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INDICE degli ultimi 25 articoli
- Articolo 18 un’occasione per il Pd (FEDERICO GEREMICCA)
- Leader-centauri per governare il mondo globale (GIANNI RIOTTA)
- Il Pdl e il rischio dell’isolamento (MARCELLO SORGI)
- A scuola si diventa italiani (ANDREA GAVOSTO*)
- La buona ricchezza (Massimo Gramellini)
- “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni. (Antonio Bonansingo)
- Una voce attendibile del nostro tempo: Wislawa Szymborska
- Arrestata maestra a Vibo: picchiava i suoi alunni delle elementari – video (Antonella Paparelli)
- Lieve rallentamento dell’inflazione in gennaio (3,2%) ma volano i prezzi dei carburanti
- Caso Mills, “no” alla ricusazione Processo può andare a sentenza
- Miracolo: Ici alla Chiesa scomparsa dal decreto (Stefano Feltri)
- Intervista ad Achille Occhetto «Il rischio è un’alternativa tra due moderatismi» Maria Zegarelli
- Riflessi condizionati (Dario Di Vico)
- Bersani contro Monti sulla riforma del lavoro (video) Alfano: «Premier vada avanti, non sia timido»
- La speranza alla fine di un lungo inverno (MARIO DEAGLIO)
- Ecco perché pagherà anche il salotto buono (LUCIA ANNUNZIATA)
- La violenza non aiuta a dire no (LUIGI LA SPINA)
- Il ritorno dello scontro vecchia maniera sul welfare (MARCELLO SORGI)
- Emma al bar (Massimo Gramellini)
- GREEN HILL. Anche Torino scende in piazza: il 3 marzo a Piazza Castello (Patrizia Cappa)
TACCUINO
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Il Pdl e il rischio dell’isolamento (MARCELLO SORGI)
23 feb 2012
Il segretario Angelino Alfano minimizza e sostiene che il Pdl andrà alle prossime elezioni amministrative con il proprio simbolo e la propria bandiera, scegliendo “il migliore candidato sindaco in base…
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Il ritorno dello scontro vecchia maniera sul welfare (MARCELLO SORGI)
22 feb 2012
Anche se un accurato e sotterraneo lavoro diplomatico ieri per tutta la giornata ha tentato di limitarne le conseguenze, l’attacco della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al sindacato «che difende…
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Il Pdl e il rischio dell’isolamento (MARCELLO SORGI)
SATIRA
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Se a contestare sono le “sciure” (MARCO ANSALDO)
14 feb 2012
Come il diavolo, a Milano anche la contestazione veste Prada. Tre tifose si sono incontrate ieri mattina sotto la sede della Saras per dimostrare a Massimo Moratti il loro dissenso…
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I nuovi orfani (Massimo Gramellini)
11 feb 2012
Da qualche tempo i giornalisti aprono la posta con un moto d’angoscia. Finiti i tempi in cui i lettori si arrovellavano su destra e sinistra. Ora parlano di licenziamenti, debiti,…
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Se a contestare sono le “sciure” (MARCO ANSALDO)
LETTERE
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FISH e l’articolo di Gian Antonio Stella
17 feb 2012
Con soddisfazione ed apprezzamento la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap segnala il rilievo offerto…
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Un rischio-burocrazia per le liberalizzazioni (ALBERTO MINGARDI, NICOLA ROSSI)
16 feb 2012
Caro Direttore, Il «decreto liberalizzazioni» ha aperto nella società italiana un dibattito sulle regole del…
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FISH e l’articolo di Gian Antonio Stella
Canale You-Tube NAZIONALE
EDITORIALI
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Articolo 18 un’occasione per il Pd (FEDERICO GEREMICCA)
23 feb 2012
Che si tratti di obiezioni di merito o di metodo, piuttosto che…
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Riflessi condizionati (Dario Di Vico)
22 feb 2012
Due giorni fa il ministro Elsa Fornero al presidente dell’Associazione bancaria Giuseppe…
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La speranza alla fine di un lungo inverno (MARIO DEAGLIO)
22 feb 2012
La maratona sul debito greco, che durava ormai da un paio d’anni,…
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Articolo 18 un’occasione per il Pd (FEDERICO GEREMICCA)
ANALISI
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Leader-centauri per governare il mondo globale (GIANNI RIOTTA)
23 feb 2012
La Carnival corporation, nota in Italia per il naufragio Concordia, è celebre invece negli Usa del dibattito fiscale perché, con…
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Miracolo: Ici alla Chiesa scomparsa dal decreto (Stefano Feltri)
22 feb 2012
Privilegi. Non c’è fretta per tassare gli edifici commerciali Il decreto legge sul fisco che il governo deve approvare venerdì…
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Ecco perché pagherà anche il salotto buono (LUCIA ANNUNZIATA)
22 feb 2012
Non si sa se la cosa più grave è che abbia citato la «distruzione creativa» di Schumpeter, o il termine…
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Leader-centauri per governare il mondo globale (GIANNI RIOTTA)
COMMENTI
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A scuola si diventa italiani (ANDREA GAVOSTO*)
23 feb 2012
È un’assurdità e una follia che dei bambini nati in Italia non diventino italiani». Parole forti del presidente Napolitano, che…
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La buona ricchezza (Massimo Gramellini)
23 feb 2012
Certo voi comunisti siete strani arnesi, mi scrive un lettore che considera comunista anche Monti e in genere chiunque si…
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La violenza non aiuta a dire no (LUIGI LA SPINA)
22 feb 2012
I ricordi possono diventare trappole mentali, ma, qualche volta, aiutano a capire e a sollevare opportuni campanelli d’allarme. Perché può…
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Emma al bar (Massimo Gramellini)
22 feb 2012
Mi ritrovo sempre più spesso a tessere controvoglia l’elogio dell’ipocrisia dei vecchi democristiani, che parlavano ore senza dire nulla. Lo…
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A scuola si diventa italiani (ANDREA GAVOSTO*)





“Quella foto di gruppo dal fuoco al gelo” (Filippo Ceccarelli)
Posto che la formazione di una classe dirigente rimane «un mistero divino», come diceva Guido Dorso per il Mezzogiorno, ci sono sempre ministri che vanno e ministri che vengono. Ma nel tempo delle visioni a distanza cambia soprattutto la loro immagine, con il che basta accendere la tv per comprendere che dal Berlusconi quater al governo Monti si registra un´escursione termica che non solo non ha precedenti, ma a livello espressivo segnala un avvicendamento perfino esagerato. Dal fuoco al gelo.
Volti, sguardi, abiti, posture, acconciature, professioni, emozioni, ambizioni: mai ricambio è apparso più radicalmente antropologico. E certo non è un documento ufficiale, ma per cercare di rendere conto del chi, del come e del perché nel precedente Gabinetto venivano affidate le cariche di governo può essere istruttivo ricordare il modo nel quale l´organo super-ufficiale del berlusconismo, Il Giornale, espose il curriculum dell´ultimo ministro nominato alla fine del luglio scorso, onorevole Anna Maria Bernini: «Molto religiosa, è maniaca dei fioretti. Ha “sedotto” il Cavaliere anche grazie a un´intonazione perfetta per una voce che canta pezzi jazz, classici come Summertime, che la nuova ministra delle Politiche comunitarie ha prodotto in pubblico, accompagnata al pianoforte da Francesco Paolo Sisto, suo collega pidiellino della Giunta per le Autorizzazioni». E se non basta, è bene sapere che Berlusconi cominciò a «trovare simpatico» e quindi a prendere in considerazione la candidatura di Lorenzo Bini Smaghi per la Banca d´Italia saputo che era un ottimo ballerino di shake. O almeno così è stato scritto.
Ora lo shake, i fioretti e le seduzioni musicali non paiono per nulla al mondo rientrare nell´orizzonte distintivo dei nuovi ministri, che ieri al giuramento sono tutti apparsi molto seri, molto composti, anzi molto ingessati. Mentre il giorno della partenza il precedente esecutivo fu designato dal Foglio: «il governo del Buonumore».
Vero è che le condizioni erano diverse, ma almeno un ministro il Cavaliere lo nominò in differita negli studi di Porta a porta, davanti a un enorme cartello su cui si poteva leggere: «Tutto già fatto». Molto semplice fu lo sketch: c´era La Russa al telefono e il suo futuro presidente lo chiamò con enfasi «signor ministro»; lieti di aver assistito a una solenne investitura-intrattenimento (investainment), tutti i presenti compreso Vespa si sciolsero in un´allegra risata. Poco dopo Berlusconi annunciò che in certi momenti di crisi era necessaria una «visionaria follia». E´ una citazione di Erasmo ripetuta alla noia, pure nella modalità di esaltazione dialogante con la folla.
Dopo aver letto la lista al Quirinale, a una domanda dai risvolti istituzionali, il neo-presidente rispose mimando l´espressione: «E che ci ho scritto in fronte “giocondo”?». A distanza di tre anni e mezzo, osservando la sorvegliata e anche un po´ grigia processione dei professori viene da chiedersi se si sentirà la mancanza del mimo, della follia erasmiana e delle risate risonanti di continuo nello studio di Vespa.
Una volta chiamato dinanzi a Napolitano e alla Costituzione, prima di giurare La Russa accennò uno scherzo con il Cavaliere a proposito della sua barba, tagliarla o non tagliarla, doveva esserci di mezzo una scommessa. Quando venne il turno di Ronchi il neoministro intese distinguersi con un plateale segno della croce, tornando poi in platea a smanettare sul telefonino. Invece Bondi non se ne voleva più andare. Lievemente piegato, impossessatosi della mano di Berlusconi, «grazie, grazie, grazie» diceva senza mollare la presa, al punto che il presidente dovette congedarlo con un segno: va bene, basta così, vai, vai. Dopo di che si seppe che il dicastero affidatogli, la Cultura, aveva reso felice la mamma di Bondi: «Fin da piccolo Sandro ha avuto un libro in mano. Ma ha paura dell´aereo». E di altro, forse, avrebbe dovuto aver paura.
Per quanto riguarda le ministre donne, si trova scritto che il Cavaliere le presentava come «le mie bambine». L´aver nominato la Carfagna ebbe come immediato riscontro il celebre titolo della Bild: «Mamma mia, è la ministra più bella del mondo». Adesso con i tedeschi le questioni sono un po´ più complicate, e delicate, e anche peggio. Ma più in generale, soffermandosi con il senno di poi sul copioso e stralunato flusso segni di quell´esordio – riemergere di troni e corone, viaggi presidenziali con spettacolini del Bagaglino inclusi, ministre additate come cavie di botox, sottosegretari che appena in carica andavano da Klaus Davi a raccontare di aver subito molestie da bambini – c´è davvero da mettersi le mani nei capelli. E forse solo la noia dei tecnici ha il potere di riscattare quel vano putiferio.
La Repubblica 17.11.11
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