L’uomo, 54 anni, è stato sorpreso in flagranza dai poliziotti che lo stavano seguendo dopo una denuncia: stava tenendo una lezione individuale di piano in una scuola media
Un docente di musica di 54 anni che insegna in una scuola media di Opera, alle porte di Milano, è stato arrestato in flagranza per violenza sessuale aggravata nei confronti di almeno due sue allieve, di 11 e 12 anni, nel corso delle lezioni di pianoforte che l’uomo dava all’interno della scuola in orario pomeridiano. Gli agenti della quarta sezione della squadra mobile hanno proceduto all’arresto il 7 marzo scorso, dopo che il primo marzo una delle alunne accompagnata dalla mamma si era presentata in questura per denunciare i palpeggiamenti da parte dell’insegnante.
Dopo aver proceduto a una audizione protetta della bambina di 12 anni, gli investigatori hanno posto le microspie nella stanza in cui maestro dava lezioni di piano , soprendendolo mentre molestava l’alunna di 11 anni. Le indagini sono tuttora in corso per accertare eventuali molestie ai danni di altre alunne e sono coordinate dal pm Pietro Fornmo. Il magistrato che ha coordinato l’arresto è Galileo Proietto. L’arrestato davanti al magistrato si è avvalso della facoltà di non rispondere.





Nonostante ancora ci siano molte in certezze in merito, si sta seriamente sospettando che la bimba di due anni ricoverata nel nosocomio di Brescia, in condizioni molto gravi, possa essere stata malmenata dai suoi genitori, due egiziani. Secondo quanto si appreso dalla ‘Provincia’, giornale di Cremona e Crema, i due egiziani hanno portato la figlia nel locale ospedale, affermando che le escoriazioni e i lividi erano stati provocati da una brusca caduta dalle scale.




Brescia, 3 novembre 2011 - Storie di immigrati di seconda generazione che viaggiano alla velocità dei coetanei italiani. Ma la famiglia vive nel passato. E il conflitto è inevitabile. Lei è una 18enne albanese, studentessa di un liceo scientifico della provincia. La chiameremo Danja. Loro sono un padre e una madre poco più che quarantenni, di casa nell’entroterra gardesano con altri due figli. Tutto potrebbe procedere senza scosse degne di nota se non fosse per un dettaglio. Che trasforma una routine di ordinari diverbi tra genitori e una adolescente ribelle in un cataclisma.
Ieri i carabinieri della Compagnia di Chiari hanno arrestato un 72enne di Rovato con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Nella sua abitazione i militari hanno trovato oltre 1.100 fotografie di minori ritratti nudi e in atteggiamenti hard e sequestrato un computer, un binocolo e diverse chiavette Usb. Al vaglio anche una decina di ricevute di ricariche telefoniche che il 72enne avrebbe versato su schede Sim di ragazzini tra gli 11 ed i 13 anni. Le indagini sono partite la scorsa settimana grazie alla denuncia di una 54enne di Chiari che aveva ricevuto sul proprio telefono cellulare una decina di Mms con le immagini incriminate. L’uomo ha reagito in modo abbastanza violento alla vista delle forze dell’ordine, spintonando un carabiniere nel tentativo di sbarazzarsi di un telefono cellulare zeppo di immagini vietate, lanciandolo dalla finestra.
«Don Marco Baresi è innocente». La frase è stata ripetuta più volte ieri sera, in una fiaccolata organizzata da chi l’ha conosciuto e non riesce a credere all’accusa che gli è stata mossa. Un mantra che ha accompagnato ogni passo, ogni preghiera e ogni canto delle circa 400 persone che hanno voluto manifestare la loro vicinanza al’ex vice direttore del seminario di Brescia, arrestato il 26 novembre del 2007 con l’accusa di violenza sessuale su minore e diffusione di materiale pedopornografico e condannato sia in primo grado che in appello a sette anni e mezzo di carcere. Una sentenza della Cassazione del giugno di quest’anno ha disposto un nuovo appello per il sacerdote, ma solo per i fatti successivi al 2004: le accuse sono dunque confermate, e la più grave resta quella di pedofilia.



