Urbanistica Archive

0

Cinisello Balsamo – Tavola rotonta ”ALTERNATIVE IN MOVIMENTO”

La crisi economica vista dalla parte di chi non si arrende

Proseguono gli incontri:

sabato 14 aprile alle ore 15
presso la Cooperativa Agricola


in via Mariani 11, Cinisello Balsamo

si terrà la tavola rotonta
ALTERNATIVE IN MOVIMENTO

a cui parterciperanno:

Domenico Argirò, movimento NoF35
Marco Bertorello, campagna Rivolta il Debito
Andrea Fumagalli, economista
Luca Giunti, naturalista e tecnico della Comunità Montana Valsusa e Vasangone
Marco Scibona, movimento NoTav
Roberto Zanotto, Fiom

Organizza:
Coordinamento Pace, Legambiente, Cooperativa Agricola

Share
0

BRESCIA – Biciclettata contro parcheggio castello (percorso)

MANCHI SOLO TU! CHE FAI, VIENI? NOI TI ASPETTIAMO

PERCORSO BICICLETTATA
CONTRO IL PARCHEGGIO SOTTO IL CASTELLO
(31/03/2012)
A) Largo Tomaso Formentone
I) Corso Martiri della Libertà
B) Piazza della Loggia
J) Via Dante
C) Via Dieci Giornate
K) Via Cairoli
D) Corso Zanardelli
L) Via dei Mille
E) Corso Magenta
M) Via Leonardo Da Vinci
F) Piazzale Arnaldo
N) Via Montesuello
G) Via Spalto San Marco
O)Via Apollonio
H) Via Vittorio Emanuele II
P) Galleria Tito Sper
Share
0

BRESCIA: maratona sul Pgt. Il Consiglio si divide (rassegna da BresciaOggi e Gdb)

Pgt, sull’ambiente il Consiglio si divide

ULTIMO ATTO. Prima seduta di quattro (o cinque) per l’approvazione del documento urbanistico
Avvio teso. Polemica sulle osservazioni non votate e sul caso Italia Nostra Baruffa per la pausa pranzo. I pareri di Asl, Arpa, Provincia e Regione 

Se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, allora la lunga maratona sul Piano di governo del territorio in Consiglio comunale non è partita con il piede giusto tra intoppi formali, proteste, polemiche e sospensioni di seduta. La prima mattina in aula non ha risparmiato momenti di tensione, anche se nel pomeriggio l’atmosfera si è appianata e il dibattito è proseguito senza particolari intoppi.

I DUBBI del Partito Democratico sulle quattordici osservazioni controdedotte, ma non votate in commissione – problema anticipato ieri dal nostro quotidiano -, aprono intorno alle 10 la prima delle quattro sessioni (o cinque, se i lavori si dovranno protrarre anche domenica) che dovrebbero portare lunedì pomeriggio all’approvazione dello strumento urbanistico. Subito, al momento di votare lo schema dei lavori, il capogruppo del Pd Emilio Del Bono prende la parola per sollecitare un parere del segretario sul regolamento e sulla possibilità, ventilata dall’assessore Paola Vilardi, di portare le quattordici istanze direttamente in aula, senza passare dalla stessa commissione presieduta da Marco Toma. Del Bono chiede chiarimenti anche sul pacchetto di osservazioni di Italia Nostra non controdedotte per problemi informatici nella consegna. «Per conto mio, auspico di poter prevedere una commissione domani mattina. Non vogliamo usare l’articolo 17, non vogliamo procedere senza la votazione in commissione – ribatte l’assessore Paola Vilardi -. Sono possibili errori tecnici quando il lavoro è così corposo, ma si possono risolvere». «L’escamotage formale si può trovare – sostiene il Pd Alfredo Bazoli -, ma per dare voce a tutte le categorie mi piacerebbe che anche le osservazioni di Italia Nostra trovassero un posto in questo consiglio». Dopo le rassicurazioni formali del segretario, il capogruppo Pd comunque annuncia: «L’orientamento del nostro gruppo è che le osservazioni siano discusse direttamente in aula». «Ma in questo modo non si potrebbe discutere il documento di Italia Nostra perché la commissione dovrebbe riunirsi e cambiare i criteri, per analizzare direttamente in consiglio anche le osservazioni fuori termine pervenute», sbotta il sindaco. E alle 10.30 la seduta viene già sospesa per un’animata riunione della conferenza capigruppo sull’ordine dei lavori. Una riunione che si protrae per oltre un’ora, con qualche momento di dibattito acceso. Alla ripresa, alle 11.42, la presidente Simona Bordonali comunica la decisione, votata all’unanimità, di discutere oggi in coda di seduta il pacchetto di osservazioni non votate in commissione. Sarà invece predisposto un emendamento per ammettere eventualmente al dibattito il pacchetto di Italia Nostra.

SOLO ALLE 11.46 la «vera» illustrazione del Pgt può iniziare e la parola va all’assessore Vilardi che parte con un lungo elenco di ringraziamenti a tecnici e consiglieri, ricorda che il Piano è «perfettibile» e attacca a dare spiegazioni sul parere di Regione, Provincia, Asl e Arpa. Le cose vanno lisce fino alle 12.30, quando di nuovo i consiglieri si mettono a discutere sull’ordine dei lavori. Pausa pranzo o no? «In conferenza capigruppo abbiamo deciso di continuare non stop», dice il leghista Nicola Gallizioli. «Un’ora non cambia la sostanza della discussione», incalza il Pd Emilio Del Bono. Alla fine pure su questo punto si innesca una discussione che va avanti per venti minuti. E il clima si fa teso, tant’è che Giorgio Agnellini di Ali se ne va sbattendo la porta e protestando perché il suo intervento non viene ascoltato. Al rientro però promette che il suo gruppo «sosterrà totalmente questo Pgt pur non accettando tutto a scatola chiusa: i piani che devono portare un cambiamento devono essere sostenibili». Finalmente, nel pomeriggio,il dibattito può entrare nel vivo. Il Partito Democratico non risparmia qualche accenno di ostruzionismo: si susseguono gli interventi della maggior parte dei consiglieri, che utilizzano tutto il tempo a disposizione (15 minuti), e qualcuno sfora pure. Fino alle 16 l’oggetto è, appunto, il parere degli altri enti (vedi a fianco). Il tema caldo, la sostenibilità del Piano di governo del territorio con più di una critica ai tempi frettolosi imposti dalla legge regionale. «La questione ambientale sta a cuore a tutti – dice l’assessore Vilardi con il sostegno dei consiglieri di maggioranza -. Il piano dei servizi così come il piano delle regole è sempre modificabile, e questa è la flessibilità dello strumento». E dalle opposizioni è una levata di scudi. «Tutti gli enti mettono in evidenza un limite che riguarda uno degli aspetti centrali, cioè la compatibilità ambientale», attacca Bazoli. E come lui altri due consiglieri democratici (il capogruppo Del Bono e Federico Manzoni) recitano a voce alta il testo del parere dell’Azienda sanitaria: «La lettura della documentazione a corredo del Pgt – è un estratto del documento – ha mostrato poca attenzione verso la riduzione del consumo di suolo, la limitazione dell’edificazione a ridosso degli insediamenti produttivi, della viabulità ordinaria e ferroviaria, la mancata previsione del risanamento dei corsi d’acqua del reticolo minore, di interventi per il miglioramento della qualità dell’aria e per l’eliminazione dei conflitti da vicinanza con i percorsi degli elettrodotti». La sintesi la fa Laura Castelletti secondo cui il parere di Regione, Provincia, Asl e Arpa è «una netta stroncatura» e dimostra che «le criticità di Brescia non hanno ricevuto da questo piano una risposta all’altezza».

SI PASSA poi al primo pacchetto: il piano dei servizi. «Scelte politiche declinate in chiave sociale» lo definisce in estrema sintesi Vilardi. Su cui sono piovute 136 osservazioni di cui 33 accolte e 60 respinte, le altre parzialmente accolte. La prova che «è un piano giusto, ma anche che c’è stata la partecipazione dei cittadini». Giusto? Il capogruppo del Pd Emilio Del Bono trasalisce. E la partecipazione alla quale pensa lui non è una cosa di cui farsi vanto: «Se si contano i firmatari delle osservazioni sono 40mila. Vuole dire che tolti stranieri e bambini un terzo dei bresciani hanno fatto rilievi critici sul Pgt di questa amministrazione». Se per l’assessore dentro c’è tutto il realizzabile, insomma il futuro della città, l’utile, per il democratico Alfredo Bazoli c’è soprattutto il futile, ossia quello che si può scrivere ma non si realizzerà mai. «Con i tempi che corrono, economicamente parlando, vedremo realizzato a dir tanto il 10 per cento»

Eugenio Barboglio (brescia oggi)


I servizi del futuro «aprono» lo scontro

È iniziato un po’ a singhiozzi – tra la sospensione di oltre un’ora e discussioni persino sul sì o il no alla pausa pranzo -, con parole affilate e sguardi taglienti. Poi, con il passare del tempo, la tensione ha iniziato a calare un po’ e – tra una stilettata e l’altra – c’è stato spazio anche per qualche risata (seppur sarcastica). Il primo atto «ufficiale» del nuovo Piano di governo del territorio si è consumato così, entrando subito nel cuore della battaglia tra una maggioranza compatta come non mai («questo Pgt contiene le vere sfide della città di domani») e un’opposizione agguerrita e a tratti ruspante («se persino gli enti della stessa parte politica non hanno potuto che criticare il piano significa che i limiti sono insopportabilmente evidenti»). In un Consiglio comunale – quello di scena ieri dalle 9 del mattino e prolungatosi fino a tarda serata – dedicato a due dei grandi «filoni tematici» che lo compongono: ambiente e servizi.
«Questo è un Pgt flessibile – attacca l’assessore all’Urbanistica, Paola Vilardi – proprio perché sarà modificabile sulla scia delle esigenze che emergeranno». Flessibile, ma lungimirante – sottolinea l’assessore – perché «abbiamo immaginato la città dei prossimi dieci-quindici anni cercando di non fare perdere a Brescia alcuna opportunità». Un Piano dei servizi, quello in discussione ieri, che – guardando alle opere, prettamente pubbliche, previste – «vale» da solo circa 700milioni di euro. E l’opposizione parte proprio da qui: «Questo altro non significa che stiamo parlando solo di un libro dei sogni – attacca Alfredo Bazoli (Pd) -. La Giunta ha cioè inserito in questo dossier tutto ciò che gli passava per la testa, dimenticando di spiegare come pensa di finanziare tutte queste opere». Non solo. A mancare, secondo il Pd è stato anche «il confronto con i Comuni limitrofi, segno che la Giunta non è stata in grado di tradurre in pratica la filosofia dell’area vasta». Ancor più pungente il collega Claudio Bragaglio: «Karrer ha costruito un abito raffinato, ma è stato indossato purtroppo da un corpo deforme». E se Donatella Albini (Sel) parla di «urbanistica primitiva che non ha riservato alcuna attenzione ad ambiente e salute», Laura Castelletti non intende lasciare cadere nel vuoto le indicazioni di Asl e Arpa. «Propongo che le indicazioni degli enti trovino accoglimento in un documento specifico – spiega -, perché il piano non dà risposta alle vere criticità e i pareri ne hanno evidenziato carenze e limiti». Dopo la richiesta di Aldo Boifava (Pd) di «tornare indietro su via Del Carretto e sui 12mila mq di slp concessi a Verziano senza che ancora ci siano i fondi per il nuovo carcere», il j’accuse del capogruppo Emilio Del Bono. Che ripercorre alcuni dei no ribaditi a più riprese: dall’abbattimento della Tintoretto al sociale, fino al parcheggio sotto il Castello e alla nuova sede dell’Università Cattolica: «Il no della Loggia a un progetto di sviluppo universitario di 40 milioni è ingiustificato e incoerente». Un passaggio, questo, cui Roberto Toffoli (Pdl) risponde con una proposta: «Si potrebbero destinare alla Cattolica i 6.500 mq previsti in piazzale Vivanti». Ma il sindaco Paroli rilancia il tavolo di confronto: «Si tratta di un tema troppo importante per la città – ribadisce -, presto si approfondirà per riportarlo sul tavolo del Consiglio».

Nuri Fatolahzadeh (gdb)


PRIMA DEL VOTO
Dal Pd più di 60 emendamenti, 14 le osservazioni «orfane»

nQualcuno tra i più «appassionati» – come Aldo Boifava (Pd) che di Commissioni urbanistiche, come altri, non se ne è lasciata sfuggire neppure una – le ha soprannominate «le orfanelle». E ad inaugurare il primo «stop» pregiudiziale e formale al Pgt sono state proprio loro, le quattordici osservazioni sfuggite al voto della Commissione (cui si aggiungono quelle sottoscritte, ma mai protocollate ufficialmente, da Italia Nostra). Dopo oltre un’ora e un quarto di conclave – durante la quale i capigruppo insieme a sindaco, assessore Vilardi e Marco Toma si sono barricati nell’ufficio della presidente Simona Bordonali che ha coordinato il vertice – l’epilogo: le quattordici «orfanelle» verranno illustrate e votate direttamente durante la seconda puntata dei cinque Consigli comunali in agenda, ovvero nella prima serata di oggi. Sarà invece domani un emendamento firmato dal Pd a rimettere sul tavolo anche le osservazioni di Italia Nostra (se la proposta troverà l’accordo della maggioranza del Consiglio).
Per un totale di oltre sessanta emendamenti presentati – al momento – dai Democratici sul Piano di governo del territorio, richieste di modifica tra cui spicca quella riferita alla nuova sede dell’Università Cattolica. «Chiederemo di rivedere il no sancito dalla maggioranza in Commissione sulla struttura pensata a nord della città – ha annunciato Federico Manzoni – perché si tratta di una scelta scriteriata che non condividiamo affatto».
Tre, invece – al momento – gli emendamenti consegnati da Pdl, Lega, Udc e Ali alla presidente Bordonali, anche questi in discussione questa sera. n. f. (gdb)

 

Campo Marte, parco in mezzo al guado

Un luogo per allenarsi, giocare, studiare. O per bruciare scuola, passeggiare, perdere tempo al sole. Campo Marte sta tornando a popolarsi assecondando l’ispirazione primaverile e la voglia d’aria aperta. Il parco è vivibile e già molto amato, ma è fermo in mezzo al guado. I lavori di riqualificazione avviati nel 2010 hanno rallentato la marcia fino a procrastinare l’avvio della «nuova vita» annunciata per l’area verde.
Ad oggi, per un costo di 750mila euro, è stata completata la recinzione esterna, sistemata l’area cani su via Veneto, posato il monumento dedicato alla Polizia, così come si è provveduto a restaurare e ripulire il grande arco a cui nessuno aveva messo mano dal 1925. In questi giorni sono giunti al termine anche gli interventi sul palco che domina il lato sud dell’area.
Il resto ancora non c’è. Nel piano da 2,5 milioni erano previsti anche un nuovo impianto di irrigazione, lampioni per l’illuminazione e una rete wi-fi per consentire l’accesso a internet ai frequentatori del parco. Non solo, la fase due del restauro contemplava il recupero dei campi da tennis e la realizzazione di un campo da calcetto. La realtà parla però di campi in terra battuta che, senza troppe remore, vengono usati da alcuni padroni per far correre in libertà i loro cani. In uno di essi sono ancora accumulati i resti della potatura di qualche pianta. Nel vicino campo da basket manca un elemento fondamentale: il canestro. La situazione non migliora se si guarda ai giochi per bambini, pochi e poco invitanti.
Il restyling era previsto per l’inverno passato, in modo da chiudere i cantieri per questa primavera, ma il bilancio della Loggia ha costretto l’Assessorato ai lavori pubblici a rivedere il programma.
«Abbiamo difeso la conclusione del progetto di recupero di Campo Marte – spiega l’assessore Mario Labolani – anche se stiamo rivedendo alcune spese. Contiamo di avviare in estate i lavori per l’illuminazione, per l’area giochi e per la sistemazione del verde». Gli impianti sportivi, che rientrano nell’intervento immobiliare fatto all’ex Enel, partiranno a settembre per essere pronti nella primavera 2013. Stesso discorso per il chiosco, mentre c’è già chi chiede in Comune quando aprirà il bando per la sua gestione. In attesa del bar, si continuerà a bere acqua dalla fontanella. A dire il vero è rotta, come è capitato ad altre sue colleghe nei parchi cittadini. Almeno la sua riparazione, però, non dovrebbe tardare.
Emanuele Galesi (gdb)


 

 S. Polo e Sanpolino «bene comune»

Una ventina fra enti e associazioni con migliaia di volontari impegnati per tre anni ad organizzare iniziative, valorizzare spazi comuni, mettere in rete attitudini e competenze, aiutare gli altri, promuovere momenti di aggregazione collettiva. Con l’intento di far incontrare i cittadini, creare legami ed intessere relazioni, favorendo la coesione sociale e l’identità condivisa: al fine di far percepire «Il quartiere come bene comune». Il senso del progetto pensato da Auser, Anffas, Acli e Uisp è tutto nel nome. Protagonisti sono i 23mila residenti di San Polo e Sanpolino: tanti quartieri nel quartiere, con emergenze sociali, divisioni anche fisiche, un’identità liquida, ma anche una parte di città ricca di associazioni, realtà positive, esperienze da trasfondere. Bisogna mettere in rete le energie buone, perché facciano da volano per costruire rapporti sociali nel rispetto di equità, solidarietà e vivibilità: l’obiettivo è far sentire i cittadini di San Polo e Sanpolino primattori del loro quartiere, non semplici abitanti confinati fra muri e strade.
Non a caso il progetto nasce sul territorio. Il responsabile scientifico è la sociologa Elisabetta Donati, il referente è Adriana Mostarda, presidente provinciale dell’Auser. Il progetto è frutto di un confronto preliminare con molti cittadini e coinvolge le realtà locali del Terzo settore. «Il quartiere come bene comune» chiama a raccolta le forze del quartiere che non c’è. Fondamentali sono stati la collaborazione del Comune di Brescia e il supporto economico della Fondazione Cariplo. Quest’ultima ha deciso di aiutare il progetto con 300mila euro: gli altri 186mila necessari saranno autofinanziati. Il progetto è partito in questi giorni e durerà fino al gennaio 2015. Non si tratta tanto o solo di iniziative specifiche, ma di un modo di vivere il quartiere giorno dopo giorno con intensità e apertura verso gli altri. Vediamo come.
Un primo passo è costruire la carta identità sociale della zona: conoscere le sue realtà, delineare una mappa delle associazioni, dei bisogni e dei talenti. Ogni micro quartiere dovrà scoprire le competenze al suo interno, le disponibilità, le passioni, le abilità da mettere a disposizione degli altri, in una reciproca politica di scambio. Serve qualcosa? Serve qualcuno? Ecco, so che lì lo posso trovare: a buon rendere. Un’altra idea è il «welfare» di quartiere: una sorta di custode sociale, un punto di riferimento per zone definite in grado di fare da mediatore sui conflitti quotidiani che possono sorgere. Altro impegno: valorizzare gli spazi. Ad esempio, aprire alla comunità le sedi dell’Anffas e della Fobap con inziative specifiche, come l’Olimpiade di quartiere. Vale a dire una virtuosa competizione fra i rioni (capace di generare identità) ed occasioni per stare insieme. Sfide non solo sportive o ludiche: magari una gara a chi è più bravo nella raccolta differenziata (migliorare l’ambiente è un altro aspetto del progetto). E poi incontri, laboratori per migliorare la comunicazione fra i cittadini, le classi di età.
La sede del progetto è la Casa delle associazioni in via Cimabue 16, con un’appendice a Sanpolino.
Enrico Mirani  (gdb)

Share
0

BRESCIA. Legambiente in piazza domani per PGT: FERMIAMO IL CEMENTO

NO ALLA LOBBY DEL CEMENTO
Più verde per vivere meglio.
Il Piano di Governo del Territorio è da rifare!
Share
0

LEGAMBIENTE (BS): appuntamento Sabato prossimo 17-12 alle ore 10.00 in Via S.Polo n. 1

Si  chiede  di   aderire alla  protesta  che avverrà

Sabato prossimo 17-12.  alle  ore 10.00  

in    Via S.Polo n. 1 (vicino alla banca)

contro la discarica di amianto  

di  Via   Brocchi 

per   sventare   la minaccia  

di  una discarica di amianto

tra le case di Brescia,

là dove dovrebbe sorgere

il parco delle cave

o, alla peggio, impianti sportivi.

Non  permettiamo  un simile affronto al buon

senso e alla salute pubblica!

Legambiente Brescia

Share
0

OLMI VIA LONGHI: LA STORIA INFINITA (ognuno faccia il suo lavoro) – Franco Visconti* BS

Labolani in versione postinoIn versione postino a fine novembre l’Assessore Labolani  recapita in (quasi) tutte le cassette della posta degli abitanti di via Longhi ,una lettera dove si comunicano le conclusioni delle perizie del dott. Nasi in merito agli olmi  che incorniciano maestosamente da mezzo secolo la suddetta strada del quartiere Lamarmora.

Nella lettera si dice “come promesso” , anche se in realtà a mezzo stampa erano stati promessi fattivi interventi di manutenzione,

Molti  i cittadini  che si attendevano da questa missiva la comunicazione di decisioni prese e la loro tempistica operativa, sono rimasti  un po’ delusi.

Per ora nessuna decisione, pare.

Per ora ci sono “soltanto” le conclusioni  dell’agronomo che ha redatto la  terza perizia, sovrapponibili a quelle della seconda ; esse dicono, in breve, che le piante sono divisibili in 4 gruppi:

 

  • 1 – 8 piante in classe D: irrecuperabili e  da abbattere per elevato rischio schianto
  • 2 – 3 piante in classe C: da abbattere per malattia
  • 3 – 29 piante in classe C : da portare in sicurezza con interventi straordinari (capitozzo)
  • 4 – 20 piante in classe B da portare in sicurezza con capitozzo , diradamenti e altri interventi.

 

Letta così io intendo che 11 piante debbono essere abbattute e una cinquantina curate.

Ovvero ciò che i cittadini residenti, il comitato e molti altri chiedevano da tempo all’assessore, a salvaguardia della sicurezza delle persone e della salute delle piante.

 

Siccome però seguono alcune righe dove si fa intendere che gli interventi al punto 3 e 4 sono economicamente onerosi e rimandano il problema,mi sentirei  in ultima analisi , di chiedere al competente ufficio  quanto segue:

 

  1.  quante e quali piante verranno abbattute, e quando avverrà
  2.  quanto costerà alla collettività ogni abbattimento
  3.  quanto costerà alla collettività ogni piantumazione ex-novo,e quando avverrà
  4.  quanto costerà la manutenzione dei nuovi fusti e quali migliorie porterà l’impianto di quali nuove essenze dal punto di vista economico,ambientale,logistico
  5.  a chi è deputata la manutenzione degli olmi di via Longhi e via Ziliani
  6.  che scopo aveva la manutenzione eseguita negli ultimi 8/10 anni,visto che ha fatto crescere smisuratamente in altezza i rami, costituendo il temuto effetto vela della chioma sproporzionata e non ha evitato la caduta di rami vari

 

In realtà questi sono in fotocopia i quesiti che ho sottoposto all’Amministrazione  attraverso l’OdG al consiglio di Circoscrizione della Sud ad inizio maggio,( protocollato in data27/4/2011) ai quali non mi risulta siano state date risposte ufficiali ed esaustive.

 

A queste richieste ineluse si possono oggi aggiungere altre considerazioni, dovute anche all’osservazione diretta ,fatta dai cittadini sul  territorio giorno dopo giorno , delle conseguenze che il tempo che passa e  i fenomeni atmosferici hanno avuto sulle piante in questione.

Mi riferisco in particolare alla violentissima tromba d’aria che ha infuriato sulla zona di Lamarmora ,dove abito, la notte fra il 5 e il 6 agosto.

Quella notte in zona caddero al suolo 6/7 alberi  di vario tipo nel raggio di 3/400 mt da via Longhi,  dove invece i fusti non andarono giù.

Dispongo ancora di foto che immortalano schianti avvenuti nelle vie Gheda , Lamarmora ,Malta , Cipro e rami e pezzi vari caduti ancora in Via Codignole,S,Zeno,piazzale S.Giacinto Tredici.

In via Longhi , invece, caddero molti rami fra cui un paio molto lunghi e consistenti , uno dei quali danneggiò ,per fortuna “solo” un’autovettura.

Non essendo un tecnico, alla luce di ciò , l’ingenua  domanda che mi sorge spontanea è come mai queste piante dichiarate pericolanti hanno retto ed altre , vicinissime ma mai periziate , sono andate giù?

Le perizie in questione hanno il   loro indiscutibile valore scientifico nel saper prevedere il comportamento , la tenuta degli alberi nel loro contesto, anche e soprattutto in condizioni particolarmente avverse. Non entro nel merito.

Tecnicamente mi è impossibile sollevare qualsivoglia osservazione sul contenuto di esse.

Questa volta è stata madre natura a porre qualche dubbio in merito all’assolutezza degli esiti.

Ed attenendomi al consiglio che è bene che ognuno faccia il proprio lavoro, ricordando che il mio di consigliere in circoscrizione non è retribuito e su mandato di voti di (pochi) elettori, mi sento oggi di aggiungere ai quesiti irrisolti di aprile/maggio 2011 , queste altre considerazioni-domande:

  1. come mai  quella sera sono cadute le piante tutto intorno a via Longhi e in via Longhi solo rami? 
  2. se il comitato aveva segnalato che urgeva fare manutenzione tagliando i rami più in  basso, perché quando cadono si cerca di addossare la colpa all’ambientalismo integralista e becero? Ed eventualmente ci fosse colpa ,a chi verrebbe attribuita?
  3. se poi alla fine si farà quanto richiesto dai cittadini e comitato ( cioè abbattimento di10/11 piante e pericolose e curarne 50 malate) perché tutta questa attesa e tutto questo astio?
  4. se il metodo di indagine sulle piante di via Longhi fosse applicato su tutti gli alberi della città , dovremmo forse procedere ad un abbattimento  generale e indiscriminato , per evitare spese onerose e “violenze biologiche” future?
  5. se le varie perizie,incontestabili dal punto di vista scientifico , ma rese discutibili dalla forza della natura ,hanno fornito lo stesso esito , perché ne sono state fatte 3?
  6. quanto sono costati alla collettività questi studi?
  7. quanto sono costai alla collettività tutti quegli interventi anche notturni  di “emergenza” o ripristino operati da VV.FF , A2A , squadre di operai, tecnici , giardinieri ,ecc dopo i vari nubifragi e temporali
  8. c’è il rischio che qualche cittadino abbia ad esigere risarcimenti verso le casse comunali,cioè verso i soldi di ciascuno  di noi , per danni eventualmente subiti?
  9. esiste un piano articolato sul verde urbano che possa in futuro permettere di affrontare questioni come queste con meno incertezze,con tempi più brevi , senza dar adito a discussioni facilmente strumentalizzabili, che consideri il verde come aiuto alla salute e sicurezza dei cittadini,come un patrimonio di cui noi siamo solo gli attuali e temporanei custodi da salvaguardare e tramandare come un’eredità di ricchezza fisica e spirituale alle prossime generazioni?

 

Questa è la lunga serie di domande che non si possono aggirare se si vuole  utilizzare questa discussione come un’ occasione per affrontare il problema e cercare di risolverlo in maniera partecipata .

E’ attenendosi ai fatti che si rifugge dalla trappola di cadere nelle provocazioni di chi continua a definire protesta tragicomica la richiesta di informazione.

Quell’informazione che è un diritto del cittadino-committente che, sapendo di non sapere , attrraverso il suo Assessore  da mandato a professionisti sperando di avere in cambio nulla di più di  risposte e pareri comprensibili , autorevoli , pacati e super-partes.

 

Sono con e fra le molte  persone che attendono ancora con fiducia queste risposte annoverandomi fra quelli che qualcuno in copia-incolla definisce “ecologisti della domenica” o più ironicamente “professionisti del verde”, e per questo  cerco di rappresentarle al meglio nelle sedi opportune , con i toni adatti di  chi rifugge e alle risse ad ai luoghi comuni.

Effettivamente oggi è domenica.. . e l’ecologista che c’è in me si è preso il tempo di scrivere questa lunga dissertazione, anche perché gli altri giorni  lavoro non nell’agronomia e nemmeno nella politica, come si sarà ben capito.

Ma siccome cittadino lo sono tutti i giorni e credo che chi abbia  un mandato lo debba rispettare, nel mio piccolo cerco di farlo con l’orgoglio di non pesare sulle  quelle stesse casse comunali da cui si attinge anche per pagare perizie e consulenze.

Quindi, poiché di parole ne sono state già dette tante,atteniamoci all’auspicio espresso dal vecchio proverbio “ad ognuno il suo lavoro”, da alcuni recentemente evocato.

Spero che quindi i cittadini continuino a partecipare ancora e sempre così civilmente al dibattito su ciò che li riguarda e li appassiona, che i periti  ingaggiati  dal comune continuino a fare i periti per dare a disposizione della sensibilità di ognuno le cifre, i dati e le informazioni che sono stati chiamati ad analizzare , ma che decidano i politici in nome della gente.

E che soprattutto chi decida abbia l’umiltà e la pazienza di ascoltare tutti ed il coraggio di agire presto e bene.

 A questo punto secondo me ogni decisione in merito potrà considerarsi legittima , se prima fosse  l’assessorato competente, e non la circoscrizione o i periti, pronto  a  dare risposte chiare , punto per punto a quanto richiesto , creando se non proprio condivisione,un clima di chiarezza su decisioni,strategie e prospettive.

Molte grazie per la pazienza,cordialità!  

 

* consigliere circoscrizione sud – Verdi sinistra arcobaleno

COLLEGATE:

  1. OLMI di via Longhi: il caso
  2. Risposta al Dott. Pandini: olmi e licheni (Pasini Roberto – BS)
  3. Olmi di via Longhi: soluzione possibile in due passaggi
  4. Fiorenzo Pandini *: “ognuno il proprio lavoro”

Share
0

Parcheggi l’auto sulla pista ciclabile? Attento, scatta il controllo fiscale (Federica Pacella)

Comune e Agenzia entrate, accordo attivo da dicembre: multe fino a 1.200 euro

Pista ciclabileTempi duri per i parcheggiatori senza scrupoli. Da dicembre, chi parcheggerà su piste ciclabili e posteggi per i disabili non solo si vedrà recapitare una multa e dovrà recuperare l’auto rimossa dal carroattrezzi, ma dovrà anche temere un accertamento fiscale. La Loggia ha infatti stretto un accordo con l’Agenzia delle Entrate secondo cui le targhe dei parcheggiatori ineducati saranno segnalati per controlli fiscali; per il primi 3 anni, i proventi dell’accertamento entreranno interamente nelle casse comunali. «Nel 2010 — spiega il vicesindaco Rolfi — sono state fatte 1.207 multe per sosta su piste ciclabili. Questo provvedimento vuole essere un deterrente».

Esultano i ciclisti bresciani che, stando ai dati dell’ultimo censimento fatto dall’associazione Amici della Bici, sono in crescita. Dalle rilevazioni effettuate dai volontari dell’associazione il 20 settembre, su 11 strade bresciane sono passati 21mila ciclisti, un 16% in più rispetto agli ultimi due anni. Le vie più trafficate sono via San Faustino, con 3.080 passaggi, via Montesuello, con 2.100 passaggi, e piazza Arnaldo, con 2.700 passaggi. «Il censimento non ha valore scientifico — spiega il presidente dell’associazione Giorgio Guzzoni — ma quello che è certo, è che sempre più bresciani usano la bici per muoversi in città».

Nella stessa direzione vanno anche i dati di Bici mia: a settembre sono stati 27.270 i prelievi, contro i 16mila di luglio. «Installeremo nuove ciclostazioni — continua Rolfi —C1> in zone periferiche, come Badia, Violino, Don Bosco, Sant’Anna e in via Branze. Stiamo studiando, inoltre, il modo per dare creare spazi promozionali su bici e totem, affinché ulteriori postazioni siano pagate dagli sponsor». Sul fronte infrastrutture, però, c’è ancora molto da fare. In attesa che parta la prima fase del piano per le piste ciclabili, del costo complessivo di 10 milioni di euro, gli Amici della Bici restano in allerta per segnalare stranezze stradali.

ilgiorno/Brescia

Share
0

PGT E VIA SOSTEGNO (Emanuele Formosa. BS)

Mercoledí 9 novembre in Circoscrizione Sud ho assistito all’illustrazione del PGT riguardante la zona sud di Brescia, in particolare il q.re Lamarmora, la zona di Via Sostegno, Via Orzinuovi, Via Dalmazia, la Piccola Velocitá e S.Polo. Ho riconosciuto tra il pubblico almeno altre 5 o 6 persone residenti nei pressi di Via Sostegno, o comunque interessate alle future edificazioni di questa zona.

            Scopo della serata era quello non solo di informare, ma soprattutto di invitare i singoli a sottoscrivere le osservazioni al PGT, che debbono essere presentate IN cOMUNE entro il 20 dicembre. Il Comune di Brescia è obbligato a tenere conto delle osservazioni, nel senso almeno di dover dare una risposta ad ogni singolo documento presentato, pena l’invaliditá della procedura di adozione del PGT.

            Premesso che chiunque puó presentare osservazioni al PGT (basta seguire le indicazioni fornite nel sito del Comune di Brescia: home page www.comune.brescia.it colonna di destra (Piano di Governo del Teritorio), preciso che:

- il PD ha predisposto un documento di osservazioni, e chi è interessato puó contattare la sede di Via Risorgimento.

- Legambiemte sta predisponendo un documento di osservazioni che verrá illustrato entro la fine del mese, nel corso di un’apposita riunione che si terrá alla cascina del Parco Gallo; in tale occasione sará possibile sottoscrivere il documento.

Il Comitato di Via Sostegno cosa intende fare?

Emanuele Formosa.

Brescia, 10 novembre 2011.

Share
0

Castelleone (CR). Presidio contro la discarica di amianto

Domenica 13 novembre 2011 a  Castelleone (CR), in piazza Borgo Isso, accanto alla Torre, dalle ore 9.30.
La mobilitazione continua contro la discarica di amianto di Cappella Cantone (CR). FERMIAMOLI!
Continua la raccolta delle firme per presentare la petizione al Parlamento Europeo contro la discarica di amianto di Cappella Cantone (CR). Domenica 13 novembre saremo in presidio tutto il giorno a Castelleone dalle ore 9.30 in piazza Borgo Isso accanto alla Torre.
Invitiamo la popolazione a venire a trovarci al nostro gazebo dove troverà oltre che i moduli per firmare la petizione vario materiale informativo sull’amianto, lo smaltimento e sulla pericolosità della discarica di Cappella Cantone.
Sarà possibile firmare la petizione fino alla fine del mese di novembre.

d.ssa Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona

cell 3389875898

Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona

Share
0

Feltrinelli salva? Spunta la variante Enrico Grazioli

Il comitato:“Ma così è a rischio”

Il lido di Desenzano verrebbe spostato più avanti. Intanto una chiatta ha effettuato dei carotaggi per valutare la consistenza dei fondali

Il pontile della “Feltrinelli” a Desenzano

Desenzano del Garda, 27 ottobre 2011 - Nel nuovo progetto per la riqualificazione del lungolago Cesare Battisti studiato dall’ufficio tecnico di palazzo Bagatta trova spazio anche la spiaggia Feltrinelli, che invece nel primo progetto veniva cancellata. L’intevento sulla passeggiata è inserito nel Piano Integrato d’Intervento “Tassere”, che torna in consiglio comunale il 2 novembre per l’approvazione definitiva. Intanto ieri una chiatta ha effettuato dei carotaggi per valutare la consistenza dei fondali.
A scegliere tra il progetto iniziale di 7.500 mq e la variante, redatta dagli uffici comunali in seguito alla mozione del leghista Rino Polloni per salvare la spiaggetta, saranno i consiglieri nelle prossime settimane. Il costo rimarrà di 5 milioni di euro e il Comune dalla lottizzazione di 49mila mc incasserà comunque anche un altro milione di euro per altre opere.

L’intenzione della variante è di mantenere la memoria della spiaggia e del pontile Feltrinelli che dagli anni Settanta sono parte del paesaggio desenzanese. È prevista, infatti, una sostanziale riduzione della nuova passeggiata in corrispondenza della spiaggetta, che sarebbe traslata di alcuni metri: il nuovo arenile si estenderebbe per 1.053 mq di ciottolame bianco, tipico sulle spiagge gardesane. Il pontile, trasposizione in cemento di quello in legno dove nell’Ottocento attraccavano i barconi della famiglia Feltrinelli che all’epoca commerciava legname, sarebbe demolito, ma i plinti originali in cemento verrebbero sfruttati come basamento per un nuovo pontile in legno sospeso. Si avrebbe così una certa continuità tra l’attuale lido e quello del futuro.
La spiaggia è nel cuore di tante persone, ma non manca chi ne contesta già oggi la posizione a ridosso della passeggiata e, per ovviare a questo “problema”, è prevista una barriera di aiuole che, tuttavia, nel mascherare i bagnanti inevitabilmente occluderà in parte la vista sul lago. Per il comitato “Salviamo la spiaggia del Feltrinelli”, che ha depositato un proprio controprogetto, la spiaggia così realizzata sarebbe comunque spazzata via: «Quando si fa un progetto così invasivo e che va a modificare l’ambiente — dice il presidente Enzo Fattori — bisognerebbe almeno andare a chiedere, se non ai cittadini, a chi conosce venti e burrasche».

ilgiorno/Brescia

Share