REGGIO CALABRIA – Reggina e Brescia hanno pareggiato 1-1 (0-1) nel posticipo della 33/a giornata del campionato di serie B.
Brescia in vantaggio al 28′ del primo tempo con Jonathas. Sette minuti dopo la Reggina resta anche in dieci per l’espulsione di Emerson per gioco falloso. Nonostante l’inferiorita’ numerica, i calabresi riescono a riacciuffare il pari allo scadere (45′ st) con Bonazzoli e poi invocano un calcio di rigore per un contatto in area bresciana.
Sabato 31 i biancorossi di Maran sono impegnati in Campania: ecco le prevendite e il pullman per raggiungere lo stadio della Juve Stabia
ViviCentro: nostra sezione dedicata alla JUVE STABIA
Tifosi del Varese calcio
Circa 730 chilometri in linea d’aria, circa 900 reali: una distanza, quella che divide Varese da Castellammare di Stabia, che non scoraggia i tifosi del “Club Amici del Varese”. Sabato 31 infatti un pullman di sostenitori biancorossi raggiungerà lo stadio “Romeo Menti” per stare accanto a Terlizzi e compagni nel delicato match contro la Juve Stabia. Per prenotare un posto sull’autobus bisogna contattare il numero di telefono 339-7951202 (Lele); la partenza avverrà venerdì a mezzanotte mentre la comitiva rientrerà a Masnago all’alba di domenica. I costi verranno comunicati in seguito, a seconda dei partecipanti; la trasferta sarà comunque organizzata perché il Club ha già raccolto oltre venti adesioni. I biglietti, che sono nominali e possono essere acquistati solo dai possessori della tessera del tifoso, devono essere acquistati separatamente. Le prevendite sono già state aperte ma in questa occasione l’unico punto in cui sono disponibili i tagliandi è la “Casa del Disco” di piazza Podestà 1 a Varese. Per comprare i biglietti c’è tempo fino alle 19 di venerdì 30; il costo singolo è di 14 euro escluso il diritto di prevendita. (varesenews)
I rossoneri travolgono 4-0 i Gunners nell’andata degli ottavi di finale e ipotecano la qualificazione: potranno affrontare il ritorno a Londra con grande serenità. La squadra di Allegri subito in vantaggio con un gran gol di Boateng poi dilaga con una doppietta di Robinho. Ibrahimovic chiude le marcature su rigore. La formazione di Wenger mai in partita
I giocatori del Milan festeggiano la quarta rete di Ibrahimovic
MILANO - E’ stata una questione di uomini – uno come Boateng serve eccome -, ma il fattore scatenante della furia Milan contro l’Arsenal, sta nel radicale cambio di mentalità rispetto alla versione abbastanza scialba dell’ultimo periodo in campionato. La squadra di Allegri esibisce concentrazione assoluta in tutti i reparti e soprattutto determinazione feroce nel cercare il gol: ne esce un 4-0 giusto in forma e sostanza, che lascia ai gunners londinesi solo qualche briciolina di speranza nella corsa ai quarti di Champions League. Per il resto il discorso si fa sempre in questi casi: tanti meriti al Milan, altrettanti demeriti all’Arsenal, incapace di sviluppare oltre un paio di manovre decenti.
LA RINUNCIA DI WENGER - Allegri non rinuncia a nessuna delle prerogative più importanti: c’è Boateng, subito gettato nella mischia a sostegno del tandem Ibra-Robinho, c’è Seedorf arretrato in mediana, anche se la partita del tulipano dura lo spazio di qualche azione, prima di arrendersi ad un problema muscolare e fare spazio a Emanuelson. Il primo tempo dell’Arsenal lo fotografa la scelta di Wenger, che preferisce le melodie danubiane di Rosicky al ritmo frenetico del ragazzone Chamberlain. Ne consegue una trequarti – che pure presenta un tipetto svelto come Walcott – tesa ad una improduttiva amministrazione del gioco, con van Persie in imbarazzante solitudine.
L’URLO DI BOATENG -Un possesso palla sterile quello degli inglesi: velocità di circolazione praticamente nulla,
manna per i concentratissimi rossoneri, perfetti nel chiudere tutti gli spazi e piazzare azioni in velocità. Monologo Milan per tutto il primo tempo. Boateng è quello che preme l’acceleratore, nonché il primo sul tabellino: perfetto assist di Nocerino e destro violentissimo sotto la traversa. L’altro uomo cardine è Ibra, sempre più uomo dell’ultimo passaggio: lo svedese, partito forse in impercettibile fuorigioco, entra in area a favorisce il raddoppio di Robinho con un perfetto cross a mezza altezza, quindi offre con un taglio dalla mediana il tris al solito Boateng, che però stavolta fallisce.
IBRA-ROBINHO IN CATTEDRA - Addentriamoci nella ripresa con un’altra mossa opinabile di Wenger. Una scelta di cuore l’ingresso di Henry prima del ritorno negli Usa, non però una scelta di corsa: il francese, pur con il rispetto del campione, somiglia sinistramente alla statua che gli hanno dedicato a Londra. Al Milan non resta che restare dentro la partita per blindare la qualificazione. Conseguenziali alla situazione le altre due reti. Ibrahimovic offre a Robinho un pallone che il brasiliano tramuta in rete con un destro precisissimo, quindi fa poker guadagnandosi e trasformando un rigore. Menzione doverosa per Abbiati, sempre prezioso nell’andare a togliere palloni dalla testa delle torri inglesi, semplicemente sensazionale su un diagonale di van Persie. Infine, il classico pelo nell’uovo: tante occasioni gettate dal Milan nei continui contropiede finale (un paio con il subentrato Pato), ma la serata resta comunque perfetta.
Milan batte Arsenal 4-0 (2-0) MILAN (4-3-1-2): Abbiati 7, Abate 6.5, Mexes 6.5, Thiago Silva 6.5, Antonini 6, Seedorf sv (12′ pt Emanuelson 6), Van Bommel 6.5, Nocerino 6.5, Boateng 7 (25′ st Ambrosini 6), Ibrahimovic 7, Robinho 7.5 (39′ st Pato sv). (1 Amelia, 25 Bonera, 13 Nesta, 7 Pato, 92 El Shaarawy). All.: Allegri 7 ARSENAL (4-2-3-1): Szczesny 5, Gibbs 5 (21′ st Chamberlain 6), Vermaelen 5, Koscielny 5 (44′ pt Djourou 5), Sagna 5, Rosicky 5, Song 5.5, Arteta 5, Ramsey 5, Walcott 5 (1′ st Henry 5); Van Persie 6. (21 Fabianski, 39 Coquelin, 23 Arshavin, 30 Benayoun). All.: Wenger 5. Arbitro: Kassal (Ungeria) 6. Reti: nel pt 15′ Boateng, 38′ Robinho; nel st 4′ Robinho, 34′ Ibrahimovic (rigore). Recupero: 2′ e 3′. Angoli: 6-5 per l’Arsenal. Ammoniti: Antonini, Mexes, Song, Djourou, Ambrosini per gioco falloso. Spettatori: 64.462 per un incasso di 2.876.254. (larepubblica)
Dal 17 al 20 febbraio 2012 al Centro Tennis LA FENICE di Castegnato.
Castegnato, nella terra di Franciacorta, dal 17 al 20 febbraio ospita il secondo torneo di tennis su sedia a rotelle organizzato dall’Associazione ACTIVE Sport disabili con il patrocinio del Comune.
Il torneo è stato presentato (stamattina 14 febbraio 2012) nell’Azienda vitivinicola LE CANTORIE di Gussago, presenti gli organizzatori Marco Colombo, Maurizio Antonini e Angelo Finini, il sindaco di Castegnato Giuseppe Orizio con l’assessore allo sport Adriano Orizio.
“E’ un torneo nazionale di tennis chiamato “inFRANCIACORTA” ed è organizzato con la federazione nazionale tennis FIT – ha detto Marco Colombo — e si disputerà nei due campi coperti del Centro Tennis La Fenice di Castegnato. La nostra associazione organizza attività sportive, ma anche attività culturali e interventi per l’integrazione e valorizzazione delle diversità e nasce per iniziativa d’alcuni amici affetti da disabilità motoria da molti anni che attraverso lo sport e la loro volontà hanno ritrovato lo spirito e l’efficienza fisica necessari per un reinserimento sociale completo.””
Nella quattro giorni del torneo sono previsti anche momenti di formazione e di incontro con le scuole dell’Istituto Comprensivo padre Falsina di Castegnato.
Due i momenti più significativi: delle prove pratiche di attività sportiva su sedia a rotelle per vivere direttamente la condizione della disabilità ed un incontro nel corso del quale Marco e Maurizio parleranno della loro esperienza e del loro modo di affrontare attivamente le avversità della vita.
I responsabili di ACTIVE SPORT DISABILI con gli studenti di Castegnato
Il caso Decisivo il sopralluogo del Gos dI VENERDI’ MATTINA.
Resta un dubbio: perché è tanto difficile decidere per tempo?
La partita anticipata a domenica alle 15 rischia di saltare per l’inagibilità delle gradinate.
Brescia-Toro doveva giocarsi lunedì alle 21, poi è stata anticipata a domenica alle 15. Adesso anche questa data è a grande rischio. Il fatto è che con una temperatura di -6 gradi gli spalti sono a rischio e dovrebbero restare chiusi.
IL PRIMO RINVIO. Lunedì sera alle 21, quando in linea teorica Brescia e Torino dovevano affrontarsi nel remake della finale play off del 2010, a Mompiano la temperatura potrebbe sprofondare fino a -10.Freddissimo. Troppo per giocare, ma soprattutto troppo per andare allo stadio. Fortunatamente il calcio qualche volta sa imparare dai propri errori, e così, dopo il pasticciaccio brutto della partita con la Juve Stabia di martedì, giocata su una patinoire nel gelo siberiano, stavolta la Lega sta pensando di dire stop. La decisione è stata presa venerdì mattina al termine del consueto sopralluogo prepartita del Gos, che sta per «Gruppo Operativo di Sicurezza», un organo che raggruppa fra gli altri Vigili del fuoco, Servizio sanitario e Polizia municipale.
SECONDO RINVIO. Non è finita. Nemmeno domenica alle 15 la temperatura sarà tale da permettere lo svolgimento regolare della partita. Il problema è l’impraticabilità degli spalti più che del terreno di gioco. Sabato mattina l’ennesimo sopralluogo deciderà definitivamente il da fars. (corrieredellasera/brescia)
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In questa pagina vi offriamo la possibilità di seguire le nostre FLASH NEWS più il quadro completo di tutte le altre partite del girone con i GOL in tempo reale.
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SQUADRA esterna,di ViViTV (vivicentro)
Coordinamento: Mario Vollono (VOMA)
riprese video: Antonio Vollono
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Calcio d’inizio: previsto per le ore 20.45 del 31 dicembre 2011
ARBITRO: Di Bello di Brindisi Assistenti: Manzini (VR), Sig.ra Santuari (TN) IV: Minelli (VA) OA:
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NOTE:
Clima gelido: – 2° – 90% di umidità
1° TEMPO
- 20.49 – Fischio d’inizio; parte il Brescia
- 20.52 – El Kadouri tira alle stelle
- 20.52 Fallo di Zambelli su Raimondi
- Tira Scozzarella, palla in area … nulla di fatto
- 20.57 Jonathas riceve palla da Zambelli, dribla Molinari ma, sul più bello, scivola ed il suo tiro sfiora il palo dx.
- 21.14 – Tiro di Raimondi, De Maio salva
- 21.20 – Strepitoso intervento di piedi di Seculin su tiro insidioso di Jonathas
- 21.22 – Discesa di Zambelli sulla sinistra, Mezzavilla chiede il fuori gioco che non esiste, cross in mezzo, Molinari anticipa Jonathas
- 21.30 – Cross di Daprelà per Jonathas, stop di quest’ultimo che controlla e calcia a reta. La palla da l’illusione del gol ma … è fuori
- Fine del primo tem poco il terreno ghiacciato.
Nella prima frazione di gioco il Brescia è stato più propositivo mentre la Juve Stabia ha giocato, principalmente, di rimessa soffrendo non poco.
- 21.50 – Comincia il secondo tempo; nessuna sostituzione per entrambe le squadre
- 21.56 – Ammonito Maury per fallo su Jonathas lanciato a rete
- 21.58 Sulla palla va El Kaddouri che tira e fa la barba al palo sulla dx di Seculin,
- 22.03 – Ammonito di Cuonzo per fallo su Zambelli
- 22.08 – Buona occasione per la Juve Stabia: Scozzarella recupera palla al centro campo, servizio per Erpen, cross per Raimondi alla parter opposta che non controlla bene permettendo la respinta di Arcari
- 221.11 Sostituzione nel Brescia: entra Foti ed esce Dallamano
- 22.12 Ammonito Daprelà per fallo su Erpen
- 22.35 L’arbitro decreta 3 minuti di recupero
- 22.38 Erpenda punizione impegna severamente Arcari che devia in angolo e, su questa azione, praticamente finisce l’incontro sul risultato di parità:
L’ANALISI. In meno di due mesi è cambiata la prospettiva della stagione dei biancazzurri. Con la gestione Calori dalla zona play-out al settimo posto, guadagnando ben 11 posizioni. Adesso ha due partite di fila al «Rigamonti»: domani la Juve Stabia, lunedì 6 febbraio il Toro
Brescia. Il Brescia è a una svolta. Da quando Alessandro Calori ha sostituito in panchina Beppe Scienza, il terrore di retrocedere in Lega Pro ha fatto spazio al sogno di un’impresa impensabile: la promozione in serie A.
E ora ci sono due gare consecutive in casa contro rivali di buona (Juve Stabia) e alta classifica (Torino), ma in fase calante. All’andata arrivarono 4 punti, al ritorno…
. La fantasia galoppa e dopo 5 vittorie consecutive sarebbe insensato non lasciarla correre, libera e gioiosamente selvaggia, per le praterie dei desideri. E quelle dei tifosi sono giustamente sconfinate. Ma l’obiettivo, per il momento, è e deve restare la fatidica quota 50, sinonimo di salvezza. Finchè non si è raggiunta, nessun volo pindarico. E soprattutto niente paragoni azzardati. Persino il presidente Gino Corioni, che all’inizio aveva scomodato il Barcellona di Guardiola, si è morso la lingua pubblicamente.
. SEMMAI, per il modo di giocare, i paragoni da fare sono altri. Ma ogni squadra ha una sua unicità e questo Brescia, solo per il fatto che soltanto 3 volte dal Dopoguerra ha ottenuto 5 successi uno dietro l’altro, è una rarità da tenersi stretta. E da augurarsi che scriva una bella storia. Con il lieto fino tra maggio e giugno. Chi ha fede biancazzurro non corre certo il rischio di stufarsi. Sarebbe l’antidoto migliore al veleno di un centenario da cancellare dalla memoria, oltre che dalle maglie. La gestione Calori ha portato al Brescia una scalata di 11 posizioni in classifica. Quando Scienza fu esonerato dopo la batosta interna con il Bari, alle spalle c’erano solo 4 squadre. Il Brescia era 18°, aveva solo 19 punti, davanti alla coppia Gubbio-Modena (17), alla Nocerina (15) e all’Ascoli (12), gravato però dal – 7 di penalizzazione. Era in piena zona play-out, teneva un vantaggio di 2 punti sulla retrocessione diretta e un distacco minimo dalla salvezza. Cinque vittorie e zero gol subìti dopo i biancazzurri sono settimi, a un’incollatura dalla zona play-off, dal sesto posto occupato dal Varese di Maran, sul cui campo la squadra allora ancora allenata da Scienza sfiorò il colpaccio (da 2-0 a 2-2). Rapportato all’obiettivo primario, hanno 12 punti sulla retrocessione diretta e 11 sui play-out.
. LA SVOLTA sono le prossime due partite al «Rigamonti», che devono squilibrare il ruolino dei biancazzurri. Il Brescia ha equamente diviso i 34 punti in saccoccia tra casa e trasferta: a Mompiano è parità tra vittorie e sconfitte (5, ci sono anche 2 pareggi) ma il saldo dei gol è in rosso (15 a 16). Fuori casa i punti sono gli stessi, con una vittoria in meno (4 contro 5) e un numero minore di batoste (e contro 5). Ma la differenza reti è attiva (12 contro 10). Le sfide con Juve Stabia e Torino serviranno per blindare il «Rigamonti», per confermare che sul suo terreno la squadra di Calori non teme nessuno. Prima ci si augurava di giocare sempre in trasferta. Un incubo la serie di umiliazioni con tre gol sul groppone, come contro Pescara, Reggina, Albinoleffe e Bari. Era la regola, ormai e si faceva nulla per cambiare a livello tattico, di organizzazione, di interpetazione della partita, al netto della gioventù della maggioranza dei protagonisti per scelta aziendale. E questo, non la scelta di insistere sui giovani, è stato l’errore imperdonabile di Scienza. Calori ha avuto il merito di iniziare la ricostruzione dalle fondamenta. Prima di tutto ha messo mano alla difesa, attraverso un’interpretazione del copione basata sul risparmio energetico. Prima il Brescia partiva a razzo e, incassato regolarmente lo svantaggio, non aveva la forza di reagire. Adesso si parte al piccolo trotto per scelta. E si limitano i rischi al superminimo (ad Empoli il 6 in pagella di Arcari è puramente di stima) e si colpisce in modo spietato, con la cadenza di 2 reti a partita. La svolta è qui, e non perchè le 6 vittorie consecutive rappresenterebbero un primato. La casa deve diventare più dolce: più facile con le fondamenta più solide. (bresciaoggi)
Rete di Jonathas al 7′ della ripresa e raddoppio rocambolesco: incursione di El Kaddouri che va alla conclusione, palla deviata in rete di petto da Ficagna. Autorete.
E cinque. Il Brescia non si ferma più. Batte anche l’Empoli e ora sogna i play off. Nessuno ci avrebbe creduto fino a un mese fa. Merito di Calori, che ha vinto cinque gare su cinque e ora il Brescia è a meno uno dagli spareggi promozione.
Primo tempo lento, tattico, ma nella ripresa Jonathas ed El Kaddouri chiudono il match.
Martedì arriva la Juve Stabia al Rigamonti, alle 20.45.
Lo stesso giorno, ma alle 19, si chiude il mercato. E se arriva un attaccante… (corrieredellasera/brescia)
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