COMUNE DI CASTEGNATO
Provincia di Brescia
Via Pietro Trebeschi, 8 – 25045 CASTEGNATO (BS)
Ragioni della richiesta di incontro
• Ribadire le motivazioni del NO all’ipotesi di discarica a Bosco Stella
• Trovare conferma all’impegno assunto dal Consiglio Provinciale con la mozione votata il 28 gennaio 2011, chi impegna gli Assessori all’Ambiente e Territorio, per quanto di competenza,
ad esprimere parere contrario
• Illustrare la variante urbanistica avviata dal Comune di Castegnato
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Le ragioni del NO
Sin dal 2006, da quanto è stato avviato l’iter per realizzare un impianto di smaltimento a Bosco Stella, abbiamo ribadito il nostro motivato NO.
Lo abbiamo fatto con cognizione di causa, dopo una serie di pubbliche assemblee e riunioni con specialisti.
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Le motivazioni tecniche
le abbiamo presentate, rafforzate, puntualizzate, illustrate, pubblicizzate, e non le riprendo.
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Motivazioni sociali – politiche – ambientali e territoriali
Le riassumo in una battuta: abbiamo già dato, e anche molto.
Abbiamo già dato come territorio che per il 4 percento è stato utilizzato per cave e discariche che hanno creato una serie di problematiche ambientali che si sono nel tempo sommate le une alle altre
Stiamo dando il nostro contributo riducendo drasticamente i rifiuti da conferire nelle discariche, con una raccolta differenziata che vede tre dei nostri quattro comuni tra i primi dieci sui 206 della Provincia, con una percentuale superiore al 70 percento.
Stiamo dando un contributo all’ambiente e al territorio con il teleriscaldamento, con la centrale di cogenerazione, con il fotovoltaico, con il PAES…
Abbiamo già dato molto ed ora tocca ad altri fare la propria parte.
Il nostro NO non è quindi un rifuggire dall’assunzione di responsabilità collettive, perché la nostra parte l’abbiamo fatta.
Il nostro NO, non è un NO elitario di qualche sindaco, giunta o consiglio comunale, è un NO della nostra gente che si esprime anche attraverso i Comitati, è un NO del territorio.
Sono però convinto che le problematiche tecniche, di fattibilità e compatibilità possono trovare forzature interpretative a seconda degli obiettivi che si da la politica.
Per questa ragione ribadisco che la decisione di consentire o meno la realizzazione dell’impianto di smaltimento a Bosco Stella è una decisione di fatto tutta in mano alla politica che nelle diverse sedi è chiamata ad esprimersi.
Noi, come Comuni, ci siamo già espressi in più occasioni anche con Consigli Comunali e lo ribadiamo oggi
Qui, oggi, chiediamo che la Provincia confermi la propria posizione di contrarietà, sia perché glielo chiedono i Comuni, sia per rispettare il vincolo che il Consiglio provinciale si è liberamente dato approvando la mozione 22 del 2010 con votazione unanime di approvazione, il 28 gennaio 2011.
Ricordo che la delibera chi impegna gli Assessori all’Ambiente e Territorio, per quanto di competenza, ad esprimere parere contrario.
Dopo la Provincia tocca alla Regione Lombardia ed è qui che viene messa alla prova la coerenza delle decisioni con le manifestazioni di contrarietà espresse da tutti i partiti.
Non c’è un partito che ci abbia detto di essere d’accordo o favorevole all’impianto di Bosco Stella: attendiamo tutti alla coerenza.
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La variante urbanistica al PGT di Castegnato
Siamo così convinti di essere nel giusto e che le nostre ragioni, le ragioni di tutti stando alle dichiarazioni, per ribadire il NO a Bosco Stella, saranno quelle vincenti, che abbiamo già avviato il percorso urbanistico per una diversa destinazione di Bosco Stella.
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• Castegnato ha un territorio di 9,2 km2
• Circa l 4% è stato utilizzato per cave e discariche: una parte significativa del territorio è considerata “area sterile”, non più o difficilmente utilizzabile.
• Presenza di cave il cui utilizzo, fino ad oggi, è stato di destinarle a discariche.
• Vogliamo invertire questa tendenza che vede in ogni cava una potenziale discarica: ci sono tutte le condizioni per recuperare aree alla pubblica utilità, senza questo passaggio.
• A maggior ragione per Bosco Stella, perché voglia,mo evitare che una volta ottenuto il risultato di respingere la richiesta di realizzare l’impianto di smaltimento, in un futuro neanche troppo lontano, di fronte a qualsiasi emergenza, ritorni la proposta di discarica in un’area così “appetibile”.
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I principali obiettivi della variante, che non aumenterà di un solo metro cubo l’edilizia residenziale già prevista dal PGT, 1. interrompere i processi negativi (la riconversione delle aree di cava in discariche) attualmente molto diffusi nella realtà lombarda e attivare contestualmente “circoli virtuosi”, che incentivino processi alternativi per la riqualificazione degli ambiti oggetto di escavazione
2. modificare la normativa attuativa del PGT vigente in senso ancor più restrittivo, prevedendo il divieto di nuove attività di discarica e smaltimento rifiuti sull’intero territorio comunale di Castegnato in quanto incompatibili con il contesto ambientale, ecologico esistenti, già sottoposti a forti elementi di pressione urbanizzativi, infrastrutturale e ambientale.
3. porre attenzione e favorire le potenzialità offerte dalle energie alternative, verificando la compatibilità urbanistica e paesaggistica di interventi finalizzati allo sfruttamento delle stesse;
La proposta di variante, la cui VAS è attivata in questi giorni con l’invio delle convocazioni e la pubblicazione del documento, è stata costruita attraverso incontri tra i quattro sindaci, con i tecnici qualificati: urbanisti, ambientali, geologo.
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Vogliamo puntualizzare la previsione già contenuta del PGT, rafforzandola ulteriormente, dando una “mission” precisa a questa parte del territorio.
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Il Punto 8.5.5 del Documento di Piano-Relazione programmatica, così
recita:
Recupero delle aree critiche e di degrado (cave esaurite) con lo scopo di
riutilizzare territorio non agricolo ed evitare un potenziale riempimento delle
cave come discariche.
…Per le aree interessate attualmente da attività estrattive (quelle inserite nel piano cave ATE10 e ATE17 e quelle escluse ma comunque in attività) potranno essere previsti piani di recupero alternativi, produttivi, naturalistici, ecologici e per produzione di fonti alternative o biomasse che evitino un loro riutilizzo come discariche per inerti o RSU, riducendo l’impatto ambientale dei siti.
Individuata la mission, abbiamo esemplificato le possibilità di utilizzo che dovranno essere formalmente sottoposte all’Amministrazione comunale per arrivare ad una convenzione che stabilisca interventi, tempi, modalità, ritorno di utilità all’Ente locale e così via.
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Il Polo avanzato dell’energia
La nostra ipotesi prevede degli elementi principali, in grado di integrarsi fra loro, che potranno rappresentare il cuore del sistema.
Da un lato l’installazione di impianti per la produzione dell’energia elettrica attraverso l’utilizzo di sistemi fotovoltaici posizionati su supporti ancorati all’altezza del fondo dello scavo attualmente in essere.
Tale sistema potrà anche essere concepito in modo tale che le strutture a sostegno dei pannelli si configurino come delle vere e proprie serre con coperture dedicate alla produzione fotovoltaica (che dato il livello del terreno di cava risulteranno al di sotto del piano di campagna), posizionate in modo da consentire un ragionevole irraggiamento per possibili coltivazioni sottostanti. Dall’altro un sistema di cogenerazione, la cui componente termica verrà dedicata al riscaldamento delle serre stesse.
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La cogenerazione potrà sfruttare alcune fonti di materia prima reperibili direttamente in situ o facilmente trasportabili da ambiti limitrofi; nello specifico, si potranno impiegare combustibili ottenuti:
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- da impianti a biogas, legato alle attività di allevamento presenti nel territorio;
- dalle biomasse raccolte dagli scarti derivanti dalle produzioni della serra, nel caso appunto della realizzazione del sistema integrato serra/pannelli fotovoltaici.
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In fase di progettazione dell’impianto potranno essere valutate ulteriori alternative per il reperimento dei combustibili per l’impianto di cogenerazione; appare evidente che un simile impianto, da un lato consentirebbe l’accoppiamento delle funzione ecologica ed energetica, dall’altro necessiterebbe di componenti tecnologiche all’avanguardia atte a garantirne il funzionamento in assoluta sicurezza.
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In fase esecutiva, a titolo esemplificativo, potrà essere valutato un arricchimento di anidride carbonica dell’atmosfera delle serre attraverso i sottoprodotti della cogenerazione, finalizzato a favorire i processi di fotosintesi clorofilliana delle specie vegetali coltivate in serra.
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Un esempio di impiego degli scarti (eventualmente anche quelli derivanti dalle serre) è rappresentato dalla possibilità di un loro riutilizzo all’interno di semplici impianti di trasformazione della biomassa “umida” in humus, attraverso i processi di compostaggio.
Gli aspetti di integrazione del sistema (fotovoltaico e cogenerazione), già sufficienti a garantire la fattibilità economica del progetto, dovranno essere valutati anche in relazione alle possibili strategie agronomiche e alle possibilità di aggancio alle filiere esistenti del sistema agricolo produttivo, con particolare riferimento al contesto della Franciacorta.
Resta tuttavia chiaro l’obiettivo di “chiudere i cicli“, concependo sistemi in grado di autosostentarsi, richiedendo sempre meno materia prima esterna, da ottenere attraverso l’impiego di un insieme integrato e strutturato di impianti che sfruttino al meglio i potenziali energetici disponibili, e ricavabili da tutte le fonti utilizzate.
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L’ipotesi potrà essere ulteriormente sviluppata attraverso l’impiego di altre tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in grado di sfruttare le potenzialità del territorio e dell’ambito di riferimento; tra queste ultime vi sono gli impianti per la produzione di energia geotermica.
A tal proposito, a seguito di approfondite ricerche compiute da Cogeme di comune accordo con la Regione Lombardia, è emersa una peculiarità della Franciacorta orientale (ed in particolare del territorio di Castegnato), connessa con la presenza di acqua calda in profondità.
Tale presenza di fluidi geotermici, se opportunamente sfruttata con impianti e tecnologie avanzate garantirebbe la possibilità di integrare i sistemi tradizionali di produzione e distribuzione di energia con una fonte pulita e conveniente per le comunità locali: suddetti fluidi geotermici potrebbero essere utilizzati per il sistema di teleriscaldamento attualmente alimentato dal cogeneratore di Castegnato.
Prendendo in considerazione l’integrabilità dell’impianto in esame con le reti esistenti di distribuzione dell’energia elettrica, essa sarebbe facilmente garantita in considerazione:
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- della presenza, all’interno dell’ambito, di collegamenti alla rete di media tensione esistente;
- della ridotta distanza dell’area in oggetto dalla centrale di trasformazione localizzata nel territorio comunale di Ospitaletto.
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In definitiva, sviluppando in tutte le sue componenti l’ipotesi progettuale sopra descritta consentirebbe una rilevante produzione di energia da fonti alternative, attraverso un sistema integrato basato su:
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- sistemi fotovoltaici (con possibile integrazione dell’impianto fotovoltaico e delle serre agricole);
- impianti a biogas (anche legati all’attività di allevamento presente sul territorio);
- sistemi innovativi di trattamento del rifiuto (processi di compostaggio);
- impianti di compostaggio delle biomasse vegetali;
- impianti geotermici per eventuale teleriscaldamento;
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Un’ulteriore evoluzione del “Polo avanzato dell’energia” potrebbe essere rappresentata dalla possibile attivazione di un centro servizi dedicato anche alla ricerca, aperto alle aziende già attive nel settore e all’interno del quale realizzare spazi dedicati alla ricerca e alla sperimentazione in materia di energia, fornendo un’elevata connotazione anche di carattere tecnico-scientifico al polo multifunzionale.
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Riassumendo…
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VANTAGGI
1. Riutilizzo di un’area degradata mediante l’interruzione di un processo negativo (la riconversione delle aree di cava in discariche) attualmente molto diffuso nella realtà lombarda e la contestuale attivazione di un “circolo virtuoso” in linea con i recenti dispositivi nazionali in materia (decreto “Romani”), che incentivano processi virtuosi per la riqualificazione degli ambiti oggetto di escavazione.
2. Creazione di un parco dell’energia dedicato al sistema integrato di produzione di energia da fonti rinnovabili e pulite ad alto contenuto innovativo e tecnologico, ad elevata produzione energetica e di rilevanza sovralocale, mediante l’installazione di un impianto o di più impianti integrati in grado di integrare i sistemi tradizionali per soddisfare il fabbisogno energetico collettivo.
3. Installazione di strutture a ridotto impatto ambientale, soprattutto in considerazione della realizzazione del complesso dei pannelli solari/serre all’interno di un’area depressa rispetto al piano campagna.
4. Esecuzione di strutture leggere e di semplice realizzazione a sostegno dei pannelli fotovoltaici; nell’ipotesi di eseguire strutture alte ciò consentirebbe l’utilizzo anche del piano campagna.
5. Creazione di un sistema in grado di autosostentarsi, richiedendo sempre meno materia prima esterna, da ottenersi attraverso l’impiego di un insieme integrato e strutturato di impianti che sfruttino al meglio i potenziali energetici disponibili e ricavabili da tutte le fonti utilizzate.
6. Necessità di ridotti interventi di natura infrastrutturale nei confronti della viabilità esistente.
7. L’area in esame è facilmente urbanizzabile rispetto alle funzioni da insediare, così come risulta esiguo l’impatto degli interventi ipotizzati in termini di incremento dei flussi di traffico in ingresso all’area in fase di esercizio degli impianti.
8. Il sito risulta essere già collegato alle linee Terna di media tensione con facilità di collegamento alla piattaforma di alta tensione presente nelle vicinanze e nel sistema industriale a cavallo tra i comuni di Castegnato e Ospitaletto.