
Caro Emanuele ho letto con piacere la tua ironica lettera pubblicata sui quotidiani per Labolani che meriterebbe una sanzione da Rolfi in quanto fotografato su un gioco dei bimbi e a quanto pare sembra che abbia superato da un pochino la data anagrafica di 12 anni.
Ma, e non vorrei essere offensivo, mi pare altrimenti che sia cresciuto troppo in fretta per quanto leggo oggi, 5 aprile, dai quotidiani locali e anche nazionali.
Senti un po’.
Per problemi economici la Loggia ha tagliato alcuni servizi e anche la corsa del bus che sale in Maddalena, poco frequentato.
Il Signor Labolani, coglie subito la palla al balzo come fosse ancora nel parco giochi dei bambini e dice: bene, attiveremo la funivia.
Evviva, avremo anche noi una funivia come tante città europee e la Maddalena sarà frequentissima.
Poi annuncia il futuro parco della musica in Maddalena proprio ove partono i deltaplanisti che planano a San Polo.
Doppio evviva così potranno fare casino senza disturbare nessuno. Che bello.
Purtroppo l’ipotetica zona non è servita dalla strada e ovviamente dall’autobus e tantomeno semmai dalla futura funivia.
Che ci vuole? una sgambata e d’inverno una ciaspolata al chiaro di luna…..tutto sport.
Già che siamo in alta montagna il Signor Labolani ripesca una sua vecchia idea: una pista da fondo, anche per tutto l’anno mi pare.
Ovviamente neve artificiale come in presena e il ghiaccio in piazza Paolo VI; e allora perché non organizzare una gara internazionale tipo marcialonga?
Sarebbe molto bello, attirare tutti gli atleti di sport invernali a Brescia e poi portarli a visitare Santa Giulia.
Marketingggggg.
….. Sono giornate di passione e il Signor Labolani, generoso come sempre, propone la realizzazione di un grande parco a San Polo, giustamente visto che da anni gli abitanti lo reclamano.
dato che è Pasqua siamo tutti più buoni, 600 mila euro. Urca, da dove spuntano i dinari? purtroppo i tecnici hanno malconsigliato il Signor Labolani, non è un parco è solo un giardino a sud del cimitero di Santa Eufemia.
Fa niente, lo realizzeremo lo stesso, costi quello che costi, così potrò inaugurare e provare nuovi scivoli: credo che così pensi gioioso l’assessore.
Come un candito sulla colomba non poteva mancare l’incubo nero, pardon, il cubo bianco con la pensilina appresso. Qui il pensiero tecnico, economico e agonistico si fa complesso come un triplice salto mortale avvitato.; …..da valutare con metodo scientifico e stilistico.
Siccome siamo in difficoltà economiche da bravo amministratore non ho fatto fare i carotaggi e sopraluoghi alla Sovrintendenza alla belle arti per Largo Formentone così mi pare si sia espresso il Signor Labolani.
Sarebbero stati soldi spesi inutilmente; già, ora la biblioteca interuniversitaria, in vicolo dell’anguilla, tiene aperto sino a tardi e i ragazzi possono andare là.
Come un buon padre di famiglia…fiori rosa, fiori di pesco.
Ma la pensilina? ho già pensato tutto io, va al parco pescheto. Già.
E’ da tre anni che gli alpini non riescono a finire la prima delle due costruzioni come da progetto.( ex fienile)….mancano i dineri? ci pense me.
Sopra la pensilina ci mettiamo metà panelli fotovoltaici così doniamo elettricità agli alpini, parchè gli alpini non sono in grado di coprire il loro fabbricato di pannelli.
Non conviene ricoprirla interamente di pannelli altrimenti avremo un surplus di elettricità e gli alpini non andrebbero mai a casa.
E’ proprio babbo pasquale. Poi la pensilina, poiché i tecnici smontandola l’hanno segata, sarà più bassa come suggeriscono altri tecnici, perchè sarà più bella e consona alla sua funzione.
La metteremo, su suggerimento dei tecnici del Coni sul campetto di calcio in sintetico, così i ragazzi dovranno imparare a dribblare pure i pali della pensilina….insomma tutto sport.
Dulcis in fondo, promette ancora un piccolo campo da golf vicino alla pensilina.
Vedi un po’ caro Emanuele, potrai vedere ancora il nostro caro assessore in fotografia giocare fra le buche.
Buona Santa Pasqua a tutti e soprattutto all’Assessore Mario Labolani e che sia di riflessione dopo la passione.
pasini roberto
LE MINE DEL MELLA (Roberto Pasini)
Brescia con la cura ''Paroli, Rolfi, Labolani & C'
Vi era un grande campo verde lungo il Mella,
pieno di buche con rovi ai bordi e in fondo delle costruzioni abbandonate,
e per noi ragazzi della compagnia del “fil de fer” era piacevole giocare a pallone nelle lunghe sere d’estate. Sembrava di capovolgere ogni norma, era bello, tutto in libertà. Già, poi ci dissero che il terreno era del demanio militare ed era minato. Ancora più bello.
…Ricordo che per le precedenti elezioni amministrative il Signor Rolfi, in una domenica mattina portò il romano, signor Paroli a visitare quei luoghi come emblema di degrado di Brescia.
Foto dai quotidiani lo riportarono pieno di rifiuti di tossici, extracomunitari, cartacce e rifiuti vari.
Da quella visita il Signor Rolfi impressionò il futuro Sindaco e credo che gli promise una futura “ramazzata”, Brescia deve essere bella come fu il loro slogan in campagna elettorale.
Più a sud ci fu la ramazzata e le cariche istituzionali del Comune brindarono sullo sfascio di abitazioni di famiglie e bambini. Peggio delle mine.
Ora, lungo il fiume Mella che bagna il territorio di Brescia vi è stata una fortissima moria di pesci, e non ho visto il Signor Rolfi portare a mano il Signor Paroli a vedere questo scempio.
Quel ragazzo che giocava in libertà è diventato cittadino e si accorge che ci sono altre mine lungo il Mella e nell’ipocrisia politica.
Perché allora non vi era un cartello che segnalava “campo minato” e perché ora il Signor Rolfi non prende per mano il Sindaco Paroli per segnalargli che il fiume Mella è moribondo per mano di criminali e che spetterebbe a Lui, il Sindaco, provvedere ed attivare tutto ciò che è nella sua funzione anche di rappresentante del Governo per la salute dei cittadini….i pesci possono essere pescati.
Sempre e solo colpa dei rom.
E perché non si segnala lungo tutto il Mella che è vietato pescare.
Perché il nostro Sindaco non si dichiara parte lesa nel danno ambientale?
Signor Rolfi, come cittadino, Le chiedo di prendere per mano il Sindaco Paroli per costituirsi parte lesa e oltre ai Rom si attivi nelle istituzioni “bresciane” per salvaguardare il Mella.
Sono 15-20 km e non è difficile scovare i scarichi, soprattutto in val Gobbia e monitorarli.
Sempre e solo colpe dei Rom? O ci sono le mine della propaganda politica?
Brescia esige altro, e altre Istituzioni democratiche per il benessere di tutti, pesci compresi.
Una volta giocavo spensierato ed oggi ho paura dei miei rappresentanti politici e Istituzionali.
Pasini roberto