Sport Milano Archive

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Champions Milan perfetto poker all’Arsenal (LUIGI PANELLA)

I rossoneri travolgono 4-0 i Gunners nell’andata degli ottavi di finale e ipotecano la qualificazione: potranno affrontare il ritorno a Londra con grande serenità. La squadra di Allegri subito in vantaggio con un gran gol di Boateng poi dilaga con una doppietta di Robinho. Ibrahimovic chiude le marcature su rigore. La formazione di Wenger mai in partita

I giocatori del Milan festeggiano la quarta rete di Ibrahimovic

MILANO - E’ stata una questione di uomini – uno come Boateng serve eccome -, ma il fattore scatenante della furia Milan contro l’Arsenal, sta nel radicale cambio di mentalità rispetto alla versione abbastanza scialba dell’ultimo periodo in campionato. La squadra di Allegri esibisce concentrazione assoluta in tutti i reparti e soprattutto determinazione feroce nel cercare il gol: ne esce un 4-0 giusto in forma e sostanza, che lascia ai gunners londinesi solo qualche briciolina di speranza nella corsa ai quarti di Champions League. Per il resto il discorso si fa sempre in questi casi: tanti meriti al Milan, altrettanti demeriti all’Arsenal, incapace di sviluppare oltre un paio di manovre decenti.

LA RINUNCIA DI WENGER -
Allegri non rinuncia a nessuna delle prerogative più importanti: c’è Boateng, subito gettato nella mischia a sostegno del tandem Ibra-Robinho, c’è Seedorf arretrato in mediana, anche se la partita del tulipano dura lo spazio di qualche azione, prima di arrendersi ad un problema muscolare e fare spazio a Emanuelson. Il primo tempo dell’Arsenal lo fotografa la scelta di Wenger, che preferisce le melodie danubiane di Rosicky al ritmo frenetico del ragazzone Chamberlain. Ne consegue una trequarti – che pure presenta un tipetto svelto come Walcott – tesa ad una improduttiva amministrazione del gioco, con van Persie in imbarazzante solitudine.


L’URLO DI BOATENG -
Un possesso palla sterile quello degli inglesi: velocità di circolazione praticamente nulla,

manna per i concentratissimi rossoneri, perfetti nel chiudere tutti gli spazi e piazzare azioni in velocità. Monologo Milan per tutto il primo tempo. Boateng è quello che preme l’acceleratore, nonché il primo sul tabellino: perfetto assist di Nocerino e destro violentissimo sotto la traversa. L’altro uomo cardine è Ibra, sempre più uomo dell’ultimo passaggio: lo svedese, partito forse in impercettibile fuorigioco, entra in area a favorisce il raddoppio di Robinho con un perfetto cross a mezza altezza, quindi offre con un taglio dalla mediana il tris al solito Boateng, che però stavolta fallisce.

IBRA-ROBINHO IN CATTEDRA - Addentriamoci nella ripresa con un’altra mossa opinabile di Wenger. Una scelta di cuore l’ingresso di Henry prima del ritorno negli Usa, non però una scelta di corsa: il francese, pur con il rispetto del campione, somiglia sinistramente alla statua che gli hanno dedicato a Londra. Al Milan non resta che restare dentro la partita per blindare la qualificazione. Conseguenziali alla situazione le altre due reti. Ibrahimovic offre a Robinho un pallone che il brasiliano tramuta in rete con un destro precisissimo, quindi fa poker guadagnandosi e trasformando un rigore. Menzione doverosa per Abbiati, sempre prezioso nell’andare a togliere palloni dalla testa delle torri inglesi, semplicemente sensazionale su un diagonale di van Persie. Infine, il classico pelo nell’uovo: tante occasioni gettate dal Milan nei continui contropiede finale (un paio con il subentrato Pato), ma la serata resta comunque perfetta.

Milan batte Arsenal 4-0 (2-0)

MILAN (4-3-1-2): Abbiati 7, Abate 6.5, Mexes 6.5, Thiago Silva 6.5, Antonini 6, Seedorf sv (12′ pt Emanuelson 6), Van Bommel 6.5, Nocerino 6.5, Boateng 7 (25′ st Ambrosini 6), Ibrahimovic 7, Robinho 7.5 (39′ st Pato sv). (1 Amelia, 25 Bonera, 13 Nesta, 7 Pato, 92 El Shaarawy). All.: Allegri 7
ARSENAL (4-2-3-1): Szczesny 5, Gibbs 5 (21′ st Chamberlain 6), Vermaelen 5, Koscielny 5 (44′ pt Djourou 5),
Sagna 5, Rosicky 5, Song 5.5, Arteta 5, Ramsey 5, Walcott 5 (1′ st Henry 5); Van Persie 6. (21 Fabianski, 39 Coquelin, 23 Arshavin, 30 Benayoun). All.: Wenger 5.
Arbitro: Kassal (Ungeria) 6.
Reti: nel pt 15′ Boateng, 38′ Robinho; nel st 4′ Robinho, 34′ Ibrahimovic (rigore).
Recupero: 2′ e 3′.
Angoli: 6-5 per l’Arsenal.
Ammoniti: Antonini, Mexes, Song, Djourou, Ambrosini per gioco falloso.
Spettatori: 64.462 per un incasso di 2.876.254.  (larepubblica)

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Coppa Italia, Lazio ko: passa il Milan Rabbia Reja: «Ibra era in fuorigioco»

Cissè gela San Siro, poi sorpasso rossonero Roninho-Seedorf
Il gol di Ibra chiude la gara sul 3-1, proteste biancocelesti

MILANO – Il Milan in semifinale di Coppa Italia con la Juve. I rossoneri battono la Lazio 3-1 e si qualificano. Primo tempo combattuto con la Lazio in vantaggio con Cissè. Poi tanto Milan a segno con Robinho e Seedorf e nella ripresa con Ibra. Ma la Lazio ancora una volta si trova a protestare a San Siro.
Partita subito intensa. Il Milan si affaccia con una conclusione di Robinho, parata a terra senza problemi da Bizzarri. La linea difensiva della Lazio è a cinque, e diventa a sei quando rientra Hernanez. Il Milan prova a fare la partita, cerca di svlluppare il gioco sull’out di sinistra e inserimenti senza palla di Nocerino. La Lazio punta a sfruttare le ripartenze. A 5° segna Cisse: Lazio in vantaggio. Difesa del Milan posizionata male e ingannata dal velo di Rocchi. Cross dalla destra di Gonzalez, buco centrale della difesa rossonera e Cisse tutto solo gira in rete da dentro l’area di rigore. Al 7° show di Lulic, che entra da sinistra e conclude: Amelia para in due tempi. Lazio pericolosa, ben organizzata in copertura e concreta in attacco. Al 14° gran botta di Robinho e pari del Milan. Nel momento in cui il Milan era in affanno e la Lazio sembrava gestire la partita, il brasiliano trova il gol. El Shaarawy apre sulla destra per Abate. Cross del terzino rossonero per Merkel che di testa non riesce a dare forza al pallone. Sulla palla si avventa Robinho che al volo scarica violentemente verso la porta. Niente da fare per Marchetti. La Lazio non molla. Al 21° gran colpo di testa di Gonzalez, capolavoro di Amelia che para d’istinto. Lazio vicina al pareggio. Al 42° percussione di Hernanes, fallo di Bonera (ammonito). Batte Hernanes, Amelia mette in angolo.

Secondo tempo. Reja cambia: dentro Ledesma e fuori Diakité. Il Milan parte forte: Konko toglie la palla dai piedi di El Shaarawy che sta per calciare a pochi metri da Marchetti. Al 62° secondo cambio per Reja: dentro il temutissimo Klose , fuori Rocchi. Al 65° Robinho appoggia in area per Nocerino che serve all’indietro El Shaarawy. Destro al volo di prima intenzione del Faraone che termina alto sopra la traversa. Al 69° entra Ibra, esce Merkel. Allegri risponde a Reja. La Lazio torna pericolosa con Cisse: Amelia devia in angolo. Al 74° entra Emanuelson, esce Seedorf. Al 76° entra Del Nero, esce Matuzalem. Al 78° El Shaarawy sfiora il 3-1: conclusione di poco fuori alla destra di Marchetti. La Lazio sembra crederci meno. All’83° Ibra: 3-1. Marchetti chiude lo specchio e riesce a toccare, ma non arriva alla deviazione. Sulla partenza la posizione di Ibra al momento del passaggio di Emanuelson sembra in fuorigioco. Ammonito Nocerino, salterà la semifinale di andata. All’88° entra Calvano, esce Robinho. Al 91° Klose incrocia sul secondo palo, fuori. Forse è l’ultima opportunità per i biancocelesti.

Reja attacca Gervasoni: «Abbiamo provato lam difesa a tre per le caratteristiche del Milan. Poteva anche andare, ma bisognava pressare di più. A quattro trovato più equilibrio, ci abbiamo provato. Mi spiace per Ibra, che era in fuorigioco per più di mezzo metro. Una circostanza che ci ha penalizzati perché ha chiuso la partita».

Milan batte Lazio 3-1 (2-1), nei quarti di finale di Coppa Italia.
Milan
(4-3-1-2): Amelia, Abate, Mexes, Bonera, Mesbah, Merkel (25′ st Ibrahimovic), Van Bommel, Nocerino, Seedorf (29′st Emanuelson), Robinho (44′ st Calvano), El Shaarawy. (30 Roma, 54 77 Antonini, 13 Nesta, 9 Inzaghi). All.: Allegri

Lazio (3-4-1-2): Marchetti, Diakitè (1′ st Ledesma), Stankevicius, Dias, Konko, Gonzalez, Matuzalem (31′ st Del Nero), Lulic, Hernanes, Rocchi (17′ st Klose), Cissè. (22 1 Bizzarri, 14 Garrido, 20 Biava, 5 Scaloni). All.: Reja.
Arbitro: Gervasoni.
Reti: nel pt 5′ Cissè, 15′ Robinho, 18′ Seedorf; nel st 39′ Ibrahimovic.
Note. Angoli: 2-2. Recupero: 0′ e 4.’ Ammoniti: Bonera, Van Bommel e Nocerino per gioco falloso. Spettatori: 7.520 per un incasso di 119.395,00 euro.  (ilmessaggero)

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Grosseto 1 – Albinoleffe 0 – Sintesi – 21.01.12

Sintesi di:

Grosseto vs Albinoleffe

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Cittadella-Torino 1-1 Antenucci non basta e il Toro perde la testa (Sintesi)

La squadra di Ventura, sotto di un gol grazie alla marcatura di Gasparetto, soffre e poi riesce a pareggiare con Antenucci che nel finale spreca un’occasione d’oro. I granata si fanno così scavalcare dal Sassuolo in testa alla classifica

Cittadella vs Torino antenucci

Un botta e risposta nel primo tempo, che fa più male che bene al Torino che si ferma sul campo del Cittadella pareggiando per 1 a 1. Padroni di casa avanti con Gasperetto e poi raggiunti da Antenucci. Sostanziale equilibrio in un match che comunque fa segnalare il buon impatto di Meggiorini, vincono però le rivali dialta quota e il Torino è così secondo in classifica insieme al Pescara, in testa c’è il Sassuolo.

IL MATCH - Il primo tempo si apre con il gol del Cittadella al 7′: corner di Bellazzini da sinistra, Di Nardo anticipa di testa Di Cesare: palla sul lato corto alla destra di Coppola, dove il difensore Gasparetto è più lesto di tutti da pochi passi. Deviazione in porta di Iori, azione nata da un errore di Basha. Il Toro accusa il colpo, riordina le idee, ci prova e poi pareggia al 17′ da un’iniziativa apparentemente innocua di Surraco dalla destra, Sgrigna inventa un assist di prima intenzione per Antenucci, che compie due passi in area e conclude angolato alla destra di Cordaz. Maah fa ballare la difesa del Torino che resiste e nel secondo tempo Antenucci prova a caricarsi i granata sulle spalle.

Occasionissima per il neo entrato Meggiorini al 77′: Sgrigna, spostatosi a destra, recupera su un rinvio di Scardina, servendo Antenucci; palla in diagonale per il nuovo arrivo granata, che sull’uscita di Cordaz conclude rasoterra sul palo opposto, di pochissimo a lato. Grandissima occasione per Antenucci al minuto numero 89, quando sul perfetto lancio di Iori dai 25 metri, la punta granata si trova da sola ma manda clamorosamente sull’esterno della rete. Non c’è più tempo e finisce 1 a 1.

IL TABELLINO

 

Cittadella (4-3-3): Cordaz; Martinelli, Gasparetto, Pellizzer, Scardina; Vitofrancesco, Busellato (st 26′ Magallanes), Schiavon; Bellazzini (st 17′ Di Roberto), Di Nardo (st 37′ Job), Maah. A disp.: Pierobon, Gorini, Baselli, Magallanes, Marchesan, Job Iyock. All. Foscarini
Torino (4-4-2): Coppola (st 23′ Morello); Darmian, Di Cesare, Ogbonna, Parisi; Surraco (st 26′ Meggiorini), Basha, Iori, Stevanovic; Sgrigna, (st 34′ Bianchi) Antenucci. A disp.: Glik, D’Ambrosio, Vives, Oduamadi. All. Ventura
Arbitro: sig. Irrati di Pistoia (collaboratori: Argiento – Posado; IV ufficiale: Oliveri)
Marcatori: pt 5′ Gasparetto, 16′ Antenucci
Ammoniti: pt 10′ Di Cesare, 37′ Busellato; st 38′ Parisi, 41′ Stevanovic.

di Lorenzo Nicolini 21/01/2012

TorinoToday

SINTESI Cittadella vs Torino

red/Vivicentro

in preparazione

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Sintesi Varese vs Verona – Serie B girone di andata – 18 dic 2011

Sintesi di Varese vs Verona“Varese 0 – Verona 0″

Serie B girone di andata

Sintesi – Highlights
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Sintesi AlbinoLeffe vs Gubbio – Serie B girone di andata – 17 dic 2011

“AlbinoLeffe 0 – Gubbio 0″

Serie B girone di andata

Sintesi – Highlights

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SuperCavani stende il Milan Tripletta fatale ai rossoneri – ALESSANDRO BOCCI

Il posticipo della terza giornata
Il Napoli vince 3-1. Il Matador non segnava al San Paolo da oltre 5 mesi. Campioni fragili senza Ibrahimovic

NAPOLI – Edinson Cavani, il Matador che fa impazzire Napoli, non segnava al San Paolo da cinque mesi e mezzo. Stasera, come quel giorno all’ora di pranzo, si scatena con una scintillante tripletta. Allora aveva messo in ginocchio la Lazio, stavolta regala tre punti d’oro al Napoli e la prima svolta del campionato. Chi vorrà portare a casa lo scudetto, dovrà fare i conti con la banda Mazzarri: determinata, grintosa, forte sulle gambe e nella testa. Capace di ribaltare, contro il Milan campione d’Italia, il gol di Aquilani dopo 12 minuti.

SIMBOLO – Cavani è il simbolo di una squadra affamata di punti, ma intorno all’uruguaiano c’è una squadra tosta e affamata che non si è lasciata corrompere dalla passione di Napoli, né si è accontentata della bella figura all’esordio in Champions League in casa del Manchester City. Una squadra solida e matura. Inler ha dato forza, qualità e personalità al centrocampo di Mazzarri; Maggio sulla destra è irresistibile; Gargano taglia a fette il centrocampo del Milan con le ripartenze, serve l’assist del 2-1 e confeziona il cross del 3-1 che cancella l’ansia partenopea. Hamsik è meno scintillante del solito, ma si sacrifica per la squadra. E Lavezzi si spolmona pur con una caviglia acciaccata. Tutti per uno, uno per tutti. In attesa della trasferta di Verona. Il Napoli non vinceva le prime due partite del campionato dalla stagione ’89-90 quella del suo ultimo scudetto: sarà un segno del destino?

FANTASMA - Il Milan, un punto dopo due partite, senza Ibra è fragile e anche sconclusionato. Pato è un fantasma, il centrocampo viene travolto e si inabissa. E se Cassano, formidabile suggeritore, è il migliore tra i rossoneri, è facile capire come la squadra di Allegri possa uscire sconfitta dal San Paolo. Allegri perde per la prima volta il derby del cacciucco contro Mazzarri e può attaccarsi ad una giustificazioni: le assenze. Dieci i giocatori fuori. Una squadra intera. Ma deve dare una scossa ad una squadra che sembra aver perso equilibrio e fame.

corrieredellasera

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