
La facciata della caserma Randaccio, in via Lupi di Toscana
IL PROGETTO.
Pezzo dopo pezzo, prende corpo il disegno per allargare la «cittadella universitaria» in centro
L’idea è condivisa da maggioranza e opposizione, ma ieri è stata bagarre su scelte tecniche e progetti Alla fine la maggioranza ha «teso la mano» al Pd
Domani è annunciata «l’ora della verità» sul pericolante bilancio comunale. Il sindaco Paroli ha convocato i capigruppo per squadernare tutti gli effetti della gestione del metrò sui conti della Loggia. Nella maggioranza qualcuno sta sfogliando la margherita e conta i petali delle opere che potrebbero finire sul binario morto.
Ce n’è una, però, che non accusa declini e che potrebbe procedere verso la realizzazione: il campus, ovvero la «cittadella universitaria» che dovrebbe trovare casa nella ex caserma Randaccio. L’imponente quadrilatero che occupa l’angolo nord-occidentale del centro storico entrerà nella disponibilità comunale due mesi dopo che sarà stata collaudata la struttura della ex Caserma Ottaviani in cui trasferire gli uffici prefettizi oggi nella Randaccio.
LA TRIANGOLAZIONE Loggia-ministero-immobiliare è stata approvata in Consiglio con il voto anche del Pd. Ieri però nella commissione Urbanistica il clima bipartisan è andato in frantumi, e anche autorevoli voci della maggioranza hanno sollevato critiche: «L’iter della delibera è stato confuso» ha lamentato il capogruppo del Pdl Achille Farina. «Rischiamo di dover dare ragione alle obiezioni del Pd» gli ha fatto eco il capogruppo della Lega Nicola Gallizioli, che se l’è presa con il presidente della commissione Urbanistica Toma e con «gli uffici» per la tardiva presentazione di documenti, relazioni, progetti.
In maggioranza circola malumore per la conduzione dell’affaire-campus da parte della delegata del sindaco, la consigliere Ninì Ferrari, ieri assente per impegni universitari a Milano. E così, a favore della variazione di destinazione d’uso della ex caserma, il centrodestra ieri ha votato a denti stretti, con l’aggiunta di Luciano Cantoni (Lista Castelletti), mentre il Pd non ha partecipato al voto. Da qui al Consiglio di lunedì, che esprimerà il voto definitivo, c’è comunque tempo per ritrovare l’intesa che tutti gli esponenti di maggioranza intervenuti (dall’assessore Paola Vilardi al suo collega Mario Labolani, dal presidente della commissione Cultura Andrea Ghezzi al consigliere Roberto Toffoli, ai capigruppo Farina, Gallizioli e Bonetti) hanno auspicato.
IN COMUNE c’è stata una vera e propria lotta contro il tempo: il 27 luglio scadono i termini per partecipare a un bando del ministero dell’Istruzione, per accedere a fondi per le residenze universitarie. L’operazione-campus comporta un impegno di spesa di 22 milioni e la Loggia chiederà al Miur di farsi carico di 13 milioni.
Per presentare la domanda servivano la convenzione con il ministero (sottoscritta ad aprile), un progetto definitivo (approntato dagli uffici, e contestato a destra e a manca), e la variazione di destinazione d’uso che arriverà in consiglio lunedì.
Il Pd ha sollevato numerosi rilievi. Alfredo Bazoli ha chiarito: «Siamo favorevoli alla riqualificazione della Randaccio a servizi universitari, ma chiediamo che a noi e alla città sia data la possibilità di discutere sulle modalità, sulle destinazioni d’uso». Aldo Boifava ha eccepito sulla procedura urbanistica. Federico Manzoni ha contestato la scelta di prevedere nel complesso le segreterie delle diverse facoltà, oggi alLoggiate a San Faustino. Luigi Gaffurini ha contestato la delibera di giunta che il 7 luglio ha inquadrato il futuro del complesso.
La maggioranza, pur avanzando a sua volta critiche, ha fatto appello al «senso di responsabilità di tutti» su «una scelta condivisa da tutti». Andrea Bonetti dell’Udc s’è spinto a collocare la delibera in uno scenario politico più ampio, che da Roma potrebbe portare a nuove soluzioni anche a Brescia: «Mi sembra – ha detto il capogruppo centrista – che il clima nazionale, oltre alle dichiarazioni di Del Bono sul progetto-campus, inducessero a rapporti diversi fra maggioranza e opposizione, tanto più in prospettiva di altri temi complicati che ci apprestiamo ad affrontare come quelli legati al bilancio comunale».
Tutti hanno ricordato che il disegno di fare di Brescia una città universitaria ha unito amministrazioni diverse, epoche diverse: da Boni a Padula, da Martinazzoli a Corsini, il disegno è stato coerente e condiviso.
NEL FRATTEMPO la delibera di giunta del 7 luglio scorso ha chiarito l’inquadramento giuridico che la Loggia intende dare all’operazione. Il Comune prevede di cedere la ex caserma Randaccio – una volta acquisita – in comodato gratuito per 60 anni alla Fondazione Eulo nata dalle ceneri dell’Eulo, oggi presieduta dal direttore generale del Comune Alessandro Triboldi e partecipata solo dal Comune (che spera però di coinvolgere Fondazione Asm, Fondazione Tassara e altri soggetti privati). L’Eulo concederà poi il campus in sub comodato per 30 anni all’Università che dovrà gestire la struttura senza oneri per Comune e Eulo, garantirne la manutenzione e mettere a disposizione comunale il parcheggio di via Valotti di sua proprietà.
bresciaoggi/Giovedì 21 Luglio 2011