Fisco Archive

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Fisco, gli incassi della movida raddoppiano dopo l’ultimo blitz

I primi dati sull’operazione di sabato notte a Milano. La Siae: quasi nessuno fra i disc jockey impegnati nei locali è in possesso dell’autorizzazione per riprodurre i pezzi originali degli autori

Le verifiche eseguite sabato sera nei locali di intrattenimento milanesi (discoteche e discopub) in cui è intervenuta la Siae (Società italiana degli autori ed editori) hanno evidenziato un aumento dal 50 al 100 per cento degli incassi rispetto al sabato precedente. Da qui – spiega la Siae – discenderà anche un recupero in termini di pagamento dei diritti d’autore.

I dati forniti dalla Siae sono i primi a disposizione: quelli dell’Agenzia delle entrate sono in fase di elaborazione. Fra i locali controllati sono otto le discoteche vere e proprie, mentre sono state effettuate verifiche anche in locali in cui viene diffusa musica. I controlli sono stati condotti sulla scorta dell’incasso complessivo delle consumazioni rapportati al sabato precedente. Dai controlli è emerso inoltre che quasi nessuno tra i disc jockey è in possesso della necessaria autorizzazione per riprodurre i pezzi originali degli autori. I dj, le cui generalità sono state registrate, dovranno quindi mettersi in regola con il pagamento dell’autorizzazione, che costa 200 euro annui.

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CASTEGNATO Evasione fiscale: accordo con Agenzia delle Entrate e controlli sui fruitori di servizi

Nessuna mania di persecuzione, ma ricerca del giusto tributo che ciascun contribuente deve versare allo Stato per il benessere collettivo. E’ con questo spirito che l’Amministrazione comunale di Castegnato ha avviato una serie di iniziative e di progetti, alcuni dei quali stanno già dando dei risultati.

“”Dopo aver stipulato una convenzione con l’Agenzia delle Entrate per la lotta all’evasione fiscale – commenta il sindaco Giuseppe Orizio — abbiamo dato vita al Consiglio Tributario che è composto dal Segretario Comunale e da tutti i Responsabili di Area del Comune di Castegnato. Il Consiglio riceverà nei prossimi giorni dalla Giunta alcune indicazioni di categorie e soggetti, nonché le priorità sui controlli da attivare e se del caso, da segnalare alla Agenzia delle Entrate. Abbiano più volte ribadito che vogliamo perseguire gli obiettivi di concorrere a giustizia ed equità fiscale con efficacia, ma è importante che il tutto non venga presentato e vissuto come una vessazione, ma come interventi di civiltà ed equità. Per questa ragione è importante che i politici e gli amministratori diano per primi l’esempio di trasparenza. Così siamo partiti , partendo dai Consiglieri comunali di Castegnato ai quali ho chiesto di far pervenire in Comune copia delle proprie dichiarazioni dei redditi relative all’anno 2010. Hanno risposto solo i consiglieri di maggioranza ed i redditi li abbiamo pubblicati sul notiziario comunale. La minoranza non le ha consegnate e ci ha comunicato che le pubblicherà sul loro giornalino… ne sono già usciti due senza pubblicazione.””

Avete assunto iniziative anche sui fruitori di servizi comunali

Si. Stiamo continuando a controllare a campione anche le attestazioni ISEE. La legge prevede infatti che nel caso di corresponsione di prestazioni agevolate si possano eseguire controlli di veridicità. Su 225 attestazioni Isee ne abbiamo estratte casualmente 27 e di queste il 74 percento sono risultate corrette. Per il 7 percento abbiamo rilevato situazioni anomale, mentre per il 19 percento si è proceduto alla decadenza delle agevolazioni sociali per assenza di documentazione, per non corrispondenza dei dati ed anche per dichiarazioni mendaci e non veritiere.””

 

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BRESCIA – Spi, Fnp e Uilp bocciano la nuova addizionale Irpef voluta da Palazzo Loggia

«NO» ALLA SCELTA DELLA MAGGIORANZA

Spi, Fnp e Uilp giudicano grave la decisione della maggioranza che governa il Comune di Brescia di introdurre, per la prima volta, l’addizionale Irpef con effetto immediato.
Affermano che riguarda, per l’80% dei contribuenti, lavoratori dipendenti e pensionati. Contestano che la proposta di esenzione per le fasce più deboli della popolazione (lavoratori in Cassa integrazione, pensionati con un reddito fino a 15.000 euro annui lordi) sia stata respinta.
Ricordano che la nuova tassa, pari allo 0,2% per il 2011, elevata allo 0,4% per il 2012, porterà nelle casse comunali circa 6 milioni di euro quest’anno e 13 milioni di euro il prossimo. Sottolineano che questa è la sgradita sorpresa del federalismo fiscale voluto dal Governo e dalla sua maggioranza.
Contestano e denunciano tale decisione, che aggiunge ulteriori costi a carico della popolazione più in difficoltà di fronte alla crisi, popolazione ulteriormente colpita dalla manovra finanziaria del Governo.
Criticano la Giunta che giustifica la sua decisione sostenendo che il costo del futuro biglietto del metro sarà contenuto, mentre è già aumentato quello degli autobus della rete di trasporto cittadina.
Affermano che sarebbe preferibile e opportuno che la Giunta Comunale adottasse una politica di revisione del bilancio, eliminando spese superflue, e rivedesse, al contempo, il piano delle grandi opere (ad esempio il parcheggio sotto il Castello, card di abbuono del costo del parcheggio auto ai residenti, operazioni spropositate in materia di sicurezza, etc.), non tutte necessarie, secondo un ordine di priorità che privilegi le spese sociali.
Chiedono alla Giunta comunale un intervento mirato al contrasto dell’evasione fiscale, anche a Brescia a livelli elevati poiché un’azione decisa al riguardo porterebbe ulteriori risorse nelle casse della Loggia.
Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil di Brescia intendono mobilitarsi mettendo in campo tutte le iniziative più opportune per convincere la Giunta a rivedere questa scelta iniqua.

bresciaoggi/Giovedì 14 Luglio 2011

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Irpef, i Bresciani arrancano in classifica Silvia Ghilardi

I dati elaborati dall’Ifel si riferiscono alle denunce del 2009:

Brescia è diciottesima

FISCO.

I dati raccolti dal Centro
studi dell’Anci relativi all’imposta sulle persone fisiche. La Leonessa è
superata anche da città come Bergamo e Lecco

Sul reddito si versano in media 4.131 euro all’anno (18° posto) Uno studio evidenzia i livelli di tassazione per le categorie

Brescia, città capoluogo tra le più ricche d’Italia,
importante polo di attività economiche del nord del Paese paga meno
tasse di città come Siena, Bolzano e Lecco. E’ quanto rivela una
classifica pubblicata sul Corriere della Sera (in base ai dati elaborati
dall’Ifel, il centro studi dell’Anci) sull’Irpef pagata allo Stato
dagli abitanti dei comuni italiani. Capoluoghi di provincia molto meno
fiorenti – produttivamente parlando – del nostro versano nelle casse
statali fino a mille euro in più rispetto ai cittadini Bresciani.

L’imposta sul reddito delle persone fisiche procapite a Brescia è di
4.131 euro. Un dato che posiziona la Leonessa al diciottesimo posto
della classifica dei versamenti. Prima di Brescia c’è Pisa (4.171 euro) e
subito dopo Udine con 4.103 euro procapite. In testa alla graduatoria
dei capoluoghi si trova Milano con 6.357 euro di Irpef procapite l’anno.
Al secondo posto, ma con più di mille euro di «svantaggio», si
posiziona Bergamo con (5.202 euro). Fanalino di coda della graduatoria
la città pugliese di Andria con «appena» 1.081 euro di imposta sul
reddito versata. L’elenco – che si basa sulle denunce 2009 – è stato
stilato sommando l’imposta versata dai cittadini di un comune diviso per
il numero dei suoi abitanti. Ciò significa che nel calcolo ci sono
anche anziani e neonati. Il «conto» di 4.131 euro è distribuito
sull’intera popolazione comunale, nessuno escluso. Sul fronte dei Comuni
(che in Italia sono 8.094), Basiglio in provincia di Milano e Campione
d’Italia in quella di Como si aggiudicano il titolo di “paperoni”
d’Italia: Basiglio 9.774 euro e Campione d’Italia 9.686 euro.

SE LA RICERCA dell’Ifel si è concentrata sull’Irpef procapite, la Camera
del Lavoro di Brescia ha voluto soffermarsi sulle tasse (dati reali)
pagate da alcune categorie della nostra provincia. Anche se i dati non
sono comparabili con quelli del fisco su scala comunale, è comunque
curioso osservare quanto, ogni anno, i ceti popolari versino allo Stato
sottoforma di imposta sul reddito. Un lavoratore dipendente con paga
medio alta e con un figlio a carico al 50 per cento paga, a fronte di
un’imponibile fiscale di 33.683 euro, un Irpef di 8.148 euro. A questa
somma vanno poi aggiunte le addizionali regionali e comunali che portano
ad una tassazione complessiva di 8.594 euro che equivale al 25,52 per
cento del suo stipendio. Stesso discorso per un dipendete Iveco con un
periodo di cassaintegrazione e con un figlio a carico al 100 per cento:
imponibile fiscale di 14.721 euro e Irpef di 1.351 euro. La categoria
dei pensionati con un coniuge a carico, invece, guadagna 13.478 euro
annui e paga un Irpef di 999 euro che con le varie addizionali salgono a
1.151 euro. L’ultimo esempio proposto da via Folonari è quello di una
pensionata Bresciana; l’Irpef su un’imponibile fiscale di 16.823 euro è
di 2.704 euro annui.

Rispetto alle cifre della classifica pubblicata dal quotidianomilanese,
il segretario generale della Cgil di Brescia, Daminao Galletti, avanza
alcune perplessità. «Questo tipo di graduatorie non evidenziano
l’evasione fiscale che colpisce pesantemente ogni comune italiano».

bresciaoggi

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