Urbanistica Archive

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CASTEGNATO 16 gennaio – TRE sindaci in audizione in Provincia su “Bosco Stella”

In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato cui si è rivolto  Gianbattista Sarnico, eletto sindaco di Ospitaletto la scorsa primavera, dopo la decisione del Tar di Brescia di annullare le elezioni comunali, prosegue inarrestabile la serie di iniziative concordate a fine anno scorso dai quattro sindaci  di Castegnato, Ospitaletto, Paderno e Passirano per ribadire il proprio no alla realizzazione di una discarica in località Bosco Stella.

Tra le richieste avanzate dai sindaci alla Provincia di Brescia, c’era quella di organizzare, da parte dell’Amministrazione Provinciale, una seduta congiunta delle Commissioni consiliari Ambiente e Territorio al fine di approfondire la questione “Bosco Stella” alla presenza degli Assessori che ne hanno la delega.

E’ di ieri la conferma che la convocazione congiunta delle due Commissioni cui sono stati invitati Giuseppe Orizio, Antonio Vivenzi e Daniela Gerardini, rispettivamente sindaci di Castegnato, Paderno e Passirano, è stata fissata per lunedì 16 gennaio alle ore 11 in Palazzo Broletto.

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BRESCIA. Parcheggio sotto il Castello, pronte 17 offerte (Davide Bacca)

INFRASTRUTTURE E POLEMICHE Il 2 gennaio scaduti i termini per le proposte d’appalto, i lavori entro primavera. Prignachi: «L’opera si farà continueremo a passi forzati verso l’obiettivo» Tagli o non...

INFRASTRUTTURE E POLEMICHE

Il 2 gennaio scaduti i termini per le proposte d’appalto, i lavori entro primavera. Prignachi: «L’opera si farà continueremo a passi forzati verso l’obiettivo»

Tagli o non tagli, il parcheggio sotto il castello si farà. La Loggia lo ritiene un progetto che «serve alla città», per usare le parole del sindaco Adriano Paroli, e di tornare indietro non ne vuole proprio sentir parlare. Anzi. Se possibile, nei prossimi mesi si cercherà di spingere sull’acceleratore. Lo scorso 2 gennaio è intanto scaduto il termine per presentare le offerte per l’appalto integrato, vale a dire la progettazione esecutiva e la costruzione dell’opera. Diciassette le proposte arrivate a Brescia Mobilità, un numero giudicato «congruo». Ora le offerte subiranno una prima scrematura per verificare che le imprese candidate abbiano le caratteristiche richieste dal bando. Poi, nel giro di un paio di settimane, si passerà alla vera selezione. L’obiettivo è far partire i lavori «entro primavera». Sempre che tutto fili liscio e che non nascano controversie nell’aggiudicazione, come insegna la piscina di Mompiano.

Intanto il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi si dice «molto soddisfatto dell’interesse internazionale suscitato e della qualità delle compagini presentatesi, segno della rilevanza e bontà del progetto». Di nomi, per ora, non ne vuole fare. «Continueremo a passi forzati per raggiungere gli obiettivi temporali e qualitativi che ci ha affidato l’amministrazione comunale e la nuova società Brescia Infrastrutture» spiega invece Prignachi. Perché, va detto, è proprio l’ultima nata tra le controllate dalla Loggia la società deputata alla costruzione del parcheggio. Sia la struttura sotto il Cidneo sia quella in costruzione in piazza Arnaldo finiranno infatti nel patrimonio di Brescia Infrastrutture. Resta da capire però con quali soldi verrà costruita l’opera: ad oggi, infatti, una copertura finanziaria non c’è. Ci sono solo ipotesi di spesa, anche se questo, assicurano in Loggia, non mette in dubbio il cantiere che sarà ripagato dalle tariffe in meno di 25 anni. Intanto però i soldi servono subito: l’ipotesi «più semplice» è allora quella di un nuovo mutuo, acceso da Brescia Infrastrutture, che si è già accollata quello da 164 milioni per far quadrare i conti del metrò; ma in campo c’è anche la possibilità che gli 80 milioni che il Cipe dovrebbe sbloccare la prossima settimana liberino risorse finora destinate alla metro. Quel che è certo è che bisognerà sborsare 23,8 milioni.

Il tutto per realizzare 600 posti auto nel ventre del Cidneo, pronti per l’inizio del 2014. Il parcheggio verrà ricavato in una «caverna» di 90mila metri cubi parallela alla galleria Tito Speri. Al suo interno troveranno posto sei piani, cinque per la sosta a rotazione, uno riservato ai box per i residenti. «L’opera è di primario interesse per la nostra amministrazione» spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Mario Labolani. «L’obiettivo è dotare Brescia di una infrastruttura moderna in grado di dare piena risposta alle esigenze di sosta del centro storico e dei residenti». Fiore all’occhiello dell’opera sarà infatti l’ascensore che porterà sulla cima del Cidneo.

davide.bacca@gmail.com

corrieredellasera/brescia

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LA MATEMATICA NON È UNA OPINIONE ANCHE IN VIA DIAZ 44 (Cesare Giovanardi)

“ecco cosa costa l’ex colombaia” €. 1.978.383 – €. 956.320 = €. 1.022.063 in più

La risposta* dell’assessore Bianchini alla interrogazione del Consigliere Alfredo Cosentini omette volutamente di dire, ristrutturando la domanda dell’interrogante, che non si rispetta il massimale per l’edilizia residenziale pubblica che oggi corrisponde ad €. 1.390 per mq di slp residenziale, e che comprende, oltre alla spesa per la ristrutturazione, il valore dell’immobile acquistato per €. 310.000 e le spese tecniche di solo personale esterno per €. 115.390.
Si utilizza inoltre un artificio per aggiungere ai reali 453 mq di slp residenziale, che sono il vero oggetto della ristrutturazione, altri 235 mq equivalenti alla slp residenziale con giardini/orti/aiuole/vialetti/rampe/parcheggi, che ovviamente non hanno un costo di intervento paragonabile a quello sull’edificio esistente, affermando arditamente che la slp è di 688 mq.
Ma, considerando anche i mq 688 x €. 1.390 si giunge ad un totale di €. 956.320 a cui comunque togliere €. 310.000 di acquisto e €. 115.390 di spese tecniche, con il residuo massimo di €. 530.930 destinati alla ristrutturazione che purtroppo risulta appaltata per 1.552.993, oltre 1 milione di euro in più per la serra solare….. forse.

CONTRATTI DI QUARTIERE estremamente cari se si pensa che €.1.552.993 di ristrutturazione + €. 310.000 di acquisto + €. 115.390 di spese tecniche esterne porta ad un totale di 1.978.383 che diviso per 453 mq porta ad €. 4.357/mq e che diviso per 688 mq porta ad €. 2.875/mq.

L’agenzia del Territorio di Brescia per il 1° semestre 2011 prevede, per le ABITAZIONI CIVILI del Centro Storico Sud dove vi è Via Diaz, un valore massimo di €. 2.100 al mq slp residenziale ed un affitto massimo mensile a mq di €. 8 …che per un appartamento di 50 mq diventano €. 400 mensili.

 

ISOLDIDITUTTI

Cesare Giovanardi

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* NOTA: su richiesta possiamo inviare, per email, tutta la documentazione in formato pdf

  • Risposta Bianchini Via Diaz 44.pdf
  • ITR Cosentini Via Diaz 44.pdf
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BRESCIA: ALLARME CONTINUO Polveri fini, un anno nero In 12 mesi 102 superamenti (Italia Brontesi)

Per la competenza sulla chiusura delle strade provinciali l’assessore Vilardi chiederà aiuto alla Regione. Ma intanto da febbraio niente blocco

E’ un anno nero il 2011, un anno di mal’aria. A Brescia le polveri sottili hanno superato i limiti per oltre cento giorni, come dire tre volte il tetto di 35 previsto dalla legge. E’ accaduto nel centro storico, dove la centralina del Broletto ha registrato i picchi di pm 10 per 102 giorni nell’arco dell’anno che sta per finire. E’ andata addirittura peggio in periferia, al villaggio Sereno, dove lo sforamento dei 50 microgrammi per metro cubo d’aria stabilito come limite di legge si è ripetuto per 108 giorni in 12 mesi. In provincia il record negativo, 150 giorni, è toccato ancora una volta a Rezzato, il comune penalizzato dalla vicina e trafficata tangenziale, seguito da Sarezzo (96 giorni) e da Odolo, 72.

Ma dalle targhe alterne del febbraio scorso, non è più scattato alcun provvedimento antismog, nonostante dall’autunno sia entrato in vigore il nuovo protocollo d’intesa promosso dal Comune di Brescia e sottoscritto dai 20 comuni dell’aria critica. Il protocollo ha introdotto degli automatismi, blocco del traffico nella giornata festiva dopo 12 giorni consecutivi in cui 3 centraline su 4 abbiano registrato pm 10 oltre i limiti e targhe alterne dopo 18 giorni. Ma gli automatismi sono andati a incagliarsi nel nodo, ancora irrisolto, delle competenze sulla chiusura delle strade provinciali, chiesta in particolare dai sindaci della Valtrompia. Tocca alla Prefettura, alla Provincia? La riunione del novembre scorso in Broletto è finita con un niente di fatto? A sciogliere il nodo dovrebbe pensarci adesso la Regione Lombardia, l’ente che ha creato l’area critica, a cui si è rivolto l’assessore all’Ambiente Paola Vilardi. Intanto il bilancio del 2011 è peggiore dell’anno scorso anche se il 2010 aveva raggiunto una novantina di giorni di picco dell’inquinamento: 90 giorni per la centralina del Broletto, 89 al villaggio Sereno, ben 104 a Rezzato, 72 a Sarezzo e 47 a Odolo. Nel 2009 la centralina del Broletto aveva registrato pm 10 alle stelle per 89 giorni. Il 2011 è cominciato subito male: in gennaio i giorni di mal’aria sono stati 27, in febbraio 19, 11 in marzo, 3 ad aprile, 22 a maggio e, dopo la tregua estiva, 9 in ottobre, 18 a novembre e 14 in dicembre.

I primi cinque giorni di dicembre l’inquinamento è andato alle stelle, poi un po’ di tregua fino al 21 dicembre quando tutte le 5 centraline, due in città, tre in provincia, hanno registrato concentrazioni di polveri sottili oltre il limite di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. E’ andata così anche il 23 e 24 dicembre vigilia di Natale quando il traffico ha raggiunto punte molto elevate e le pm 10 sono salite a 65-70 microgrammi. A Natale e S. Stefano l’aria è tornata pulita e ma martedì 27 le polveri sottili hanno ripreso quota a Rezzato(89 mg) e al villaggio Sereno (66).

corrieredellasera/brescia

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Confermati sequestro area di Cappella Cantone ( CR) e detenzione Locatelli e Nicoli Cristiani.

Discarica di Cappella Cantone: ormai un caso nazionale. Su RAI 3, il giorno 24 dicembre dalle 13.00 alle 14.00 nel programma “ Ambiente Italia” è stato trasmesso un servizio sulla discarica, nel corso del quale è stato intervistato Giorgio Riboldi, uno dei portavoce di Cittadini contro l’amianto.
La magistratura nei giorni scorsi ha confermato il sequestro dell’area di Cappella Cantone destinata a discarica di amianto. Evidentemente gli elementi acquisiti dalle autorità inquirenti, e da noi più volte denunciati anche nell’esposto del novembre 2009, sono stati verificati e confermati. L’affare della discarica nasconde manovre per ora ancora non rese pubbliche, ma che verranno sicuramente chiarite sia dalla nostra contro-informazione, sia dalle autorità competenti. Locatelli, Nicoli Cristiani e Formigoni non hanno ancora risposto alle nostre 5 domande, ed in particolare alla prima che è la madre di tutti i “misteri”: “ Qual’è, o meglio, CHI E’ il trait d’union fra Nicoli Cristiani e la giunta Formigoni-Rossoni? Infatti come poteva Nicoli-Cristiani, non essendo in giunta, garantire a Locatelli che tutte le autorizzazioni sarebbero state concesse con celerità? E’ chiaro che quando sarà reso noto questo nome ( o questi nomi ) molta più chiarezza sarà fatta su tutta la vicenda e finalmente i cittadini saranno informati di uno dei più gravi episodi di corruzione degli ultimi 30 anni, rispetto ai quali tangentopoli rischia di impallidire. Nei prossimi mesi l’inchiesta in corso rischia di smontare poteri forti trasversali ai partiti politici e Compagnia, che hanno condizionato l’economia lombarda, e non solo, in questi ultimi 30 anni.
Nel frattempo, dopo “ Servizio Pubblico” di Santoro, la vicenda della discarica di Cappella Cantone si è confermata ormai di interesse nazionale come noi avevamo fortemente voluto. A conferma di questo, un’altra trasmissione diffusa in tutto il territorio nazionale si è occupata dell’ “affaire discarica”, si tratta di “Ambiente Italia”, su RAI 3 dalle 13.00 alle 14.00 il giorno 24 dicembre 2011. In questa occasione è andata in onda un’ esaustiva intervista a Giorgio Riboldi uno dei portavoce di “ Cittadini contro l’amianto”.
Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona
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CASTEGNATO Il no dei comuni alla discarica Bosco Stella

Con un tempismo senza uguali, mentre i sindaci di Castegnato, Ospitaletto, Paderno e Passirano nel corso dell’audizione alla commissione Ambiente della Provincia ribadivano che la decisione di realizzare o meno la discarica Bosco Stella è ora tutta in mano alle scelte politiche, l’assessore regionale al Territorio Daniele Belotti affermava che “”il sito non si farà solo se non rispetta la Valutazione di Impatto Ambientale.””

“”Le ragioni del no dei comuni a realizzare la discarica, le abbiamo più volte ribadite  — commenta Giuseppe Orizio, sindaco del comune di Castegnato –  L’ultima volta nel corso dell’audizione in Provincia, giovedì 15 dicembre. Le motivazioni tecniche le abbiamo presentate, rafforzate, puntualizzate, illustrate, pubblicizzate. Le motivazioni sociali, politich, ambientali e territoriali, le riassumo in una battuta: abbiamo già dato, e anche molto ed ora tocca ad altri fare la propria parte. Il nostro NO non è quindi un rifuggire  dall’assunzione di responsabilità collettive, perché la nostra parte l’abbiamo fatta. Il nostro NO, non è un NO elitario di qualche sindaco, giunta o consiglio comunale, è un NO della nostra gente che si esprime anche attraverso i Comitati, è un NO  del territorio. Sono però convinto che le problematiche tecniche, di fattibilità e compatibilità possono trovare forzature interpretative a seconda degli obiettivi che si da la politica… Per questa ragione ribadisco che la decisione di consentire o meno la realizzazione dell’impianto di smaltimento a Bosco Stella è una decisione di fatto tutta in mano alla politica che nelle diverse sedi è chiamata ad esprimersi. Noi, come Comuni, ci siamo già espressi in più occasioni anche con Consigli Comunali e loabbiamo ribadito nel cporso dell’audizione i n Per questa ragione ribadisco che la decisione di consentire o meno la realizzazione dell’impianto di smaltimento a Bosco Stella è una decisione di fatto tutta in mano alla politica che nelle diverse sedi è chiamata ad esprimersi.

Noi, come Comuni, ci siamo già espressi in più occasioni anche con Consigli Comunali e lo abbiamo ribadito nel corso dell’audizione in Provincia. Abbiamo chiesto alla Provincia di fare la propria parte, confermando la posizione di contrarietà, sia perché glielo chiedono i Comuni, sia per rispettare il vincolo che il Consiglio provinciale si è liberamente dato approvando la mozione 22 del 2010 con votazione unanime di approvazione, il 28 gennaio 2011. Ricordo che quella delibera impegna gli Assessori all’Ambiente  e Territorio, per quanto di competenza, ad esprimere parere contrario. Dopo la Provincia tocca alla Regione Lombardia ed è qui che viene messa alla prova la coerenza delle decisioni con le manifestazioni di contrarietà espresse da tutti i partiti. Non c’è un partito che ci abbia detto di essere d’accordo o favorevole all’impianto di Bosco Stella: attendiamo tutti alla coerenza.

Per l’area di Bosco Stella il Comune di Castegnato ha avviato una variante al Piano di Governo del Territorio

 

Siamo così convinti di essere nel giusto e che le nostre ragioni, le ragioni di tutti stando alle dichiarazioni saranno quelle vincenti, che abbiamo già avviato il percorso urbanistico per una diversa destinazione di Bosco Stella. La proposta di variante, la cui VAS è attivata in questi giorni con l’invio delle convocazioni e la pubblicazione del documento, è stata costruita attraverso incontri tra i quattro sindaci, con i tecnici qualificati: urbanisti, ambientali, geologo. Vogliamo invertire la tendenza che vede in ogni cava una potenziale discarica: ci sono tutte le condizioni per recuperare aree alla pubblica utilità, senza questo passaggio. A maggior ragione per Bosco Stella, perché vogliamo evitare che una volta ottenuto il risultato di respingere la richiesta di realizzare l’impianto di smaltimento, in un futuro neanche troppo lontano, di fronte a qualsiasi emergenza, ritorni la proposta di discarica in un’area così “appetibile”. Con la variante puntualizziamo la previsione già contenuta del PGT, rafforzandola ulteriormente, dando una “mission” precisa a questa parte del territorio che vogliamo “”occupare”” con attività legate alla produzione di energia, alle energie alternative, all’ambiente con sistemi innovativi di trattamento del rifiuto. Lo abbiamo chiamato Polo Avanzato dell’Energia: è l’alternativa alla discarica.”

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CASTEGNATO Nuova numerazione civica

CASTEGNATO Nuova numerazione civicaDa qualche giorno è avviata a Castegnato una piccola rivoluzione nella numerazione civica. La targhetta del numero civico, che sino ad aggi riportava solo un numero, per le nuove residenze sarà più completa: nella parte in alto lo stemma del comune e la scritta Comune di Castegnato e, sotto il numero, il nome della via.

“”Il paese si ingrandisce gradatamente e con questa nuova segnaletica dei numeri civici facilitiamo le ricerche, ma diamo anche una identità più marcata ad ogni abitazione”” commenta il vicesindaco Patrizia Turelli.

 

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OLMI VIA LONGHI: LA STORIA INFINITA (ognuno faccia il suo lavoro) – Franco Visconti* BS

Labolani in versione postinoIn versione postino a fine novembre l’Assessore Labolani  recapita in (quasi) tutte le cassette della posta degli abitanti di via Longhi ,una lettera dove si comunicano le conclusioni delle perizie del dott. Nasi in merito agli olmi  che incorniciano maestosamente da mezzo secolo la suddetta strada del quartiere Lamarmora.

Nella lettera si dice “come promesso” , anche se in realtà a mezzo stampa erano stati promessi fattivi interventi di manutenzione,

Molti  i cittadini  che si attendevano da questa missiva la comunicazione di decisioni prese e la loro tempistica operativa, sono rimasti  un po’ delusi.

Per ora nessuna decisione, pare.

Per ora ci sono “soltanto” le conclusioni  dell’agronomo che ha redatto la  terza perizia, sovrapponibili a quelle della seconda ; esse dicono, in breve, che le piante sono divisibili in 4 gruppi:

 

  • 1 – 8 piante in classe D: irrecuperabili e  da abbattere per elevato rischio schianto
  • 2 – 3 piante in classe C: da abbattere per malattia
  • 3 – 29 piante in classe C : da portare in sicurezza con interventi straordinari (capitozzo)
  • 4 – 20 piante in classe B da portare in sicurezza con capitozzo , diradamenti e altri interventi.

 

Letta così io intendo che 11 piante debbono essere abbattute e una cinquantina curate.

Ovvero ciò che i cittadini residenti, il comitato e molti altri chiedevano da tempo all’assessore, a salvaguardia della sicurezza delle persone e della salute delle piante.

 

Siccome però seguono alcune righe dove si fa intendere che gli interventi al punto 3 e 4 sono economicamente onerosi e rimandano il problema,mi sentirei  in ultima analisi , di chiedere al competente ufficio  quanto segue:

 

  1.  quante e quali piante verranno abbattute, e quando avverrà
  2.  quanto costerà alla collettività ogni abbattimento
  3.  quanto costerà alla collettività ogni piantumazione ex-novo,e quando avverrà
  4.  quanto costerà la manutenzione dei nuovi fusti e quali migliorie porterà l’impianto di quali nuove essenze dal punto di vista economico,ambientale,logistico
  5.  a chi è deputata la manutenzione degli olmi di via Longhi e via Ziliani
  6.  che scopo aveva la manutenzione eseguita negli ultimi 8/10 anni,visto che ha fatto crescere smisuratamente in altezza i rami, costituendo il temuto effetto vela della chioma sproporzionata e non ha evitato la caduta di rami vari

 

In realtà questi sono in fotocopia i quesiti che ho sottoposto all’Amministrazione  attraverso l’OdG al consiglio di Circoscrizione della Sud ad inizio maggio,( protocollato in data27/4/2011) ai quali non mi risulta siano state date risposte ufficiali ed esaustive.

 

A queste richieste ineluse si possono oggi aggiungere altre considerazioni, dovute anche all’osservazione diretta ,fatta dai cittadini sul  territorio giorno dopo giorno , delle conseguenze che il tempo che passa e  i fenomeni atmosferici hanno avuto sulle piante in questione.

Mi riferisco in particolare alla violentissima tromba d’aria che ha infuriato sulla zona di Lamarmora ,dove abito, la notte fra il 5 e il 6 agosto.

Quella notte in zona caddero al suolo 6/7 alberi  di vario tipo nel raggio di 3/400 mt da via Longhi,  dove invece i fusti non andarono giù.

Dispongo ancora di foto che immortalano schianti avvenuti nelle vie Gheda , Lamarmora ,Malta , Cipro e rami e pezzi vari caduti ancora in Via Codignole,S,Zeno,piazzale S.Giacinto Tredici.

In via Longhi , invece, caddero molti rami fra cui un paio molto lunghi e consistenti , uno dei quali danneggiò ,per fortuna “solo” un’autovettura.

Non essendo un tecnico, alla luce di ciò , l’ingenua  domanda che mi sorge spontanea è come mai queste piante dichiarate pericolanti hanno retto ed altre , vicinissime ma mai periziate , sono andate giù?

Le perizie in questione hanno il   loro indiscutibile valore scientifico nel saper prevedere il comportamento , la tenuta degli alberi nel loro contesto, anche e soprattutto in condizioni particolarmente avverse. Non entro nel merito.

Tecnicamente mi è impossibile sollevare qualsivoglia osservazione sul contenuto di esse.

Questa volta è stata madre natura a porre qualche dubbio in merito all’assolutezza degli esiti.

Ed attenendomi al consiglio che è bene che ognuno faccia il proprio lavoro, ricordando che il mio di consigliere in circoscrizione non è retribuito e su mandato di voti di (pochi) elettori, mi sento oggi di aggiungere ai quesiti irrisolti di aprile/maggio 2011 , queste altre considerazioni-domande:

  1. come mai  quella sera sono cadute le piante tutto intorno a via Longhi e in via Longhi solo rami? 
  2. se il comitato aveva segnalato che urgeva fare manutenzione tagliando i rami più in  basso, perché quando cadono si cerca di addossare la colpa all’ambientalismo integralista e becero? Ed eventualmente ci fosse colpa ,a chi verrebbe attribuita?
  3. se poi alla fine si farà quanto richiesto dai cittadini e comitato ( cioè abbattimento di10/11 piante e pericolose e curarne 50 malate) perché tutta questa attesa e tutto questo astio?
  4. se il metodo di indagine sulle piante di via Longhi fosse applicato su tutti gli alberi della città , dovremmo forse procedere ad un abbattimento  generale e indiscriminato , per evitare spese onerose e “violenze biologiche” future?
  5. se le varie perizie,incontestabili dal punto di vista scientifico , ma rese discutibili dalla forza della natura ,hanno fornito lo stesso esito , perché ne sono state fatte 3?
  6. quanto sono costati alla collettività questi studi?
  7. quanto sono costai alla collettività tutti quegli interventi anche notturni  di “emergenza” o ripristino operati da VV.FF , A2A , squadre di operai, tecnici , giardinieri ,ecc dopo i vari nubifragi e temporali
  8. c’è il rischio che qualche cittadino abbia ad esigere risarcimenti verso le casse comunali,cioè verso i soldi di ciascuno  di noi , per danni eventualmente subiti?
  9. esiste un piano articolato sul verde urbano che possa in futuro permettere di affrontare questioni come queste con meno incertezze,con tempi più brevi , senza dar adito a discussioni facilmente strumentalizzabili, che consideri il verde come aiuto alla salute e sicurezza dei cittadini,come un patrimonio di cui noi siamo solo gli attuali e temporanei custodi da salvaguardare e tramandare come un’eredità di ricchezza fisica e spirituale alle prossime generazioni?

 

Questa è la lunga serie di domande che non si possono aggirare se si vuole  utilizzare questa discussione come un’ occasione per affrontare il problema e cercare di risolverlo in maniera partecipata .

E’ attenendosi ai fatti che si rifugge dalla trappola di cadere nelle provocazioni di chi continua a definire protesta tragicomica la richiesta di informazione.

Quell’informazione che è un diritto del cittadino-committente che, sapendo di non sapere , attrraverso il suo Assessore  da mandato a professionisti sperando di avere in cambio nulla di più di  risposte e pareri comprensibili , autorevoli , pacati e super-partes.

 

Sono con e fra le molte  persone che attendono ancora con fiducia queste risposte annoverandomi fra quelli che qualcuno in copia-incolla definisce “ecologisti della domenica” o più ironicamente “professionisti del verde”, e per questo  cerco di rappresentarle al meglio nelle sedi opportune , con i toni adatti di  chi rifugge e alle risse ad ai luoghi comuni.

Effettivamente oggi è domenica.. . e l’ecologista che c’è in me si è preso il tempo di scrivere questa lunga dissertazione, anche perché gli altri giorni  lavoro non nell’agronomia e nemmeno nella politica, come si sarà ben capito.

Ma siccome cittadino lo sono tutti i giorni e credo che chi abbia  un mandato lo debba rispettare, nel mio piccolo cerco di farlo con l’orgoglio di non pesare sulle  quelle stesse casse comunali da cui si attinge anche per pagare perizie e consulenze.

Quindi, poiché di parole ne sono state già dette tante,atteniamoci all’auspicio espresso dal vecchio proverbio “ad ognuno il suo lavoro”, da alcuni recentemente evocato.

Spero che quindi i cittadini continuino a partecipare ancora e sempre così civilmente al dibattito su ciò che li riguarda e li appassiona, che i periti  ingaggiati  dal comune continuino a fare i periti per dare a disposizione della sensibilità di ognuno le cifre, i dati e le informazioni che sono stati chiamati ad analizzare , ma che decidano i politici in nome della gente.

E che soprattutto chi decida abbia l’umiltà e la pazienza di ascoltare tutti ed il coraggio di agire presto e bene.

 A questo punto secondo me ogni decisione in merito potrà considerarsi legittima , se prima fosse  l’assessorato competente, e non la circoscrizione o i periti, pronto  a  dare risposte chiare , punto per punto a quanto richiesto , creando se non proprio condivisione,un clima di chiarezza su decisioni,strategie e prospettive.

Molte grazie per la pazienza,cordialità!  

 

* consigliere circoscrizione sud – Verdi sinistra arcobaleno

COLLEGATE:

  1. OLMI di via Longhi: il caso
  2. Risposta al Dott. Pandini: olmi e licheni (Pasini Roberto – BS)
  3. Olmi di via Longhi: soluzione possibile in due passaggi
  4. Fiorenzo Pandini *: “ognuno il proprio lavoro”

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BRESCIA – Caduto un albero in via Longhi. Mercoledì assemblea pubblica sul PGT

Per fortuna nessun danno a persone e pare nemmeno a cose.

  1. ARCHIVIO

OLMI di via LonghiPer meglio dire è caduto un grosso ramo (1/2 pianta che era fra le 8 da abbattere ) che ha anche intompato un palo della luce, con relativo intervento VVFF. Altri soldi spesi dalla collettività.

A questo punto spero che non si decida una quarta perizia (ma le altre 3 quanto ci sono costate,a che conclusioni sono giunte , e che lavori hanno prodotto???) per capire che era sufficiente seguire le indicazioni suggerite mesi fa  dal comitato  dei residenti all’amministrazione, x garantire la sicurezza delle persone e  la salvaguardia degli olmi:

ABBATTIMENTO PIANTE PERICOLANTI

E

MANUTENZIONE BENE ESEGUITA PER LE ALTRE.

Questo sarebbe dovuto già avvenire (entro sett/ottobre), come l’assessore aveva promesso a mezzo stampa a seguito dell’assemblea pubblica sul tema organizzata dal presidente della sud  prima dell’estate.I guai più seri della liguria ci dimostrano che non solo la malafede,ma anche l’intempestività o la scarsa capacità di gestire i problemi del territorio a volte divengono negligenza con conseguenze anche tragiche..  

Che tristezza…

F.


Mercoledì 9 novembre 2011 alle ore 20.30

in sede della Circoscrizione Sud

(Via Micheli-Lamarmora)

assemblea pubblica sul PGT.
Si prega di spargere la voce e di partecipare in massa.
Grazie e cordiali saluti.

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BRESCIA – Paura e degrado l’agonia di piazza Vittoria (Mara Rodella)

IL CENTRO STORICO DA SALVARE

Sfondata la vetrina del bar Impero. I negozianti: cantiere e vandalismi, siamo abbandonati

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ndr Vivicentro: … tranquilli, avete scelto bene. Vedrete che ora Labolani ci piazzerà Il Bigio, che terrà tutto sotto controllo, e magari Rolfi comincerà a pensare che “la sicurezza” non è solo una parola da spendere e spandere vocalmente e a proprio comodo ne, tantomeno, una parata che è sì fatta proprio (e SOLO) in pieno centro, ma di fatto, anche qui, è in atto SOLO alla luce del solo in modo da essere ben visibili e fare bella figura; come con i vigili a cavallo in pieno centro. Belli; ma … a che prò? Gia, la parata di cui sopra. SIC! (S.B.)

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foto storica del Bigio in Piazza Vittoria

Si sentono soli. Isolati. Dimenticati. Quello che si leva dai commercianti di piazza Vittoria (e dintorni) è il grido di chi non riesce più a lavorare. La gente – dicono – qui non passa più. Per il cantiere metro aperto da sei anni, perché una trentina di negozi ha chiuso, o perché alcuni angoli diventano rifugio di malviventi. Basta buttare un occhio alla vetrata del Caffè Impero, spaccata nella notte con un tombino.

E basta leggere il biglietto che Giuliano Milesi, titolare del bar da 26 anni, ci ha appeso sopra: «Si ringraziano gli autori della spaccata per aver reso la nostra vetrata in sintonia con l’arredo urbano circostante». Degrado. Questo è il problema. I graffiti sui muri sfitti, gli escrementi lasciati da chi ha fatto della piazza un dormitorio di fortuna. A luglio gli esercenti hanno consegnato al vicesindaco, Fabio Rolfi, un documento intitolato «No alla zona d’ombra» per denunciare le criticità. «Quando guadagnavo 4 milioni di lire al giorno pagavo altrettanto di affitto, adesso, con un cassetto di 700 euro ne verso 6mila al mese. Le proprietà non si rendono conto e le banche ci stanno con il fiato sul collo – osserva Milesi – : siamo gli ultimi sopravvissuti. Chiediamo sorveglianza e pulizia», e che «Il Comune si faccia garante degli accessi al credito: l’alternativa è vendere tutti ai cinesi».
«Resistono solo le banche – conferma Paolo Bertoletti, che da 15 anni gestisce l’edicola in piazza – .

Prima vendevo 3mila biglietti dell’autobus alla settimana, ora non li compro più. E dopo le 18 c’è da avere paura». Ne sa qualcosa Massimiliano Rizzo, calzolaio da 12 anni. Gli hanno spaccato la vetrina e lasciato una corona di fiori: «Si vendicano perché chiamo i vigili», dice, riferendosi a «ubriachi e tossicodipendenti: stranieri e italiani. In sei anni i clienti sono calati dell’85 per cento. I 20mila euro risarciti da Brescia Mobilità non coprono nemmeno un decimo». Mariateresa Salvetti lavora da 21 anni da Eva Boutique: «Lunedì ho chiesto aiuto perché un tossicodipendente era steso sui gradini. E non è la prima volta. Non si può lavorare così». Anche Mario Mor, titolare del Bar Verdi, denuncia: «Ogni giorno qui è un ricettacolo di malviventi che minacciano, sporcano e si pestano tra loro». «Sembra che il bresciano sfugga la piazza», commenta Pierluigi Perini, da 16 anni libraio sotto il quadriportico.

Giancarlo Alghisi, del negozio di abbigliamento Mille Manie, in sei anni ha perso «l’80 per cento dei clienti e così non andremo avanti molto: il cantiere non aiuta, ma è il degrado il problema. Non ci sono più negozi, cinema, iniziative». «Piazza Vittoria è abbandonata a se stessa – gli fa eco Mariapaola Ferretti, titolare dei Magazzini Vittoria -. Altro che prestigio, l’arengario è diventato il dormitorio dei barboni». «Indubbiamente la piazza è peggiorata – commenta Alberto Facella, commercialista – . Di sera non ci si passa volentieri. Si parla di riqualificazione dopo i cantieri: speriamo che lo stato di abbandono e disagio possa essere rimpiazzato dal flusso che porterà la metropolitana. Me lo auguro davvero».
mrodella@rcs.it

cds/Brescia

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