

Il culto di san Vitale a Castegnato
Di san Vitale martire, il patrono di Castegnato sconosciuto e leggendario, le notizie certe risalgono al 1685.
“”In coincidenza con la costruzione della nuova chiesa — scrive Gianpietro Belotti nel volume: “Storia di Castegnato dalle origini all’Ottocento” pubblicato dal Comune nel maggio 2008– si ebbe anche la donazione del corpo di san Vitale, effettuata dal cappuccino fra Giocondo da Padenghe in favore del nobile Girolamo Clera – marito di Orsola Clera Zadei, sorella di detto frate. L’autenticità della reliquia viene confermata nell’atto di donazione rogato il 15 ottobre 1685 dal notaio della Curia Vescovile, Pietro Vincenzo Rescattus; in esso si precisa che il Sacro Corpo giunse per varie vie fino al sopradetto padre Giocondo, dopo che “”venne estratto dal Cimitero di San Callisto in Roma per ordine del Papa.”"
Le reliquie di questo martire subirono non poche le traversie per lo più dovute a chi ne vantava tempo per tempo la proprietà; divenne della comunità di Castegnato solo dopo la morte della signora Zadei, anche se a riguardo, ricorda Belotti nella sua ricerca, non esiste alcun atto legale di donazione.
“”Una reliquia così importante – scrive ancora Gianpietro Belotti — era concupita dai paesi più potenti: bramavano d’impossessarsi del corpo del Santo soprattutto gli abitanti di Salò, ai quali originariamente – secondo la documentazione storica e secondo tutte le leggende – erano dirette le Sante Spoglie…”"
“Una notte - dice un racconto tra storia e leggenda, contenuto nel libro di Belotti– quelli di Salò penetrarono in chiesa per portarsi via il Santo ma, come misero le mani sulle ossa, le campane cominciarono a suonare richiamando in chiesa il parroco e gli abitanti più vicini. I salodiani riuscirono a fuggire portando via un dito. Pensate come ci tenevano: loro, con un dito, fanno festa per tre giorni. Noi con tutto il corpo, facciamo festa due giorni soli…”"
Fatto è che per una ragione o per l’altra i castegnatesi hanno concepito la presenza del corpo del Santo voluta più che da una volontà terrena, ad una volontà divina.
Se nessun dubbio c’è sul fatto che le spoglie venerate a Castegnato siano di un martire cristiano, per quanto riguarda il resto, il suo nome, la sua storia: solo incertezze.
“”Non siamo in grado di stabilire — scrive il parroco di Castegnato don Luigi Piccinelli nel gennaio del 1916 — se il nostro santo sia stato ricco o povero, sacerdote o libero cittadino e non è lecito dare di lui qualsiasi altra notizia finchè non si avranno rintracciati nuovi documenti riconosciuti autentici dal Vescovo…”"”.
Fino ad oggi, nessun nuovo documento è stato rintracciato.
La venerazione del Santo si è comunque consolidata nei decenni ed è celebrata tutt’oggi ogni anno e salvo poche eccezioni, la seconda domenica di maggio.
Solo ogni 25 anni, in occasione del Giubileo, le spoglie di san Vitale sono portate trionfalmente per le vie del paese.
In quest’ultima metà del secolo il Giubileo è stato festeggiato dal 14 al 16 settembre del 1946 quale ringraziamento per la fine della guerra mondiale e nel maggio del 1971.
Un Giubileo straordinario è stato celebrato nel 1987 per ricordare i trecento anni della chiesa parrocchiale.
Riprendendo la cadenza venticinquennale, il giubileo si è celebrato nel 1996.
“”Il Patrono — scrisse il parroco don Renato Firmo a proposito di quest’ultimo Giubileo e delle molte manifestazioni programmate — sta facendo un nuovo miracolo: il miracolo di ricomporre questa comunità, di riunire i dispersi e di stimolare e “nuovi” a scoprire il bello e il buono che a Castegnato si trova…”"
“”L’ultima volta che le spoglie del patrono di Castegnato sono state portate in processione per le vie del paese –ricorda il sindaco Giuseppe Orizio — è stata In occasione del passaggio del millennio. Per i credenti è prioritaria la devozione al martire San Vitale, ma per tutti i castegnatesi credenti e non, la festa patronale, i Giubilei in particolare, sono anche l’occasione per riproporre momenti e manifestazioni che in passato hanno reso orgogliosi gli abitanti di Castegnato ed attratto in paese gente da ogni dove: le cerimonie in chiesa, la processione, la pesca, le mostre, le “autine” (le auto-scontro del Luna Park), le bancarelle, i giochi, l’invito a pranzo dei parenti più lontani o più cari.””
