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Caso Formigoni, ora Daccò ammette “Ho pagato io tutte le sue vacanze”

L’imprenditore interrogato sabato scorso: “Il presidente non mi ha mai restituito nulla”. La confessione si basa sulle rivelazioni del marinaio che gestiva lo yacht Ad Maiora a disposizione del governatore....

L’imprenditore interrogato sabato scorso: “Il presidente non mi ha mai restituito nulla”. La confessione si basa sulle rivelazioni del marinaio che gestiva lo yacht Ad Maiora a disposizione del governatore. I pm portano al faccendiere due fatture, per il resort a sette stelle. Importo: 50mila euro. “Le riconosco, riguardano l’affitto”

MILANO - “Da anni, da giugno a settembre lo yacht Ad Maiora è a disposizione di Formigoni… Il presidente è stato mio ospite per tre capodanni ai Caraibi, non mi ha restituito nulla…”. Arriva dal carcere di Opera la risposta alla domanda che Repubblica pone da tempo a Roberto Formigoni su chi gli abbia pagato le recenti, lussuose vacanze. Arriva dal verbale rilasciato sabato scorso da Pierangelo Daccò, il lobbista-consulente-faccendiere, detenuto dal 15 novembre.

LA VERITÀ DEL MARINAIO
Non è raro che a bucare le versioni più blindate siano i dettagli. In questo caso è il marinaio responsabile dello yacht dal simbolico nome “Ad Maiora” a permettere ai pubblici ministeri un salto di qualità: “Tutte le estati, da giugno a settembre – questo si legge in sintesi sul verbale – lo yacht era messo nella disponibilità esclusiva del presidente della Regione Lombardia. Daccò usava l’altra barca, riservando “Ad Maiora” a Roberto Formigoni”.

A STAGIONE COSTA 50MILA EURO
Quando il procuratore aggiunto Francesco Greco e i suoi sostituti mettono questa verità portuale (e non politica) sotto gli occhi del milionario detenuto, Daccò reagisce. È ritenuto il perno delle inchieste nate sul crac dell’ospedale San Raffaele e sul dissanguamento dei conti della fondazione Maugeri. Cerca di trovare le parole giuste: “Non si può definire come un’esclusiva, perché qualche volta m’imbarcavo anch’io. Però effettivamente ogni anno, da diversi anni, da giugno a settembre “Ad Maiora” è a disposizione di Formigoni”.

In Liguria, in Sardegna, per i week end, e con la mania del presidente per il fax, che costringe a deviazioni di rotta, in modo da poter ricevere e trasmettere ritagli di giornali e documenti. La barca costa, quanto?, domandano i magistrati. “I costi oscillano tra i 30mila e i 50mila euro a stagione”, è la risposta.

Contributi, divisione spese? Zero. Sa o no Roberto Formigoni che Eurosat Telecommunication Ltd, la società irlandese di Daccò, ha pagato quasi 150mila euro di costi vivi dello yacht “Ad Maiora”, escluse le spese del personale, che comprendono stipendio e carta di credito per le spese quotidiane? “Formigoni era mio ospite, non mi ha mai restituito nulla”, ammette Daccò. Tanti parlano di “amicizia”, in questa storia, e non di favori, benefici, regali di varia natura. Nemmeno parlano di lobby, anche se “Ricordo che Daccò mi disse che era opportuno continuare ad avere la disponibilità della barca perché – si legge nel verbale del “socio” di Daccò, l’ex assessore dc Antonio Simone – poteva servire per le pubbliche relazioni”.

IL JET PRIVATO PER LE ANTILLE
Queste gite nautiche gratis e “a disposizione” del governatore rappresentano una novità dell’inchiesta. Ma l’analogo canovaccio emerge finalmente per la questione spinosa e polemica dei viaggi esotici: “Formigoni – dice Daccò – è stato mio ospite in almeno tre capodanni alle Antille”. Parole semplici. Per capirle sino in fondo, partiamo però dall’ultimo capodanno così come l’ha vissuto il portafoglio del lobbista: “Per quello del 2010/2011 – questa la sintesi del suo verbale – ho speso 100mila euro per il noleggio di un jet privato”, quello della società Alba Servizi.

Quest’ultima è una società del gruppo Mediaset, alla quale il San Raffaele aveva messo a disposizione un monte ore di volo. La prima a parlarne è stata Stefania Galli, la segretaria del defunto Mario Cal, ex amministratore del San Raffaele: “Una volta mi fu detto dal dottor Cal di prenotare un volo per San Marteen a bordo del quale ci sarebbe stato Daccò e Formigoni”, e anche in quel caso per pagare arriva Eurosat, come per lo yacht.

La procura milanese, cercando i diari di bordo del jet, scopre che non riportano i dati dei passeggeri. È dunque Daccò, nell’interrogatorio di sabato scorso, a svelare ai magistrati che in quel capodanno 2010/2011 “il jet ha portato me, Formigoni, il suo segretario Willy e Roberto Perego alle Antille e poi è tornato a riprenderci”. Willy è Mauro Villa.

LE VERSIONI DI FORMIGONI
S’impone ora un piccolo salto nel tempo. Arriviamo agli inizi dello scorso aprile, in un palazzo della Regione Lombardia che trema, e ha già visto arresti e dimissioni. Formigoni, che appena l’anno prima aveva usufruito – e noi lo sappiamo da questo recente verbale, lui per averle vissute – delle vacanze supervip gratis, non esita: “Non ho mai ricevuto neppure un euro da nessuno (…) Non ho nulla da rimproverarmi sulla vicenda delle vacanze, io non ho pagato niente a Daccò e lui non ha pagato niente a me (…) Grazie a Dio, ho la possibilità di pagare (…) Comunque, non costituirebbe nessuna fattispecie di reato ricevere cose in dono”. Ma di quali doni esattamente parla?

LE FATTURE 2011 DI DACCÒ
I pubblici ministeri sabato scorso portano a Daccò due fatture, che riguardano appunto l’ultimo capodanno e il costoso Resort a sette stelle. La somma è di circa 50mila euro: “Sì, le riconosco, riguardano il costo d’affitto. Formigoni era mio ospite – questa è la linea di Daccò – e non mi ha restituito nulla, né per il soggiorno né per il volo”. Ancora una volta, parole nette.

I CONTI 2009 DI DACCÒ
Tra i fatti certi, ce n’è uno: Roberto Formigoni all’inizio dello scandalo “non ricordava” nemmeno dove avesse passato le feste il capodanno, nonostante si trovasse in uno di quei posti che vengono considerati “indimenticabili”. “Devo consultare le agende”, annaspava. “A che titolo mi fa questa domanda? Vale la parola del Presidente”, reagiva sui conti. Quando sono emersi i primi documenti bancari di Daccò e, accanto ai biglietti aerei, il nome Formigoni, il presidente ha recuperato in pubblico porzioni di memoria.

Ci sono i due biglietti Air France per Parigi emessi il 27 dicembre 2008, per il presidente della Regione e Alberto Perego, memores di Cl, collaboratore di Formigoni, 4.080 euro cadauno. C’è una ricevuta da 9.637 dollari, pari a 7.180 euro, datata 9 gennaio 2009, a saldo di un soggiorno presso l’”Altamer Resort” di Anguilla. Inoltre – ed è noto a chi segue le cronache politico-giudiziarie del presidente Formigoni – in quel periodo il generoso Daccò ha pagato con carta di credito, tra il “Cuisinart Resort&Spa”, altri ristoranti e intrattenimenti, 6.226 euro in più. Il totale ammonta a 13.406 euro.

LA LETTERA A TEMPI
Con questo bagaglio d’informazioni, arriviamo all’autodifesa che il 21 aprile scorso Formigoni invia al settimanale Tempi, che sul sito sta pubblicando anche le corpose lettere dal carcere di Simone, il coindagato di Daccò e amicissimo di Formigoni. “Le spese delle carte di credito di Daccò sono elevate perché si riferiscono a conti collettivi. E se ci sono biglietti aerei e una settimana di vacanza alle Antille con cifre importanti, scusate tanto, non sono Brad Pitt, ma – scrive Formigoni – me le posso pagare con il mio stipendio”. Purtroppo, sostiene, non ha le ricevute: “Le ho buttate; scusate, è un reato?”, domanda, e rilancia, parla di “deriva gossippara”.

Certo, non è reato buttare le ricevute, è che sembra non ci fossero. Lo dice Daccò nel verbale, dove precisa: “Anche nelle due precedenti vacanze di capodanno Formigoni era mio ospite, e non mi ha restituito niente”. Neppure un euro di spesa per il soggiorno. Nemmeno un euro di viaggio.

Chi ha letto le carte, e conosce questo passaggio, si chiede perché mai un politico di lungo corso come Formigoni parli con ostinazione di divisione delle spese “tra amici”. E perché mai Daccò, nel verbale, spieghi di non aver preso nemmeno in considerazione l’idea del rimborso, avendo con lui un rapporto di “pura amicizia”.

Tocca a magistrati, detective e avvocati aiutare l’opinione pubblica a capire che cosa è successo e come sono andati i fatti, intorno ad aziende sanitarie che avevano dalla Regione rimborsi cospicui e pagavano profumatamente, e non si capisce bene perché, “amici” di Formigoni. Ma intanto è legittimo chiedere: perché il presidente Formigoni inganna e mente su tre anni di vacanze natalizie gratis? È gossip pretendere una risposta da un amministratore pubblico? DAVIDE CARLUCCI e PIERO COLAPRICO / larepubblica

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Presidente Formigoni, risponda

Le vacanze pagate dal faccendiere Daccò, le inchieste che travolgono la giunta, le offese ai giornalisti. Sette domande al governatore della Lombardia

(larepubblica)

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COSA RESPIRIAMO OGGI: dati in tempo reale

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Berlusconi lancia patto riforme; direttorio a 5 a fianco Alfano

Berlusconi

Roma, 24 mag. – Semipresidenzialismo e doppio turno alla francese. Un patto per le riforme per sbloccare il paese dall’impasse e renderlo governabile. Un manifesto per l’Italia, per avviare una vera fase costituente che potrebbe trasformarsi in una ‘coalizione delle riforme’. E’ l’asso nella manica che Silvio Berlusconi e Angelino Alfano intendono giocarsi domani a favore di telecamere e giornalisti. Non a caso, viene sottolineato, come ‘location’ e’ stato scelto il Senato: una decisione che ha un significato simbolico, in quanto proprio a palazzo Madama sono incardinate e hanno iniziato l’iter le riforme costituzionali. Ma accanto al patto costituente, il Cavaliere e l’ex Guardasigilli potrebbero annunciare anche una mini rivoluzione nel partito.

Una nuova squadra di cinque persone che andrebbe ad affiancare il segretario e lavorare con i triumviri La Russa, Verdini e Bondi. E non e’ escluso che si arrivi anche alla convocazione di una convention per il lancio vero e proprio del nuovo soggetto politico. Archiviate le ipotesi di azzeramento dei vertici e di spacchettamento del partito, smentita la volonta’ di dar vita a una grande lista nazionale per ridurre il Pdl a una ‘bad company’, tranquillizzato il segretario sul prosieguo del suo ruolo, Berlusconi tenta la carta delle riforme per far uscire il partito dall’angolo e mettere spalle al muro Bersani e Casini: come possono, e’ il ragionamento, dire no quando da mesi vanno professando la necessita’ di riforme vere, a cominciare da quella elettorale? Certo, il ‘mezzo’ annuncio scappato ieri al Cavaliere a Bruxelles ha rovinato un po’ la sorpresa e dato un po’ di vantaggio agli ‘avversari’. Ma i vertici di via dell’Umilta’ contano, se non sperano, che il ‘patto di riforme per l’Italia’ possa ridare smalto a un partito duramente provato dal voto amministrativo e lacerato da divisioni interne. L’annuncio di domani in conferenza stampa, viene spiegato, non dovrebbe comprendere anche le prossime mosse che il Cavaliere e il segretario hanno in mente per rilanciare il Pdl. Ma, osservano le stesse fonti, si sa che Berlusconi di fronte alle domande dei giornalisti difficilmente mantiene il segreto. La mini rivoluzione riguarda proprio i vertici del Pdl: accanto ai tre coordinatori, i piani alti di via dell’Umilta’ avranno nuovi inquilini, una sorta di direttorio a cinque che lavorera’ a stretto gomito con il segretario: Lupi, Gelmini, Fitto, Frattini e Meloni. Nei progetti c’e’ quello di affidare ai triumviri un ruolo piu’ organizzativo della macchina del partito, mentre i ‘quarantenni’ si occuperebbero di tematiche specifiche legate alle competenze di ciascuno. I nomi che circolano sono quelli di Maurizio Lupi, a cui sarebbe affidato il compito di supervisionare i lavori parlamentari e mantenere e rinsaldare i contatti con l’area cattolica del Paese; Mariastella Gelmini dovrebbe invece diventare la ‘donna del territorio’; Franco Frattini avrebbe l’incarico di lavorare sul Ppe e sul collegamento con il progetto della casa dei moderati italiani e seguire gli affari esteri; Raffaele Fitto si occupera’ di federalismo e regioni.

Infine, anche per controbilanciare il ‘peso’ degli ex azzurri, Giorgia Meloni, a cui va la delega ai giovani. Ma il suo nome, spiegano fonti pidielline, ha anche un altro obiettivo: si punta a potenziare il suo ruolo in vista di una sua possibile candidatura al Campidoglio, facendo la staffetta con Gianni Alemanno che, a quel punto, andrebbe a ricoprire l’incarico al partito affidato all’ex ministro della Gioventu’. Questo, riferiscono fonti ben informate, il piano allo studio del Cavaliere e di Alfano. Un modo per iniziare quel rinnovamento della classe dirigente invocato dalla base ma anche per dare un segnale al partito, preoccupato e deluso dall’immobilismo, e’ la critica mossa ai vertici del Pdl, e dalla mancanza di una strategia chiara. Alla nuova squadra sia il Cavaliere che Alfano stanno ragionando da tempo: il percorso e’ stato tortuoso, viene spiegato, perche’ all’inizio si era pensato di trasformare il triumvirato in un quadrumvirato. Ipotesi giudicata poi insufficiente. Il direttorio, o segreteria, avra’ quindi il compito di agevolare i tempi decisionali (l’ufficio di presidenza e’ troppo numeroso e pletorico). Ma risponde anche alla richiesta, arrivata da molti dirigenti del Pdl, di allargare la fase delle decisioni, ritenuta invece finora appannaggio di “pochi eletti”.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha scritto al presidente del Consiglio, Mario Monti, al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e al commissario straordinario per il rientro del debito, Massimo Varazzani, in merito alla relazione della Corte dei Conti sui bilanci del Comune e sui problemi di liquidita’. E’ quanto rende noto il Campidoglio spiegando che la relazione, adottata dalla Corte con deliberazione n. 22/2012, formula alcuni rilievi in ordine alla situazione finanziaria di Roma Capitale: in particolare evidenzia che, alla data del 31/12/2010, Roma Capitale vantava crediti per un importo di oltre 3,3 miliardi, di cui 2,6 nei confronti della gestione commissariale e 753 milioni nei confronti della Regione Lazio. A questo si aggiunge la non soddisfacente capacita’ di riscossione degli arretrati per contravvenzioni al codice della strada. Pertanto, in relazione alle considerazioni della Corte, Alemanno ha scritto alla governatrice Polverini richiedendo un improcrastinabile impegno della Regione finalizzato a garantire i pagamenti delle quote di competenza annuali, unitamente alla sottoscrizione di un Piano di Rientro. Quanto alle riforme, nel Pdl giurano che i tempi di una revisione della Costituzione entro la legislatura ci sono: se c’e’ l’intesa si possono portare a termine, basta un emendamento che introduce il semipresidenzialismo al testo in discussione al Senato. E, comunque, non si esclude che la fase costituente possa riguardare anche la prossima legislatura, con una ‘coalizione per le riforme’. Sulla legge elettorale, il doppio turno, il Pdl nutre speranze: e’ quello che vuole il Pd e anche i centristi si convinceranno, visto l’esito delle amministrative e l’incubo immobilismo greco. Ma, viene spiegato, il ‘patto costituente’ e’ un modo anche per bypassare il problema del niet di Casini alla riunificazione dei moderati e della freddezza di Montezemolo: federazione in soffitta? Bene, ci pensera’ il doppio turno a semplificare e costringere, come avviene gia’ nei comuni, tutte le forze moderate a riunirsi su un unico candidato per i ballottaggi.  red/(agi)

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A Brescia funerali padre omicida-suicida e dei due figlioletti

Brescia, 24 mag. – Si sono svolti oggi pomeriggio nella parrocchia di Santa Maria della Vittoria, a Brescia, i funerali di Marco Turrini e figli Samuele, 4 anni ed Emanuela, 14 mesi.

Una cerimonia funebre congiunta, come chiesto da Elena More’, l’unica sopravvissuta a un dramma familiare agghiacciante. In preda a una depressione che non accettava di curare, aggravata da alcuni problemi economici, l’uomo, 41 anni, agente pubblicitario, lunedi’ scorso ha scaraventato i piccoli dalla finestra di casa, al sesto piano. Infine si e’ ucciso lanciandosi da un finestrone condominale. La donna si e’ salvata solo grazie all’intervento dei vicini. La parrocchia ha accolto centinaia di persone commosse, colleghi, parenti, amici, vicini di casa, genitori con bambini, esponenti delle forze dell’ordine e amministratori pubblici, intervenuti per l’ultimo saluto. Elena More’, davanti agli occhi il feretro del marito sormontato da una rosa rossa, e poco piu’ avanti due piccole bare candide con un cuscino di rose bianche, e’ stata l’interlocutrice ideale di padre Francesco Ferrari, che durante l’omelia ha posto l’accento sulla fede, sulla continuita’, sull’amore che trascende qualsiasi dolore. “Occorre andare oltre, anche Cristo e’ risorto” ha suggerito il sacerdote, portando il cordoglio anche del vescovo Monari. “L’amore divino puo’ dare continuita’ all’amore di Elena e Marco. Da’ continuita’ anche all’amore di Marco, che c’e’ sempre stato. Nei sacramenti, con i figli, a scuola”. Poi un accenno sofferto all’epilogo choc: “Prendiamo atto tardi che una sofferenza troppo grande ha sgretolato quella roccia. L’amore verso Dio non e’ riuscito a colmare l’onda inarginabile della sofferenza, e la sua convinzione di potercela fare da solo”. Le ultime parole, infine, per i bimbi: “Cari angioletti, confermate nella fede e nella speranza la mamma, le nonne e tutti noi”. E poi il saluto finale: “Parlo a nome di Elena – ha detto padre Ferrari – Lei dice che vuole bene a tutti e tre.

Vuole bene a tutti voi”. I piccoli sono stati tumulati a Remedello (Brescia) nel paese di cui e’ originaria la famiglia materna. Il padre, Marco Turrini, invece, nel cimitero di via Volta a Brescia.  red/(agi)

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CASTEGNATO 6 e 9 giugno Feste di fine anno scolastico

Per festeggiare il termine dell’anno scolastico e l’inizio delle vacanze estive, all’Istituto Comprensivo padre Vittorio Falsina di Castegnato si stanno programmando le iniziative nei vari plessi con il coinvolgimento dei...

Per festeggiare il termine dell’anno scolastico e l’inizio delle vacanze estive, all’Istituto Comprensivo padre Vittorio Falsina di Castegnato si stanno programmando le iniziative nei vari plessi con il coinvolgimento dei genitori e dell’amministrazione comunale.

La scuola statale dell’infanzia Sabin, che ha otto sezioni pienamente operative, mercoledì 6 giugno organizza una festa di saluto ai bambini “stella” che dal prossimo anno scolastico frequenteranno la primaria De Amicis con la consegna dei diplomi da parte delle autorità scolastiche del sindaco e assessore all’istruzione.

Festa finale alla primaria De Amicis  il pomeriggio del 9 giugno nel giardino della scuola con un programma che prevede canzoni da parte dei bambini, giochi e pic-nic,  con “i diritti dei bambini” quale argomento filo conduttore.

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APPELLO DEI CONSIGLIERI DI CIRCOSCRIZIONE eletti nel Partito Democratico della città di Brescia

Al Segretario Cittadino
GIORGIO DE MARTIN
Al Presidente Assemblea Cittadina
GIUSEPPE CALDANA
Condividendo le valutazioni del Gruppo Consiliare in Loggia sull’opportunità di avviare un percorsoper individuare il candidato Sindaco in vista delle elezioni del 2013.
Ricordando che:
• La nostra presenza lungo l’iter del Pgt ha visto i Circoli e i Consiglieri Pd interagire con decine
di comitati spontanei e singoli cittadini raccogliendo migliaia firme in calce a centinaia di os-
servazioni, segno di un Piano di Governo del Territorio non condiviso e contro la città.
• Nelle Commissioni Ambiente e Territorio e nei Consigli Circoscrizionali abbiamo offerto un
minuzioso contributo di analisi e proposta in difesa del territorio.
• Sulle acute debolezze sociali, dalla famiglia agli immigrati, dalla scuola agli anziani non è man-
cata la nostra proposta politica ispirata a una visone della città più giusta e più solidale.
Consapevoli della posta in gioco e di quanto sia urgente costruire sin da ora le condizioni per un diverso governo della città a partire da visioni alternative alla Giunta Paroli ;
Riteniamo che è tempo - a partire dai livelli territoriali – di coinvolgere le forze politiche, sociali, civiche e di tutela ambientale desiderose di mandare a casa Paroli e la sua squadra di assessori dalle modeste capacità amministrative.
In tutto ciò la ricerca del maggior consenso possibile non può prescindere da una rigorosa scala di priorità che preveda prima un accordo sul programma, poi sulle alleanze e infine sulle primarie.
Alle primarie di coalizione si potrà arrivare solo partendo da un confronto programmatico che definisca l’area della coalizione e decida – in accordo con tutti – le modalità di scelta del candidato sindaco. In ogni caso riteniamo essenziale che il Pd si sforzi di esprimere un solo candidato.
Per il lavoro svolto e per i risultati sin qui ottenuti, individuiamo nell’attuale capogruppo in Loggia Emilio Del Bono, la persona che con fermezza dialogante è stata capace di determinare in ogni livello istituzionale e nella società civile bresciana un’autorevole alternativa al centrodestra.
Da questo riconoscimento scaturisce questa nostra adesione personale all’appello che – tuttavia – ci impegna sin da ora a un serrato confronto nei gruppi e nei direttivi, nell’intento di far nascere iniziative capillari per spiegare alla Città il disegno di «un’altra Brescia» che il Partito Democratico cittadino offrirà al giudizio degli elettori nella primavera del 2013.
CIRCOSCRIZIONE SUD
  1. Bellantuono Raffaele
  2. Benetti Marco
  3. Cenini Andreina
  4. Lombardi Michele
  5. Omodei Roberto
  6. Peroni Silvia
  7. Pozzi Riccardo
CIRCOSCRIZIONE NORD
  1. Bonzio Paolo
  2. Ferrari Lucia
  3. Foresti Giovanna
  4. Gobbi Vittorio
  5. Ruggeri Gianfranco
CIRCOSCRIZIONE EST
  1. Bovoloni SergioCurcio Daniele
  2. Curcio Daniele
  3. Datteri Mattia
  4. Frugoni Emanuele
  5. Rovetta Monica
  6. Sileo Mario
  7. Ughini Massimo
CIRCOSCRIZIONE OVEST
  1. Dioni Stefano
  2. Fabbri Marco
  3. Franceschini Anita
  4. Gaffurini Massimo
  5. Gaglia Tommaso
CIRCOSCRIZIONE CENTRO
  1. Negrini Fabio
  2. Perfumi Alfredo
  3. Tognazzi Giuseppe
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Difendiamoci dalla discarica di amianto. Incontro alla Casa delle Associazioni (video)

A tutti i comitati e le Associazioni ambientaliste di Brescia

APPELLO

La vicenda della discarica di amianto, voluta e richiesta dalla Profacta spa (Gruppo Faustini) nella via Brocchi del Comune di Brescia sta giungendo ad una fase critica.

 Infatti, in attesa delle iniziative giudiziarie in corso (Consiglio di Stato e Procura della Repubblica di Brescia) né la politica né le istituzioni locali sembrano in grado di dare una risposta alle pur valide motivazioni sollevate dai Comitati e Associazioni che hanno sin dall’inizio contestato la discarica in questione.

 Né la Regione Lombardia, né il Comune di Brescia hanno ancora preso la dovuta posizione nei confronti di una discarica formalmente autorizzata che però ha le seguenti caratteristiche :

 1)E’ estremamente vicina alle abitazioni.

2)E’ localizzata in un contesto dove vi sono nelle immediate vicinanze, numerose altre criticità. (Discariche, inquinamenti del suolo, siti insalubri ecc).

3)L’autorizzazione rilasciata appare più come il prodotto di una serie di affidamenti e leggerezze della Regione Lombardia che di una compiuta, autonoma e competente istruttoria.

 In queste condizioni, se la discarica di via Brocchi dovesse iniziare a funzionare, la città subirebbe un oltraggio tanto clamoroso quanto irreparabile e correrebbe il rischio di diventare il luogo dove la speculazione su uno dei materiali più micidiali avrebbe mano libera.

 Chiediamo dunque a tutti coloro, singoli cittadini o Comitati e Associazioni organizzati, che hanno a cuore la tutela della salute e della qualità della vita, nonché a quelli che pensano che dove c’è degrado bisogna migliorare la situazione, di impegnarsi per sventare questa eventualità.

 Diamo pertanto appuntamento a tutti Giovedì 24 Maggio alle ore 20.45 presso la Casa delle Associazioni in via Cimabue per organizzare l’opposizione e la resistenza contro questo impianto nocivo che non deve iniziare la propria attività.

Speriamo aderiate numerosi al presente appello.

Brescia, 22.5.2012.

Per Legambiente – Circolo di Brescia

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BRESCIA: L&G SULLE PRIMARIE A SINDACO 2013

Circolo di Brescia

Alcuni recenti avvenimenti, tra cui la candidatura ufficiale di Marco Fenaroli e interventi di esponenti politici sui quotidiani locali, hanno attirato l’attenzione di Libertà e Giustizia, circolo di Brescia, appena uscita da un incontro con Paolo Limonta (organizzatore della campagna elettorale milanese dell’anno scorso pro Pisapia), per capire quale può essere un percorso positivo anche per la nostra città.

Tutto ciò ci sollecita a qualche riflessione relativa alle primarie del centrosinistra per le elezioni comunali 2013.

Crediamo non solo necessario, bensì fondamentale, che la designazione del prossimo candidato sindaco del centrosinistra avvenga a seguito di elezioni primarie che vedano i vari candidati confrontarsi su programmi e non in base ad appartenenze partitiche, da relegare in secondo piano rispetto agli interessi della collettività.

L’esperienza delle ultime tornate amministrative dimostra infatti come, insieme all’impegno politico-sociale, ciò che conta non siano solo la credibilità e la storia personale dei candidati, pur importanti, ma le idee che intendono portare avanti nella gestione della città.

Pur consapevoli delle specificità di ogni esperienza, crediamo che il modello che a Milano ha portato alla vittoria Giuliano Pisapia, partito in svantaggio e con mezzi inferiori sul piano finanziario a quelli della candidata del centrodestra, abbia potenzialità vincenti anche per Brescia.

Il programma elaborato a Milano dal candidato sindaco non è stato scritto tra quattro mura dai soliti “esperti”, e quindi “imposto” dall’alto, ma ha visto il grande e ricco apporto di gruppi, donne, associazioni, comitati di quartiere, singoli cittadini e cittadine, proprio in base alle loro esperienze dirette, e quindi ai bisogni delle varie zone cittadine, nonché a necessità comuni dell’intera città.

Anche Brescia è ricca di associazioni e comitati di cittadini che a stretto contatto con il territorio da sempre raccolgono bisogni ed elaborano proposte: dall’ambiente al piano di sviluppo del territorio, dall’accoglienza ai migranti a quella delle vittime di violenza, dall’aiuto alle famiglie numerose e bisognose ai servizi sociali, dagli spazi necessari all’aggregazione giovanile alle iniziative culturali ecc.

È dall’incontro con queste realtà che, secondo noi, dovrà nascere il programma del centrosinistra, per ritornare ad una Brescia solidale, accogliente, laica, rispettosa dei diritti dei cittadini tra cui anche quello fondamentale della salute, attenta alle tematiche di genere nell’ottica di una democrazia paritaria. Non un programma calato dall’alto, come già detto, ma che nasca dall’ascolto delle situazioni e dei bisogni, che si confronti con la concretezza dei problemi.

Questa, siamo convinti, può essere la strada per tornare a coinvolgere i tanti cittadini che, stanchi di non contare nulla e di vedere scelte già decise altrove, possono ritrovare il senso di un’attiva partecipazione politica, consci che il governo di Brescia è cosa loro e che non è più tempo di deleghe.

All’interno di un percorso di partecipazione di questo tipo, il nostro circolo farà la sua parte, auspicando che altre associazioni della “società civile” facciano sentire la loro voce e valere la ricchezza del loro contributo.

Dipende da noi cambiare le cose, cominciamo dalle primarie di coalizione.

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BRESCIA: LIBERA SULL’ATTENTANTO DI BRINDISI

NO ALLA VIOLENZA, SI’ ALLA SPERANZA 

PARTIAMO DALLA SCUOLA PER VINCERE LA PAURA

COORDINAMENTO DI BRESCIA Via Cimabue, 16

Non sappiamo ancora cosa ci sia dietro l’inaudito attentato all’ingresso della scuola Morvillo-Falcone di Brindisi.

Ci uniamo alle parole di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera al suo arrivo a Brindisi dopo l’attentato: “Proviamo un grande dolore e vogliamo innanzitutto esprimere tutta la nostra vicinanza alle famiglie e a tutti i ragazzi della scuola. Bisogna certo aspettare l’esito delle indagini sull’attentato. Quello che ora sentiamo di poter e dover dire che una morte di questo genere è inaccettabile”.

Un attentato che avviene a pochi giorni dal ventennale della strage mafiosa di Capaci, davanti ad una scuola intitolata a Francesca Morvillo Falcone e che certo offre elementi di riflessione, viste le non poche coincidenze, tra cui l’arrivo della Carovana antimafia in città.

E il collegamento inquietante proprio con la strage di Capaci e, insieme, le stragi di mafia del ’93 a Milano, Firenze, Roma è naturale: anche in quei casi, la mafia non si fermò pur di raggiungere i propri scopi criminali dall’abbattere le vittime innocenti che trovò sulla sua strada.

Non sappiamo se sia stata la mafia o il terrorismo o se sia stato un folle. Dalle ultime notizie sugli sviluppi delle indagini sembra essere poco probabile la matrice mafiosa.

Attendiamo fiduciosi l’esito del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, anche se alcuni interrogativi rimangono ancora aperti.

Quel che è certo è che purtroppo ha perso la vita una ragazza di sedici anni e che altri ragazzi come lei sono stati feriti gravemente. E che tutti i loro compagni di scuola sono sconvolti.

Chi ha messo quelle tre bombole davanti all’Istituto di Melissa aveva la volontà precisa di colpire. Chiunque sia stato, voleva uccidere dei ragazzi e insieme la speranza di questi studenti che frequentano la scuola intitolata a Francesca Morvillo Falcone.

E allora dobbiamo fare la nostra parte, dobbiamo trasformare la paura in speranza. Dobbiamo vincere il dolore e provare ad andare avanti insieme

E’ un invito e insieme un impegno il nostro che parte proprio dalla scuola.

Dalla scuola ferita dall’attentato di sabato mattina, la scuola dove i ragazzi, come quelli colpiti sabato, imparano non solo le materie del sapere ma anche l’alfabeto della cittadinanza e della corresponsabilità.

Dalla scuola, cui Antonino Caponnetto, il fondatore del pool antimafia e l’instancabile compagno di associazioni e di giovani fino all’ultimo istante della sua vita, si riferiva dicendo che alla mafia fa più paura della giustizia.

Don Luigi Ciotti nel suo intervento a Brindisi ha sottolineato quale deve essere il ruolo della scuola. “Una scuola – ha detto – dove si parla della democrazia, e la democrazia si fonda su due gambe, la giustizia e la dignità umana. Poi c’è la terza gamba, che si chiama responsabilità. Dobbiamo assumerla anche noi, di più”. “Questo fatto violento, incredibile, non può farci dimenticare la meraviglia di questi ragazzi impegnati a costruire il loro ma anche il nostro futuro”.

I coordinamenti provinciali e regionale di Libera della Lombardia si stringono attorno alla famiglia di Melissa, alle compagne ferite e alle loro famiglie, a tutte le ragazze e i ragazzi di Brindisi, e invita tutte le scuole a reagire con gli strumenti che le sono propri: del sapere, della conoscenza e della partecipazione, per trasformare la paura in speranza con l’impegno e il lavoro di noi tutti accanto ai ragazzi.

COORDINAMENTO DI BRESCIA:  Brescia, 22 maggio 2012

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