Lavori pubblici Archive

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Le buche del signor Labolani (Roberto Pasini – BS)

          Caro Emanuele ho letto con piacere la tua ironica lettera pubblicata sui quotidiani per Labolani che meriterebbe una sanzione da Rolfi in quanto fotografato su un gioco dei bimbi e a quanto pare sembra che abbia superato da un pochino la data anagrafica di 12 anni.

Ma, e non vorrei essere offensivo, mi pare altrimenti che sia cresciuto troppo in fretta per quanto leggo oggi, 5 aprile, dai quotidiani locali e anche nazionali.

Senti un  po’.

Per problemi economici la Loggia ha tagliato alcuni servizi e anche la corsa del bus che sale in Maddalena, poco frequentato.

Il Signor Labolani, coglie subito la palla al balzo come fosse ancora nel parco giochi dei bambini e dice: bene, attiveremo la funivia.

Evviva,  avremo anche noi una funivia come tante città europee e la Maddalena sarà frequentissima.

Poi annuncia il futuro parco della musica  in Maddalena proprio ove partono i deltaplanisti che planano a San Polo.

Doppio evviva così potranno fare casino senza disturbare nessuno. Che bello.

Purtroppo l’ipotetica zona non è servita dalla strada e ovviamente dall’autobus e tantomeno semmai dalla futura funivia.

Che ci vuole? una sgambata e d’inverno una ciaspolata al chiaro di luna…..tutto sport.

Già che siamo in alta montagna il Signor Labolani ripesca una sua vecchia idea: una pista da fondo, anche per tutto l’anno mi pare.

Ovviamente neve artificiale come in presena e il ghiaccio in piazza Paolo VI; e allora perché non organizzare una gara internazionale tipo marcialonga?

Sarebbe molto bello, attirare tutti gli atleti di sport invernali a Brescia e poi portarli a visitare Santa Giulia.

Marketingggggg.

         ….. Sono giornate di passione e il Signor Labolani, generoso come sempre, propone la realizzazione di un grande parco a San Polo, giustamente visto che da anni gli abitanti lo reclamano.

dato che è Pasqua siamo tutti più buoni, 600 mila euro. Urca, da dove spuntano i dinari? purtroppo i tecnici hanno malconsigliato il Signor Labolani, non è un parco è solo un giardino a sud del cimitero di Santa Eufemia.

Fa niente, lo realizzeremo lo stesso, costi quello che costi, così potrò inaugurare e provare nuovi scivoli: credo che così pensi gioioso l’assessore.

            Come un candito sulla colomba non poteva mancare l’incubo nero, pardon, il cubo bianco con la pensilina appresso. Qui il pensiero tecnico, economico e agonistico si fa complesso come un triplice salto mortale avvitato.; …..da valutare con metodo scientifico e stilistico.

Siccome siamo in difficoltà economiche da bravo amministratore non ho fatto fare i carotaggi e sopraluoghi alla Sovrintendenza alla belle arti per Largo Formentone così mi pare si sia espresso il Signor Labolani.

Sarebbero stati soldi spesi inutilmente; già, ora la biblioteca interuniversitaria, in vicolo dell’anguilla,  tiene aperto sino a tardi e i ragazzi possono andare là.

Come un buon padre di famiglia…fiori rosa, fiori di pesco.

Ma la pensilina? ho già pensato tutto io, va al parco pescheto. Già.

E’ da tre anni che  gli alpini non riescono a finire la prima delle due costruzioni come da progetto.( ex fienile)….mancano i dineri? ci pense me.

Sopra la pensilina ci mettiamo metà panelli fotovoltaici così doniamo elettricità agli alpini, parchè gli alpini non sono in grado di coprire il loro fabbricato di pannelli.

Non conviene ricoprirla interamente di pannelli altrimenti avremo un surplus di elettricità e gli alpini non andrebbero mai a casa.

E’ proprio babbo pasquale. Poi la pensilina, poiché i tecnici smontandola l’hanno segata, sarà più bassa come suggeriscono altri tecnici, perchè sarà più bella e consona alla sua  funzione.

La metteremo, su suggerimento dei tecnici del Coni sul campetto di calcio in sintetico, così i ragazzi dovranno imparare a dribblare pure i pali della pensilina….insomma tutto sport.

 Dulcis in fondo, promette ancora un piccolo campo da golf vicino alla pensilina.

 

Vedi un po’ caro Emanuele, potrai vedere ancora il nostro caro assessore in fotografia giocare fra le buche.

 

Buona Santa Pasqua a tutti e soprattutto all’Assessore Mario Labolani e che sia di riflessione dopo la passione.

 

pasini roberto

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BRESCIA – Biciclettata contro parcheggio castello (percorso)

MANCHI SOLO TU! CHE FAI, VIENI? NOI TI ASPETTIAMO

PERCORSO BICICLETTATA
CONTRO IL PARCHEGGIO SOTTO IL CASTELLO
(31/03/2012)
A) Largo Tomaso Formentone
I) Corso Martiri della Libertà
B) Piazza della Loggia
J) Via Dante
C) Via Dieci Giornate
K) Via Cairoli
D) Corso Zanardelli
L) Via dei Mille
E) Corso Magenta
M) Via Leonardo Da Vinci
F) Piazzale Arnaldo
N) Via Montesuello
G) Via Spalto San Marco
O)Via Apollonio
H) Via Vittorio Emanuele II
P) Galleria Tito Sper
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Conferenza stampa comitato “RISPETTIAMO IL COLLE CIDNEO “ su petizione no parcheggio*

Conferenza  stampa stamattina presso la sede provinciale del PSI   cui hanno partecipato i primi tre firmatari della petizione* e i rappresentati dei cittadini firmatari.

Nato alla fine di settembre su proposta del PSI e dopo aver raccolto le prime 100  adesioni  con un gazebo nel centro storico , si è composto  un comitato , non a caso chiamato  “RISPETTIAMO IL COLLE CIDNEO “ con l’adesione di partiti e singoli cittadini  che non condividevano la scelta della giunta di “ bucare il Cidneo “ per un po’ di posti macchina che avrebbero potuto trovare tranquillamente “ricovero” nel sottoutilizzato parcheggio  Fossa Bagni .

Maria Cipriano : ha ripercorso la storia della nascita del comitato rimarcando  l’assoluta contrarietà a quest’opera , inutile , dannosa per il sito del Cidneo e oltremodo costosa in tempi in cui non sarebbe male evitare di spendere danaro pubblico per portare ancora auto verso il centro storico , è la scelta di una giunta che non ha a cuore la valorizzazione del centro storico , considerato un hotel dalle porte girevoli , apertura al traffico, chiusura al traffico, domani si vedrà….e che trova la “giusta” collocazione ( alla pari con il CUBO BIANCO) in un pgt all’insegna della cementificazione.

La prima firma di Vasco Frati ha per noi un significato  importante: tutti noi conosciamo la storia di Frati e della sua appassionata e competente azione politica e amministrativa  bresciana quando, come assessore alla cultura (  socialista  nella giunta Trebeschi e Padula n d r  ) diede avvio al recupero di San Salvatore e S. Giulia ( oggi patrimonio UNESCO)  . 

Frati ha sottolineato come la scelta di costruire questo parcheggio vada in una chiara direzione di indirizzo che questa giunta vuole per il suo centro storico: un parcheggio a cielo aperto e l’aspetto di un megacentro commerciale , che nulla ha a che vedere con l’incentivazione di acquisti nelle botteghe del centro ampiamente soffocate da centri commerciali esistenti e altri che questa giunta ha in animo di far sorgere. Non risulta che siano state operati accertamenti su quanto potrebbe emergere dagli scavi   tenuto conto anche della possibilità di esistenza di falde acquifere.

Il centro storico, cuore pulsante di una città, e la sua salvaguardia deve essere un impegno per chi amministra  e per tutti i cittadini che hanno a cuore un patrimonio storico ed artistico  di grande valore. 

Negrini : coordinatore del circolo PD Brescia Centro

Il 14 dicembre abbiamo depositato tale petizione contro il Parcheggio sotto il Castello ai sensi dell’art. 54 dello Statuto e degli artt. 2 e 3 del “Regolamento per il funzionamento degli istituti di partecipazione”.

Teniamo a precisare che tutte le persone che hanno sottoscritto sono stati identificati con documento di identità. 

Abbiamo a malincuore dovuto rinunciare alla firma di cittadini dei paesi dell’hinterland, che volevano firmare pure loro.

Abbiamo presentato 901 firme raccolte con serietà, di cittadini che hanno accettato di stare in coda per qualche minuto pur di firmare, che hanno accettato di lasciarci il loro indirizzo e il loro documento di identità. Non è cosa da poco.

Oltre alle motivazioni riportate dalla petizione stessa e ribadite da Frati e Cipriano , aggiungo :

-inciderà  sulla viabilità e sulla vivibilità del Quartiere di Crocifissa di Rosa, non solo nella fase di cantiere, ma anche successivamente

-non è  vero che si ripaga da solo con le tariffe pagate dagli utenti, perché da un lato i costi sono certi, dall’altro lato le entrate sono aleatorie, e comunque se anche si ripagasse da solo creerebbe un danno alla città perché il Parcheggio Fossa Bagni avrebbe meno introiti, e così pure la metropolitana;

-è già  prevista la possibilità di usare gratuitamente l’autobus per percorrere il tragitto di una fermata, nel tratto sotto la galleria;

-il rapporto costi/benefici indica all’evidenza la erroneità della scelta di fare tale parcheggio. 

Il Coordinatore cittadino PSI  Stefano Giacomini  ha sottolineato l’aspetto partecipativo dei cittadini bresciani  che si sono fermati , si sono informati su quest’opera e hanno testimoniato con la loro firma la propria contrarietà alla realizzazione di questo parcheggio e in genere alla valorizzazione del centro storico : ciò è di sprone a proseguire  con iniziative  facendoci interpreti di queste istanze.


PETIZIONE

AL SINDACO DI BRESCIA 

Dal PGT adottato dal Consiglio Comunale nella seduta del 29 settembre 2011 si evince che la Giunta vuole costruire un parcheggio sotto il Castello.

Già in precedenza il progetto del Parcheggio sotto il Castello è stato presentato alla città.

Tale parcheggio è a nostro avviso dannoso per la città:

- è costosissimo

- ogni giorno ci viene detto che le finanze comunali sono in sofferenza

- è a poca distanza dal parcheggio di Fossa Bagni che è sottoutilizzato

- porta auto verso il centro

- rende meno appetibile il servizio pubblico e penalizza la metropolitana

- inciderà  sulla viabilità e sulla vivibilità del Quartiere di Crocifissa di Rosa, non solo nella fase di cantiere, ma anche successivamente

- non è  vero che si ripaga da solo con le tariffe pagate dagli utenti, perché  da un lato i costi sono certi, dall’altro lato le entrate sono aleatorie, e comunque se anche si ripagasse da solo creerebbe un danno alla città perché il Parcheggio Fossa Bagni avrebbe meno introiti, e così pure la metropolitana;

- è già  prevista la possibilità di usare gratuitamente l’autobus per percorrere il tragitto di una fermata, nel tratto sotto la galleria;

- è inutile, dunque, e comunque il rapporto costi/benefici indica all’evidenza la erroneità della scelta di fare tale parcheggio.

Ciò premesso noi cittadini sottoscrittori della presente petizione chiediamo formalmente che il PGT adottato venga modificato togliendo la previsione del parcheggio suddetto, e che comunque non si costruisca tale opera dannosa, inutile e costosa. 

Noi sottoscritti tre primi firmatari, promotori della presente petizione, dichiariamo che le firme depositate sono state regolarmente raccolte nei termini dei vigenti regolamenti comunali. 

Seguono 901 firme . 

Le prime 3 VASCO FRATI

                   MARIA CIPRIANO

                   FABIO NEGRINI 

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Formigoni: nessun incontro sulla discarica (Del Frate Claudio)

L’ indagine su appalti e rifiuti

FormigoniMILANO – Mentre nel carcere di Brescia il consigliere regionale del Pdl Franco Nicoli Cristiani prende tempo davanti al giudice, a Milano il governatore lombardo Roberto Formigoni prende le distanze dall’ ultimo scandalo che ha investito il Pirellone: «Dalle intercettazioni emergono fatti di una gravità rilevantissima» dice il numero uno della Regione Lombardia. Formigoni ha incontrato ieri pomeriggio la stampa innanzitutto per chiarire il senso dell’ intercettazione che lo riguarda finita nelle carte dell’ inchiesta su mazzette e traffico di rifiuti («Ho incontrato Formiga, ha dato l’ ok…» dice Nicoli Cristiani al telefono riferendosi alla discarica di amianto che doveva sorgere in provincia di Cremona). «Sì, è vero che Nicoli Cristiani mi sollecitò un incontro con un imprenditore di nome Locatelli – ha detto ieri Formigoni – ma non saprei dire se è lo stesso finito in carcere. Di sicuro l’ argomento dell’ incontro doveva essere l’ Expo, non la discarica di amianto». Il governatore lombardo ribadisce invece di non essersi mai interessato della questione amianto: «Nicoli non sollecitò mai un mio intervento, dell’ intera pratica si sono sempre occupati collegialmente più uffici e più assessori». Poi ecco arrivare alcune frasi che suonano come una reprimenda verso i comportamenti messi in luce dall’ inchiesta della procura di Brescia: «Non è bello vedere persone che si occupano della cosa pubblica cedere a lusinghe che non hanno nulla a che vedere con i valori dell’ agire politico. La Lombardia ha messo in campo azioni per prevenire certi fenomeni ma evidentemente non si controlla mai abbastanza…». Ieri è stato anche il giorno dei primi interrogatori di garanzia davanti al gip di Brescia. Franco Nicoli Cristiani si è detto disposto a rispondere al giudice ma prima vuole conoscere tutti gli atti dell’ inchiesta. Resta al momento in carcere ma ha annunciato le sue dimissioni dal Pirellone. Giuseppe Rotondaro, il dirigente dell’ Arpa Lombardia che avrebbe beneficiato di una mazzetta di 10 mila euro ha invece fornito la sua versione: «Quei soldi non erano una tangente, ma il compenso di una consulenza esterna». Resta da capire se un controllore pubblico può svolgere consulenze per un controllato. E i soldi portati a Nicoli? «Ero convinto che si trattasse di una confezione di bottiglie di vino». Rotondaro è già stato sospeso dall’ Arpa dalle sue funzioni.

Claudio Del Frate/corrieredellasera

 

COLLEGATE:

  1. Tangenti, bufera sul Pirellone arrestato anche il pdl Cristiani

Brescia, rifiuti pericolosi: la consegna della tangente (video)

“Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia,
il resto è propaganda”Horacio Verbitsky

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OLMI VIA LONGHI: LA STORIA INFINITA (ognuno faccia il suo lavoro) – Franco Visconti* BS

Labolani in versione postinoIn versione postino a fine novembre l’Assessore Labolani  recapita in (quasi) tutte le cassette della posta degli abitanti di via Longhi ,una lettera dove si comunicano le conclusioni delle perizie del dott. Nasi in merito agli olmi  che incorniciano maestosamente da mezzo secolo la suddetta strada del quartiere Lamarmora.

Nella lettera si dice “come promesso” , anche se in realtà a mezzo stampa erano stati promessi fattivi interventi di manutenzione,

Molti  i cittadini  che si attendevano da questa missiva la comunicazione di decisioni prese e la loro tempistica operativa, sono rimasti  un po’ delusi.

Per ora nessuna decisione, pare.

Per ora ci sono “soltanto” le conclusioni  dell’agronomo che ha redatto la  terza perizia, sovrapponibili a quelle della seconda ; esse dicono, in breve, che le piante sono divisibili in 4 gruppi:

 

  • 1 – 8 piante in classe D: irrecuperabili e  da abbattere per elevato rischio schianto
  • 2 – 3 piante in classe C: da abbattere per malattia
  • 3 – 29 piante in classe C : da portare in sicurezza con interventi straordinari (capitozzo)
  • 4 – 20 piante in classe B da portare in sicurezza con capitozzo , diradamenti e altri interventi.

 

Letta così io intendo che 11 piante debbono essere abbattute e una cinquantina curate.

Ovvero ciò che i cittadini residenti, il comitato e molti altri chiedevano da tempo all’assessore, a salvaguardia della sicurezza delle persone e della salute delle piante.

 

Siccome però seguono alcune righe dove si fa intendere che gli interventi al punto 3 e 4 sono economicamente onerosi e rimandano il problema,mi sentirei  in ultima analisi , di chiedere al competente ufficio  quanto segue:

 

  1.  quante e quali piante verranno abbattute, e quando avverrà
  2.  quanto costerà alla collettività ogni abbattimento
  3.  quanto costerà alla collettività ogni piantumazione ex-novo,e quando avverrà
  4.  quanto costerà la manutenzione dei nuovi fusti e quali migliorie porterà l’impianto di quali nuove essenze dal punto di vista economico,ambientale,logistico
  5.  a chi è deputata la manutenzione degli olmi di via Longhi e via Ziliani
  6.  che scopo aveva la manutenzione eseguita negli ultimi 8/10 anni,visto che ha fatto crescere smisuratamente in altezza i rami, costituendo il temuto effetto vela della chioma sproporzionata e non ha evitato la caduta di rami vari

 

In realtà questi sono in fotocopia i quesiti che ho sottoposto all’Amministrazione  attraverso l’OdG al consiglio di Circoscrizione della Sud ad inizio maggio,( protocollato in data27/4/2011) ai quali non mi risulta siano state date risposte ufficiali ed esaustive.

 

A queste richieste ineluse si possono oggi aggiungere altre considerazioni, dovute anche all’osservazione diretta ,fatta dai cittadini sul  territorio giorno dopo giorno , delle conseguenze che il tempo che passa e  i fenomeni atmosferici hanno avuto sulle piante in questione.

Mi riferisco in particolare alla violentissima tromba d’aria che ha infuriato sulla zona di Lamarmora ,dove abito, la notte fra il 5 e il 6 agosto.

Quella notte in zona caddero al suolo 6/7 alberi  di vario tipo nel raggio di 3/400 mt da via Longhi,  dove invece i fusti non andarono giù.

Dispongo ancora di foto che immortalano schianti avvenuti nelle vie Gheda , Lamarmora ,Malta , Cipro e rami e pezzi vari caduti ancora in Via Codignole,S,Zeno,piazzale S.Giacinto Tredici.

In via Longhi , invece, caddero molti rami fra cui un paio molto lunghi e consistenti , uno dei quali danneggiò ,per fortuna “solo” un’autovettura.

Non essendo un tecnico, alla luce di ciò , l’ingenua  domanda che mi sorge spontanea è come mai queste piante dichiarate pericolanti hanno retto ed altre , vicinissime ma mai periziate , sono andate giù?

Le perizie in questione hanno il   loro indiscutibile valore scientifico nel saper prevedere il comportamento , la tenuta degli alberi nel loro contesto, anche e soprattutto in condizioni particolarmente avverse. Non entro nel merito.

Tecnicamente mi è impossibile sollevare qualsivoglia osservazione sul contenuto di esse.

Questa volta è stata madre natura a porre qualche dubbio in merito all’assolutezza degli esiti.

Ed attenendomi al consiglio che è bene che ognuno faccia il proprio lavoro, ricordando che il mio di consigliere in circoscrizione non è retribuito e su mandato di voti di (pochi) elettori, mi sento oggi di aggiungere ai quesiti irrisolti di aprile/maggio 2011 , queste altre considerazioni-domande:

  1. come mai  quella sera sono cadute le piante tutto intorno a via Longhi e in via Longhi solo rami? 
  2. se il comitato aveva segnalato che urgeva fare manutenzione tagliando i rami più in  basso, perché quando cadono si cerca di addossare la colpa all’ambientalismo integralista e becero? Ed eventualmente ci fosse colpa ,a chi verrebbe attribuita?
  3. se poi alla fine si farà quanto richiesto dai cittadini e comitato ( cioè abbattimento di10/11 piante e pericolose e curarne 50 malate) perché tutta questa attesa e tutto questo astio?
  4. se il metodo di indagine sulle piante di via Longhi fosse applicato su tutti gli alberi della città , dovremmo forse procedere ad un abbattimento  generale e indiscriminato , per evitare spese onerose e “violenze biologiche” future?
  5. se le varie perizie,incontestabili dal punto di vista scientifico , ma rese discutibili dalla forza della natura ,hanno fornito lo stesso esito , perché ne sono state fatte 3?
  6. quanto sono costati alla collettività questi studi?
  7. quanto sono costai alla collettività tutti quegli interventi anche notturni  di “emergenza” o ripristino operati da VV.FF , A2A , squadre di operai, tecnici , giardinieri ,ecc dopo i vari nubifragi e temporali
  8. c’è il rischio che qualche cittadino abbia ad esigere risarcimenti verso le casse comunali,cioè verso i soldi di ciascuno  di noi , per danni eventualmente subiti?
  9. esiste un piano articolato sul verde urbano che possa in futuro permettere di affrontare questioni come queste con meno incertezze,con tempi più brevi , senza dar adito a discussioni facilmente strumentalizzabili, che consideri il verde come aiuto alla salute e sicurezza dei cittadini,come un patrimonio di cui noi siamo solo gli attuali e temporanei custodi da salvaguardare e tramandare come un’eredità di ricchezza fisica e spirituale alle prossime generazioni?

 

Questa è la lunga serie di domande che non si possono aggirare se si vuole  utilizzare questa discussione come un’ occasione per affrontare il problema e cercare di risolverlo in maniera partecipata .

E’ attenendosi ai fatti che si rifugge dalla trappola di cadere nelle provocazioni di chi continua a definire protesta tragicomica la richiesta di informazione.

Quell’informazione che è un diritto del cittadino-committente che, sapendo di non sapere , attrraverso il suo Assessore  da mandato a professionisti sperando di avere in cambio nulla di più di  risposte e pareri comprensibili , autorevoli , pacati e super-partes.

 

Sono con e fra le molte  persone che attendono ancora con fiducia queste risposte annoverandomi fra quelli che qualcuno in copia-incolla definisce “ecologisti della domenica” o più ironicamente “professionisti del verde”, e per questo  cerco di rappresentarle al meglio nelle sedi opportune , con i toni adatti di  chi rifugge e alle risse ad ai luoghi comuni.

Effettivamente oggi è domenica.. . e l’ecologista che c’è in me si è preso il tempo di scrivere questa lunga dissertazione, anche perché gli altri giorni  lavoro non nell’agronomia e nemmeno nella politica, come si sarà ben capito.

Ma siccome cittadino lo sono tutti i giorni e credo che chi abbia  un mandato lo debba rispettare, nel mio piccolo cerco di farlo con l’orgoglio di non pesare sulle  quelle stesse casse comunali da cui si attinge anche per pagare perizie e consulenze.

Quindi, poiché di parole ne sono state già dette tante,atteniamoci all’auspicio espresso dal vecchio proverbio “ad ognuno il suo lavoro”, da alcuni recentemente evocato.

Spero che quindi i cittadini continuino a partecipare ancora e sempre così civilmente al dibattito su ciò che li riguarda e li appassiona, che i periti  ingaggiati  dal comune continuino a fare i periti per dare a disposizione della sensibilità di ognuno le cifre, i dati e le informazioni che sono stati chiamati ad analizzare , ma che decidano i politici in nome della gente.

E che soprattutto chi decida abbia l’umiltà e la pazienza di ascoltare tutti ed il coraggio di agire presto e bene.

 A questo punto secondo me ogni decisione in merito potrà considerarsi legittima , se prima fosse  l’assessorato competente, e non la circoscrizione o i periti, pronto  a  dare risposte chiare , punto per punto a quanto richiesto , creando se non proprio condivisione,un clima di chiarezza su decisioni,strategie e prospettive.

Molte grazie per la pazienza,cordialità!  

 

* consigliere circoscrizione sud – Verdi sinistra arcobaleno

COLLEGATE:

  1. OLMI di via Longhi: il caso
  2. Risposta al Dott. Pandini: olmi e licheni (Pasini Roberto – BS)
  3. Olmi di via Longhi: soluzione possibile in due passaggi
  4. Fiorenzo Pandini *: “ognuno il proprio lavoro”

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BRESCIA – DICONO VERDE … SCRIVONO CEMENTO: incontro in via Indipendenza, 27/A

Dicono verde .... scrivono cementoDomani

lunedi’ 21 novembre 2011 alle 20,30

presso la sala civica di

via Indipendenza, 27/A

.

si terrà una delle 23 ASSEMBLEE organizzate dal Partito Democratico nei quartieri della città sul tema:

.

DICONO VERDE …

SCRIVONO CEMENTO

.

Parteciperanno: 

- l’arch. Alessandro BENEVOLO

- i consiglieri comunali del Partito Democratico Aldo BOIFAVA, Valter MUCHETTI

- il capogruppo in Loggia Emilio DEL BONO.

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BRESCIA – Caduto un albero in via Longhi. Mercoledì assemblea pubblica sul PGT

Per fortuna nessun danno a persone e pare nemmeno a cose.

  1. ARCHIVIO

OLMI di via LonghiPer meglio dire è caduto un grosso ramo (1/2 pianta che era fra le 8 da abbattere ) che ha anche intompato un palo della luce, con relativo intervento VVFF. Altri soldi spesi dalla collettività.

A questo punto spero che non si decida una quarta perizia (ma le altre 3 quanto ci sono costate,a che conclusioni sono giunte , e che lavori hanno prodotto???) per capire che era sufficiente seguire le indicazioni suggerite mesi fa  dal comitato  dei residenti all’amministrazione, x garantire la sicurezza delle persone e  la salvaguardia degli olmi:

ABBATTIMENTO PIANTE PERICOLANTI

E

MANUTENZIONE BENE ESEGUITA PER LE ALTRE.

Questo sarebbe dovuto già avvenire (entro sett/ottobre), come l’assessore aveva promesso a mezzo stampa a seguito dell’assemblea pubblica sul tema organizzata dal presidente della sud  prima dell’estate.I guai più seri della liguria ci dimostrano che non solo la malafede,ma anche l’intempestività o la scarsa capacità di gestire i problemi del territorio a volte divengono negligenza con conseguenze anche tragiche..  

Che tristezza…

F.


Mercoledì 9 novembre 2011 alle ore 20.30

in sede della Circoscrizione Sud

(Via Micheli-Lamarmora)

assemblea pubblica sul PGT.
Si prega di spargere la voce e di partecipare in massa.
Grazie e cordiali saluti.

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Feltrinelli salva? Spunta la variante Enrico Grazioli

Il comitato:“Ma così è a rischio”

Il lido di Desenzano verrebbe spostato più avanti. Intanto una chiatta ha effettuato dei carotaggi per valutare la consistenza dei fondali

Il pontile della “Feltrinelli” a Desenzano

Desenzano del Garda, 27 ottobre 2011 - Nel nuovo progetto per la riqualificazione del lungolago Cesare Battisti studiato dall’ufficio tecnico di palazzo Bagatta trova spazio anche la spiaggia Feltrinelli, che invece nel primo progetto veniva cancellata. L’intevento sulla passeggiata è inserito nel Piano Integrato d’Intervento “Tassere”, che torna in consiglio comunale il 2 novembre per l’approvazione definitiva. Intanto ieri una chiatta ha effettuato dei carotaggi per valutare la consistenza dei fondali.
A scegliere tra il progetto iniziale di 7.500 mq e la variante, redatta dagli uffici comunali in seguito alla mozione del leghista Rino Polloni per salvare la spiaggetta, saranno i consiglieri nelle prossime settimane. Il costo rimarrà di 5 milioni di euro e il Comune dalla lottizzazione di 49mila mc incasserà comunque anche un altro milione di euro per altre opere.

L’intenzione della variante è di mantenere la memoria della spiaggia e del pontile Feltrinelli che dagli anni Settanta sono parte del paesaggio desenzanese. È prevista, infatti, una sostanziale riduzione della nuova passeggiata in corrispondenza della spiaggetta, che sarebbe traslata di alcuni metri: il nuovo arenile si estenderebbe per 1.053 mq di ciottolame bianco, tipico sulle spiagge gardesane. Il pontile, trasposizione in cemento di quello in legno dove nell’Ottocento attraccavano i barconi della famiglia Feltrinelli che all’epoca commerciava legname, sarebbe demolito, ma i plinti originali in cemento verrebbero sfruttati come basamento per un nuovo pontile in legno sospeso. Si avrebbe così una certa continuità tra l’attuale lido e quello del futuro.
La spiaggia è nel cuore di tante persone, ma non manca chi ne contesta già oggi la posizione a ridosso della passeggiata e, per ovviare a questo “problema”, è prevista una barriera di aiuole che, tuttavia, nel mascherare i bagnanti inevitabilmente occluderà in parte la vista sul lago. Per il comitato “Salviamo la spiaggia del Feltrinelli”, che ha depositato un proprio controprogetto, la spiaggia così realizzata sarebbe comunque spazzata via: «Quando si fa un progetto così invasivo e che va a modificare l’ambiente — dice il presidente Enzo Fattori — bisognerebbe almeno andare a chiedere, se non ai cittadini, a chi conosce venti e burrasche».

ilgiorno/Brescia

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Metrobus, tagli alle opere complementari Mimmo Varone

LAVORI IN CORSO. I fondi non ci sono e i cantieri partiranno con un budget di 25 milioni di euro invece degli 85 previsti. Labolani sereno: «Li sfrutteremo al meglio»
Progetti «corretti» e «rivisti» Niente parcheggi interrati e anche il ponte della Triumplina sarà «congelato e rimandato»
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Di necessità virtù. I soldi mancano, gli 85 milioni delle opere complementari si riducono a 25. E l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani giura che verranno sfruttati al meglio. A togliere dal conto il già fatto e pagato (come la sistemazione di via Triumplina), la cosiddetta «opzione zero» si riduce a lavori per 19 milioni di euro. Con quella cifra i parcheggi interrati vengono sostituiti con quelli meno costosi a raso, pietre e marmi delle pavimentazioni cedono al verde molto meno caro, opere «ardite» come il ponte pedonale sulla Triumplina vengono rimandate a tempi migliori. Si sta nel badget, insomma, ma le stazioni avranno all’esterno un appeal più modesto.
TUTTE, in ogni caso, conservano sosta per le bici e postazioni di Bicimia, passaggi pedonali e ciclopedonali di accesso. Tutte, con l’eccezione di quelle nella galleria scavata dalla «talpa» avranno due scale di ingresso. I progetti, poi, hanno il placet pure dell’Ufficio dell’Unione italiana ciechi.
Al Prealpino, oltre al ponte pedonale, il parcheggio (le trattative per l’acquisizione dell’area da privati sono in corso) in struttura da circa mille posti, diventa a raso e si riduce della metà (455 posti). L’anello interno per i pullman e le auto si riduce a poco più di una rotatoria. L’area degli edifici commerciali (su cui peraltro si dovrebbe innestare il ponte pedonale) verrà ceduta a privati.
NESSUN PROBLEMA, invece, alla stazione Casazza, incastrata nel complesso Futura, da cui Brescia Mobilità ha acquistato 168 posti del parcheggio interrato per aprirli al pubblico del metrò che scende da Nave. L’ingresso alle banchine sarà da una piazza a quota meno 4,5 metri, e rispetto alle linee guida presentate a suo tempo cambia solo la disposizione del verde. Molto verde pure a Mompiano, ed eliminazione dei previsti specchi d’acqua intorno ai lucernari della stazione. Piazzale Kossuth resterà com’è e i parcheggi per ora si faranno in una delle aree destinate all’edificazione dei privati. E a proposito di edificazioni, i consiglieri pd Aldo Boifava e Federico Manzoni fanno notare più volte incongruenze tra i progetti delle opere complementari e le prescrizioni del nuovo Pgt.
Più spazi verdi pure alla Europa, con il viale, che diventerà boulevard solo dal lato ovest, quello della stazione stessa, e rinuncerà pure all’aiola spartitraffico centrale. La modifica più notevole all’Ospedale sta nella piastra davanti all’ingresso del Civile, che crea una vera e propria piazza pedonale libera pure dalle bancarelle postate più a lato. Poche modifiche alla Marconi, dove su richiesta della Soprintendenza ai beni artistici e ambientali il parco verrà meglio delimitato dalla strada. Quanto a San Faustino, un percorso pedonale tra la piastra con l’ingresso alla stazione e la zona di Fossa Bagni è al vaglio della Soprintendenza, e con ogni probabilità la consegna dell’area di cantiere in luglio da parte dell’Ati coinciderà con la riapertura della salita verso il Castello.
Poi la stazione Vittoria con il rifacimento dell’intera piazza per volontà della Soprintendenza, e Fs con un progetto che commette «l’errore» – notano Manzoni e Boifava – di tralasciare ogni ipotesi di collegamento sotterraneo con la futura stazione Alta velocità e con via Sostegno. Niente di nuovo per Bresciadue e alla Volta, mentre a Lamarmora ci sarà solo la predisposizione per i chioschi di servizi vari, che si faranno in seguito. Novità, invece, alla Poliambulanza, dove viene spostata più a sud la rotatoria sulla nuova strada che collegherà le vie Maggia e Bissolati con ridisegno degli accessi alla stazione, e anche lì il parcheggio resta a raso, sebbene predisposto per l’elevazione. Verde in abbondanza a San Polo Parco e pavimentazione ridotta a San Polo Cimabue. A Sanpolino si sistemerà solo la parte di «rambla» sotto la stazione. Infine, la novità di Sant’Eufemia è l’acquisizione di un edificio per farci un parcheggio da 500 posti.

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«Cronache dalla bicicletta»: le ciclabili sono sotto inchiesta Manuel Venturi

LA PUBBLICAZIONE. Legambiente ha raccolto gli spostamenti di Lucio Lorenzi già messi online nei mesi scorsi
L’autore: «Finora dalla Loggia solo propaganda senza fatti»

Buche, macchine parcheggiate abusivamente, rifiuti: lo stato di salute delle piste ciclabili bresciane non è certo dei più invidiabili. Il viaggio fatto nei mesi scorsi da Lucio Lorenzi in sella alla sua bicicletta non lascia dubbi: decine di fotografie documentano la cattiva manutenzione del manto stradale e la maleducazione di alcuni automobilisti, che sostano con la loro vettura negli spazi riservati ai ciclisti. Legambiente ha raccolto l’esperienza di Lorenzi in un libretto intitolato «Cronache della bicicletta» (visionabile anche sul sito di Legambiente Brescia), dodici tragitti che mostrano le incongruenze tra le promesse della politica e la situazione reale delle piste ciclabili bresciane. Il viaggio di Lorenzi, come ha spiegato lo stesso autore in un incontro pubblico al Parco dell’acqua, è partito da una frase che si trova sul sito del Comune di Brescia, che invita i cittadini a spostarsi in bicicletta e che spiega come la città possegga numerose arterie ciclabili che collegano il centro ai Comuni limitrofi: «In realtà alcune zone sono sprovviste di piste e sono molto pericolose, come via Corsica, e dove esistono sono piene di buche (ad esempio in via Lamarmora e in via Triumplina) oppure la gente vi si parcheggia sopra. E ci sono addirittura vie in cui ci sono cassonetti che bloccano la pista».
ALTRA SITUAZIONE critica è quella delle zone limitrofe alle scuole, in cui negli orari di punta è impossibile circolare in bicicletta, se non correndo rischi per la propria incolumità: «E a dispetto dei cartelloni affissi dalla Loggia, secondo cui il centro storico a piedi è più bello, piazza del Foro è un parcheggio a cielo aperto, così come piazza Vittoria e piazzale Arnaldo, e in altre vie è impossibile circolare per il troppo traffico». E sempre prendendo spunto dal sito del Comune, che parla della pista ciclabile lungo il Mella come una vera green way, Lorenzi ha scattato fotografie che non lasciano spazio a repliche, in cui si vedono le sponde del fiume piene di rifiuti di ogni genere, da indumenti a cerchioni per automobili.
«La bicicletta e i mezzi pubblici sono i veri strumenti per risolvere il problema della mobilità», ha sottolineato Giorgio Guzzoni, presidente degli «Amici della bici» di Brescia, ricordando che «l’associazione ha presentato 1200 schede ai tecnici del Comune per segnalare le problematiche delle piste ciclabili, ma è cambiato poco: è un fatto di cultura. Il Piano della mobilità ciclabile è pronto dal giugno del 2010, e presenta 15 percorsi che se venissero realizzati cambierebbero il volto alla città. Ma sono mesi che aspettiamo un incontro con i progettisti».
AL TERMINE dell’incontro, Legambiente ha esposto le sue proposte per migliorare la viabilità cittadina, presentate dal vicepresidente Carmine Trecroci. L’assunto è che la mobilità sostenibile non si improvvisa: «Il Pgt avrebbe dovuto avere un piano organico, prevedendo un’integrazione tra metrobus e mezzi pubblici, e invece si incentiva l’uso del mezzo privato con il progetto del parcheggio sotto il castello e la riduzione delle tariffe dei parcheggi per i residenti. Eravamo contrari alla metropolitana, ma ora bisogna fare in modo che sopravviva e che porti ad una limitazione del numero delle auto circolanti. Inoltre, bisogna incentivare il trasporto pubblico e mettere limitazioni alla circolazione e alla sosta soprattutto nei luoghi monumentali, riorganizzando anche il trasporto urbano delle merci»

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