Brescia Archive

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Difendiamoci dalla discarica di amianto. Incontro alla Casa delle Associazioni (video)

A tutti i comitati e le Associazioni ambientaliste di Brescia

APPELLO

La vicenda della discarica di amianto, voluta e richiesta dalla Profacta spa (Gruppo Faustini) nella via Brocchi del Comune di Brescia sta giungendo ad una fase critica.

 Infatti, in attesa delle iniziative giudiziarie in corso (Consiglio di Stato e Procura della Repubblica di Brescia) né la politica né le istituzioni locali sembrano in grado di dare una risposta alle pur valide motivazioni sollevate dai Comitati e Associazioni che hanno sin dall’inizio contestato la discarica in questione.

 Né la Regione Lombardia, né il Comune di Brescia hanno ancora preso la dovuta posizione nei confronti di una discarica formalmente autorizzata che però ha le seguenti caratteristiche :

 1)E’ estremamente vicina alle abitazioni.

2)E’ localizzata in un contesto dove vi sono nelle immediate vicinanze, numerose altre criticità. (Discariche, inquinamenti del suolo, siti insalubri ecc).

3)L’autorizzazione rilasciata appare più come il prodotto di una serie di affidamenti e leggerezze della Regione Lombardia che di una compiuta, autonoma e competente istruttoria.

 In queste condizioni, se la discarica di via Brocchi dovesse iniziare a funzionare, la città subirebbe un oltraggio tanto clamoroso quanto irreparabile e correrebbe il rischio di diventare il luogo dove la speculazione su uno dei materiali più micidiali avrebbe mano libera.

 Chiediamo dunque a tutti coloro, singoli cittadini o Comitati e Associazioni organizzati, che hanno a cuore la tutela della salute e della qualità della vita, nonché a quelli che pensano che dove c’è degrado bisogna migliorare la situazione, di impegnarsi per sventare questa eventualità.

 Diamo pertanto appuntamento a tutti Giovedì 24 Maggio alle ore 20.45 presso la Casa delle Associazioni in via Cimabue per organizzare l’opposizione e la resistenza contro questo impianto nocivo che non deve iniziare la propria attività.

Speriamo aderiate numerosi al presente appello.

Brescia, 22.5.2012.

Per Legambiente – Circolo di Brescia

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BRESCIA: LIBERA SULL’ATTENTANTO DI BRINDISI

NO ALLA VIOLENZA, SI’ ALLA SPERANZA 

PARTIAMO DALLA SCUOLA PER VINCERE LA PAURA

COORDINAMENTO DI BRESCIA Via Cimabue, 16

Non sappiamo ancora cosa ci sia dietro l’inaudito attentato all’ingresso della scuola Morvillo-Falcone di Brindisi.

Ci uniamo alle parole di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera al suo arrivo a Brindisi dopo l’attentato: “Proviamo un grande dolore e vogliamo innanzitutto esprimere tutta la nostra vicinanza alle famiglie e a tutti i ragazzi della scuola. Bisogna certo aspettare l’esito delle indagini sull’attentato. Quello che ora sentiamo di poter e dover dire che una morte di questo genere è inaccettabile”.

Un attentato che avviene a pochi giorni dal ventennale della strage mafiosa di Capaci, davanti ad una scuola intitolata a Francesca Morvillo Falcone e che certo offre elementi di riflessione, viste le non poche coincidenze, tra cui l’arrivo della Carovana antimafia in città.

E il collegamento inquietante proprio con la strage di Capaci e, insieme, le stragi di mafia del ’93 a Milano, Firenze, Roma è naturale: anche in quei casi, la mafia non si fermò pur di raggiungere i propri scopi criminali dall’abbattere le vittime innocenti che trovò sulla sua strada.

Non sappiamo se sia stata la mafia o il terrorismo o se sia stato un folle. Dalle ultime notizie sugli sviluppi delle indagini sembra essere poco probabile la matrice mafiosa.

Attendiamo fiduciosi l’esito del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, anche se alcuni interrogativi rimangono ancora aperti.

Quel che è certo è che purtroppo ha perso la vita una ragazza di sedici anni e che altri ragazzi come lei sono stati feriti gravemente. E che tutti i loro compagni di scuola sono sconvolti.

Chi ha messo quelle tre bombole davanti all’Istituto di Melissa aveva la volontà precisa di colpire. Chiunque sia stato, voleva uccidere dei ragazzi e insieme la speranza di questi studenti che frequentano la scuola intitolata a Francesca Morvillo Falcone.

E allora dobbiamo fare la nostra parte, dobbiamo trasformare la paura in speranza. Dobbiamo vincere il dolore e provare ad andare avanti insieme

E’ un invito e insieme un impegno il nostro che parte proprio dalla scuola.

Dalla scuola ferita dall’attentato di sabato mattina, la scuola dove i ragazzi, come quelli colpiti sabato, imparano non solo le materie del sapere ma anche l’alfabeto della cittadinanza e della corresponsabilità.

Dalla scuola, cui Antonino Caponnetto, il fondatore del pool antimafia e l’instancabile compagno di associazioni e di giovani fino all’ultimo istante della sua vita, si riferiva dicendo che alla mafia fa più paura della giustizia.

Don Luigi Ciotti nel suo intervento a Brindisi ha sottolineato quale deve essere il ruolo della scuola. “Una scuola – ha detto – dove si parla della democrazia, e la democrazia si fonda su due gambe, la giustizia e la dignità umana. Poi c’è la terza gamba, che si chiama responsabilità. Dobbiamo assumerla anche noi, di più”. “Questo fatto violento, incredibile, non può farci dimenticare la meraviglia di questi ragazzi impegnati a costruire il loro ma anche il nostro futuro”.

I coordinamenti provinciali e regionale di Libera della Lombardia si stringono attorno alla famiglia di Melissa, alle compagne ferite e alle loro famiglie, a tutte le ragazze e i ragazzi di Brindisi, e invita tutte le scuole a reagire con gli strumenti che le sono propri: del sapere, della conoscenza e della partecipazione, per trasformare la paura in speranza con l’impegno e il lavoro di noi tutti accanto ai ragazzi.

COORDINAMENTO DI BRESCIA:  Brescia, 22 maggio 2012

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“Gente di nessuno”: in scena l’8 luglio 2012. Uno spettacolo interessante e gratuito per capire la Moldova

Campagna informativa e di sensibilizzazione sulle consequenze negative dell’emigrazione dei bambini (con le familie rimaste in Moldova).

Siete tutti invitati ad assistere all’opera teatrale:

“Gente di nessuno”

8 luglio 2012

via Cimabue, 16 (San polo – BS),

ore 15.00, Ingresso gratuito.

in: MoldBrixia

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Morire di nocività a Brescia (Giulio Cavalli) + video

Da giorni a Brescia semplici cittadini si sono organizzati in un comitato spontaneo per alzare la voce sulla città più inquinata di Lombardia.  

Dalle conclusioni del loro intervento in Commissione Ambiente durante la loro audizione in Regione Lombardia si apprende che nelle zone di San Polo, San Polino e Buffalora della città di Brescia è diffuso un intenso inquinamento di aria, acqua e suolo tanto che recenti dati dell’Asl bresciana dimostrano una grave diffusione di patologie respiratorie più alte rispetto al resto d’Italia. Solo nel quartiere di San Polo, inoltre, i bambini dai 6 ai 14 anni soffrono di malattie respiratorie per il 30% in più rispetto ai residenti nelle altre circoscrizioni della città.

[ LEGGI TUTTO ]

 

Interviste – Brescia

Partecipanti allo sciopero della fame

Brescia – Intervento dell’Assessore alla Cultura

(Andrea Arcai)

BRESCIA – precedenti manifestazioni

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Brescia, esplode la rivolta animalista contro il macello più grande d’Europa (JENNER MELETTI)

Ogni giorno arriveranno alla struttura di Manerbio 12mila suini destinati ai prosciuttifici
che riforniscono i supermercati. Il sindaco: “L’impianto darà un lavoro a 800 persone”

MANERBIO (Brescia) - Sarà in bella mostra, «il più grande macello d’Europa». Il mattatoio «con stordimento e iugulazione, reparti dissanguamento…» (non c’è bisogno di andare oltre, per far capire cosa sia un macello) sarà costruito proprio a fianco del casello autostradale della Torino-Brescia. Ogni giorno una fila di camion porterà qui 12.000 suini e, anche tenendo conto dei giorni di pausa, il totale un po’ spaventa: 50.000 maiali alla settimana, 2,5 milioni all’anno, troveranno qui il loro viaggio ad ‘alta velocità’ verso i prosciuttifici e i banchi refrigerati dei supermercati. Gli animalisti del ‘Coordinamento contro il mega-macello’ dicono che «il sangue scorrerà a fiumi, notte e giorno».

Gli ambientalisti protestano perché altri 100.000 metri quadrati di buon terreno agricolo verranno cementificati mentre dal sottosuolo verranno prelevati 85 litri d’acqua al secondo. Gli industriali della carne, numeri alla mano, sostengono che il grande impianto sconvolgerà il mercato, cancellerà le filiere locali e riuscirà a prosperare solo se farà fallire gli altri macelli, che in Lombardia già ‘lavorano’ 4 milioni di suini all’anno.

Il sindaco di Manerbio, Cesare Meletti, gioca subito la sua briscola: i posti di lavoro. «Ricevo i cittadini il mercoledì e ogni volta c’è la fila di disoccupati. Il macello darà lavoro a 700 operai e a 80 fra impiegati e tecnici. Per una città di 13.500 abitanti non è la panacea di tutti i mali ma è certo un aiuto importante. Gli animalisti dicono che questo sarà “un nuovo campo di sterminio”. Invece non sarà solo un macello, ma una grande azienda di trasformazione della carne suina. E certo, imporrà grandi cambiamenti al mercato. Ci sono forti interessi in ballo e i produttori di prosciutti fanno cartello in difesa del loro business».

L’altro giorno il sindaco ha preso l’aereo ed è andato a Kutno, in Polonia. «Ho visto il macello aperto nel 2009 dalla Hamburgher Pini, lo stesso gruppo che vuole aprire a Manerbio con un investimento di 45 milioni di euro. Tutto pulito, tutto in ordine, come in una sala operatoria. E gli operai sono contenti, perché lavorano 10 ore al giorno ma guadagnano 1.000 euro al mese, contro i 350 degli altri operai polacchi». Pdl (il partito del sindaco), Lega nord e Futuro e Libertà attaccano coloro che «lanciano pericolosi messaggi adducendo problemi come inquinamento, caporalato, problemi di traffico e dimenticando che la priorità vera è il lavoro».

Non sono scesi in piazza, gli imprenditori dell’Assica (Associazione industriali delle carni), ma hanno scritto al presidente della Lombardia Roberto Formigoni. «Abbiamo spiegato – dice il direttore, Davide Calderone – che l’apertura di un macello con capacità potenziale di 50.000 suini alla settimana cambierebbe tutto il quadro produttivo. In Lombardia ci sono già 5 imprese che lavorano 11.000 suini la settimana e altri due macelli medi. In tutto, con i nostri 4 milioni di abbattimenti, copriamo l’80 per cento del totale. Facendo i conti, per poter ottimizzare i costi, un macello come quello di Manerbio dovrà importare un milione e mezzo di suini da altre regioni e anche dall’estero. Tutto questo comporta un aumento del rischio sanitario.

Nel bresciano c’è la più alta concentrazione italiana di suini: 1,5 milioni di capi. La diffusione di malattie animali sarebbe devastante. Soltanto l’ultima epidemia di Mvs – malattia vescicolare del suino- in Lombardia ha provocato danni per 37,5 milioni di euro, pagati dalla collettività tramite la Regione. E poi ci sono i danni pesantissimi per le esportazioni. Dopo ogni focolaio si blocca il mercato dei prodotti di salumeria in molto Paesi extra Ue, prosciutti Dop compresi».

Per portare la materia prima a Manerbio arriveranno 350 camion alla settimana, ognuno con 150 maiali. «Noi ci chiediamo – dice Gabriele Pellegrini, portavoce di Legambiente, che fa parte del Coordinamento movimenti beni comuni bassa bresciana – se questa sia davvero un’opportunità di occupazione o un affare per pochi. Il macello sarà un vantaggio per l’agricoltura locale o per l’agro-industria multinazionale? Secondo uno studio della Flai Cgil, la competitività nei macelli si gioca quasi tutta sul costo del lavoro. Un dipendente con specializzazione media, dipendente diretto, costa all’azienda 22 euro all’ora.

Per un dipendente di un’impresa appaltatrice, spesso false cooperative, si scende a 12-15 euro, con l’utilizzo di lavoratori extracomunitari. E per ridurre ancora i costi si accelerano i ritmi di lavoro, con aumento delle malattie muscolo scheletriche al sistema mano-braccio, creando veri e propri danni permanenti. A 40 anni quei lavoratori non saranno più in grado di tenere in mano un coltello». Il Comune è comunque deciso ad andare avanti anche se nella zona sono tanti gli scheletri di cemento, prove di investimenti sbagliati: a San Gervasio ci sono i piloni di un centro commerciale mai finito, a Offlaga ci sono capannoni per 300.000 metri quadrati che «si affittano a 2 euro al mq al mese»e sono vuoti. «Qui da noi – dice il sindaco Meletti – c’era la Marzotto ed è andata nella Repubblica Ceca. Così al mercoledì potrò dire ai cittadini: sì, un posto di lavoro c’è».  (larepubblica)

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Comitato spontaneo contro le nocività (BS): ”Amici con le ali”. Incontro martedì 24 aprile

Una iniziativa del Comitato spontaneo contro le nocività: “Amici con le ali”.

martedì 24 aprile, alle ore 20.30,

presso il Caffe letterario in via Beccaria n.10, Brescia.

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BRESCIA – La scelta e tu cosa avresti fatto? Spettacolo teatrale di Marco Cortesi e Mara Moschini

AMNESTY INTERNATIONAL BRESCIA GRUPPO 028
presenta lo spettacolo teatrale di Marco Cortesi e Mara Moschini

LA SCELTA
E TU COSA AVRESTI FATTO?

SABATO 21 APRILE 2012

TEATRO S. CARLINO
C.so Matteotti 6/A

BRESCIA

aderiscono
Fondazione Guido Piccini
Casa della Memoria
CSV Brescia
ADL Zavidovici
RAI segretariato sociale


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LE OLIMPIADI A BRESCIA SENZA TANGENTI MA TANTA ADRENALINA E SUDORE (Roberto Pasini).

Fra campi e numeri, fra acqua e cielo.

Con i muscoli dell’arcobaleno.

Nell’aria della competitività.

 

Tra vie e vicoli, parrocchie e scuole

E associazioni,  34 quartieri e una città.

E festa nei parchi per premiare lo sport.

 

Quando ero “gnaro”

Vi erano bande fra le vie di Lamarmora,

giochi non codificati dai grandi.

 

Come si era in strada,

già si avvertiva l’avversario,

fra lanci di sassi e fusi e una partita a pallone e cazzotti.

 

Erano le nostre Olimpiadi,

e a sera con le ammaccature e croste perenni alle ginocchia

vi era il premio dell’adrenalina.

 

Tutti avevamo vinto.

Minestra o finestra si andava a letto contenti.

Senza tv..

 

Difficile ora,

ma la sfida è riposta ai grandi

a coloro che si sbucciavano le ginocchia, allora.

 

Rivivere le vecchie olimpiadi con i propri figli.

Ciancol o baseball,

partite di palla fra le case  o calcetto a 6.

 

Credo che scuola, parrocchia, genitori e istituzioni

possano ripensare le gare fra le vie nei quartieri,

nei parchi e in piscina.

 

Un mese di gare,

come premio l’adrenalina e l’ambiente

e tutti sporchi di sudore e polvere.

 

Senza tangenti,

felici di arrivare al Rigamonti, a Campo Marte, a p.zza Paolo VI,

e che i grandi della scuola e delle Istituzioni diventino piccoli.

 

E che si sporchino solo di fango e aria aperta

E gareggino con i protagonisti

In un mese di sport .

 

e…. mi raccomando, senza troppe raccomandazioni,

furbizie e regole paterne e/o istituzionali.

Come il Consiglio Comunale dei ragazzi vi ha chiesto.

Papio

 

P.S.

Dal libro “ 2 cuori” una D.ssa americana fece un viaggio di 7 gg con gli aborigeni dell’Australia.

Appena arrivata fu svestita da gingilli e vestiti occidentali per avere “ coscienza” primitiva.

Lungo il viaggio alla sera si riunivano e si confrontarono:

ma voi che giochi avete, in America?

Le olimpiadi ….rispose le D.ssa.

Ma che gioco è? 200 corrono e solo uno vince?

A Brescia vorrei l’Olimpiade ove tutti vincano, fra gioia, sudore, rispetto  e ambiente.

 

Inviata anche:

AL VESCOVO DI BRESCIA MONS. MONARI

Con richiesta di trasmetterla al Signor MORI

AL PRESIDENTE DEL C.C.  SIGNORA BORDONALI

ALL’ASSESSORE SIGNOR AMBROSI

                               Per e-mail presso la casa delle associazioni

ALL’ASSESSORE SIGNOR BIANCHINI

ALL’ASSESSORE SIGNOR ARCAI

AL SIGNOR GARBARINO per LEGAMBIENTE

E VARIE ASSOCIAZIONI SPORTIVE E CULTURALI

 

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Il glicine nel mare (Roberto Pasini)

Egregio direttore, oltre alla conta delle persone fisiche recintate in “Stati” buoni e cattivi, vi è la sensazione che al di là  vi siano le colonne d’ercole della civiltà, dell’altro inteso come sensazione, grandi sogni.
Di profumi, come le api…come il glicine che ci gentilizza senza ciederci nulla.
Come il mare foriero di civiltà. recintiamo e censiamo il mare?
l’aspetto trascendentale a questa politica priva di sogni credo che non guasti.
le auguro una corretta informazione.
pasini roberto

 

Al Vicesindaco Rolfi

E al Vescovo Mons. Monari

  il glicine nel mare

Lavoro al censimento per contare le persone

Vi è un grande pianta di glicine

Solitaria e a primavera profumata.

 Originaria dalla Cina ora bresciana

godo della sua bellezza e  gentilezza.

E mai non mi ha chiesto nulla

Ne ho donato una manciata di figlioli

alla mia amica marocchina.

Ora so che anche le api le faranno festa.

 Nel mare di colori e sensazioni.

 papio

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CASTEGNATO – Disinfestazione da zanzara tigre. Stanziati 7.000 euro

La zanzara tigre, “Aedes albopictus” il nome scientifico, è di origine asiatica e dagli anni novanta si sta espandendo velocemente ed in grande numero specialmente nelle regioni del nord Italia. Castegnato non è immune dalla presenza di questa specie di zanzara che negli ultimi anni, nel periodo estivo, sta creando non pochi fastidi in particolare ad anziani e bambini, limitando la fruizione di spazi di socializzazione all’aperto.

Da tre anni l’Amministrazione comunale di Castegnato ha avviato la sua battaglia contro questo fastidioso insetto, concordando e affidando all’Asl  di Brescia una serie di periodiche disinfestazioni.

E’ dei giorni scorsi la delibera della Giunta comunale con l’assunzione di un impegno di spesa di settemila euro.

“”All’Asl – puntualizza l’Assessore Edoardo Corongiu –  abbiamo affidato sia il monitoraggio con 15 ovitrappole per l’individuazione dei focolai di concentrazione, sia gli interventi di disinfestazione che sono previsti nei mesi di aprile, giugno, agosto e ottobre  negli stessi luoghi e strutture disinfestate lo scorso anno. Per ogni ovitrappola l’Asl provvederà al posizionamento, ritiro, lettura presso il Laboratorio di Sanità Pubblica ed invio dei referti al Comune.””

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