In versione postino a fine novembre l’Assessore Labolani recapita in (quasi) tutte le cassette della posta degli abitanti di via Longhi ,una lettera dove si comunicano le conclusioni delle perizie del dott. Nasi in merito agli olmi che incorniciano maestosamente da mezzo secolo la suddetta strada del quartiere Lamarmora.
Nella lettera si dice “come promesso” , anche se in realtà a mezzo stampa erano stati promessi fattivi interventi di manutenzione,
Molti i cittadini che si attendevano da questa missiva la comunicazione di decisioni prese e la loro tempistica operativa, sono rimasti un po’ delusi.
Per ora nessuna decisione, pare.
Per ora ci sono “soltanto” le conclusioni dell’agronomo che ha redatto la terza perizia, sovrapponibili a quelle della seconda ; esse dicono, in breve, che le piante sono divisibili in 4 gruppi:
- 1 – 8 piante in classe D: irrecuperabili e da abbattere per elevato rischio schianto
- 2 – 3 piante in classe C: da abbattere per malattia
- 3 – 29 piante in classe C : da portare in sicurezza con interventi straordinari (capitozzo)
- 4 – 20 piante in classe B da portare in sicurezza con capitozzo , diradamenti e altri interventi.
Letta così io intendo che 11 piante debbono essere abbattute e una cinquantina curate.
Ovvero ciò che i cittadini residenti, il comitato e molti altri chiedevano da tempo all’assessore, a salvaguardia della sicurezza delle persone e della salute delle piante.
Siccome però seguono alcune righe dove si fa intendere che gli interventi al punto 3 e 4 sono economicamente onerosi e rimandano il problema,mi sentirei in ultima analisi , di chiedere al competente ufficio quanto segue:
- quante e quali piante verranno abbattute, e quando avverrà
- quanto costerà alla collettività ogni abbattimento
- quanto costerà alla collettività ogni piantumazione ex-novo,e quando avverrà
- quanto costerà la manutenzione dei nuovi fusti e quali migliorie porterà l’impianto di quali nuove essenze dal punto di vista economico,ambientale,logistico
- a chi è deputata la manutenzione degli olmi di via Longhi e via Ziliani
- che scopo aveva la manutenzione eseguita negli ultimi 8/10 anni,visto che ha fatto crescere smisuratamente in altezza i rami, costituendo il temuto effetto vela della chioma sproporzionata e non ha evitato la caduta di rami vari
In realtà questi sono in fotocopia i quesiti che ho sottoposto all’Amministrazione attraverso l’OdG al consiglio di Circoscrizione della Sud ad inizio maggio,( protocollato in data27/4/2011) ai quali non mi risulta siano state date risposte ufficiali ed esaustive.
A queste richieste ineluse si possono oggi aggiungere altre considerazioni, dovute anche all’osservazione diretta ,fatta dai cittadini sul territorio giorno dopo giorno , delle conseguenze che il tempo che passa e i fenomeni atmosferici hanno avuto sulle piante in questione.
Mi riferisco in particolare alla violentissima tromba d’aria che ha infuriato sulla zona di Lamarmora ,dove abito, la notte fra il 5 e il 6 agosto.
Quella notte in zona caddero al suolo 6/7 alberi di vario tipo nel raggio di 3/400 mt da via Longhi, dove invece i fusti non andarono giù.
Dispongo ancora di foto che immortalano schianti avvenuti nelle vie Gheda , Lamarmora ,Malta , Cipro e rami e pezzi vari caduti ancora in Via Codignole,S,Zeno,piazzale S.Giacinto Tredici.
In via Longhi , invece, caddero molti rami fra cui un paio molto lunghi e consistenti , uno dei quali danneggiò ,per fortuna “solo” un’autovettura.
Non essendo un tecnico, alla luce di ciò , l’ingenua domanda che mi sorge spontanea è come mai queste piante dichiarate pericolanti hanno retto ed altre , vicinissime ma mai periziate , sono andate giù?
Le perizie in questione hanno il loro indiscutibile valore scientifico nel saper prevedere il comportamento , la tenuta degli alberi nel loro contesto, anche e soprattutto in condizioni particolarmente avverse. Non entro nel merito.
Tecnicamente mi è impossibile sollevare qualsivoglia osservazione sul contenuto di esse.
Questa volta è stata madre natura a porre qualche dubbio in merito all’assolutezza degli esiti.
Ed attenendomi al consiglio che è bene che ognuno faccia il proprio lavoro, ricordando che il mio di consigliere in circoscrizione non è retribuito e su mandato di voti di (pochi) elettori, mi sento oggi di aggiungere ai quesiti irrisolti di aprile/maggio 2011 , queste altre considerazioni-domande:
- come mai quella sera sono cadute le piante tutto intorno a via Longhi e in via Longhi solo rami?
- se il comitato aveva segnalato che urgeva fare manutenzione tagliando i rami più in basso, perché quando cadono si cerca di addossare la colpa all’ambientalismo integralista e becero? Ed eventualmente ci fosse colpa ,a chi verrebbe attribuita?
- se poi alla fine si farà quanto richiesto dai cittadini e comitato ( cioè abbattimento di10/11 piante e pericolose e curarne 50 malate) perché tutta questa attesa e tutto questo astio?
- se il metodo di indagine sulle piante di via Longhi fosse applicato su tutti gli alberi della città , dovremmo forse procedere ad un abbattimento generale e indiscriminato , per evitare spese onerose e “violenze biologiche” future?
- se le varie perizie,incontestabili dal punto di vista scientifico , ma rese discutibili dalla forza della natura ,hanno fornito lo stesso esito , perché ne sono state fatte 3?
- quanto sono costati alla collettività questi studi?
- quanto sono costai alla collettività tutti quegli interventi anche notturni di “emergenza” o ripristino operati da VV.FF , A2A , squadre di operai, tecnici , giardinieri ,ecc dopo i vari nubifragi e temporali
- c’è il rischio che qualche cittadino abbia ad esigere risarcimenti verso le casse comunali,cioè verso i soldi di ciascuno di noi , per danni eventualmente subiti?
- esiste un piano articolato sul verde urbano che possa in futuro permettere di affrontare questioni come queste con meno incertezze,con tempi più brevi , senza dar adito a discussioni facilmente strumentalizzabili, che consideri il verde come aiuto alla salute e sicurezza dei cittadini,come un patrimonio di cui noi siamo solo gli attuali e temporanei custodi da salvaguardare e tramandare come un’eredità di ricchezza fisica e spirituale alle prossime generazioni?
Questa è la lunga serie di domande che non si possono aggirare se si vuole utilizzare questa discussione come un’ occasione per affrontare il problema e cercare di risolverlo in maniera partecipata .
E’ attenendosi ai fatti che si rifugge dalla trappola di cadere nelle provocazioni di chi continua a definire protesta tragicomica la richiesta di informazione.
Quell’informazione che è un diritto del cittadino-committente che, sapendo di non sapere , attrraverso il suo Assessore da mandato a professionisti sperando di avere in cambio nulla di più di risposte e pareri comprensibili , autorevoli , pacati e super-partes.
Sono con e fra le molte persone che attendono ancora con fiducia queste risposte annoverandomi fra quelli che qualcuno in copia-incolla definisce “ecologisti della domenica” o più ironicamente “professionisti del verde”, e per questo cerco di rappresentarle al meglio nelle sedi opportune , con i toni adatti di chi rifugge e alle risse ad ai luoghi comuni.
Effettivamente oggi è domenica.. . e l’ecologista che c’è in me si è preso il tempo di scrivere questa lunga dissertazione, anche perché gli altri giorni lavoro non nell’agronomia e nemmeno nella politica, come si sarà ben capito.
Ma siccome cittadino lo sono tutti i giorni e credo che chi abbia un mandato lo debba rispettare, nel mio piccolo cerco di farlo con l’orgoglio di non pesare sulle quelle stesse casse comunali da cui si attinge anche per pagare perizie e consulenze.
Quindi, poiché di parole ne sono state già dette tante,atteniamoci all’auspicio espresso dal vecchio proverbio “ad ognuno il suo lavoro”, da alcuni recentemente evocato.
Spero che quindi i cittadini continuino a partecipare ancora e sempre così civilmente al dibattito su ciò che li riguarda e li appassiona, che i periti ingaggiati dal comune continuino a fare i periti per dare a disposizione della sensibilità di ognuno le cifre, i dati e le informazioni che sono stati chiamati ad analizzare , ma che decidano i politici in nome della gente.
E che soprattutto chi decida abbia l’umiltà e la pazienza di ascoltare tutti ed il coraggio di agire presto e bene.
A questo punto secondo me ogni decisione in merito potrà considerarsi legittima , se prima fosse l’assessorato competente, e non la circoscrizione o i periti, pronto a dare risposte chiare , punto per punto a quanto richiesto , creando se non proprio condivisione,un clima di chiarezza su decisioni,strategie e prospettive.
Molte grazie per la pazienza,cordialità!
* consigliere circoscrizione sud – Verdi sinistra arcobaleno
COLLEGATE:
- OLMI di via Longhi: il caso
- Risposta al Dott. Pandini: olmi e licheni (Pasini Roberto – BS)
- Olmi di via Longhi: soluzione possibile in due passaggi
- Fiorenzo Pandini *: “ognuno il proprio lavoro”