Musica&Concerti Archive

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Tour dei MASKARA sul lago di garda (dal 22.4 al 26.5)

 

Siamo lieti di invitarvi al concerto dei MASKARA che si terrà domenica 22 aprile alle ore 21 presso la birreria OZIOSO CASTELLANO di Desenzano del GARDA nella deliziosa cornice del castellodurante la serata, probabilmente in acustico, verrà presentato il nuovo disco FIORI ESPLOSI continua inoltre la raccolta benefica di fondi a favore di LUCIA e dei suoi bimbi autistici (vedi sotto) e pertanto  potrete acquistare il suo libro IL SOLE SOPRA LE NUVOLE nel banchetto informativo allestito all’interno della birreria.
Vi ricordo che questa è la prima data di un tour in tutto il lago di garda tutte le info le trovate sotto sulla pagina fb di MASKARA se siete interessati verrà messo a disposizione un minibus da Boario a Desenzano (andata e ritorno)

 

Vi aspettiamo numerosi come sempre

 

- 22 aprile DESENZANO DEL GARDA presso BIRRERIA L’OZIOSO CASTELLANO
- 28 aprile DESENZANO DEL GARDA presso MADAME SISI DISCO CLUB
- 6 maggio BEDIZZOLE presso BIRRERIA 3X 
- 20 maggio SIRMIONE presso BAR CONGRESSI SIRMIONE
- 26 maggio RIVOLTELLE DEL GARDA presso STADIO TRE STELLE

Continua la presentazione della canzone I BAMBINI DELLA LUNA a favore di due bimbi autistici

 

 

Il concerto del 26 maggio è, invece, in ricordo di don Luca: prete rock

 


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Nuova iniziativa del CTB. Concerti in diretta dal Teatro della Scala

Vantaggi agli abbonati della stagione di prosa del CTB

Il CTB Teatro Stabile di Brescia offre agli abbonati della stagione di prosa 2011/2012 la possibilità di assistere comodamente nelle sale del Cinema Wiz di Brescia e Arcadia di Erbusco alle “prime” della Filarmonica della Scala diretta da Daniel Barenboim a un prezzo convenzionato di € 10.

 

Le riprese in alta definizione, realizzate dal regista Pietro Tagliaferri saranno trasmesse in diretta nelle sale attrezzate con tecnologia 2K per garantire la massima qualità audio e video disponibile sul mercato. Gli spettatori delle sale Wiz e Arcadia avranno così l’occasione di vivere un concerto alla Scala in contemporanea con gli spettatori del teatro milanese.

L’esperienza sarà resa ancora più emozionante dall’opportunità di osservare da vicino l’orchestra, i passaggi solistici, i gesti e le espressioni del direttore, ascoltando ogni dettaglio con precisione assoluta. Francesco Micheli guiderà in esclusiva gli spettatori dei cinema dietro le quinte e nei foyer del teatro alla Scala raccogliendo interviste con gli artisti, spiegazioni e commenti. Un’occasione straordinaria per seguire insieme spettacoli e backstage ed incontrare esperti e protagonisti di un concerto della Filarmonica della Scala.

 

Domenica 1° aprile (19.45)

CHRISTOPH ESCHENBACH (Direttore)

Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia n. 41 k551 Jupiter

 

Sabato 21 aprile 2012 (19.45)

RICCARDO CHAILLY (Direttore)

STEFANO BOLLANI (pianoforte)

GEORGE GERSHWIN

An American in Paris/Ctfish Row/Concerto in fa

 

Lunedì 7 maggio (19.45)

ANDREA BATTISTONI (Direttore)

ALEXANDER ROMANOVSKY (pianoforte)

Matteo Franceschini

Prima esecuzione assoluta

 

SERGE RACHMANINOFF

Variazioni su un tema di Paganini Sinfonia n.2

 

Lunedì 21 maggio (19.45)

FABIO LUISI (Direttore)

RAFAL BLECHACZ (pianoforte)

Ludwig van Beethoven

Concerto per pianoforte e orchestra n. 4

 

Alfredo Casella

Paganiniana

 

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Riccardo Muti: “ Chicago Symphony Orchestra”

Riccardo Muti

“ Chicago Symphony Orchestra”

7 marzo 2012

Aggiornamento: 26 aprile 2012

Siamo giunti alla 49^ edizione del festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo. Quest’anno l’apertura del Festival sarà affidata a una delle più importanti orchestre al mondo: ” la Chicago Symphony Orchestra”, il concerto sarà diretto dal famoso Maestro Riccardo Muti, direttore di fama internazionale. La prima volta che il Maestro Muti diresse la Chicago Symphony Orchestra è stata al Ravinia Festival nel luglio del 1973. Certamente per la città di Brescia sarà un avvenimento speciale e di grande importanza.

Sarà il Teatro Grande a ospitare questo indimenticabile evento il 26 Aprile.  

Con Roma, Napoli e Ravenna, Brescia è una delle quattro città italiane toccate dalla prima tournée italiana di Riccardo Muti con la Chicago Symphony Orchestra da quando il Maestro ne ha assunta la direzione musicale.

Rota, Strauss e Šostakovič. Questi gli autori scelti dal Maestro Muti per il programma del concerto che si aprirà con l’esecuzione della Suite da Il Gattopardo di Nino Rota a cui farà seguito il Poema sinfonico Tod und Verklärung (Morte e trasfigurazione) di Richard Strauss. Nella seconda parte verrà eseguita la Quinta Sinfonia di Dmitrij Šostakovič, senza dubbio uno dei cavalli di battaglia del direttore napoletano.

Grande è l’attesa per il ritorno al Festival di Riccardo Muti ospite già nel 1996, 1999, 2000 e 2005. Ricordiamo che in occasione della sua ultima partecipazione, il 29 maggio del 2005, diresse a Brescia la Philharmonia Orchestra e ricevette il Premio Arturo Benedetti Michelangeli.

Il concerto del 26 aprile costituisce una sontuosa anteprima di un 49° Festival che, nel segno di Johannes Brahms, presenta un cartellone ricco di interpreti di grande prestigio internazionale: Grigory Sokolov, Uto Ughi, Mischa Maisky, Yuja Wang, Rudolf Buchbinder o la Mahler Chamber Orchestra con Leif Ove Andsnes o l’Orchestra del XVIII Secolo diretta da Frans Brüggen, solo per citarne alcuni.

“Senza cultura non si cresce – ha affermato il dr Francesco Bettoni, Presidente della Camera di Commercio di Brescia – un’economia come quella bresciana, fortemente impegnata in un grande processo di internazionalizzazione, non può ritenere di vincere le sfide della globalizzazione se non investe in cultura. Valorizzare il proprio patrimonio artistico, ancora di più oggi che è diventato patrimonio dell’umanità, congiuntamente alle realizzazioni di grandi eventi come quello che vedrà impegnato nella nostra città il Maestro Riccardo Muti a dirigere la Chicago Symphony Orchestra, sono iniziative di altissimo livello e qualità che la Camera di Commercio di Brescia intende sostenere ed appoggiare, con l’obiettivo di promuovere ed attuare una significativa azione di marketing territoriale con ricadute positive non solo per la propria storia, la sua identità, la produzione di benessere, ma per la competitività del suo eccellente tessuto produttivo costituito da micro, piccole e medie imprese vanto ed orgoglio non solo della nostra società ma dell’intero Paese”.

“La decisione di diventare il principale sponsor del prestigioso concerto del Maestro Riccardo Muti risponde alla logica di promuovere, anche attraverso la cultura e l’arte, lo sviluppo economico e sociale dei territori in cui opera la banca – ha affermato Monica Cellerino, Responsabile per il territorio della Lombardia di UniCredit. UniCredit, infatti, è oggi il motore di alcune delle maggiori manifestazioni culturali organizzate in Italia ed il nostro contributo per la realizzazione di questo importante evento evidenzia la volontà della banca di rafforzare il legame con la città di Brescia, che per UniCredit riveste una importanza cruciale, con l’obiettivo di rappresentare un punto di riferimento per la comunità locale, sia continuando a supportare il sistema produttivo locale, sia contribuendo alla valorizzazione dell’immagine della città di Brescia”.

CHICAGO SYMPHONY ORCHESTRA

La Chicago Symphony Orchestra (CSO) è considerata una delle più importanti orchestre al mondo. I concerti della CSO sono richiesti in patria e dalle più prestigiose capitali del mondo. Nel settembre 2010 il famoso direttore italiano Riccardo Muti ne è divenuto il decimo direttore musicale. La sua personale visione per l’Orchestra – rafforzamento dell’impegno nella comunità di Chicago, consolidamento dell’eredità della CSO attraverso il sostegno a una nuova generazione di musicisti e la collaborazione con artisti dalla spiccata creatività – evidenzia una nuova era per l’istituzione. Il direttore e compositore francese Pierre Boulez, che dopo un lungo e continuativo rapporto con la CSO era dal 1995 direttore ospite principale, è stato nominato nel 2006 Helen Regenstein Conductor Emeritus.

Con direttori di fama internazionale e artisti ospiti la CSO tiene oltre 150 concerti ogni anno nella sede di Chicago, il Symphony Center, e al Ravinia Festival sulla Chicago’s North Shore, dove l’orchestra è in residenza ogni estate. Attraverso l’Institute for Learning, Access and Training la CSO impiega ogni anno oltre 200.000 abitanti della zona di Chicago.

Nel gennaio 2010 Yo-Yo Ma è diventato il primo Judson and Joyce Green Creative Consultant, nominato da Riccardo Muti per un periodo di tre anni. In questa veste, è un preziosissimo collaboratore per il Maestro Muti, per i musicisti e i dipendenti della CSO, anche grazie alle sue impareggiabili qualità artistiche e capacità di comunicazione e di cooperazione. Yo-Yo Ma e Riccardo Muti sono veri catalizzatori di ispirazione per la comunità di Chicago, grazie al potere di trasformazione insito nella musica. Yo-Yo Ma partecipa allo sviluppo e alla realizzazione di nuove iniziative, progetti e programmi musicali sotto l’egida dell’Institute for Learning, Access and Training.

Due compositori in residenza hanno iniziato un periodo biennale di collaborazione nell’autunno 2010, periodo esteso per altri due anni: Mason Bates e Anna Clyne, nominati da Riccardo Muti, hanno l’incarico di curare la rassegna contemporanea MusicNOW, condividendo il loro importante e significativo lavoro con il pubblico di Chicago. Collaborando con artisti di altri settori, Mason Bates e Anna Clyne profondono il loro impegno per superare le barriere tradizionalmente erette e quindi penetrare nella comunità di Chicago con idee nuove, creando nuove esperienze musicali. Oltre che per la rassegna MusicNow, per la quale ciascuno dei due compositori ha scritto un nuovo brano eseguito in prima mondiale nel 2011, la CSO ha eseguito <<rewind<< di Clyne e The B-Sides di Bates per i concerti in abbonamento della stagione 2010/2011 e nel Febbraio 2012 Night Ferry di Clyne e Alternative Energy di Bates in prima mondiale.

Dal 1916 le incisioni discografiche hanno costituito una parte importante dell’attività della CSO. Le attuali registrazioni della CSO Resound, che ebbero inizio nel 2007, includono Chicago Symphony Orchestra Brass Live, la Messa da Requiem di Verdi diretta da Riccardo Muti con la partecipazione del Chicago Symphony Chorus, Ein Heldenleben di Strauss, Im Sommerwind di Webern, la Settima Sinfonia di Bruckner, la Quarta Sinfonia di Šostakovič, la Prima la Seconda la Terza e la Sesta Sinfonia di Mahler, tutte dirette da Bernand Haitink, il Gloria di Poulenc (con la partecipazione del soprano Jessica Rivera), Daphnis et Chloé di Ravel con il Chicago Symphony Chorus direttore Haitink; Pulcinella, Quattro Studi e Sinfonia in tre movimenti di Stravinsky diretti da Pierre Boulez; Traditions and Transformations: Sound of Silk Road Chicago, con la partecipazione del Silk Road Ensemble, Yo-Yo Ma e Wu Man, la Quinta Sinfonia di Šostakovič diretta da Myung-Whun Chung, disponibile solo in digitale.

Le incisioni della CSO hanno avuto 62 Grammy Awards dalla National Academy of Recording Arts and Sciences. L’incisione della Quarta Sinfonia di Šostakovič diretta da Haitink, pubblicata dalla CSO Resound e comprendente un DVD con la presentazione “Al di là della partitura”, ha vinto il Grammy 2008 per la migliore esecuzione orchestrale. In quello stesso anno, Traditions and Transformations: Sound of Silk Road Chicago ha avuto il Grammy nella categoria Best Engineered Album nella musica classica. Nel 2011 l’incisione della Messa da Requiem di Verdi diretta da Riccardo Muti ha vinto 2 Grammy Awards nelle categorie Best Classical Album e Best Choral Performance.

Nell’aprile del 2007 la CSO è tornata sulle frequenze radiofoniche nazionali con una trasmissione autoprodotta, a cadenza settimanale, diffusa su oltre 300 stazioni nazionali attraverso la WFMT Radio Network e online sul sito www.cso.org. Questi appuntamenti radiofonici offrono un nuovo e originale approccio alla programmazione radiofonica di musica classica, con contenuti vivaci e coinvolgenti, pensati appositamente per approfondire e creare un ulteriore legame con la programmazione della Orchestra durante la stagione concertistica.

La storia della Chicago Symphony Orchestra inizia nel 1891, quando Theodore Thomas, il più importante direttore americano dell’epoca e pioniere della musica classica, viene invitato a fondare un’orchestra sinfonica a Chicago da Charles Norman Fay, uomo d’affari della città. L’obiettivo di Theodore Thomas, istituire un’orchestra permanente di elevatissima qualità, si realizza già con i primi concerti nel mese di ottobre di quello stesso anno. Theodore Thomas riveste la carica di direttore musicale sino alla sua morte, avvenuta nel 1905, tre settimane dopo l’intitolazione al suo nome della sala dei concerti della sede della Chicago Symphony Orchestra.

Il successore di Thomas è Frederick Stock, che inizia la sua carriera in orchestra come violista nel 1895 e diventa direttore assistente quattro anni dopo. Riveste il ruolo di direttore musicale per ben 37 anni, dal 1905 al 1942, il periodo più lungo dei direttori musicali della CSO. Dinamici e innovativi gli anni di Frederick Stock, vedono la fondazione, nel 1919, della Civic Orchestra di Chicago, la prima orchestra giovanile degli Stati Uniti affiliata a un’importante orchestra sinfonica; il Maestro Stock istituisce anche audizioni per giovani musicisti, organizza i primi concerti in abbonamento destinati ai bambini e avvia rassegne di concerti più popolari.

Nel decennio successivo tre direttori musicali si susseguono alla guida dell’Orchestra: Désiré Defauw dal 1943 al 1947, Artur Rodzinski nella stagione 1947/48 e Rafael Kubelík per tre stagioni dal 1950 al 1953.

Nei dieci anni successivi è la volta di Fritz Reiner, le cui incisioni con la Chicago Symphony Orchestra sono tuttora considerate pietre miliari. È lo stesso Reiner a invitare Margaret Hillis a formare il Chicago Symphony Chorus, nel 1957. Poi per cinque stagioni dal 1963 al 1968 il direttore musicale è Jean Martinon.

Sir Georg Solti, ottavo direttore musicale, ha rivestito questo ruolo dal 1969 al 1991. Successivamente viene insignito del titolo di direttore musicale onorario e torna a dirigere l’Orchestra per diverse settimane nel corso delle stagioni successive, sino alla sua morte avvenuta nel settembre del 1997. L’arrivo di Solti a Chicago ha dato inizio a una delle più importanti collaborazioni musicali dell’epoca. La prima tournée internazionale della CSO sotto la sua direzione fu nel 1971, e successivamente le tournée in Europa, Giappone e Australia hanno contribuito alla fama dell’Orchestra come una delle migliori al mondo.

Daniel Barenboim inizia la collaborazione con l’Orchestra nel gennaio del 1989, divenendone il nono direttore musicale nel 1991, posizione che ha ricoperto fino al giugno del 2006. La sua direzione è contrassegnata dall’apertura del Chicago’s new Symphony Center, inaugurato nel 1997, dalle encomiate produzioni operistiche, dalle sue apparizioni nella doppia veste di pianista e direttore, dai 21 tour internazionali (tra cui il primo della CSO in Sud America) e dall’apertura a nuove composizioni, eseguite durante i concerti riservati agli abbonati.

Pierre Boulez, ora Direttore Emerito, è uno dei tre musicisti a essere stato nominato direttore principale ospite della Chicago Symphony Orchestra. Carlo Maria Giulini, che ha iniziato la sua collaborazione con la Chicago sul finire degli anni ’50, è stato nominato direttore principale ospite dal 1969 al 1972. Claudio Abbado lo è stato dal 1982 al 1985. Dal 2006 al 2010 l’eminente direttore olandese Bernard Haitink è diventato direttore principale, primo nella storia della CSO, guidando l’orchestra con la sua spiccata e acuta sensibilità musicale e aprendosi a nuove esperienze, come il lancio della CSO Resound e gli innumerevoli tour internazionali di grande successo.

La Chicago Symphony Orchestra ha svolto 37 tour internazionali dal primo tour europeo con Georg Solti nel 1971; è tornata in Europa per la ventottesima volta nell’estate del 2011. Numerose sono state le esibizioni in Estremo Oriente: l’ultima volta nel 2009 con concerti a Tokyo, Yokohama, Hong Kong, Shangai e Pechino nonché una volta in Russia, Australia e Sud America.

La Chicago Symphony Orchestra è spesso associata a Ravinia, nell’Highland Park in Illinois, fin dalla sua prima presenza nel corso della seconda stagione del Ravinia Park nel novembre 1905. Vi ha poi partecipato regolarmente fino all’agosto 1931, quando il Ravinia Park entra in un periodo buio a causa della Grande Depressione. Nell’agosto del 1936 l’Orchestra contribuisce a inaugurare la prima stagione del Ravinia Festival, che da allora diventa un appuntamento estivo costante per la CSO.

RICCARDO MUTI 

Riccardo Muti, direttore di fama internazionale, ha diretto la prima volta la Chicago Symphony Orchestra al Ravinia Festival nel luglio del 1973. Dopo 30 anni, nel settembre del 2007, è tornato a Chicago per un periodo di un mese per due settimane di concerti in stagione, una serata di gala con tutto esaurito e un trionfale tour europeo, che ha segnato il ritorno in Italia della Orchestra dopo 25 anni di assenza. Nel Maggio 2008 la CSO ha annunciato la nomina di Riccardo Muti quale suo decimo direttore musicale, incarico che ha avuto inizio nella stagione 2011/2012. 

A Napoli, città  in cui è nato, ha studiato pianoforte con Vincenzo Vitale, diplomandosi con lode nel Conservatorio di San Pietro a Majella. Ha proseguito gli studi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, sotto la guida di Bruno Bettinelli e Antonino Votto, dove ha conseguito il diploma in composizione e direzione d’orchestra. 

Nel 1967 la giuria del Concorso Cantelli di Milano gli ha assegnato all’unanimità  il primo premio, portandolo all’attenzione della critica e del pubblico. L’anno seguente fu nominato Direttore Principale del Maggio Musicale Fiorentino, incarico che ha mantenuto fino al 1980. Già nel 1971 Riccardo Muti fu invitato da Herbert von Karajan sul podio del Festival di Salisburgo, inaugurando una felice consuetudine che lo ha portato, nel 2010, a festeggiare i quarant’anni di collaborazione artistica con la manifestazione austriaca. Dal 1972 al 1982, Riccardo Muti è stato direttore principale e direttore musicale della Philharmonia Orchestra di Londra; dal 1980 al 1992 è stato direttore musicale della Philadelphia Orchestra e dal 1986 al 2005 è stato direttore musicale del Teatro alla Scala. Durante gli anni alla Scala ha intrapreso molti progetti tra cui la trilogia Mozart-Da Ponte e il ciclo del Ring di Wagner e in occasione della riapertura della Scala restaurata ha diretto Europa riconosciuta di Salieri, originariamente commissionata per la inaugurazione del Teatro alla Scala nel 1778. Ha riproposto inoltre la trilogia di Verdi Rigoletto, La traviata e Il trovatore, assenti da 20 anni nella programmazione a Milano. 

Nel corso della sua straordinaria carriera Riccardo Muti ha diretto molte tra le più  prestigiose orchestre del mondo: dai Berliner Philharmoniker all’Orchestra del Bayerischer Rundfunk, dalla New York Philharmonic ai Wiener Philharmoniker con cui è stato presente al Festival di Salisburgo fin dal 1971; invitato sul podio in occasione del concerto celebrativo dei 150 anni della grande orchestra viennese, Riccardo Muti ha ricevuto l’Anello d’Oro, onorificenza concessa dai Wiener Philharmoniker in segno di speciale ammirazione e affetto solo a pochissimi direttori. Inoltre fu da loro invitato in occasione delle celebrazioni per i 250 anni dalla nascita di Mozart nel gennaio del 2006. A dicembre 2003 ha diretto il concerto di riapertura del Teatro La Fenice di Venezia; dal 2006 al 2011 è stato direttore artistico del Festival di Pentecoste di Salisburgo. 

Il suo impegno civile di artista è testimoniato dai concerti proposti nell’ambito del progetto “Le vie dell’Amicizia” del Ravenna Festival in alcuni luoghi “simbolo” della tormentata storia, sia antica che contemporanea, includendo concerti a Sarajevo, Beirut, Gerusalemme, Mosca, Yerevan, Istanbul, New York, Cairo, Damasco, L’Aquila, Trieste ed El Djem in Tunisia. Di recente, nel luglio 2011, ha diretto l’Orchestra Cherubini in un concerto a Nairobi, in Kenya, di fronte ad un pubblico di oltre 5.000 persone, allo scopo di porre l’accento sull’importanza dell’istruzione e per la raccolta di fondi per i progetti educativi a Kibera. 

Nel 2004 ha fondato l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini formata da giovani musicisti selezionati da una commissione internazionale fra oltre 600 strumentisti provenienti da tutte le regioni italiane. Nel 2007 ha inaugurato con l’Orchestra Cherubini un progetto quinquennale dedicato alla Scuola Napoletana del XVIII secolo, nell’ambito del Festival di Pentecoste di Salisburgo. 

La vasta produzione discografica di Riccardo Muti spazia dal repertorio sinfonico e operistico classico al contemporaneo e ha ricevuto numerosi premi. Di recente gli sono stati assegnati i suoi primi due Grammy Awards per il primo disco inciso con la Chicago Symphony Orchestra and Chorus con la Messa da Requiem di Verdi, pubblicato dalla CSO Resound nel 2010. 

Innumerevoli sono i riconoscimenti conseguiti da Riccardo Muti nel corso della sua carriera: Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, la Verdienstkreuz della Repubblica Federale Tedesca, nel 2010 Officier de la Légion d’Honneur conferito dal Presidente Nicolas Sarkozy durante una cerimonia privata al Palazzo de l’Elysée e il titolo di Knight Commander dell’Impero Britannico conferitogli dalla Regina Elisabetta II. Il Mozarteum di Salisburgo gli ha assegnato la Medaglia d’argento per il suo impegno verso la musica di Mozart. È stato eletto membro onorario della Gesellschaft der Muskfreunde, della Wiener Hofmusikkapelle e della Wiener Staatsoper; il Presidente russo Vladimir Putin gli ha attribuito l’Ordine dell’Amicizia e lo Stato di Israele gli ha conferito il Wolf Prize for the Arts. Nel 2010 è stato nominato Musicista dell’anno da Musical America e nel marzo 2011 è stato insignito del Birgit Nilsson Prize, consegnato ogni 2 o 3 anni a un cantante o a un direttore d’orchestra che abbia rivestito un ruolo significativo nell’ambito della musica classica. In aprile 2011 ha ricevuto l’Opera News Award e in maggio gli è stato assegnato il Premio Principe delle Asturie per le Arti. È stato nominato membro onorario dei Wiener Philharmoniker e direttore onorario a vita del Teatro dell’Opera di Roma.  

Ha ricevuto lauree honoris causa da molti istituti universitari italiani e stranieri. L’ultima in ordine di tempo gli è stata consegnata dall’Università di Torino nel novembre del 2011. È stato anche insignito per la seconda volta a Catania di uno speciale riconoscimento, in virtù del fatto di essere una leggenda vivente nel campo della direzione d’orchestra, un italiano fiero e persona dallo spirito umanitario.

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Programma del 49° festival pianistico “Brahms, il conservatore progressista”

 26 aprile / 13 giugno 2012

“Brahms, il conservatore progressista”

PROGRAMMA

49° FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DÌ BRESCIA E BERGAMO

Il Festival che si svolgerà dal 26 aprile al 13 giugno 2012 e avrà per titolo “Brahms, il conservatore progressista”. Il programma preliminare presentato pochi mesi fa verrà rispettato.

Le novità riguardano essenzialmente i programmi di alcuni concerti che sono giunti a una completa definizione.

Come è noto, il 49° Festival avrà un prologo straordinario nel concerto della Chicago Symphony Orchestra diretta da Riccardo Muti giovedì 26 aprile 2012, alle ore 20.00, al Teatro Grande di Brescia.

Il programma prevede l’esecuzione della Suite da Il Gattopardo di Nino Rota a cui farà seguito il Poema sinfonico Tod und Verklärung (Morte e trasfigurazione) di Richard Strauss. Nella seconda parte verrà eseguita la Quinta Sinfonia di Dmitrij Šostakovič.

Alla realizzazione del concerto, oltre alla Camera di Commercio di Brescia, collabora UniCredit, Main Partner.

Brescia ospiterà 15  concerti : 12 al Teatro Grande, 2 al teatro Sociale e uno alla Chiesa di San Francesco il 28 maggio, tradizionale appuntamento in memoria delle Vittime di Piazza della Loggia.

A Bergamo avremo invece 13 concerti al Teatro Donizetti e 2 al Teatro Sociale, quest’ultimo sede del concerto di chiusura del Festival, il 13 giugno, con il Concerto celebrativo dei 60 anni dell’Associazione Europea dei Festival, di cui il Festival di Brescia e Bergamo è membro dal 1987. Protagonisti della serata saranno, con un omaggio a Debussy nel 150° dalla nascita, Catherine Spaak, voce recitante, il flautista Massimo Mercelli and friends.

“Brahms, il conservatore progressista”

Un approfondimento dedicato al grande compositore tedesco mancava al Festival da qualche anno e il Direttore artistico Pier Carlo Orizio ha ritenuto fosse il momento ideale per tornare ad analizzare uno dei musicisti più importanti dell’Ottocento, cronologicamente così vicino a Liszt e a Mahler (oggetto di studio dell’ultima edizione), eppure tanto distante dal punto di vista estetico.

Il titolo ossimorico “Brahms, il conservatore progressista” vuole porre l’accento sulla complessità della figura di Johannes Brahms, uomo capace di guardare al passato con occhio illuminato. L’aggettivo “progressista” rimanda in maniera esplicita alla definizione che Schönberg diede in un suo saggio del musicista di Amburgo, ponendosi in modo nuovo rispetto a colui che fino ad allora era stato considerato principalmente come grande depositario della tradizione classica.

 

Il cartellone “ordinario” del Festival 2012 si apre con il doppio appuntamento inaugurale del 2 maggio a Brescia e del 3 a Bergamo con la Janáček Philharmonic Orchestra diretta dal bresciano Riccardo Frizza. Solista nel Concerto op.77 di Brahms sarà Ray Chen, violinista nato a Taiwan e cresciuto in Australia, talento fra i più promettenti dei nostri giorni. Completano il programma l’Ouverture accademica di Brahms e, nella seconda parte, la Sinfonia n.8 di Dvořák.

Nel segno di Brahms il Festival prosegue con i recital pianistici di Grigory Sokolov e Yuja Wang. L’immenso pianista russo presenterà il 4 maggio a Brescia (a Bergamo replicherà il 25 maggio) le Variazioni su un tema di Händel op.24 e gli Intermezzi op.117, accostandoli alla Suite in re del prediletto Rameau e alla Sonata KV 310 di Mozart. La giovane stella cinese Yuja Wang proporrà il 5 maggio a Bergamo e il 6 a Brescia le Fantasie op.116 di Brahms insieme a pezzi di Rachmaninov, Fauré, Debussy, Albéniz e Ravel.

Composizioni di Brahms per pianoforte solo costituiranno il nucleo dei concerti di Carlo Guaitoli, Benedetto Lupo e Yefim Bronfman. Sabato 12 maggio al Teatro Sociale di Bergamo Carlo Guaitoli interpreterà i Klavierstücke op.118 e 119; Benedetto Lupo (Teatro Sociale di Brescia mercoledì 30 maggio e il giorno dopo al Donizetti di Bergamo) eseguirà le Rapsodie op.79 e le Fantasie op.116; Yefim Bronfman, grandissima novità per il Festival, il 2 e 3 giugno avrà in programma la Sonata n.3 op.5.

Non potevano ovviamente mancare i due Concerti per pianoforte e orchestra che saranno affidati alle mani autorevoli di Rudolf Buchbinder in concerto il 19 maggio a Bergamo e il 20 a Brescia con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Pier Carlo Orizio.

Il Brahms cameristico ricopre innegabilmente in questo Festival un ruolo di primo piano. Scorrendo il calendario troviamo, venerdì 11 maggio a Brescia e lunedì 14 a Bergamo, Louis Lortie e Tokyo String Quartet impegnati nel Quintetto per pianoforte e archi op.34. Il fenomenale violinista Leonidas Kavakos, per la prima volta al Festival, interpreterà insieme a un gruppo di “amici” i Sestetti per archi op.18 e op.36 (26 e 27 maggio). Uto Ughi, protagonista assoluto della scorsa edizione, sarà affiancato da Giovanni Bellucci il 9 e 10 giugno in un programma che include la Sonata n.3 per violino e pianoforte op.108. Infine, otto anni dopo l’ultima partecipazione, torna al Festival la stella del violoncello Mischa Maisky che, accompagnato dalla figlia Lily al pianoforte, sarà impegnato nella Sonata op.38.

Ma il Festival 2012 non è solo Johannes Brahms.

C’è innanzi tutto un mini-percorso dedicato a compositori italiani contemporanei con alcune prime esecuzioni. Mercoledì 9 maggio, al Teatro Sociale di Brescia, Pier Carlo Orizio guiderà l’Orchestra del Festival in un programma che prevede, insieme agli Uccelli di Ottorino Respighi e al Concerto in do maggiore per violoncello di Haydn, Giovanni Sollima solista, prime esecuzioni di brani di Raffaele Cacciola e Marco Betta.

Una prima esecuzione di un pezzo per pianoforte solo di Carlo Boccadoro commissionato dal Festival sarà invece nel programma del già citato Carlo Guaitoli.

Ritroveremo Ottorino Respighi nel concerto del 28 maggio a Brescia con la Suite n.3 dalle Antiche arie e danze e nel doppio appuntamento del 6 e 7 giugno che vedrà protagonista la Brescia Orchestra diretta da Ezio Rojatti. Il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra del compositore bolognese, Ilia Kim solista, sarà accostato all’esecuzione della Quarta Sinfonia di Brahms.

Completano il programma della 49ª edizione alcuni concerti “fuori tema”.

Ospite per la prima volta al festival, la Mahler Chamber Orchestra, la compagine fondata da Claudio Abbado, sarà il 15 maggio a Brescia e il 18 maggio a Bergamo con Leif Ove Andsnes nel ruolo di direttore e solista nel Primo e Terzo Concerto per pianoforte di Beethoven.

Altro appuntamento di rilievo è il ritorno di Frans Brüggen con la “sua” Orchestra del XVIII Secolo. In programma la Sinfonia n.3 “Eroica” di Beethoven e due diverse Sinfonie di Haydn (a Bergamo la n.101 “L’orologio”, a Brescia la n.104 “London”) precedute da Arie d’opera, sempre di Haydn, cantate dal soprano Wilke te Brummelstroete.

Abbonamenti a Brescia dal 20 marzo, a Bergamo dal 26 marzo.

Abbonamenti al Festival

Prenderà il via martedì 20 marzo a Brescia la campagna abbonamenti per il Festival 2012. Il primo giorno è riservato ai vecchi sostenitori. Il 21 sarà per i nuovi sostenitori, venerdì 23 per i vecchi abbonati, martedì 27 marzo per tutti. La biglietteria del Teatro Grande – 030.2979333 – sarà aperta dalle 13.30 alle 19.00.

A Bergamo la vendita degli abbonamenti inizierà lunedì 26 marzo con la prelazione vecchi abbonati, i quali avranno a disposizione anche le giornate del 27 e 28 marzo. Giovedì 29 e venerdì 30 marzo saranno dedicati invece ai nuovi abbonamenti. La biglietteria del Teatro Donizetti – 035.4160602/03 – sarà aperta dalle ore 13.00 alle 20.00.

Per informazioni:

www.festivalpianistico.it

info@festivalpianistico.it

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Sanremo Giovani: fuori tutti i bresciani (Alberto Belgesto)

ESCLUSI DAL FESTIVAL

Nulla da fare per Elodea, Pietro Gabriele, Alya, Stefano Gelmini e Jury Maloglio

Elodea (elisabetta coiro)

Purtroppo non ce l’hanno fatta, ma ci sono andati molto vicino.

Erano partiti in tutta fretta i cinque giovani artisti bresciani dopo aver saputo con grande gioia e sorpresa di essere stati ammessi alla finalissima di Roma. Per Elodea, Pietro Gabriele, Alya, Stefano Gelmini e Jury Maloglio la gara era stata durissima, perché al Sanremo Social, il nuovo meccanismo di selezione di sei nuove proposte per il Festival di Sanremo, si erano iscritti migliaia di artisti under 29 di tutta Italia.

Stefano Gelmini

Per quattro giorni la speranza di arrivare sul palco dell’Ariston era diventata una possibilità reale da giocarsi con l’ultima audizione davanti al “gruppo d’ascolto”, la giuria tecnica di Sanremo presieduta da Gianni Morandi e dal mastro Gianmarco Mazzi. Il verdetto finale è arrivato a metà pomerigio di sabato 14 gennaio, durante lo speciale Sanremo in cui Morandi stesso ha dato la lista dei sei artisti che parteciperanno al Festival:

Alessandro Casillo, Giulia Anania, Marco Guazzone, Cleste Gaia e Dana Angi, oltre ai due vincitori di Area Sanremo, i pugliesi Io Ho Sempre Voglia e i catanesi Bidiel.

Alya

corrieredellasera/brescia

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ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE PAROLE E MUSICA PER FABRIZIO DE ANDRÉ

TEATRO MENOTTI

Dall’1 al 31 dicembre 2011

ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE

PAROLE E MUSICA PER FABRIZIO DE ANDRÉ

con il patrocinio morale della Fondazione De André  Onlus

… con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia,

ma colpisco un po’ a casaccio non ho più memoria…

All'ombra dell'ultimo soleDebutta giovedì  1 dicembre ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE, il quarto spettacolo della 42esima stagione teatrale del TieffeTeatro Menotti. 

Lo spettacolo è  un racconto musicale basato sulle canzoni, le storie e i personaggi raccontati da Fabrizio De André.

Un musical anomalo, sulla nostra storia recente, su quegli anni ‘70 caratterizzati da profonde trasformazioni e contraddizioni, ma già anni “mitici” per le generazioni successive.

Protagonista della storia è un gruppo di giovani che vive un momento storico di grandi speranze e di gravi conseguenze: è il 1975 e i ragazzi decidono di aprire un bar in un magazzino dietro Via del Campo, dove fare musica e parlare di rivoluzione. Il locale, diventa luogo di ritrovo di giovani, ma le cose non vanno nel verso giusto e anche se il “sogno” sembra vicino, la strada per il cambiamento è ancora lunga… 

ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE non è un musical su Fabrizio De André (che viene citato solo di sfuggita dai personaggi) è un musical sul mondo di Faber, la cui musica non solo segna il ritmo dello spettacolo, ma dà anche il nome ai protagonisti del racconto (da Bocca di Rosa a Nancy, da Michè a Pasquale Cafiero) e permea le atmosfere dei carruggi di una Genova immaginaria illuminata dalle luci del bar “La cattiva strada” fino ai fuochi della rivolta nel carcere scandita dal ritmo della Canzone del Maggio. 

ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE è un omaggio al più grande di tutti, ma anche agli ultimi della fila, quelli che nessuna luce illumina se non quella dei lampeggianti della polizia o dei lampioni dei carruggi, ma che non per questo sono meno grandi nella loro abbagliante umanità. Sono il Sirena,  Nuccia, il Boccia, Nina, Teresa, Bocca di Rosa, Paoluzzo, il Gesù. Sono puttane e figli di puttana, ladri e ragazze madri, anarchici e ragazze e basta. Gente che sembra uscire da una canzone di Fabrizio.

Massimo Cotto 

ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE racconta le storie di quegli anni “formidabili”, una corsa all’indietro con quel “tuffo nel cuore” che accompagnava i riti e i ritmi della crescita di quei ragazzi, che per la prima volta scoprivano di non dovere andare a fare la guerra e che il mondo era finalmente lì a portata di mano, bastava conquistarlo con sorrisi, dolcezza e nuovi suoni. Ovviamente non tutto è andato per il verso giusto e i sogni sono fuggiti lasciando cicatrici profonde sulla pelle e nell’anima. Non erano tempi per equilibristi, quelli. Non si stava ancora sul taglio della moneta ad aspettare. Sembrava tutto più semplice in quegli anni settanta. O testa o croce, stare da una parte o dall’altra. Questo è quello che proviamo a raccontare.

Lo facciamo con un testo incisivo e concreto, dove Massimo Cotto ha innervato emozioni e microstorie per provare a capire la macrostoria di un momento di vita italiana straordinario e controverso. Storie che si dilatano nelle storie “altre” di Fabrizio De Andrè, come non poteva qui comparire la sua epica? Lo facciamo con un gruppo nutrito di attori, cantanti, musicisti, danzatori per uno spettacolo totale, che vogliamo riempire di suoni e colori, ritmi e respiri. Riflessioni e leggerezza. Illusioni, sogni, gonne a fiori e scarpe basse, buone per la corsa e per la fuga, abbracci, regole impossibili da seguire, leggi più violente delle colpe presunte, rabbia e piombo… e un po’ di tenerezza.

Emilio Russo 

Il progetto è stato ritenuto interessante e quindi meritevole di contributo in quanto combina l’inserimento di giovani in aree organizzative e gestionali col ricambio generazionale in area artistica e si propone obiettivi ambiziosi di crescita del pubblico giovanile.

Dalla motivazione di patrocinio della Fondazione Cariplo

All’ombra dell’ultimo sole fa parte del progetto Tieffe Teatro Milano per il bando “Promuovere la buona gestione  nel campo della cultura 2011” 


Dall’1 al 31 dicembre 2011

ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE

PAROLE E MUSICA PER FABRIZIO DE ANDRÉ

di Massimo Cotto

regia Emilio Russo

con Chiara Buratti, Daniele Gaggianesi, Francesca Gemma, Vanessa Korn, Silvia Giulia Mendola, Alberto Onofrietti, Valeria Perdonò, Simone Poncino, Francesco Visconti, Zibba, Fabio Zulli

arrangiamenti e direzione musicale Alessandro Nidi

consulenza musicale Marianna Storelli

coreografie Lara Guidetti / scene Elena Martucci

costumi Daniela Usai / luci Mario Loprevite

produzione Tieffe Teatro e AstiTeatro 33

si ringrazia Campia Imballaggi

con il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André  Onlus.

Mercoledì  14 dicembre

TEATROFORUM: A FINE SPETTACOLO RESTA CON NOI!

Un appuntamento dedicato al nostro pubblico per incontrare, parlare, discutere e confrontarsi con i protagonisti della nostra stagione. Stasera incontriamo i ragazzi protagonisti dello spettacolo, Emilio Russo e Massimo Cotto. Introduce Dario Zigiotto.

COLLEGATE:

  1. CONCORSO DI CREATIVITA’ IL MIO FABER
  2. Come una specie di sorriso

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Cantina in Lirica – 08 ottobre

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BRESCIA – Enrico Ruggeri nella «Ruota» delle canzoni – Claudio Andrizzi

PIAZZA DELLA LOGGIA. Stasera alle 21 con Radio Vera e Radio Bruno
Spazio anche al fido Luigi Schiavone che proporrà due brani. Aprono Michela Bosio, Massimo Alessi, Maya, Viviana Laffranchi, Elodea, Giancarlo Prandelli

La calda coda d’estate di questo magnifico settembre 2011 regala un nuovo appuntamento musicale sotto le stelle nella cornice di piazza della Loggia: dove, questa sera, è atteso Enrico Ruggeri, ospite inatteso di fine stagione per un evento organizzato da Radio Vera e Radio Bruno in collaborazione con il Comune di Brescia.
L’emittente cittadina, che già la scorsa settimana ha portato in città Gatto Panceri, regala alla Leonessa una nuova serata di musica ad ingresso gratuito che partirà intorno alle 20 con ampio dispiego di ugole emergenti, in gran parte locali: ci saranno, fra gli altri, la giovanissima Michela Bosio da Manerbio con le canzoni del suo primo album «Quello che vorrei», il cantautore Massimo Alessi, da poco sul mercato con un nuovo singolo intitolato «Cucciolo» e dedicato al tema dell’abbandono degli animali durante il periodo estivo, Maya, la cantautrice dialettale Viviana Laffranchi che ha da poco pubblicato il nuovo album «Denacc ai occ». E poi la vocalist bresciana Elodea con il suo producer Giancarlo Prandelli, Marina Betti, Gildali, Violapensiero, Funkabbestia, ed i Bankrobber prodotti dallo stesso Rrouge.
Che, dal canto suo, sarà in palcoscenico alle 21 con lo spettacolo che prende il nome dal suo primo romanzo «Che giorno sarà», pubblicato a gennaio di quest’anno da Kowalski: un debutto nel campo della narrativa dopo un paio di libri di altro genere, il cui protagonista manco a farlo apposta è un giovane cantante in lotta per trovare il successo.
Da qui l’incipit per un live che si preannuncia come rivisitazione a 360 gradi dei grandi successi del repertorio di Ruggeri, rispolverati in formazione a cinque con il fido Luigi Schiavone, l’altro chitarrista Paolo Zanetti, il batterista Marco Orsi, il bassista Fabrizio Palermo e il tastierista Francesco Luppi.
In scaletta, oltre ai «greatest hits» del protagonista principale, anche un siparietto per Schiavone, che presenterà due brani tratti dal suo quarto album «16 steps to the sky».
L’ultimo capitolo discografico firmato Ruggeri risale al 2010 con l’album «La ruota», uscito a ridosso della partecipazione al Sanremo di quell’anno con il brano «La notte delle fate». Il tour promozionale del disco fece tappa anche a Brescia.

bresciaoggi

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BRESCIA – La Amoroso racconta «Il mondo in un secondo» Claudio Andrizzi

PIAZZA LOGGIA. Arriva stasera «la regina della talent generation»
Torna per la seconda volta in sei mesi dopo un sold out al Palabrescia. Cresciuta alla scuola di «Amici» è da un anno ai vertici delle classifiche discografiche

Ultimi fuochi live in piazza Loggia nell’estate ormai al tramonto: questa sera, nel medesimo set cittadino che a luglio ha visto sfilare Battiato, Sting, Allevi e Cremonini, arriva Alessandra Amoroso, per quello che si configura a tutti gli effetti come l’ultimo appuntamento live «sotto le stelle» della stagione targato Cipiesse. Si comincia alle 21, e alle casse c’è ancora ampia disponibilità di tagliandi, al costo di 30 euro. Da sottolineare che, contrariamente a quanto annunciato in un primo tempo, gli spettatori potranno godersi lo spettacolo seduti e non in piedi, in posti ovviamente non numerati ma senza alcuna variazione di prezzo (i tagliandi già acquistati restano sono quindi a tutti gli effetti validi per la serata).
Si rinnova quindi la corrispondenza di «amorosi» sensi tra la platea bresciana e la regina della talent-generation, che torna ad esibirsi nella Leonessa per la seconda volta in meno di sei mesi: eravamo giusto alle porte della primavera quando, il 15 marzo, la cantante pugliese sbancò il Palabrescia. E quel concerto andò a sua volta in scena ad un anno esatto dal sold out bresciano, sempre nell’impianto di via San Zeno, del tour 2010.
Insomma, ce n’è quanto basta per prevedere la replica di un successo d’ampie dimensioni per questa ragazza che, partita dall’arena mediatica di «Amici», ha saputo in breve tempo conquistare posizioni assolutamente invidiabili nel panorama musicale nazionale, forte di un consenso plebiscitario che ha continuato a crescere e rafforzarsi anche al di fuori del ring di Maria De Filippi dopo la vittoria del 2009.
Vittoria che subito si è dimostrata tutt’altro che un fuoco di paglia: il primo passo discografico di Alessandra, ovvero l’ep «Stupida», uscito nell’estate 2009, ha conquistato due dischi di platino con vendite volate sorprendentemente sopra il tetto delle 150 mila copie. Poi, sempre a fine 2009, anticipato dalla passionalità forte e dalla melodia contagiosa del singolo «Estranei a partire da ieri», è arrivato il primo album «Senza nuvole», con il quale la Amoroso ha dato ulteriore dimostrazione di un talento indubbiamente in grado di camminare con le proprie gambe. Entrato al primo posto in classifica dove scalzò nientemeno che Madonna dalla posizione regina, l’album è stato a sua volta un grande successo di pubblico con oltre 230 mila copie vendute. A piena conferma del grande successo, a fine stagione si concretizzò anche il prestigioso invito di un veterano come Gianni Morandi, che la volle come spalla nel suo show di Raiuno «Grazie a tutti». A fine 2010, e per l’esattezza il 28 settembre, è arrivato il secondo album «Il mondo in un secondo». Premiato ai recenti Wind Music Awards, il disco, ad un anno dalla sua uscita campeggia ancora nella top 20 delle charts.

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Il Grande ha clonato l’Arena? Brescia: «Un caso che non c’è» Mimmo Varone

LA QUERELLE. Il Pd veronese ha gridato allo scandalo per il doppio ruolo del direttore Fanni
Il sovrintendente Angelini spiega: «Il nostro cartellone lirico viene concordato con i teatri lombardi» Arcai: «Con Verona solo sinergie»

Il maestroUmberto Fanni

Ci sono acque agitate alla Fondazione Arena di Verona. E chiamano in causa il Teatro Grande di Brescia. I due enti hanno in comune il maestro Umberto Fanni, direttore artistico della Fondazione scaligera e responsabile solo per la lirica del Teatro Grande. Al di là dell’Adige lo accusano di aver «rubato» il cartellone lirico veronese per replicarlo al Grande con gli stessi cantanti e relativo danno all’immagine. Tanto da ipotizzarne a caldo il licenziamento in tronco. A Brescia si parla di «accuse del tutto infondate».

L’ATTACCO a Fanni è partito dal capogruppo provinciale del Pd scaligero, Diego Zardini, a seguito della pubblicazione di una lettera al direttore sul giornale «L’Arena». Secondo Zardini il doppio incarico di Fanni avrebbe prodotto a Verona una stagione lirica fotocopia di Brescia, con danno «all’attrattività del territorio scaligero». Il che ha indotto il sovrintendente della Fondazione veronese Francesco Girondini (che pure avrebbe dovuto conoscere l’ipotetico affaire) a giocare d’anticipo e a comunicare di aver già avviato le procedure di contestazioni nei confronti del maestro, ora costretto a produrre le sue controdeduzioni.
Da Brescia, però, il sovrintendente del Grande Umberto Angelini non dà credito alle accuse veronesi contro Fanni, che dal 2006 collabora con incarico annuale alla lirica del massimo cittadino. E spiega perchè: «Il cartellone lirico del Grande viene concordato e discusso con i teatri del circuito lirico lombardo, di cui fanno parte anche il Ponchielli di Cremona, il Sociale di Como e il Fraschini di Pavia, sostenuti e coordinati da Regione Lombardia con l’appoggio finanzi- ario di Fondazione Cariplo e l’apporto operativo delle Fondazioni “I pomeriggi musicali” e “Teatro alla Scala”. La decisione sul cartellone è collettiva, Brescia ha una voce come gli altri ed è assurdo pensare che possa condizionare le scelte a tal punto. I rapporti di forza interni sono simili e nessuno può incidere».
Angelini non nega che tra i cartelloni ci siano state due sovrapposizioni, Giulietta e Romeo e Il Rigoletto. Tuttavia, «il primo è stato rappresentato da molti altri teatri, compreso la Scala – sottolinea il sovrintendente Bresciano – ed è evidente che nei 150 anni dell’Unità d’Italia si ricorresse a Verdi e al Rigoletto che non viene rappresentato da anni». Normale che ci sia pure qualche sovrapposizione di cantanti. «Quelli bravi sono pochi – precisa Angelini – e le scelte avvengono in una cerchia molto limitata». E se Fanni avesse portato a Verona il cartellone Bresciano? «Impossibile pure questo – replica Angelini – perchè le opere vengono decise con largo anticipo». E poi, sarebbe come se un meteorite volesse portar luce al sole dell’Arena. Insomma, a Brescia non si dà alcun credito alle accuse mosse contro un maestro che «è sempre stato molto corretto». Nessun credito, sotto il profilo legale, all’accusa che abbia violato il contratto in esclusiva con la Fondazione Arena. «Quella è una Fondazione lirico sinfonica – spiega Angelini -, il Grande è un teatro di tradizione che nemmeno produce opere bensì le ospita, tra i due non c’è alcuna incompatibilità, e di certo con noi Fanni non ha un contratto in esclusiva».

UNA CONVINTA difesa di Fanni arriva anche dall’assessore alla Cultura del Comune di Bescia, Andrea Arcai: «Al di là dell’assoluta affidabilità, onestà e competenza di Umberto fanni, il fatto che lui lavori per l’Arena di Verona è sicuramente un contributo per il teatro Bresciano. D’altra parte – sottolinea Arcai – è sempre stata nostra intenzione, sia dal punto di vista politico sia sul piano tecnico, intrattenere buoni rapporti con il Comune di Verona e con la Fondazione Arena. E in ogni caso la scelta delle opere avviene tramite il circuito dell’As.Li.Co., e i suoi quattro direttori artistici».
Sulla base di tutto questo, secondo Arcai «l’interpellanza del Pd di Verona sembra proprio un’interpellanza, ovvero una richiesta di informazioni da parte di persone che non conoscono i fatti come sono».

bresciaoggi

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