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Berlusconi lancia patto riforme; direttorio a 5 a fianco Alfano

Berlusconi

Roma, 24 mag. – Semipresidenzialismo e doppio turno alla francese. Un patto per le riforme per sbloccare il paese dall’impasse e renderlo governabile. Un manifesto per l’Italia, per avviare una vera fase costituente che potrebbe trasformarsi in una ‘coalizione delle riforme’. E’ l’asso nella manica che Silvio Berlusconi e Angelino Alfano intendono giocarsi domani a favore di telecamere e giornalisti. Non a caso, viene sottolineato, come ‘location’ e’ stato scelto il Senato: una decisione che ha un significato simbolico, in quanto proprio a palazzo Madama sono incardinate e hanno iniziato l’iter le riforme costituzionali. Ma accanto al patto costituente, il Cavaliere e l’ex Guardasigilli potrebbero annunciare anche una mini rivoluzione nel partito.

Una nuova squadra di cinque persone che andrebbe ad affiancare il segretario e lavorare con i triumviri La Russa, Verdini e Bondi. E non e’ escluso che si arrivi anche alla convocazione di una convention per il lancio vero e proprio del nuovo soggetto politico. Archiviate le ipotesi di azzeramento dei vertici e di spacchettamento del partito, smentita la volonta’ di dar vita a una grande lista nazionale per ridurre il Pdl a una ‘bad company’, tranquillizzato il segretario sul prosieguo del suo ruolo, Berlusconi tenta la carta delle riforme per far uscire il partito dall’angolo e mettere spalle al muro Bersani e Casini: come possono, e’ il ragionamento, dire no quando da mesi vanno professando la necessita’ di riforme vere, a cominciare da quella elettorale? Certo, il ‘mezzo’ annuncio scappato ieri al Cavaliere a Bruxelles ha rovinato un po’ la sorpresa e dato un po’ di vantaggio agli ‘avversari’. Ma i vertici di via dell’Umilta’ contano, se non sperano, che il ‘patto di riforme per l’Italia’ possa ridare smalto a un partito duramente provato dal voto amministrativo e lacerato da divisioni interne. L’annuncio di domani in conferenza stampa, viene spiegato, non dovrebbe comprendere anche le prossime mosse che il Cavaliere e il segretario hanno in mente per rilanciare il Pdl. Ma, osservano le stesse fonti, si sa che Berlusconi di fronte alle domande dei giornalisti difficilmente mantiene il segreto. La mini rivoluzione riguarda proprio i vertici del Pdl: accanto ai tre coordinatori, i piani alti di via dell’Umilta’ avranno nuovi inquilini, una sorta di direttorio a cinque che lavorera’ a stretto gomito con il segretario: Lupi, Gelmini, Fitto, Frattini e Meloni. Nei progetti c’e’ quello di affidare ai triumviri un ruolo piu’ organizzativo della macchina del partito, mentre i ‘quarantenni’ si occuperebbero di tematiche specifiche legate alle competenze di ciascuno. I nomi che circolano sono quelli di Maurizio Lupi, a cui sarebbe affidato il compito di supervisionare i lavori parlamentari e mantenere e rinsaldare i contatti con l’area cattolica del Paese; Mariastella Gelmini dovrebbe invece diventare la ‘donna del territorio’; Franco Frattini avrebbe l’incarico di lavorare sul Ppe e sul collegamento con il progetto della casa dei moderati italiani e seguire gli affari esteri; Raffaele Fitto si occupera’ di federalismo e regioni.

Infine, anche per controbilanciare il ‘peso’ degli ex azzurri, Giorgia Meloni, a cui va la delega ai giovani. Ma il suo nome, spiegano fonti pidielline, ha anche un altro obiettivo: si punta a potenziare il suo ruolo in vista di una sua possibile candidatura al Campidoglio, facendo la staffetta con Gianni Alemanno che, a quel punto, andrebbe a ricoprire l’incarico al partito affidato all’ex ministro della Gioventu’. Questo, riferiscono fonti ben informate, il piano allo studio del Cavaliere e di Alfano. Un modo per iniziare quel rinnovamento della classe dirigente invocato dalla base ma anche per dare un segnale al partito, preoccupato e deluso dall’immobilismo, e’ la critica mossa ai vertici del Pdl, e dalla mancanza di una strategia chiara. Alla nuova squadra sia il Cavaliere che Alfano stanno ragionando da tempo: il percorso e’ stato tortuoso, viene spiegato, perche’ all’inizio si era pensato di trasformare il triumvirato in un quadrumvirato. Ipotesi giudicata poi insufficiente. Il direttorio, o segreteria, avra’ quindi il compito di agevolare i tempi decisionali (l’ufficio di presidenza e’ troppo numeroso e pletorico). Ma risponde anche alla richiesta, arrivata da molti dirigenti del Pdl, di allargare la fase delle decisioni, ritenuta invece finora appannaggio di “pochi eletti”.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha scritto al presidente del Consiglio, Mario Monti, al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e al commissario straordinario per il rientro del debito, Massimo Varazzani, in merito alla relazione della Corte dei Conti sui bilanci del Comune e sui problemi di liquidita’. E’ quanto rende noto il Campidoglio spiegando che la relazione, adottata dalla Corte con deliberazione n. 22/2012, formula alcuni rilievi in ordine alla situazione finanziaria di Roma Capitale: in particolare evidenzia che, alla data del 31/12/2010, Roma Capitale vantava crediti per un importo di oltre 3,3 miliardi, di cui 2,6 nei confronti della gestione commissariale e 753 milioni nei confronti della Regione Lazio. A questo si aggiunge la non soddisfacente capacita’ di riscossione degli arretrati per contravvenzioni al codice della strada. Pertanto, in relazione alle considerazioni della Corte, Alemanno ha scritto alla governatrice Polverini richiedendo un improcrastinabile impegno della Regione finalizzato a garantire i pagamenti delle quote di competenza annuali, unitamente alla sottoscrizione di un Piano di Rientro. Quanto alle riforme, nel Pdl giurano che i tempi di una revisione della Costituzione entro la legislatura ci sono: se c’e’ l’intesa si possono portare a termine, basta un emendamento che introduce il semipresidenzialismo al testo in discussione al Senato. E, comunque, non si esclude che la fase costituente possa riguardare anche la prossima legislatura, con una ‘coalizione per le riforme’. Sulla legge elettorale, il doppio turno, il Pdl nutre speranze: e’ quello che vuole il Pd e anche i centristi si convinceranno, visto l’esito delle amministrative e l’incubo immobilismo greco. Ma, viene spiegato, il ‘patto costituente’ e’ un modo anche per bypassare il problema del niet di Casini alla riunificazione dei moderati e della freddezza di Montezemolo: federazione in soffitta? Bene, ci pensera’ il doppio turno a semplificare e costringere, come avviene gia’ nei comuni, tutte le forze moderate a riunirsi su un unico candidato per i ballottaggi.  red/(agi)

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APPELLO DEI CONSIGLIERI DI CIRCOSCRIZIONE eletti nel Partito Democratico della città di Brescia

Al Segretario Cittadino
GIORGIO DE MARTIN
Al Presidente Assemblea Cittadina
GIUSEPPE CALDANA
Condividendo le valutazioni del Gruppo Consiliare in Loggia sull’opportunità di avviare un percorsoper individuare il candidato Sindaco in vista delle elezioni del 2013.
Ricordando che:
• La nostra presenza lungo l’iter del Pgt ha visto i Circoli e i Consiglieri Pd interagire con decine
di comitati spontanei e singoli cittadini raccogliendo migliaia firme in calce a centinaia di os-
servazioni, segno di un Piano di Governo del Territorio non condiviso e contro la città.
• Nelle Commissioni Ambiente e Territorio e nei Consigli Circoscrizionali abbiamo offerto un
minuzioso contributo di analisi e proposta in difesa del territorio.
• Sulle acute debolezze sociali, dalla famiglia agli immigrati, dalla scuola agli anziani non è man-
cata la nostra proposta politica ispirata a una visone della città più giusta e più solidale.
Consapevoli della posta in gioco e di quanto sia urgente costruire sin da ora le condizioni per un diverso governo della città a partire da visioni alternative alla Giunta Paroli ;
Riteniamo che è tempo - a partire dai livelli territoriali – di coinvolgere le forze politiche, sociali, civiche e di tutela ambientale desiderose di mandare a casa Paroli e la sua squadra di assessori dalle modeste capacità amministrative.
In tutto ciò la ricerca del maggior consenso possibile non può prescindere da una rigorosa scala di priorità che preveda prima un accordo sul programma, poi sulle alleanze e infine sulle primarie.
Alle primarie di coalizione si potrà arrivare solo partendo da un confronto programmatico che definisca l’area della coalizione e decida – in accordo con tutti – le modalità di scelta del candidato sindaco. In ogni caso riteniamo essenziale che il Pd si sforzi di esprimere un solo candidato.
Per il lavoro svolto e per i risultati sin qui ottenuti, individuiamo nell’attuale capogruppo in Loggia Emilio Del Bono, la persona che con fermezza dialogante è stata capace di determinare in ogni livello istituzionale e nella società civile bresciana un’autorevole alternativa al centrodestra.
Da questo riconoscimento scaturisce questa nostra adesione personale all’appello che – tuttavia – ci impegna sin da ora a un serrato confronto nei gruppi e nei direttivi, nell’intento di far nascere iniziative capillari per spiegare alla Città il disegno di «un’altra Brescia» che il Partito Democratico cittadino offrirà al giudizio degli elettori nella primavera del 2013.
CIRCOSCRIZIONE SUD
  1. Bellantuono Raffaele
  2. Benetti Marco
  3. Cenini Andreina
  4. Lombardi Michele
  5. Omodei Roberto
  6. Peroni Silvia
  7. Pozzi Riccardo
CIRCOSCRIZIONE NORD
  1. Bonzio Paolo
  2. Ferrari Lucia
  3. Foresti Giovanna
  4. Gobbi Vittorio
  5. Ruggeri Gianfranco
CIRCOSCRIZIONE EST
  1. Bovoloni SergioCurcio Daniele
  2. Curcio Daniele
  3. Datteri Mattia
  4. Frugoni Emanuele
  5. Rovetta Monica
  6. Sileo Mario
  7. Ughini Massimo
CIRCOSCRIZIONE OVEST
  1. Dioni Stefano
  2. Fabbri Marco
  3. Franceschini Anita
  4. Gaffurini Massimo
  5. Gaglia Tommaso
CIRCOSCRIZIONE CENTRO
  1. Negrini Fabio
  2. Perfumi Alfredo
  3. Tognazzi Giuseppe
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LEGA: CONGRESSI; MARONI, CON ME DECIDE LA BASE

Milano, 17 mag. – La “regola aurea” della nuova Lega Nord sara’ nessuna imposizione dall’alto in vista dei congressi per l’elezione dei segretari nazionali (ovvero regionali, nella terminologia ‘padana’). Lo ha garantito Roberto Maroni, per decisione di Umberto Bossi e del consiglio federale del Carroccio candidato unico alla segreteria federale. “Leggo tanti post che suggeriscono nomi di possibili candidati alla segreteria della Lega Lombarda e della Liga Veneta”, scrive l’ex ministro dell’Interno, sul suo profilo facebook.

- “Sono persone che conosco e stimo (Salvini, Stucchi, Tosi, Zaia e altri) – spiega -. A tutti rispondo che decideranno i congressi”. “Sono sempre stato contrario a imposizioni di nomi dall’alto – precisa – e, questa volta, i delegati saranno davvero liberi di scegliere tra chi decidera’ di candidarsi”. “Questa e’ la regola aurea della Lega 2.0: decide la base”, conclude

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Lega Nord, l’ultima tentazione “Brescia diventi una regione”

Daniele Molgora, presidente della Provincia di Brescia e deputato del Carroccio, ha addirittura presentato un progetto di legge costituzionale. “Siamo un’eccellenza per efficienza e laboriosità”

Le Province spariranno? Daniele Molgora, presidente di quella di Brescia e deputato della Lega Nord, propone allora, per mantenere servizi e funzioni amministrative sul territorio, di istituire la Regione Brescia. E lo fa con un progetto di legge costituzionale presentato alla Camera e assegnato due giorni fa alla commissione Affari costituzionali. Due articoletti, richiamandosi all’articolo 132 della Carta (si possono istituire nuove entità regionali regione brescia con un minimo di un milione d’abitanti) con cui si precisa che nel territorio della nuova Regione Brescia rientreranno i 206 comuni dell’attuale provincia, che verrebbe così abrogata. Il secondo articolo aggiunge alle attuali 20 regioni italiane la ventunesima.

Nella relazione illustrativa della proposta di legge, cofirmata dal collega Alberto Torazzi, Molgora spiega: “Alla luce delle polemiche verificatesi sull’utilità e sulle funzioni svolte dalle Province, risulta necessario distinguere i territori che dal punto di vista costituzionale rivestono una particolare importanza in termini di popolazione. La Costituzione fissa in 1 milione di abitanti il limite minimo per istituire nuove regioni. Il territorio bresciano oggi conta circa 1.300.000 abitanti, largamente superiore al limite costituzionale e alla popolazione di alcune regioni già esistenti”. La Regione Brescia, continua il parlamentare, “sarebbe al quindicesimo posto per popolazione, appena sotto la Regione Abruzzo, non distante da Marche, Liguria e Sardegna, ma comunque con popolazione superiore  a Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta”.

Molgora sostiene inoltre che Brescia può già considerarsi “una regione dentro una regione” per “l’importanza economica” del suo territorio e per la sua storia. “Brescia, prima area agricola del Paese e terza area industriale – scrive nella relazione alla proposta di legge – rappresenta per laboriosità e per efficienza una delle eccellenze del Paese. La sua storia è stata legata ai Malatesta, ma soprattutto ai 400 anni trascorsi sotto la Serenissima Repubblica veneta, nonché a oltre un secolo sotto la dominazione austriaca. La nuova gestione regionale ha tutte le caratteristiche per ottenere economie di scala, consentendo il miglioramento dei servizi, ed è volta a consentire a Brescia una gestione autonoma del territorio rispetto a una gestione regionale inevitabilmente milanocentrica”. (larepubblica)

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BRESCIA – Gruppo consiliare golpista? (Cesare Giovanardi)

Sostegno a De Martin e Bisinella e alla pratica delle primarie ad ogni livello

 Nelle recenti elezioni amministrative, nei capoluoghi di provincia il PD, pur tenendo bene rispetto al centro destra ed alla lega, ha perso alcuni punti passando dal 27% al 19%.
Il 2013 con le politiche abbinate sarà peggio ed il rischio che altri candidati superino al primo turno il 20% lasciando a casa sia Paroli che Del Bono può diventare realistico.
Quindi Del Bono deve partecipare alle primarie di coalizione come più volte indicato dai segretari Bisinella e De Martin per scongiurare esiti funesti.

Le primarie di coalizione per il candidato sindaco alternativo a Paroli e le primarie per i candidati consiglieri della lista PD cittadina devono essere fatte: QUESTA E’ VERA DEMOCRAZIA.

La maggioranza del gruppo consiliare può proporre i candidati, ma non imporre (come fa nel suo comunicato che si riporta a seguire *) di evitare le primarie remando contro lo statuto del partito che democraticamente contempla solo iscritti e elettori.

* “Il gruppo del Partito Democratico del comune di Brescia dopo aver affrontato tutte le principali questioni amministrative, dalle difficoltà di bilancio al rilancio di A2A, dall’emergenza abitativa ai tagli dei servizi sociali, dal tema ambientale alla sicurezza, alle quali la giunta Paroli non è in grado di far fronte, ha affrontato i temi politici legati alle elezioni amministrative del 2013, invita il segretario cittadino Giorgio De Martin a mettere all’ordine del giorno della prossima assemblea cittadina, in programma il prossimo 24 maggio, l’indicazione del “candidato sindaco” del Pd alle elezioni amministrative 2013 di Brescia; esprime con determinazione la volontà di costruire un nuovo e diverso governo della città; sottolinea l’efficacia e la serietà di una posizione, quella del Pd, caratterizzata da una critica alla giunta Paroli sempre associata a proposte alternative; giudica qualificata e autorevole la guida del gruppo svolta da Emilio del Bono; considera maturo il tempo di una iniziativa dei democratici volta a coinvolgere tutte le forze politiche, sociali, civiche e ambientaliste, che condividono un severo giudizio sull’operato della giunta Paroli; propone agli organi del Partito, quale “Candidato Sindaco”, Emilio Del Bono, persona dialogante e costruttiva, capace di coinvolgere più soggetti nella definizione di un’autorevole alternativa al centrodestra da presentare al giudizio degli elettori di Brescia  propone un fitto calendario di iniziative per spiegare alla Città, unitamente ai Consiglieri di Circoscrizione, le incapacità e gli errori della Giunta Paroli, per offrire soluzioni e raccogliere il disagio e il parere dei cittadini”.

Gli incontri si svolgeranno in tutti i quartieri, con il coordinamento dei circoli del Pd.

Aldo Boifava, Aldo Rebecchi, Alberto Martinuz, Carla Bisleri, Fabio Capra, Federico Manzoni, Giuseppe Ungari, Luigi Gaffurini, Valter Muchetti.

 

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Grandi manovre e piccola velocità (Maria Cipriano *)

Si è riaperto a Brescia dopo la pausa per le elezioni amministrative il dibattito sulle ormai prossime elezioni del comune capoluogo. Se queste si terranno nei primi giorni di aprile del 2013, siamo a dieci mesi dalla data della presentazione delle liste e la situazione è confusa sotto il sole.

Sembra che i punti del dibattito siano sostanzialmente due : le primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato sindaco di quest’area ed il ruolo delle liste civiche nel prossimo confronto elettorale. Di questo si sta parlando , mentre i problemi della città sembrano altri: si tratta di stabilire un programma che superi le attuali gravi difficoltà causate dall’inadeguato governo del centro- destra, che ha tagliato i servizi sociali e la cultura ed aumentato le tariffe, incrementato l’aliquota Irpef senza dare alcuna indicazione per il futuro. La nostra città ha bisogno di un sogno o più prosaicamente di una visione complessiva del futuro .Essa non può più limitarsi ad essere una capitale provinciale dell’industria (sempre meno) o della finanza. Questa elaborazione resta lontana dagli orizzonti delle forze tradizionali e civiche, mentre è invece uno sforzo che va fatto in questi mesi.

Alcuni mesi fa il Psi di Brescia fu invitato dalla segreteria cittadina del Pd ad un percorso che partendo da un’elaborazione programmatica di massima comune arrivasse alle elezioni primarie verso al fine del 2012 o addirittura all’inizio del 2013. A quel tavolo parteciparono anche il segretario cittadino di Sel Mirko Lombardi ed il segretario dell’Idv Salvatore Palmirani. Il primo sollevò con un’intervista problemi di merito e di metodo che in qualche modo erano tese a rivedere il percorso intrapreso al quale si accompagnò, per la verità con tempi anticipati, la candidatura di un Marco Fenaroli, maturo e sperimentato esponente dell’establishment bresciano del centro sinistra, senza che fosse possibile tentare di definire alcun aspetto programmatico.

Pare che anche l’Idv ridefinisca le sue posizioni con la recente intervista di Maurizio Zipponi, altrettanto maturo e sperimentato del precedente che vuole tuttavia determinare la discontinuità rispetto al passato: contraddizione piuttosto ironica .

Per quanto ci riguarda siamo pronti a riprendere il percorso, tuttavia è assolutamente necessario che il PD risolva le sue contraddizioni interne ed acceleri i suoi defatiganti ricorsi alle decisione degli organismi e possibilmente che parli con voce unica, partendo da un programma innovativo e coraggioso. Tutti e non solo Zipponi sono in grado di preparare un’alternativa.

Non siamo degli entusiasti delle primarie tuttavia ,se si deciderà di farle ,vi parteciperemo valutando il programma deciso e candidando o meno un nostro esponente.

Per quanto riguarda la coalizione tuttavia vorremmo rilevare che non vi è un solo attore che decide la partecipazione alla stessa, che non vorremmo si trasformasse in un indigesto minestrone come quello proposto da Paolo Corsini. I bresciani devono poter capire chi votano e per quale programma votano , le coalizioni devono presentarsi con chiarezza agli elettori, la linea di demarcazione deve essere visibile a tuttti : da una parte il centro destra e dall’altra il centro sinistra . I socialisti

E da ultimo, la moda delle liste civiche è determinata dalla sfiducia che i cittadini dimostrano per i partiti, i quali, invece di autoriformarsi per riconquistare il gradimento ,si mascherano dietro il falso civismo. L’operazione è negativa per i partiti ed in qualche modo anche per le liste civiche che hanno una loro motivazione e dignità ma non devono essere una specie di surrogato della politica.

* Segretaria Provinciale PSI

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Beppe Grillo-Gene Gnocchi: venerdì 18 il “ballottaggio” dei comici approdati alla politica?

Bernazzoli-Pizzarotti, ma anche Gene Gnocchi-Beppe Grillo.

Gene Gnocchi e Beppe Grillo

Anche se mancano conferme ufficiali, sembra che il ballottaggio dei politici finirà per incrociarsi con una sfida tutta…da ridere, se pensiamo ai due protagonisti (Beppe Grillo e Gene Gnocchi), ma ovviamente anche molto seria, visto che arriverà a 36 ore del voto e alla vigilia dedella pausa di silenzio pre-elettorale.

Una sfida nella quale, sia detto senza ironia, non sarà facile tracciare il confine fra politica e comicità. Non solo perchè i due eventi saranno a supporto dei due candidati sindaco, ma perchè – seppur in modo diverso – la doppia identità è presente in entrambi i protagonisti.

Se infatti Beppe Grillo, dopo la popolarità raggiunta come comico, è ora diventato il punto di riferimento di quel Movimento 5 Stelle che le ultime elezioni hanno esaltato come fenomeno politico nazionale (e che proprio a Parma potrebbe avere la consacrazione più importante), il fidentino Gene Gnocchi ha sempre dato la sua testimonianza a fianco della politica, del Pd in particolare, e vanta anche un’esperienza da consigliere comunale a Fidenza.

Alcuni interpretano il fenomeno come una caduta della politica; altri ironizzano dicendo che a cadere in basso è…la comicità, e che ormai a far più ridere sono i politici veri. Quel che è certo, è che il ballottaggio comico-politico promnette scintille, e che il duello verbale Gnocchi-Grillo potrebbe rivelarsi non meno interessante della sfida politica fra Bernazzoli e Pizzarotti.  (gazzettadiparma)

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TORNA UN SOCIALISTA ALL’ELISEO (Maria Cipriano*)

La vittoria di Hollande è una vittoria per la Francia , per l’Europa , per l’Italia

Essa può segnare l’inizio di una stagione nuova nella quale il Partito Socialista Europeo svolgerà un ruolo da protagonista.

Il socialismo europeo non è un cane morto, come  è stato annunciato per anni dai profeti di sventura.

Il socialismo europeo è vitale e vince; vince clamorosamente contro l’apice della destra e del conservatorismo francese.

Raggiunge il traguardo perché portatore di novità nella conduzione dell’economia  e dei rapporti delle varie nazioni con l’Europa.  Vince perché contrasta l’egoismo della destra tedesca, il suo assurdo rigorismo e le sue ricette recessive.

La campagna elettorale e la vittoria di Francois Hollande serva da esempio per tutte le forze progressiste europee e particolarmente per i partiti che si ispirano alla socialdemocrazia.

Anche in Italia ci si è resi conto del parziale fallimento delle politiche economiche di assoluto rigore che innescano la spirale recessiva e inseriscono nel tessuto politico del nostro paese fenomeni inquietanti .

Il Partito socialista e la sinistra devono prepararsi ad una campagna elettorale nazionale  prossima  con programma e indicazioni precise afferenti la crescita economica e l’assoluto obiettivo della  consistente diminuzione della disoccupazione giovanile e non .

Il Partito Socialista Italiano non può che guardare a questa vittoria come ad un vento di speranza che scuote l’Europa e si sente protagonista in pieno di questa fase di rinnovamento della politica italiana ed europea.

* Segretaria Provinciale PSI  Brescia

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Ero e sono vicino al comitato antinocività – video (Pasini Roberto – BS)

Egregio Direttore, mi preme far sapere pubblicamente che  ero e sono vicino al comitato antinocività che con lo sciopero della fame a staffetta denunciava la voglia di vivere.

Pasini roberto

 

Il  carretto passava…

E quell’uomo gridava..  rifiutiii…

Sotto le autostrade “carrozzoni” nascondono rifiuti.

 

Industrie scaricano scorie nei fiumi,

persone in strada,

famiglie nella disperazione.

 

Sotto la loggia si fa la fame

Per un po’ di  verde e acqua.

Sopra si progetta l’abbattimento delle torri popolari.

 

Rifiuti,

tutti in discarica,

donne, bambini e lavoratori e anziani.

 

Io Pasini Roberto,

carta d’identità n.AO2572230 valevole sino al 7/04/2013  

c.f. PSNRRT54D28B157X

vorrei testimoniare alle forze dell’ ordine e politiche

che con il pensiero tutti i giorni passavo sotto la Loggia

per una testimonianza di una cittadinanza attiva.

 

e ho nell’anima
in fondo all’anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l’universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è .

 

ma il coraggio di vivere ancora non cè….sopra la Loggia e dintorni.

 

Pasini roberto

Miniatura

Interviste – Brescia_riunione_rete_antinocività

Miniatura
Brescia – Intervento dell’Assessore alla Cultura

25 aprile 2012 23:46

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LOMBARDIA: FORMIGONI A BERSANI, ACCUSI ME E TACI DI PENATI

Roberto Formigoni replica a Bersani: “Anch’io do un giudizio politico” dice il presidente della Regione Lombardia al segretario del PD: “E’ incredibile che venga in Lombardia e si metta a parlare di Formigoni invece che di Filippo Penati, suo uomo di fiducia, suo segretario personale, scelto direttamente da lui, e poi protagonista delle disavventure giudiziarie che lo vedono ancora indagato con pesantissime accuse”. “Bersani – aggiunge Formigoni – e’ il tipico esponente di una sinistra che nasconde i propri difetti e ingigantisce quelli degli altri anche quando, come in questo caso, i difetti degli altri non esistono”.

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