POLITICA BRESCIA Archive

0

APPELLO DEI CONSIGLIERI DI CIRCOSCRIZIONE eletti nel Partito Democratico della città di Brescia

Al Segretario Cittadino
GIORGIO DE MARTIN
Al Presidente Assemblea Cittadina
GIUSEPPE CALDANA
Condividendo le valutazioni del Gruppo Consiliare in Loggia sull’opportunità di avviare un percorsoper individuare il candidato Sindaco in vista delle elezioni del 2013.
Ricordando che:
• La nostra presenza lungo l’iter del Pgt ha visto i Circoli e i Consiglieri Pd interagire con decine
di comitati spontanei e singoli cittadini raccogliendo migliaia firme in calce a centinaia di os-
servazioni, segno di un Piano di Governo del Territorio non condiviso e contro la città.
• Nelle Commissioni Ambiente e Territorio e nei Consigli Circoscrizionali abbiamo offerto un
minuzioso contributo di analisi e proposta in difesa del territorio.
• Sulle acute debolezze sociali, dalla famiglia agli immigrati, dalla scuola agli anziani non è man-
cata la nostra proposta politica ispirata a una visone della città più giusta e più solidale.
Consapevoli della posta in gioco e di quanto sia urgente costruire sin da ora le condizioni per un diverso governo della città a partire da visioni alternative alla Giunta Paroli ;
Riteniamo che è tempo - a partire dai livelli territoriali – di coinvolgere le forze politiche, sociali, civiche e di tutela ambientale desiderose di mandare a casa Paroli e la sua squadra di assessori dalle modeste capacità amministrative.
In tutto ciò la ricerca del maggior consenso possibile non può prescindere da una rigorosa scala di priorità che preveda prima un accordo sul programma, poi sulle alleanze e infine sulle primarie.
Alle primarie di coalizione si potrà arrivare solo partendo da un confronto programmatico che definisca l’area della coalizione e decida – in accordo con tutti – le modalità di scelta del candidato sindaco. In ogni caso riteniamo essenziale che il Pd si sforzi di esprimere un solo candidato.
Per il lavoro svolto e per i risultati sin qui ottenuti, individuiamo nell’attuale capogruppo in Loggia Emilio Del Bono, la persona che con fermezza dialogante è stata capace di determinare in ogni livello istituzionale e nella società civile bresciana un’autorevole alternativa al centrodestra.
Da questo riconoscimento scaturisce questa nostra adesione personale all’appello che – tuttavia – ci impegna sin da ora a un serrato confronto nei gruppi e nei direttivi, nell’intento di far nascere iniziative capillari per spiegare alla Città il disegno di «un’altra Brescia» che il Partito Democratico cittadino offrirà al giudizio degli elettori nella primavera del 2013.
CIRCOSCRIZIONE SUD
  1. Bellantuono Raffaele
  2. Benetti Marco
  3. Cenini Andreina
  4. Lombardi Michele
  5. Omodei Roberto
  6. Peroni Silvia
  7. Pozzi Riccardo
CIRCOSCRIZIONE NORD
  1. Bonzio Paolo
  2. Ferrari Lucia
  3. Foresti Giovanna
  4. Gobbi Vittorio
  5. Ruggeri Gianfranco
CIRCOSCRIZIONE EST
  1. Bovoloni SergioCurcio Daniele
  2. Curcio Daniele
  3. Datteri Mattia
  4. Frugoni Emanuele
  5. Rovetta Monica
  6. Sileo Mario
  7. Ughini Massimo
CIRCOSCRIZIONE OVEST
  1. Dioni Stefano
  2. Fabbri Marco
  3. Franceschini Anita
  4. Gaffurini Massimo
  5. Gaglia Tommaso
CIRCOSCRIZIONE CENTRO
  1. Negrini Fabio
  2. Perfumi Alfredo
  3. Tognazzi Giuseppe
Share
1

Lega Nord, l’ultima tentazione “Brescia diventi una regione”

Daniele Molgora, presidente della Provincia di Brescia e deputato del Carroccio, ha addirittura presentato un progetto di legge costituzionale. “Siamo un’eccellenza per efficienza e laboriosità”

Le Province spariranno? Daniele Molgora, presidente di quella di Brescia e deputato della Lega Nord, propone allora, per mantenere servizi e funzioni amministrative sul territorio, di istituire la Regione Brescia. E lo fa con un progetto di legge costituzionale presentato alla Camera e assegnato due giorni fa alla commissione Affari costituzionali. Due articoletti, richiamandosi all’articolo 132 della Carta (si possono istituire nuove entità regionali regione brescia con un minimo di un milione d’abitanti) con cui si precisa che nel territorio della nuova Regione Brescia rientreranno i 206 comuni dell’attuale provincia, che verrebbe così abrogata. Il secondo articolo aggiunge alle attuali 20 regioni italiane la ventunesima.

Nella relazione illustrativa della proposta di legge, cofirmata dal collega Alberto Torazzi, Molgora spiega: “Alla luce delle polemiche verificatesi sull’utilità e sulle funzioni svolte dalle Province, risulta necessario distinguere i territori che dal punto di vista costituzionale rivestono una particolare importanza in termini di popolazione. La Costituzione fissa in 1 milione di abitanti il limite minimo per istituire nuove regioni. Il territorio bresciano oggi conta circa 1.300.000 abitanti, largamente superiore al limite costituzionale e alla popolazione di alcune regioni già esistenti”. La Regione Brescia, continua il parlamentare, “sarebbe al quindicesimo posto per popolazione, appena sotto la Regione Abruzzo, non distante da Marche, Liguria e Sardegna, ma comunque con popolazione superiore  a Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta”.

Molgora sostiene inoltre che Brescia può già considerarsi “una regione dentro una regione” per “l’importanza economica” del suo territorio e per la sua storia. “Brescia, prima area agricola del Paese e terza area industriale – scrive nella relazione alla proposta di legge – rappresenta per laboriosità e per efficienza una delle eccellenze del Paese. La sua storia è stata legata ai Malatesta, ma soprattutto ai 400 anni trascorsi sotto la Serenissima Repubblica veneta, nonché a oltre un secolo sotto la dominazione austriaca. La nuova gestione regionale ha tutte le caratteristiche per ottenere economie di scala, consentendo il miglioramento dei servizi, ed è volta a consentire a Brescia una gestione autonoma del territorio rispetto a una gestione regionale inevitabilmente milanocentrica”. (larepubblica)

Share
0

BRESCIA – Gruppo consiliare golpista? (Cesare Giovanardi)

Sostegno a De Martin e Bisinella e alla pratica delle primarie ad ogni livello

 Nelle recenti elezioni amministrative, nei capoluoghi di provincia il PD, pur tenendo bene rispetto al centro destra ed alla lega, ha perso alcuni punti passando dal 27% al 19%.
Il 2013 con le politiche abbinate sarà peggio ed il rischio che altri candidati superino al primo turno il 20% lasciando a casa sia Paroli che Del Bono può diventare realistico.
Quindi Del Bono deve partecipare alle primarie di coalizione come più volte indicato dai segretari Bisinella e De Martin per scongiurare esiti funesti.

Le primarie di coalizione per il candidato sindaco alternativo a Paroli e le primarie per i candidati consiglieri della lista PD cittadina devono essere fatte: QUESTA E’ VERA DEMOCRAZIA.

La maggioranza del gruppo consiliare può proporre i candidati, ma non imporre (come fa nel suo comunicato che si riporta a seguire *) di evitare le primarie remando contro lo statuto del partito che democraticamente contempla solo iscritti e elettori.

* “Il gruppo del Partito Democratico del comune di Brescia dopo aver affrontato tutte le principali questioni amministrative, dalle difficoltà di bilancio al rilancio di A2A, dall’emergenza abitativa ai tagli dei servizi sociali, dal tema ambientale alla sicurezza, alle quali la giunta Paroli non è in grado di far fronte, ha affrontato i temi politici legati alle elezioni amministrative del 2013, invita il segretario cittadino Giorgio De Martin a mettere all’ordine del giorno della prossima assemblea cittadina, in programma il prossimo 24 maggio, l’indicazione del “candidato sindaco” del Pd alle elezioni amministrative 2013 di Brescia; esprime con determinazione la volontà di costruire un nuovo e diverso governo della città; sottolinea l’efficacia e la serietà di una posizione, quella del Pd, caratterizzata da una critica alla giunta Paroli sempre associata a proposte alternative; giudica qualificata e autorevole la guida del gruppo svolta da Emilio del Bono; considera maturo il tempo di una iniziativa dei democratici volta a coinvolgere tutte le forze politiche, sociali, civiche e ambientaliste, che condividono un severo giudizio sull’operato della giunta Paroli; propone agli organi del Partito, quale “Candidato Sindaco”, Emilio Del Bono, persona dialogante e costruttiva, capace di coinvolgere più soggetti nella definizione di un’autorevole alternativa al centrodestra da presentare al giudizio degli elettori di Brescia  propone un fitto calendario di iniziative per spiegare alla Città, unitamente ai Consiglieri di Circoscrizione, le incapacità e gli errori della Giunta Paroli, per offrire soluzioni e raccogliere il disagio e il parere dei cittadini”.

Gli incontri si svolgeranno in tutti i quartieri, con il coordinamento dei circoli del Pd.

Aldo Boifava, Aldo Rebecchi, Alberto Martinuz, Carla Bisleri, Fabio Capra, Federico Manzoni, Giuseppe Ungari, Luigi Gaffurini, Valter Muchetti.

 

Share
0

Grandi manovre e piccola velocità (Maria Cipriano *)

Si è riaperto a Brescia dopo la pausa per le elezioni amministrative il dibattito sulle ormai prossime elezioni del comune capoluogo. Se queste si terranno nei primi giorni di aprile del 2013, siamo a dieci mesi dalla data della presentazione delle liste e la situazione è confusa sotto il sole.

Sembra che i punti del dibattito siano sostanzialmente due : le primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato sindaco di quest’area ed il ruolo delle liste civiche nel prossimo confronto elettorale. Di questo si sta parlando , mentre i problemi della città sembrano altri: si tratta di stabilire un programma che superi le attuali gravi difficoltà causate dall’inadeguato governo del centro- destra, che ha tagliato i servizi sociali e la cultura ed aumentato le tariffe, incrementato l’aliquota Irpef senza dare alcuna indicazione per il futuro. La nostra città ha bisogno di un sogno o più prosaicamente di una visione complessiva del futuro .Essa non può più limitarsi ad essere una capitale provinciale dell’industria (sempre meno) o della finanza. Questa elaborazione resta lontana dagli orizzonti delle forze tradizionali e civiche, mentre è invece uno sforzo che va fatto in questi mesi.

Alcuni mesi fa il Psi di Brescia fu invitato dalla segreteria cittadina del Pd ad un percorso che partendo da un’elaborazione programmatica di massima comune arrivasse alle elezioni primarie verso al fine del 2012 o addirittura all’inizio del 2013. A quel tavolo parteciparono anche il segretario cittadino di Sel Mirko Lombardi ed il segretario dell’Idv Salvatore Palmirani. Il primo sollevò con un’intervista problemi di merito e di metodo che in qualche modo erano tese a rivedere il percorso intrapreso al quale si accompagnò, per la verità con tempi anticipati, la candidatura di un Marco Fenaroli, maturo e sperimentato esponente dell’establishment bresciano del centro sinistra, senza che fosse possibile tentare di definire alcun aspetto programmatico.

Pare che anche l’Idv ridefinisca le sue posizioni con la recente intervista di Maurizio Zipponi, altrettanto maturo e sperimentato del precedente che vuole tuttavia determinare la discontinuità rispetto al passato: contraddizione piuttosto ironica .

Per quanto ci riguarda siamo pronti a riprendere il percorso, tuttavia è assolutamente necessario che il PD risolva le sue contraddizioni interne ed acceleri i suoi defatiganti ricorsi alle decisione degli organismi e possibilmente che parli con voce unica, partendo da un programma innovativo e coraggioso. Tutti e non solo Zipponi sono in grado di preparare un’alternativa.

Non siamo degli entusiasti delle primarie tuttavia ,se si deciderà di farle ,vi parteciperemo valutando il programma deciso e candidando o meno un nostro esponente.

Per quanto riguarda la coalizione tuttavia vorremmo rilevare che non vi è un solo attore che decide la partecipazione alla stessa, che non vorremmo si trasformasse in un indigesto minestrone come quello proposto da Paolo Corsini. I bresciani devono poter capire chi votano e per quale programma votano , le coalizioni devono presentarsi con chiarezza agli elettori, la linea di demarcazione deve essere visibile a tuttti : da una parte il centro destra e dall’altra il centro sinistra . I socialisti

E da ultimo, la moda delle liste civiche è determinata dalla sfiducia che i cittadini dimostrano per i partiti, i quali, invece di autoriformarsi per riconquistare il gradimento ,si mascherano dietro il falso civismo. L’operazione è negativa per i partiti ed in qualche modo anche per le liste civiche che hanno una loro motivazione e dignità ma non devono essere una specie di surrogato della politica.

* Segretaria Provinciale PSI

Share
0

TORNA UN SOCIALISTA ALL’ELISEO (Maria Cipriano*)

La vittoria di Hollande è una vittoria per la Francia , per l’Europa , per l’Italia

Essa può segnare l’inizio di una stagione nuova nella quale il Partito Socialista Europeo svolgerà un ruolo da protagonista.

Il socialismo europeo non è un cane morto, come  è stato annunciato per anni dai profeti di sventura.

Il socialismo europeo è vitale e vince; vince clamorosamente contro l’apice della destra e del conservatorismo francese.

Raggiunge il traguardo perché portatore di novità nella conduzione dell’economia  e dei rapporti delle varie nazioni con l’Europa.  Vince perché contrasta l’egoismo della destra tedesca, il suo assurdo rigorismo e le sue ricette recessive.

La campagna elettorale e la vittoria di Francois Hollande serva da esempio per tutte le forze progressiste europee e particolarmente per i partiti che si ispirano alla socialdemocrazia.

Anche in Italia ci si è resi conto del parziale fallimento delle politiche economiche di assoluto rigore che innescano la spirale recessiva e inseriscono nel tessuto politico del nostro paese fenomeni inquietanti .

Il Partito socialista e la sinistra devono prepararsi ad una campagna elettorale nazionale  prossima  con programma e indicazioni precise afferenti la crescita economica e l’assoluto obiettivo della  consistente diminuzione della disoccupazione giovanile e non .

Il Partito Socialista Italiano non può che guardare a questa vittoria come ad un vento di speranza che scuote l’Europa e si sente protagonista in pieno di questa fase di rinnovamento della politica italiana ed europea.

* Segretaria Provinciale PSI  Brescia

Share
0

Ero e sono vicino al comitato antinocività – video (Pasini Roberto – BS)

Egregio Direttore, mi preme far sapere pubblicamente che  ero e sono vicino al comitato antinocività che con lo sciopero della fame a staffetta denunciava la voglia di vivere.

Pasini roberto

 

Il  carretto passava…

E quell’uomo gridava..  rifiutiii…

Sotto le autostrade “carrozzoni” nascondono rifiuti.

 

Industrie scaricano scorie nei fiumi,

persone in strada,

famiglie nella disperazione.

 

Sotto la loggia si fa la fame

Per un po’ di  verde e acqua.

Sopra si progetta l’abbattimento delle torri popolari.

 

Rifiuti,

tutti in discarica,

donne, bambini e lavoratori e anziani.

 

Io Pasini Roberto,

carta d’identità n.AO2572230 valevole sino al 7/04/2013  

c.f. PSNRRT54D28B157X

vorrei testimoniare alle forze dell’ ordine e politiche

che con il pensiero tutti i giorni passavo sotto la Loggia

per una testimonianza di una cittadinanza attiva.

 

e ho nell’anima
in fondo all’anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l’universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è .

 

ma il coraggio di vivere ancora non cè….sopra la Loggia e dintorni.

 

Pasini roberto

Miniatura

Interviste – Brescia_riunione_rete_antinocività

Miniatura
Brescia – Intervento dell’Assessore alla Cultura

25 aprile 2012 23:46

Share
0

BRESCIA – Monica Rizzi contro tutti: «Rolfi pensi a sua moglie» (Davide Bacca)

Monica Rizzi

Lo scontro Criticata dal segretario, l’assessore regionale contrattacca senza esclusione di colpi

«Il segretario provinciale vuole difendere la moralità? Inizi da casa sua». L’offensiva: «Si dimetta lui. Contro di me sciacallaggio»

In casa Lega sono ormai alla notte dei lunghi coltelli. Una resa dei conti tra maroniani e cerchisti farcita di colpi bassi che rischia di trascinarsi per mesi, in attesa dei congressi. Ieri il segretario provinciale Fabio Rolfi ha annunciato che chiederà «l’espulsione dal movimento di tutte le persone» coinvolte nella vicenda Belsito. Gli indiziati «bresciani» sono di facile lettura, Renzo Bossi e Monica Rizzi. Il primo nell’occhio del ciclone, la seconda citata da Belsito in alcune intercettazioni su presunte irregolarità per le spese elettorali del 2010.

 

«Adesso basta sono davvero stanca di attacchi senza senso» sbotta l’assessore regionale che definisce «atto di sciacallaggio politico» quello del segretario provinciale. «Colui che dovrebbe essere una figura di garanzia per l’intero partito, da quando è stato eletto ha superato il segno auto proclamandosi difensore della moralità, dimenticandosi però gli inghippi in cui lui stesso e alcuni esponenti cittadini del partito sono stati coinvolti». Proprio lui, che punta il dito sulla candidatura di Renzo Bossi – continua infatti Rizzi – «parlando di nepotismo sbagliato, dovrebbe pensare alla vicenda di sua moglie Silvia Raineri che, dopo aver fallito la sistemazione attraverso un concorso indetto dalla provincia di Brescia, poi congelato per presunte irregolarità, riceve prima un incarico di collaborazione al gruppo Lega in Regione e poi viene assunta tramite un concorso all’Asl di Milano ottenendo immediatamente l’aspettativa per tornare a lavorare in Regione.

Due pesi e due misure? Niente nepotismi? Allora inizi a adottare il senso di moralità anche a casa sua». Quanto alle elezioni regionali del 2010, l’assessore chiarisce che tutta la parte economica era gestita da «persone bresciane con dei nomi e cognomi che il segretario Rolfi conosce molto bene, Angelo Colosio e Ferdinando Possi, che hanno puntualmente presentato il bilancio consuntivo». Rizzi ricorda poi che né lei né Renzo Bossi risultano indagati. Anzi, il legale dell’esponente leghista fa sapere che «l’assessore non ha mai percepito nemmeno un centesimo da Belsito» e che sono già stati presi contatti con i magistrati milanesi perché la Rizzi possa essere ascoltata». Ma non è finita. «La sottoscritta – spiega l’assessore – in oltre 20 anni di Lega, non ha mai avuto incarichi in cda o nomine in enti, e di questo me ne vanto. Considero il vice sindaco di Brescia (che da solo detiene ben 4 deleghe giusto per non avere contraddittori nel partito) non all’altezza del suo ruolo»: invece di «garantire l’unità e la difesa dei rappresentanti della Lega sembra non aspetti altro che qualche motivo per portare avanti la caccia alle streghe contro chi non è allineato con la sua corrente». L’assessore ricorda poi «le due fantasiose inchieste a mio carico, grazie a Dio proprio in questi giorni in fase di archiviazione»; dallo scorso anno «subisco attacchi infami, minacce, calunnie e diffamazioni senza che mai nessuno di coloro che lo dovevano fare sul mio territorio, se non Umberto Bossi, abbia preso le mie difese. Questo non è un atteggiamento da leghisti, ma da codardi. Dopo il pronunciamento della magistratura è mia intenzione andare fino in fondo per accertare le responsabilità di questo complotto e procedere con tutte le denunce del caso». Infine il contrattacco: «Dovrebbe essere Rolfi a dimettersi da una carica tanto importante in un momento così delicato, invece che portare avanti commissariamenti ed espulsioni ad ogni piè sospinto».  (corriere/brescia)

Share
0

Le buche del signor Labolani (Roberto Pasini – BS)

          Caro Emanuele ho letto con piacere la tua ironica lettera pubblicata sui quotidiani per Labolani che meriterebbe una sanzione da Rolfi in quanto fotografato su un gioco dei bimbi e a quanto pare sembra che abbia superato da un pochino la data anagrafica di 12 anni.

Ma, e non vorrei essere offensivo, mi pare altrimenti che sia cresciuto troppo in fretta per quanto leggo oggi, 5 aprile, dai quotidiani locali e anche nazionali.

Senti un  po’.

Per problemi economici la Loggia ha tagliato alcuni servizi e anche la corsa del bus che sale in Maddalena, poco frequentato.

Il Signor Labolani, coglie subito la palla al balzo come fosse ancora nel parco giochi dei bambini e dice: bene, attiveremo la funivia.

Evviva,  avremo anche noi una funivia come tante città europee e la Maddalena sarà frequentissima.

Poi annuncia il futuro parco della musica  in Maddalena proprio ove partono i deltaplanisti che planano a San Polo.

Doppio evviva così potranno fare casino senza disturbare nessuno. Che bello.

Purtroppo l’ipotetica zona non è servita dalla strada e ovviamente dall’autobus e tantomeno semmai dalla futura funivia.

Che ci vuole? una sgambata e d’inverno una ciaspolata al chiaro di luna…..tutto sport.

Già che siamo in alta montagna il Signor Labolani ripesca una sua vecchia idea: una pista da fondo, anche per tutto l’anno mi pare.

Ovviamente neve artificiale come in presena e il ghiaccio in piazza Paolo VI; e allora perché non organizzare una gara internazionale tipo marcialonga?

Sarebbe molto bello, attirare tutti gli atleti di sport invernali a Brescia e poi portarli a visitare Santa Giulia.

Marketingggggg.

         ….. Sono giornate di passione e il Signor Labolani, generoso come sempre, propone la realizzazione di un grande parco a San Polo, giustamente visto che da anni gli abitanti lo reclamano.

dato che è Pasqua siamo tutti più buoni, 600 mila euro. Urca, da dove spuntano i dinari? purtroppo i tecnici hanno malconsigliato il Signor Labolani, non è un parco è solo un giardino a sud del cimitero di Santa Eufemia.

Fa niente, lo realizzeremo lo stesso, costi quello che costi, così potrò inaugurare e provare nuovi scivoli: credo che così pensi gioioso l’assessore.

            Come un candito sulla colomba non poteva mancare l’incubo nero, pardon, il cubo bianco con la pensilina appresso. Qui il pensiero tecnico, economico e agonistico si fa complesso come un triplice salto mortale avvitato.; …..da valutare con metodo scientifico e stilistico.

Siccome siamo in difficoltà economiche da bravo amministratore non ho fatto fare i carotaggi e sopraluoghi alla Sovrintendenza alla belle arti per Largo Formentone così mi pare si sia espresso il Signor Labolani.

Sarebbero stati soldi spesi inutilmente; già, ora la biblioteca interuniversitaria, in vicolo dell’anguilla,  tiene aperto sino a tardi e i ragazzi possono andare là.

Come un buon padre di famiglia…fiori rosa, fiori di pesco.

Ma la pensilina? ho già pensato tutto io, va al parco pescheto. Già.

E’ da tre anni che  gli alpini non riescono a finire la prima delle due costruzioni come da progetto.( ex fienile)….mancano i dineri? ci pense me.

Sopra la pensilina ci mettiamo metà panelli fotovoltaici così doniamo elettricità agli alpini, parchè gli alpini non sono in grado di coprire il loro fabbricato di pannelli.

Non conviene ricoprirla interamente di pannelli altrimenti avremo un surplus di elettricità e gli alpini non andrebbero mai a casa.

E’ proprio babbo pasquale. Poi la pensilina, poiché i tecnici smontandola l’hanno segata, sarà più bassa come suggeriscono altri tecnici, perchè sarà più bella e consona alla sua  funzione.

La metteremo, su suggerimento dei tecnici del Coni sul campetto di calcio in sintetico, così i ragazzi dovranno imparare a dribblare pure i pali della pensilina….insomma tutto sport.

 Dulcis in fondo, promette ancora un piccolo campo da golf vicino alla pensilina.

 

Vedi un po’ caro Emanuele, potrai vedere ancora il nostro caro assessore in fotografia giocare fra le buche.

 

Buona Santa Pasqua a tutti e soprattutto all’Assessore Mario Labolani e che sia di riflessione dopo la passione.

 

pasini roberto

Share
0

Il futuro delle primarie a Brescia (Beppe Almansi *)

Gentile Direttore,

in questi giorni, a seguito della autocandidatura di Marco Fenaroli alle primarie del centrosinistra per la città di Brescia,  le reazioni del PD sono state le più varie , ma tutte con un comune denominatore che è diventato quasi un tormentone:

“Prima il programma, poi le persone”. “Prima lo spartito, poi il suonatore” direbbe Bersani. 

A prima vista, nulla di più inappuntabile. Bisogna trovare un programma che metta d’accordo tutti, prima del voto.
Poi, tutti insieme, dopo l’eventuale vittoria si applica il programma concordato.
Eppure in questo ragionamento, che sembra perfetto, si nascondono un paio di buchi neri. Belli grossi. 

Il primo, più che un buco nero, è un tremendo sospetto. Un timore, probabilmente fondato.
Per mettere d’accordo tutti,all’interno del centrosinistra, ci potremmo trovare davanti ad un programma figlio di un minimo comun denominatore, come è accaduto con il governo Prodi, che non sarebbe in grado di dare quella svolta di cui la nostra città  ha disperato bisogno. 
Ma si potrebbe obiettare che le regole sulle primarie non possano tenere conto delle diverse opzioni politiche o programmatiche , anche se interne ad un singolo partito.

 La seconda falla del ragionamento, invece, è macroscopica e , vorrei dire, di principio. 

Le primarie non servono a scegliere il leader.
O almeno non solo quello. Ovunque nel mondo le primarie servono per scegliere la piattaforma politica, il programma politico, che il leader prescelto incarna e che applicherà in caso di vittoria elettorale. 
Da qui partono tutti gli equivoci del Pd.
Le primarie servono per far emergere, tra tutte le sensibilità politiche presenti, quella più adatta per affrontare il duello elettorale con il centrodestra. O almeno quella che gli elettori del centrosinistra ritengono migliore.

Se domani si affrontassero alle primarie del PD Fassina e Renzi, per fare due esempi opposti, credete che i militanti del PD si ritroverebbero a scegliere solo un leader?
No, gli elettori democratici sarebbero chiamati a scegliere tra due piattaforme politiche, tra due ricette per il paese, completamente diverse. Andare a trovare la famosa “sintesi” tra queste due proposte così diverse non farebbe altro che snaturarle entrambe. 

Per questo semplice motivo se invece si pensa di fare del centrosinistra  una coalizione  aperta alla società civile, che sia aperta al contributo di tutti, dimentichiamoci questa benedetta/maledetta unanimità, l’identità culturale e politica.

E facciamo delle primarie il valore aggiunto con cui, per mezzo di elettori, simpatizzanti ed iscritti, scegliamo la piattaforma politica, incarnata da un leader, più adatta per vincere la sfida elettorale. 

Lo scontro fra i candidati nelle primarie non è un concorso di bellezza ma si dovrebbe svolgere su opzioni programmatiche diverse. Il popolo delle primarie scegliendo il candidato sceglierebbe una linea politica.
E’ sempre stato così, lo è anche nei paesi dove si celebrano da anni, come gli Usa, o di più recente fervore per le primarie come la Francia.
Proprio in Francia assistendo al dibattito tra i sei (!) candidati alle primarie della “gauche” per le  presidenziali del 2012 si è assistito ad una discussione tra programmi, idee, proposte, visioni del mondo.
Visioni simili (stanno tutti dalla stessa parte), che però prevedono soluzioni diverse per le varie questioni, su tutte quella economica.

Così si fanno le primarie nei paesi seri , paesi nei quali non si disconosce il concorrente e non si ha paura di confrontare opzioni diverse.
Così è accaduto ovunque si son svolte le primarie in Italia negli ultimi anni .

Qualcuno può pensare che in Puglia Boccia avrebbe suonato lo stesso spartito di Vendola se avesse vinto le primarie?
Questo può piacere o non piacere e comprendo perfettamente i motivi per cui a qualcuno non piace.

Se ci fosse già un programma bello e fatto, non si capisce su che cosa dovrebbero votare gli elettori se non sul dato estetico del puro scontro di personalità, scenario che Bersani, nella sua giusta campagna contro la personalizzazione della politica, vuole allontanare.

Ma allora bisogna essere onesti e avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome senza snaturare uno strumento semplice e allo stesso tempo così prezioso per il coinvolgimento dei cittadini e del popolo del centrosinistra.

Lo stesso coraggio e la stessa responsabilità necessari a chi ( comincio a intravedere in qualche dichiarazione questa tentazione) sta già pensando più utile e preferibile trovare il modo di non fare più le primarie senza capire che in questo modo non solo si tornerà alle “vecchie botteghe” ma si regalerà la città al centrodestra per molti anni ancora.
* segreteria provinciale di Brescia di Sinistra Ecologia Libertà
via Stretta 74 Brescia

Share
0

Paroli: anche la Lega non lo vuole più (Giorgio De Martin *)

Giorgio De Martin

La richiesta di primarie nel centro destra per scegliere il loro candidato sindaco, avanzata dal capogruppo leghista Gallizioli, è la palese dimostrazione di quanto perfino quelli che erano i migliori alleati di Paroli, oggi non lo ritengano più il sindaco adatto per la nostra città.

Una crisi, quella che attraversa il centro destra bresciano, che è sempre più forte e profonda.
Tant’è che la Lega non perde occasione per trovare pretesti utili a prendere le distanze dagli alleati (o ormai ex alleati?).
L’ultima “bega” che ha attraversato il centro destra è espolsa in Consiglio Comunale lunedì scorso. La Lega si è astenuta su un o.d.g. che esprimeva “preoccupazione per quanto sta accadendo nella Iveco” in riferimento alle limitazioni della “piena libertà dei lavoratori nell’accedere ai diriti fondamentali, civili e sindacali”. Parole di totale buon senso. Non a caso ottenevano i voti favorevoli di Pd, Pdl, Udc, Lista Castelletti, Idv e Sel, ma non quelli della Lega che, oltre a disinteressarsi dei diritti elementari di chi lavora alla Iveco, utilizzava il voto anche per sottolineare ulteriormente la propia distanza dagli altri partiti dei suoi “alleati”.
Insomma sono sempre più evidenti le divisioni che attraversano l’attuale maggioranza, divisioni che hanno portato la Lega a richiedere le primarie, ovvero a sfiduciare politicamente l’attuale sindaco Adriano Paroli.

 

* segretario cittadino del Partito Democratico
Share