MILANO, 20 FEB – Il finanziamento ponte da 546 milioni di euro ricevuto da Brebemi ed erogato da Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Mps e Unicredit si muove “in netto contrasto con le indicazioni del governatore della banca d’Italia Ignazio Visco, che ha invitato le banche a fare il loro dovere e prestare soldi ad imprese e famiglie per evitare l’asfissia creditizia”. Lo sostiene Legambiente in una nota.
“I maggiori istituti di credito invece – spiega la nota – hanno utilizzato oltre mezzo miliardo di liquidità per il solo progetto della Brebemi dalla dubbia redditività, scarsa innovazione tecnologica, poca creazione di occupazione e tanti danni all’ambiente”. Con il prestito ponte “5.460 potenziali imprese non avranno soldi oggi perché, forse, tra qualche anno, potranno raggiungere Milano risparmiando 5 minuti di tempo, nel frattempo però potranno fallire e per questo possono ringraziare le banche e la Brebemi”.
Secondo Legambiente, con i soldi erogati “si potevano prestare 100 mila euro a testa a 5.460 piccole e medie imprese del territorio lombardo, che stanno chiudendo per mancanza di fidi o di prestiti, ma le banche preferiscono invece finanziare, parzialmente, perché la parte del leone dovrebbe farla la Cassa Depositi Prestiti , un progetto obsoleto di 62 km di inutile autostrada da Milano a Brescia, di cui Banca Intesa è anche azionista al 40%, piuttosto che sostenere l’economia reale che si trova in crisi”. (ANSA).




