione) e saranno riportati dal nostro Giuseppe (white_sharck71)
  



Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Mostra prima i messaggi di:
Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Ringrazia Per la Discussione  Pagina 1 di 1
 

Online in questo argomento: 0 Registrati, 0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti Registrati: Nessuno


 
Lista Permessi
Non puoi inserire nuovi Argomenti
Non puoi rispondere ai Messaggi
Non puoi modificare i tuoi Messaggi
Non puoi cancellare i tuoi Messaggi
Non puoi votare nei Sondaggi
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi scaricare gli allegati in questo forum
Puoi inserire eventi calendario in questo forum