Politica Categnato Archive

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Calma, fermiamoci a riflettere, non roviniamo tutto. (Giuseppe Orizio – Sindaco di Castegnato)

Fermiamoci

Giuseppe Orizio, sindaco di Castegnato

Fermarci a riflettere su quanto sta accadendo è doveroso se non vogliamo che venga vanificato ciò che è stato fatto sino ad ora.

Il governo Monti, che supplisce all’inefficienza  ed inefficacia del Parlamento, ha sino ora ben operato, ma stiamo sentendo alcune note stonate che rischiano di rovinare la sinfonia.

La durezza e la celerità imposta dal governo alla riforma del mercato del lavoro, da valutare nel suo insieme che è secondo me positivo, danno l’impressione di un governo che è allo stadio finale del suo operato.

Chi è alla fine di un percorso o di un mandato, è spesso colto dal bisogno di lasciare tante cose fatte, di recuperare il più possibile nel poco tempo che rimane cercando di fare di più, ancora di più, di fare tutto ciò che si era prefisso di realizzare.

Ed allora ecco che la fretta mal si concilia con la qualità e quantità delle cose che si vogliono fare.

Il rischio è che alla fine prevalgano quella frustrazione e disillusione che sono la zizzania di qualsiasi cosa che si vuol rendere duratura e condivisa.

Sino ad ora, con tutte le sue accelerate e brusche frenate, l’azione del governo Monti si è caratterizzata per aver determinato una sostanziale e vasta convergenza del Paese sulle sue scelte.

Certo, molte delle sacche di monopolio e privilegio sono ancora lì: il credito, il pubblico impiego, la grande evasione, le varie caste delle Regioni e del Parlamento, ecc. ecc. e non hanno ancora contribuito più di tanto al risanamento ed allo sviluppo del paese Italia.

Sino ad ora il Paese è stato unito ed è ciò che ha creato condivisione verso una visione d’insieme.

Oggi il rischio è la frantumazione di quel disegno sociale unitario che è contemporaneamente credibilità per il governo dei tecnici e solidità del Paese che deve ripartire con lo sviluppo.

Ho sentito in questi giorni  “denigrare” la “concertazione” come se fosse il male assoluto, responsabile del declino economico e morale dell’Italia.

Ebbene, io sono ancora convinto che se vogliamo costruire e consolidare un’Italia sociale e solidale, tutte le componenti sociali ed economiche devono condividere un progetto e ciascuna adoperarsi per la propria parte per raggiungerlo, con lo Stato che attraverso le regole è garante della coerenza di tutti.

E’ utopia? No certo. E’ democrazia sociale ed è ancora più che mai attuale e realizzabile.

L’alternativa, che sta sempre dietro l’angolo, è che emergano gli uomini  (i poteri) bravi, intelligenti e forti ai quali affidare il nostro futuro… tornando indietro di un secolo.

Presidente Monti, concluda bene e con tutti la riforma del mercato del lavoro e poi conduca celermente tutti per mano, verso un rinnovo del Parlamento votato dai cittadini nel quale spero ancora di vederla  impegnato con primarie responsabilità.

Giuseppe Orizio

Sindaco di Castegnato

 

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CASTEGNATO – Sindaco e vice sindaco hanno incontrato Lavoratori e Sindacato della BPB

COMUNE DI CASTEGNATO
Provincia di Brescia
Via Pietro Trebeschi, 8 – 25045 CASTEGNATO (BS)
Tel. 030/2146811 – Fax: 030/2140319

Castegnato, sabato 17 marzo 2012

Il sindaco Giuseppe Orizio ed il vice sindaco Patrizia Turelli che ha la delega per il Lavoro ed Attività Produttive, hanno incontrato stamattina una delegazione dei lavoratori della BPB di Castegnato che ha cessato dipunto in bianco l’attività di pressofusione in alluminio, lasciando senza lavoro tutti i dipendenti.

Presente all’incontro il funzionario di zona della Fiom Massimo Cappelletti che segue la BPB ed ha illustrato e discusso con gli amministratori del comune la situazione.
I dipendenti senza lavoro sono 76, in grandissima parte non sono italiani e provengo dalla città, nonchè dai paesi della zona: Castegnato, Ospitaletto, Paderno, Travagliato, Gussago, Concesio, Iseo, Passirano, Roncadelle. Molti vantano arretrati consistenti per mesi di lavoro non ancora retribuito.
La Cassa Integrazione ordinaria scade il 13 aprile ed il futuro è più che incerto.
La cessazione dell’attività della BPB, che è costantemente presidiata dai lavoratori per impedire la fuoriuscita delle lavorazioni, sta mettendo in difficoltà anche molti artigiani che vantano anch’essi crediti consistenti ed alcuni proprio per questo stanno rischiando a propria volta il fallimento.
Nonostante la cessazione improvvisa dell’attività e la pesante situazione debitoria i proprietari della BPB non hanno ancora presentato istanza di fallimento
In assenza di questa istanza i lavoratori non avranno diritto alla Cassa Integrazione straordinaria cosa che consentirebbe, tra l’altro, l’esenzione dal pagamento dei ticket ed il blocco dei mutui sulla casa ai quali non possono far fronte.
Gli Amministratori di Castegnato si sono resi disponibili a richiedere un incontro con la proprietà per meglio conoscere la situazione e sollecitare le iniziative che possono consentire le coperture sociali ai dipendenti. Per quanto riguarda i residenti a Castegnato, saranno valutate le situazioni dei singoli nuclei familiari coinvolti nella crisi della BPB per quanto riguarda in particolare il pagamento delle rette scolastiche.

 

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CASTEGNATO Controlli sulle residenze disgiunte dei coniugi e sulle seconde case ai fini dell’IMU

Senza intenti persecutori, ma con ferma determinazione, con una serie di delibere l’Amministrazione comunale di Castegnato sta dando corpo alla ricerca di quell’equità fiscale che passa dal dovere di ciascuno di contribuire correttamente e nel rispetto della legge, ai bisogni collettivi.

Dopo aver istituito il Consiglio Tributario, che è stato di fatto depotenziato dai recenti provvedimenti legislativi, e la sottoscrizione dell’accordo con l’Agenzia delle Entrate, la giunta di Castegnato ha deliberato alcune linee di indirizzo ai quali l’Ufficio Tributi si deve attenere, per quanto riguarda le residenze disgiunte dei coniugi e l’effetto che queste hanno sull’applicazione dell’Imposta Comunale sugli Immobili.

“”Il caso tipo è semplice — è il commento del sindaco Giuseppe Orizio e del suo Vice Patrizia Turelli, assessore al Bilancio — ed è quello di due coniugi che hanno ciascuno una abitazione che dichiarano come abitazione principale, usufruendo delle aliquote e condizioni privilegiate che questa situazione comporta. Spesso una delle due è nel paese dove tutta la famiglia effettivamente vive e l’altra in luogo di villeggiatura. Per fare questo viene “spezzato” lo Stato di famiglia in contrasto con gli articoli 143 che prevede l’obbligo di convivenza dei coniugi e 144  sulla residenza della famiglia. Ovviamente c’è anche una ricaduta negativa sulle casse comunali perché l’aliquota sulle seconde case è quasi il doppio“”.

E’ una situazione che non riguarda solo Castegnato

Evidentemente no, però c’è una sentenza  della Corte Suprema di Cassazione, la numero 14389 del 2010, che ha ben chiarito il concetto di abitazione principale e ciò vale per tutti.

Che indicazioni avete dato agli uffici comunali

La nostra volontà non è di infierire, ma di fare le cose giuste per la nostra comunità, anche consentendo a chi ha sbagliato di ravvedersi e regolarizzare la propria posizione. Con l’Ufficio Anagrafe abbiamo già verificato le risultanze anagrafiche in contrasto con la giurisprudenza. All’Ufficio Tributi abbiamo dato altre indicazioni. Una volta individuate le situazioni, verranno inviate lettere per invitare il contribuente a recarsi entro 30 giorni presso l’ufficio tributi al fine di chiarire la posizione, producendo eventuale documentazione giustificativa (esempio separazione legale, ricovero in strutture o altro).  In mancanza dei requisiti per il riconoscimento della condizione di abitazione principale, inviteremo il contribuente a regolarizzare la residenza entro 60 giorni ed in tal caso, vista la buona fede dimostrata, non procederemo all’emissione degli avvisi di accertamento per gli anni pregressi. Decorsi questi termini senza aver ricevuto eventuali osservazioni e/o documenti, procederemo all’emissione degli avvisi di accertamento per i cinque anni pregressi e segnaleremo per conoscenza ad eventuali altri Comuni interessati le posizioni verificate.””

 

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CASTEGNATO 15 buoni lavoro per chi è senza lavoro

Entro il 29 febbraio le domande

La Giunta comunale di Castegnato, per andare incontro alle molte situazioni di lavoro precario o dei senza lavoro, ha fatto propria la proposta della Provincia di Brescia che ha assegnato ad ogni comune dei voucher lavoro, integrandoli della stessa quantità sottoscritta a proprio carico dal comune stesso.

Cinque i voucher da 300 euro cadauno assegnati dalla Provincia a Castegnato, cinque quelli che il comune acquista, cinque che vengono aggiunti dalla Provincia, per un totale di quindici, per l’assegnazione dei quali la Giunta di Castegnato ha approvato un apposito bando.

I “buoni lavoro” sono destinati a residenti nel comune che sono nella condizione di  disoccupazione, mobilità o percettori di integrazione salariale.

L’assegnazione dei voucher di 300 euro lordi, 225 netti,  è per lo svolgimento di lavoro occasionale di tipo accessorio quali lavori di giardinaggio; pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti; lavori in occasione di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli; lavori di emergenza; lavori di solidarietà nell’ambito delle attività dei servizi sociali.

Le domande, su apposito modulo disponibile in comune e sul sito www.comunecastegnato.org che pubblica anche l’intero bando, devono pervenire in Municipio entro le ore 12 del 29 febbraio.

Per chiarimenti e informazioni gli interessati possono rivolgersi all’Ufficio Servizi Sociali tel 0302146841, fax 0302140319 e-mail sociale@comunecastegnato.org.

 

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Riorganizzata la Giunta comunale di Castegnato

CASTEGNATO

La Giunta da sei a cinque componenti

Deleghe a due Consiglieri comunali

Ridotte le indennità agli amministratori

 

Dopo le dimissioni di Lorenzo Vimercati, da Assessore all’Urbanistica ed Edilizia privata, il sindaco Giuseppe Orizio ha riorganizzato la propria Giunta e ne ha dato comunicazione in apertura del Consiglio comunale che si è tenuto giovedì sera.

Ringraziato Vimercati per il lavoro svolto e per tutto ciò che ha fatto dal 1990 ad oggi dando vita ad Alleanza per Castegnato e poi alla Civica Castegnato, il sindaco ha in seguito riferito ai consiglieri di aver trasferito le deleghe di Vimercati all’Assessore Edoardo Corongiu in aggiunta a quelle già assegnategli riferite ai Lavori Pubblici, Ecologia, verde e parchi.

 “”Con l’accorpamento delle deleghe – ha detto Orizio — abbiamo deciso che la Giunta passa da sei a cinque componenti. Questa decisione è anche finalizzata a contenere i costi complessivi della nostra attività amministrativa in un momento particolarmente delicato e difficile per l’economia ed i bilanci comunali. Ma non ci siamo fermati qui. La Giunta Comunale ha già deliberato che per l’anno 2012 le proprie indennità saranno ridotte del quindici percento rispetto a quelle previste dalle vigenti disposizioni legislative. Quando andremo al rinnovo dell’amministrazione nel 2014, gli assessori non potranno essere più di quattro e dovremo quindi valorizzare la collaborazione dei consiglieri comunali. Per questa ragione ho  già delegato Giuseppe Putelli e seguire il verde ed i parchi ed ora Massimo Alessandria a svolgere attività di istruzione e studio di progetti ed iniziative relative al settore ecologia ed ambiente. Questi incarichi dovranno essere svolti di concerto con l’Assessore di riferimento.””

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CASTEGNATO: lettera 7 sindaci contro discariche

I sindaci dei comuni di Berlingo, Castegnato, Cazzago SanMartino, Paderno Franciacorta, Passirano, Rovato e Travagliato hanno formalizzato oggi le richieste di un incontro urgente agli Assessori Regionali all’Ambiente Marcello Raimondi e del Territorio e Urbanistica Daniele Belotti ed agli Assessori Provinciali Giuseppe Romele (Assetto territoriale) e Stefano Dotti (tutela Ambiente Ecologia e Attività estrattive.
I sindaci sono preoccupati perché il territorio dei loro Comuni sta subendo una violenza non più tollerabile a causa di Piani di Settore difformi rispetto all’indirizzo amministrativo voluto dalle Amministrazioni e di una legislazione regionale che tutela più gli interessi degli operatori privati che le esigenze condivise del territorio.
“”Questa parte di territorio bresciano – scrivono i sindaci agli assessori regionali e provinciali è già ampiamente martoriato con la presenza di cave, discariche e grandi infrastrutture viabilistiche, ed altri progetti si stanno pericolosamente e inspiegabilmente concentrando in questa area.””
I sindaci ribadiscono il loro no alla realizzazione di nuove discariche facendo riferimento a motivazioni già
ampiamente comunicate e chiedono che gli esponenti politici evitino pericolose e preoccupanti fughe dalle proprie responsabilità.
“”La politicaproseguono le lettere deve riappropriarsi della capacità di poter dialogare con Enti comunali e sovra comunali, ma deve anche avere la capacità di ergersi a decisore e arbitro della pianificazione del territorio, non assoggettata a scelte privatistiche dettate da interessi economici o nascosta dietro decisioni semplicemente tecniche.”” 
Essendo la politica determinante in tutte le decisioni che vengono assunte, i sindaci si rivolgono direttamente agli Assessori dei due livelli, Regionale e Provinciale, che hanno competenze per decidere su futuro del loro   territorio, e si aspettano una celere convocazione.
Dario Ciapetti sindaco di Berlingo
Giuseppe Orizio sindaco di Castegnato
Giuseppe Foresti sindaco di Cazzago San Martino
Antonio Vivenzi sindaco di Paderno Franciacorta
Daniela Gerardini sindaco di Passirano
Angelo Bergomi vice sindaco di Rovato
Dante Buizza sindaco di Travagliato
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CASTEGNATO Lorenzo Vimercati si dimette da Assessore

Lorenzo Vimercati, assessore all’Urbanistica ed edilizia privata ha rassegnato nelle mani del sindaco Giuseppe Orizio le dimissioni da Assessore, motivate per sopravvenuti impegni professionali che si aggiungono a quelli che già svolge quale medico di base.

Vimercati continuerà a sedere in Consiglio comunale come consigliere, le sue competenze sono state assegnate a Edoardo Corongiu che le somma a quelle già conferite quale assessore ai Lavori pubblici e Ambiente.

Le dimissioni di Lorenzo Vimercati non sono una novità perché me le aveva anticipate – commenta il sindaco –  ma non per questo sono indolori. Le considero come uno dei momenti più significativi del suo impegno per Castegnato. Il suo non è un lasciar perdere, un abbandono, ma un atto di grande responsabilità che è finalizzato ad aiutare me e l’esperienza che stiamo faticosamente vivendo, un atto che vuole dare continuità e se possibile nuovo slancio a ciò che stiamo facendo come Amministrazione. E’ bene ricordare che Vimercati è consigliere comunale dal 1985 e che nel 1990 ha dato vita ad Alleanza per Castegnato candidandosi come sindaco e venendo eletto per tre volte. Nel 1995 ha avuto oltre il 72 percento dei voti, percentuale mai raggiunta da altri candidati dagli anni sessanta in poi, a dimostrazione di come gli elettori lo apprezzavano. Nel 2004 ha sostenuto ed ha fatto parte della Civica Castegnato che mi ha eletto sindaco, ha fatto il vice sindaco e dal 2009 è assessore. Castegnato – conclude Giuseppe Orizio – gli deve molto e lo dobbiamo ringraziare, perchè senza il suo impegno e la sua disponibilità, questa nostra grande avventura amministrativa, non avrebbe neanche avuto inizio.””

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CASTEGNATO 16 gennaio – TRE sindaci in audizione in Provincia su “Bosco Stella”

In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato cui si è rivolto  Gianbattista Sarnico, eletto sindaco di Ospitaletto la scorsa primavera, dopo la decisione del Tar di Brescia di annullare le elezioni comunali, prosegue inarrestabile la serie di iniziative concordate a fine anno scorso dai quattro sindaci  di Castegnato, Ospitaletto, Paderno e Passirano per ribadire il proprio no alla realizzazione di una discarica in località Bosco Stella.

Tra le richieste avanzate dai sindaci alla Provincia di Brescia, c’era quella di organizzare, da parte dell’Amministrazione Provinciale, una seduta congiunta delle Commissioni consiliari Ambiente e Territorio al fine di approfondire la questione “Bosco Stella” alla presenza degli Assessori che ne hanno la delega.

E’ di ieri la conferma che la convocazione congiunta delle due Commissioni cui sono stati invitati Giuseppe Orizio, Antonio Vivenzi e Daniela Gerardini, rispettivamente sindaci di Castegnato, Paderno e Passirano, è stata fissata per lunedì 16 gennaio alle ore 11 in Palazzo Broletto.

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CASTEGNATO Il no dei comuni alla discarica Bosco Stella

Con un tempismo senza uguali, mentre i sindaci di Castegnato, Ospitaletto, Paderno e Passirano nel corso dell’audizione alla commissione Ambiente della Provincia ribadivano che la decisione di realizzare o meno la discarica Bosco Stella è ora tutta in mano alle scelte politiche, l’assessore regionale al Territorio Daniele Belotti affermava che “”il sito non si farà solo se non rispetta la Valutazione di Impatto Ambientale.””

“”Le ragioni del no dei comuni a realizzare la discarica, le abbiamo più volte ribadite  — commenta Giuseppe Orizio, sindaco del comune di Castegnato –  L’ultima volta nel corso dell’audizione in Provincia, giovedì 15 dicembre. Le motivazioni tecniche le abbiamo presentate, rafforzate, puntualizzate, illustrate, pubblicizzate. Le motivazioni sociali, politich, ambientali e territoriali, le riassumo in una battuta: abbiamo già dato, e anche molto ed ora tocca ad altri fare la propria parte. Il nostro NO non è quindi un rifuggire  dall’assunzione di responsabilità collettive, perché la nostra parte l’abbiamo fatta. Il nostro NO, non è un NO elitario di qualche sindaco, giunta o consiglio comunale, è un NO della nostra gente che si esprime anche attraverso i Comitati, è un NO  del territorio. Sono però convinto che le problematiche tecniche, di fattibilità e compatibilità possono trovare forzature interpretative a seconda degli obiettivi che si da la politica… Per questa ragione ribadisco che la decisione di consentire o meno la realizzazione dell’impianto di smaltimento a Bosco Stella è una decisione di fatto tutta in mano alla politica che nelle diverse sedi è chiamata ad esprimersi. Noi, come Comuni, ci siamo già espressi in più occasioni anche con Consigli Comunali e loabbiamo ribadito nel cporso dell’audizione i n Per questa ragione ribadisco che la decisione di consentire o meno la realizzazione dell’impianto di smaltimento a Bosco Stella è una decisione di fatto tutta in mano alla politica che nelle diverse sedi è chiamata ad esprimersi.

Noi, come Comuni, ci siamo già espressi in più occasioni anche con Consigli Comunali e lo abbiamo ribadito nel corso dell’audizione in Provincia. Abbiamo chiesto alla Provincia di fare la propria parte, confermando la posizione di contrarietà, sia perché glielo chiedono i Comuni, sia per rispettare il vincolo che il Consiglio provinciale si è liberamente dato approvando la mozione 22 del 2010 con votazione unanime di approvazione, il 28 gennaio 2011. Ricordo che quella delibera impegna gli Assessori all’Ambiente  e Territorio, per quanto di competenza, ad esprimere parere contrario. Dopo la Provincia tocca alla Regione Lombardia ed è qui che viene messa alla prova la coerenza delle decisioni con le manifestazioni di contrarietà espresse da tutti i partiti. Non c’è un partito che ci abbia detto di essere d’accordo o favorevole all’impianto di Bosco Stella: attendiamo tutti alla coerenza.

Per l’area di Bosco Stella il Comune di Castegnato ha avviato una variante al Piano di Governo del Territorio

 

Siamo così convinti di essere nel giusto e che le nostre ragioni, le ragioni di tutti stando alle dichiarazioni saranno quelle vincenti, che abbiamo già avviato il percorso urbanistico per una diversa destinazione di Bosco Stella. La proposta di variante, la cui VAS è attivata in questi giorni con l’invio delle convocazioni e la pubblicazione del documento, è stata costruita attraverso incontri tra i quattro sindaci, con i tecnici qualificati: urbanisti, ambientali, geologo. Vogliamo invertire la tendenza che vede in ogni cava una potenziale discarica: ci sono tutte le condizioni per recuperare aree alla pubblica utilità, senza questo passaggio. A maggior ragione per Bosco Stella, perché vogliamo evitare che una volta ottenuto il risultato di respingere la richiesta di realizzare l’impianto di smaltimento, in un futuro neanche troppo lontano, di fronte a qualsiasi emergenza, ritorni la proposta di discarica in un’area così “appetibile”. Con la variante puntualizziamo la previsione già contenuta del PGT, rafforzandola ulteriormente, dando una “mission” precisa a questa parte del territorio che vogliamo “”occupare”” con attività legate alla produzione di energia, alle energie alternative, all’ambiente con sistemi innovativi di trattamento del rifiuto. Lo abbiamo chiamato Polo Avanzato dell’Energia: è l’alternativa alla discarica.”

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COMUNE DI CASTEGNATO. Commissione Consiliare II relativamente alla questione “Bosco Stella”

COMUNE DI CASTEGNATO
Provincia di Brescia
Via Pietro Trebeschi, 8 – 25045 CASTEGNATO (BS)
Ragioni della richiesta di incontro
Ribadire le motivazioni del NO all’ipotesi di discarica a Bosco Stella
Trovare conferma all’impegno assunto dal Consiglio Provinciale con la mozione votata il 28 gennaio 2011, chi impegna gli Assessori all’Ambiente e Territorio, per quanto di competenza,
ad esprimere parere contrario
Illustrare la variante urbanistica avviata dal Comune di Castegnato
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Le ragioni del NO
Sin dal 2006, da quanto è stato avviato l’iter per realizzare un impianto di smaltimento a Bosco Stella, abbiamo ribadito il nostro motivato NO.
Lo abbiamo fatto con cognizione di causa, dopo una serie di pubbliche assemblee e riunioni con specialisti.
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Le motivazioni tecniche
le abbiamo presentate, rafforzate, puntualizzate, illustrate, pubblicizzate, e non le riprendo.
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Motivazioni sociali – politiche – ambientali e territoriali
Le riassumo in una battuta: abbiamo già dato, e anche molto.
Abbiamo già dato come territorio che per il 4 percento è stato utilizzato per cave e discariche che hanno creato una serie di problematiche ambientali che si sono nel tempo sommate le une alle altre
Stiamo dando il nostro contributo riducendo drasticamente i rifiuti da conferire nelle discariche, con una raccolta differenziata che vede tre dei nostri quattro comuni tra i primi dieci sui 206 della Provincia, con una percentuale superiore al 70 percento.
Stiamo dando un contributo all’ambiente e al territorio con il teleriscaldamento, con la centrale di cogenerazione, con il fotovoltaico, con il PAES…
Abbiamo già dato molto ed ora tocca ad altri fare la propria parte.
Il nostro NO non è quindi un rifuggire dall’assunzione di responsabilità collettive, perché la nostra parte l’abbiamo fatta.
Il nostro NO, non è un NO elitario di qualche sindaco, giunta o consiglio comunale, è un NO della nostra gente che si esprime anche attraverso i Comitati, è un NO del territorio.
Sono però convinto che le problematiche tecniche, di fattibilità e compatibilità possono trovare forzature interpretative a seconda degli obiettivi che si da la politica.
Per questa ragione ribadisco che la decisione di consentire o meno la realizzazione dell’impianto di smaltimento a Bosco Stella è una decisione di fatto tutta in mano alla politica che nelle diverse sedi è chiamata ad esprimersi.
Noi, come Comuni, ci siamo già espressi in più occasioni anche con Consigli Comunali e lo ribadiamo oggi
Qui, oggi, chiediamo che la Provincia confermi la propria posizione di contrarietà, sia perché glielo chiedono i Comuni, sia per rispettare il vincolo che il Consiglio provinciale si è liberamente dato approvando la mozione 22 del 2010 con votazione unanime di approvazione, il 28 gennaio 2011.
Ricordo che la delibera chi impegna gli Assessori all’Ambiente e Territorio, per quanto di competenza, ad esprimere parere contrario.
Dopo la Provincia tocca alla Regione Lombardia ed è qui che viene messa alla prova la coerenza delle decisioni con le manifestazioni di contrarietà espresse da tutti i partiti.
Non c’è un partito che ci abbia detto di essere d’accordo o favorevole all’impianto di Bosco Stella: attendiamo tutti alla coerenza.
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La variante urbanistica al PGT di Castegnato
Siamo così convinti di essere nel giusto e che le nostre ragioni, le ragioni di tutti stando alle dichiarazioni, per ribadire il NO a Bosco Stella, saranno quelle vincenti, che abbiamo già avviato il percorso urbanistico per una diversa destinazione di Bosco Stella.
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Castegnato ha un territorio di 9,2 km2
Circa l 4% è stato utilizzato per cave e discariche: una parte significativa del territorio è considerata “area sterile”, non più o difficilmente utilizzabile.
Presenza di cave il cui utilizzo, fino ad oggi, è stato di destinarle a discariche.
Vogliamo invertire questa tendenza che vede in ogni cava una potenziale discarica: ci sono tutte le condizioni per recuperare aree alla pubblica utilità, senza questo passaggio.
A maggior ragione per Bosco Stella, perché voglia,mo evitare che una volta ottenuto il risultato di respingere la richiesta di realizzare l’impianto di smaltimento, in un futuro neanche troppo lontano, di fronte a qualsiasi emergenza, ritorni la proposta di discarica in un’area così “appetibile”.
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I principali obiettivi della variante, che non aumenterà di un solo metro cubo l’edilizia residenziale già prevista dal PGT, 1. interrompere i processi negativi (la riconversione delle aree di cava in discariche) attualmente molto diffusi nella realtà lombarda e attivare contestualmente “circoli virtuosi”, che incentivino processi alternativi per la riqualificazione degli ambiti oggetto di escavazione
2. modificare la normativa attuativa del PGT vigente in senso ancor più restrittivo, prevedendo il divieto di nuove attività di discarica e smaltimento rifiuti sull’intero territorio comunale di Castegnato in quanto incompatibili con il contesto ambientale, ecologico esistenti, già sottoposti a forti elementi di pressione urbanizzativi, infrastrutturale e ambientale.
3. porre attenzione e favorire le potenzialità offerte dalle energie alternative, verificando la compatibilità urbanistica e paesaggistica di interventi finalizzati allo sfruttamento delle stesse;
La proposta di variante, la cui VAS è attivata in questi giorni con l’invio delle convocazioni e la pubblicazione del documento, è stata costruita attraverso incontri tra i quattro sindaci, con i tecnici qualificati: urbanisti, ambientali, geologo.
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Vogliamo puntualizzare la previsione già contenuta del PGT, rafforzandola ulteriormente, dando una “mission” precisa a questa parte del territorio.
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Il Punto 8.5.5 del Documento di Piano-Relazione programmatica, così
recita:
Recupero delle aree critiche e di degrado (cave esaurite) con lo scopo di
riutilizzare territorio non agricolo ed evitare un potenziale riempimento delle
cave come discariche.
…Per le aree interessate attualmente da attività estrattive (quelle inserite nel piano cave ATE10 e ATE17 e quelle escluse ma comunque in attività) potranno essere previsti piani di recupero alternativi, produttivi, naturalistici, ecologici e per produzione di fonti alternative o biomasse che evitino un loro riutilizzo come discariche per inerti o RSU, riducendo l’impatto ambientale dei siti.
Individuata la mission, abbiamo esemplificato le possibilità di utilizzo che dovranno essere formalmente sottoposte all’Amministrazione comunale per arrivare ad una convenzione che stabilisca interventi, tempi, modalità, ritorno di utilità all’Ente locale e così via.
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Il Polo avanzato dell’energia
La nostra ipotesi prevede degli elementi principali, in grado di integrarsi fra loro, che potranno rappresentare il cuore del sistema.
Da un lato l’installazione di impianti per la produzione dell’energia elettrica attraverso l’utilizzo di sistemi fotovoltaici posizionati su supporti ancorati all’altezza del fondo dello scavo attualmente in essere.
Tale sistema potrà anche essere concepito in modo tale che le strutture a sostegno dei pannelli si configurino come delle vere e proprie serre con coperture dedicate alla produzione fotovoltaica (che dato il livello del terreno di cava risulteranno al di sotto del piano di campagna), posizionate in modo da consentire un ragionevole irraggiamento per possibili coltivazioni sottostanti. Dall’altro un sistema di cogenerazione, la cui componente termica verrà dedicata al riscaldamento delle serre stesse.
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La cogenerazione potrà sfruttare alcune fonti di materia prima reperibili direttamente in situ o facilmente trasportabili da ambiti limitrofi; nello specifico, si potranno impiegare combustibili ottenuti:
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- da impianti a biogas, legato alle attività di allevamento presenti nel territorio;
- dalle biomasse raccolte dagli scarti derivanti dalle produzioni della serra, nel caso appunto della realizzazione del sistema integrato serra/pannelli fotovoltaici.
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In fase di progettazione dell’impianto potranno essere valutate ulteriori alternative per il reperimento dei combustibili per l’impianto di cogenerazione; appare evidente che un simile impianto, da un lato consentirebbe l’accoppiamento delle funzione ecologica ed energetica, dall’altro necessiterebbe di componenti tecnologiche all’avanguardia atte a garantirne il funzionamento in assoluta sicurezza.
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In fase esecutiva, a titolo esemplificativo, potrà essere valutato un arricchimento di anidride carbonica dell’atmosfera delle serre attraverso i sottoprodotti della cogenerazione, finalizzato a favorire i processi di fotosintesi clorofilliana delle specie vegetali coltivate in serra.
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Un esempio di impiego degli scarti (eventualmente anche quelli derivanti dalle serre) è rappresentato dalla possibilità di un loro riutilizzo all’interno di semplici impianti di trasformazione della biomassa “umida” in humus, attraverso i processi di compostaggio.
Gli aspetti di integrazione del sistema (fotovoltaico e cogenerazione), già sufficienti a garantire la fattibilità economica del progetto, dovranno essere valutati anche in relazione alle possibili strategie agronomiche e alle possibilità di aggancio alle filiere esistenti del sistema agricolo produttivo, con particolare riferimento al contesto della Franciacorta.
Resta tuttavia chiaro l’obiettivo di “chiudere i cicli“, concependo sistemi in grado di autosostentarsi, richiedendo sempre meno materia prima esterna, da ottenere attraverso l’impiego di un insieme integrato e strutturato di impianti che sfruttino al meglio i potenziali energetici disponibili, e ricavabili da tutte le fonti utilizzate.
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L’ipotesi potrà essere ulteriormente sviluppata attraverso l’impiego di altre tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in grado di sfruttare le potenzialità del territorio e dell’ambito di riferimento; tra queste ultime vi sono gli impianti per la produzione di energia geotermica.
A tal proposito, a seguito di approfondite ricerche compiute da Cogeme di comune accordo con la Regione Lombardia, è emersa una peculiarità della Franciacorta orientale (ed in particolare del territorio di Castegnato), connessa con la presenza di acqua calda in profondità.
Tale presenza di fluidi geotermici, se opportunamente sfruttata con impianti e tecnologie avanzate garantirebbe la possibilità di integrare i sistemi tradizionali di produzione e distribuzione di energia con una fonte pulita e conveniente per le comunità locali: suddetti fluidi geotermici potrebbero essere utilizzati per il sistema di teleriscaldamento attualmente alimentato dal cogeneratore di Castegnato.
Prendendo in considerazione l’integrabilità dell’impianto in esame con le reti esistenti di distribuzione dell’energia elettrica, essa sarebbe facilmente garantita in considerazione:
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- della presenza, all’interno dell’ambito, di collegamenti alla rete di media tensione esistente;
- della ridotta distanza dell’area in oggetto dalla centrale di trasformazione localizzata nel territorio comunale di Ospitaletto.
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In definitiva, sviluppando in tutte le sue componenti l’ipotesi progettuale sopra descritta consentirebbe una rilevante produzione di energia da fonti alternative, attraverso un sistema integrato basato su:
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- sistemi fotovoltaici (con possibile integrazione dell’impianto fotovoltaico e delle serre agricole);
- impianti a biogas (anche legati all’attività di allevamento presente sul territorio);
- sistemi innovativi di trattamento del rifiuto (processi di compostaggio);
- impianti di compostaggio delle biomasse vegetali;
- impianti geotermici per eventuale teleriscaldamento;
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Un’ulteriore evoluzione del “Polo avanzato dell’energia” potrebbe essere rappresentata dalla possibile attivazione di un centro servizi dedicato anche alla ricerca, aperto alle aziende già attive nel settore e all’interno del quale realizzare spazi dedicati alla ricerca e alla sperimentazione in materia di energia, fornendo un’elevata connotazione anche di carattere tecnico-scientifico al polo multifunzionale.
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Riassumendo…
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VANTAGGI

1. Riutilizzo di un’area degradata mediante l’interruzione di un processo negativo (la riconversione delle aree di cava in discariche) attualmente molto diffuso nella realtà lombarda e la contestuale attivazione di un “circolo virtuoso” in linea con i recenti dispositivi nazionali in materia (decreto “Romani”), che incentivano processi virtuosi per la riqualificazione degli ambiti oggetto di escavazione.
2. Creazione di un parco dell’energia dedicato al sistema integrato di produzione di energia da fonti rinnovabili e pulite ad alto contenuto innovativo e tecnologico, ad elevata produzione energetica e di rilevanza sovralocale, mediante l’installazione di un impianto o di più impianti integrati in grado di integrare i sistemi tradizionali per soddisfare il fabbisogno energetico collettivo.
3. Installazione di strutture a ridotto impatto ambientale, soprattutto in considerazione della realizzazione del complesso dei pannelli solari/serre all’interno di un’area depressa rispetto al piano campagna.
4. Esecuzione di strutture leggere e di semplice realizzazione a sostegno dei pannelli fotovoltaici; nell’ipotesi di eseguire strutture alte ciò consentirebbe l’utilizzo anche del piano campagna.
5. Creazione di un sistema in grado di autosostentarsi, richiedendo sempre meno materia prima esterna, da ottenersi attraverso l’impiego di un insieme integrato e strutturato di impianti che sfruttino al meglio i potenziali energetici disponibili e ricavabili da tutte le fonti utilizzate.
6. Necessità di ridotti interventi di natura infrastrutturale nei confronti della viabilità esistente.
7. L’area in esame è facilmente urbanizzabile rispetto alle funzioni da insediare, così come risulta esiguo l’impatto degli interventi ipotizzati in termini di incremento dei flussi di traffico in ingresso all’area in fase di esercizio degli impianti.
8. Il sito risulta essere già collegato alle linee Terna di media tensione con facilità di collegamento alla piattaforma di alta tensione presente nelle vicinanze e nel sistema industriale a cavallo tra i comuni di Castegnato e Ospitaletto.
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