BRESCIA – IL CASO. Nonostante le assicurazioni dell’assessore Arcai e del direttore generale del Comune
Ieri alle materne «Ingranata» e «Piaget» e all’asilo di Caionvico il termometro segnava 13 gradi Triboldi: «Ci serve tempo»
Quando squilla la campanella della ricreazione di metà mattina, i bambini esultano. Finalmente si può uscire in giardino. A giocare? No, a scaldarsi al sole! Chi pensava che ieri nelle scuole bresciane gli alunni avrebbero trovato delle aule calde ad accoglierli si sbagliava di grosso. A metà mattina erano ancora pochissimi – nonostante le promesse dell’assessore all’Istruzione Andrea Arcai e del direttore generale del Comune di Brescia, Alessandro Triboldi – gli istituti scolastici in cui i caloriferi funzionavano davvero.
E se alle più fortunate primarie Ugolini e Canossi il riscaldamento era acceso già dalle prime ore del giorno, alle materne Ingranata e Piaget come all’asilo di Caionvico il termometro segnava ancora 13 miserissimi gradi, così come alle elementari Crispi, Casazza, Melzi e Torricella e alle medie Lana, Fermi, 28 Maggio e Virgilio, dove la colonnina toccava al massimo i 15 gradi.
Insomma: a scuola faceva ancora un gran freddo. E di nuovo a farsi carico del problema sono stati i genitori e gli insegnanti che – cornetta alla mano – hanno cominciato a chiamare a destra e a manca per chiedere ragione del ritardo dopo le rassicurazioni espresse dai pubblici amministratori. Rassicurazioni che, è bene dirlo, il direttore generale è tornato a sposare appieno, ma chiedendo ai cittadini di avere un po’ più di pazienza.
«SONO OLTRE 240 le centrali termiche cui fanno capo gli stabili del Comune di Brescia – spiega Triboldi – È chiaro che per attivarle tutte ci vuole un po’ di tempo, perchè i tecnici devono uscire, azionare la caldaia e supervisionare la situazione. E sebbene gli impianti siano tutti regolarmente manutenuti, qualche volta può anche accadere che se ne trovi uno guasto, e in quel caso si deve intervenire aggiustandolo». Come a dire, in sostanza, che i miracoli non li può fare proprio nessuno. Nemmeno il Comune.
«Abbiamo dato priorità assoluta alle scuole e al Palazzo di Giustizia (dove i calorifieri ieri funzionavano, ndr)» aggiunge il direttore generale, assicurando che «in ogni caso entro due, tre giorni al massimo tutti gli impianti saranno accesi e funzionanti».
Si, due o tre giorni al massimo. Non molti per mettere a punto la macchina del caldo. Certo troppi per dei bambini che – raccontano le maestre – «sono costretti a fare lezione con la giacca e in qualche caso anche a tornarsene a casa perchè troppo infreddoliti».
E non è un caso che sulle vetrate di molte scuole abbiano iniziato a campeggiare grandi cartelli nei quali si invitano i genitori «a vestire adeguatamente i propri bambini perchè – si legge – il riscaldamento non funziona e in classe fa freddo».
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Nelle aule della scuola materna «Mirella Ingranata» di San Bartolomeo alle 8.30 del mattino il termometro segna 14 gradi. Alla primaria «Torricella» alle 10 si arriva a stento ai 19, ma solo nella portineria perché, assicura la collaboratrice scolastica Patrizia, «nelle classi la temperatura è decisamente più bassa». E se alla «Ugolini» di via Repubblica Argentina il termometro non c’è e le maestre si limitano a dire che «si gela», alla media «Carducci» la colonnina sfiora i 15 gradi e alla «Ugo Foscolo» di via Galilei gli alunni fanno lezione indossando la giacca e qualche genitore decide addirittura di riportare a casa il proprio figlio per evitargli un brutto raffreddore.
C’è tempo. Il messaggio che giunge dalla prefettura di Brescia sul
BRESCIA – In marcia per testimoniare l’orgoglio di essere italiani. Michele Maddalena non si ferma e alla veneranda età di settantuno anni tocca anche la nostra città con la sua «Marcia delle capitali e del milite ignoto», impresa destinata a portare ancora una volta in giro per l’Italia un messaggio di unità e fratellanza. 
Una piattaforma logistica per la consegna e lo smistamento delle merci destinate alle attività commerciali del centro storico. Un’idea rivoluzionaria di distribuzione urbana che contribuirà non solo ad azzerare i tempi morti, ma anche a migliorare la viabilità e la vivibilità del cuore pulsante della città.
Un Pgt dagli effetti «potenzialmente devastanti». E’ severo il giudizio che l’Associazione Commercianti della Provincia di Brescia esprime sulle prospettive di sviluppo contenute nel nuovo Piano di Governo del Territorio della città, un piano «dettato da stime che difettano circa la sopravvalutazione dei fatturati delle imprese del commercio», tanto per il periodo attuale quanto per il prossimo futuro.
Prefettura, Comune di Brescia e Vigili del Fuoco rinnovano la convenzione indirizzata a garantire il presidio dei Vigili del Fuoco di via della Maggia, nella zona sud della città.
«La chiesa non è così piena nemmeno a Natale» dice qualcuno. «C’è più gente che a un matrimonio» aggiunge qualcun altro. Il Pgt del Comune di Brescia a Costalunga fa letteralmente scoppiare la chiesa parrocchiale di San Bernardo, invasa dentro e fuori da abitanti del quartiere, semplici curiosi e molteplici politici, dal capogruppo del Pd in Loggia Emilio Del Bono a quello del Pdl Achille Farina, dai consiglieri Toffoli e Bazoli sino al segretario cittadino del Pd Giorgo De Martin. Tutti – nessuno escluso – interessati a saperne di più delle sorti del «quartiere giardino» a nord della città che con il nuovo Piano di Governo del Territorio rischierebbe di veder scomparire – così temono gli abitanti della zona – due delle sue più ampie (16.000 mq ciascuna)aree verdi , le porzioni F1 (quella che dalla Domus Salutis giunge sino a via Riccobelli) e F2 (il terreno di proprietà Lonati in via Lazzaretto).




