Brescia: Archive

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A Brescia funerali padre omicida-suicida e dei due figlioletti

Brescia, 24 mag. – Si sono svolti oggi pomeriggio nella parrocchia di Santa Maria della Vittoria, a Brescia, i funerali di Marco Turrini e figli Samuele, 4 anni ed Emanuela, 14 mesi.

Una cerimonia funebre congiunta, come chiesto da Elena More’, l’unica sopravvissuta a un dramma familiare agghiacciante. In preda a una depressione che non accettava di curare, aggravata da alcuni problemi economici, l’uomo, 41 anni, agente pubblicitario, lunedi’ scorso ha scaraventato i piccoli dalla finestra di casa, al sesto piano. Infine si e’ ucciso lanciandosi da un finestrone condominale. La donna si e’ salvata solo grazie all’intervento dei vicini. La parrocchia ha accolto centinaia di persone commosse, colleghi, parenti, amici, vicini di casa, genitori con bambini, esponenti delle forze dell’ordine e amministratori pubblici, intervenuti per l’ultimo saluto. Elena More’, davanti agli occhi il feretro del marito sormontato da una rosa rossa, e poco piu’ avanti due piccole bare candide con un cuscino di rose bianche, e’ stata l’interlocutrice ideale di padre Francesco Ferrari, che durante l’omelia ha posto l’accento sulla fede, sulla continuita’, sull’amore che trascende qualsiasi dolore. “Occorre andare oltre, anche Cristo e’ risorto” ha suggerito il sacerdote, portando il cordoglio anche del vescovo Monari. “L’amore divino puo’ dare continuita’ all’amore di Elena e Marco. Da’ continuita’ anche all’amore di Marco, che c’e’ sempre stato. Nei sacramenti, con i figli, a scuola”. Poi un accenno sofferto all’epilogo choc: “Prendiamo atto tardi che una sofferenza troppo grande ha sgretolato quella roccia. L’amore verso Dio non e’ riuscito a colmare l’onda inarginabile della sofferenza, e la sua convinzione di potercela fare da solo”. Le ultime parole, infine, per i bimbi: “Cari angioletti, confermate nella fede e nella speranza la mamma, le nonne e tutti noi”. E poi il saluto finale: “Parlo a nome di Elena – ha detto padre Ferrari – Lei dice che vuole bene a tutti e tre.

Vuole bene a tutti voi”. I piccoli sono stati tumulati a Remedello (Brescia) nel paese di cui e’ originaria la famiglia materna. Il padre, Marco Turrini, invece, nel cimitero di via Volta a Brescia.  red/(agi)

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BRESCIA: L&G SULLE PRIMARIE A SINDACO 2013

Circolo di Brescia

Alcuni recenti avvenimenti, tra cui la candidatura ufficiale di Marco Fenaroli e interventi di esponenti politici sui quotidiani locali, hanno attirato l’attenzione di Libertà e Giustizia, circolo di Brescia, appena uscita da un incontro con Paolo Limonta (organizzatore della campagna elettorale milanese dell’anno scorso pro Pisapia), per capire quale può essere un percorso positivo anche per la nostra città.

Tutto ciò ci sollecita a qualche riflessione relativa alle primarie del centrosinistra per le elezioni comunali 2013.

Crediamo non solo necessario, bensì fondamentale, che la designazione del prossimo candidato sindaco del centrosinistra avvenga a seguito di elezioni primarie che vedano i vari candidati confrontarsi su programmi e non in base ad appartenenze partitiche, da relegare in secondo piano rispetto agli interessi della collettività.

L’esperienza delle ultime tornate amministrative dimostra infatti come, insieme all’impegno politico-sociale, ciò che conta non siano solo la credibilità e la storia personale dei candidati, pur importanti, ma le idee che intendono portare avanti nella gestione della città.

Pur consapevoli delle specificità di ogni esperienza, crediamo che il modello che a Milano ha portato alla vittoria Giuliano Pisapia, partito in svantaggio e con mezzi inferiori sul piano finanziario a quelli della candidata del centrodestra, abbia potenzialità vincenti anche per Brescia.

Il programma elaborato a Milano dal candidato sindaco non è stato scritto tra quattro mura dai soliti “esperti”, e quindi “imposto” dall’alto, ma ha visto il grande e ricco apporto di gruppi, donne, associazioni, comitati di quartiere, singoli cittadini e cittadine, proprio in base alle loro esperienze dirette, e quindi ai bisogni delle varie zone cittadine, nonché a necessità comuni dell’intera città.

Anche Brescia è ricca di associazioni e comitati di cittadini che a stretto contatto con il territorio da sempre raccolgono bisogni ed elaborano proposte: dall’ambiente al piano di sviluppo del territorio, dall’accoglienza ai migranti a quella delle vittime di violenza, dall’aiuto alle famiglie numerose e bisognose ai servizi sociali, dagli spazi necessari all’aggregazione giovanile alle iniziative culturali ecc.

È dall’incontro con queste realtà che, secondo noi, dovrà nascere il programma del centrosinistra, per ritornare ad una Brescia solidale, accogliente, laica, rispettosa dei diritti dei cittadini tra cui anche quello fondamentale della salute, attenta alle tematiche di genere nell’ottica di una democrazia paritaria. Non un programma calato dall’alto, come già detto, ma che nasca dall’ascolto delle situazioni e dei bisogni, che si confronti con la concretezza dei problemi.

Questa, siamo convinti, può essere la strada per tornare a coinvolgere i tanti cittadini che, stanchi di non contare nulla e di vedere scelte già decise altrove, possono ritrovare il senso di un’attiva partecipazione politica, consci che il governo di Brescia è cosa loro e che non è più tempo di deleghe.

All’interno di un percorso di partecipazione di questo tipo, il nostro circolo farà la sua parte, auspicando che altre associazioni della “società civile” facciano sentire la loro voce e valere la ricchezza del loro contributo.

Dipende da noi cambiare le cose, cominciamo dalle primarie di coalizione.

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BRESCIA: LIBERA SULL’ATTENTANTO DI BRINDISI

NO ALLA VIOLENZA, SI’ ALLA SPERANZA 

PARTIAMO DALLA SCUOLA PER VINCERE LA PAURA

COORDINAMENTO DI BRESCIA Via Cimabue, 16

Non sappiamo ancora cosa ci sia dietro l’inaudito attentato all’ingresso della scuola Morvillo-Falcone di Brindisi.

Ci uniamo alle parole di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera al suo arrivo a Brindisi dopo l’attentato: “Proviamo un grande dolore e vogliamo innanzitutto esprimere tutta la nostra vicinanza alle famiglie e a tutti i ragazzi della scuola. Bisogna certo aspettare l’esito delle indagini sull’attentato. Quello che ora sentiamo di poter e dover dire che una morte di questo genere è inaccettabile”.

Un attentato che avviene a pochi giorni dal ventennale della strage mafiosa di Capaci, davanti ad una scuola intitolata a Francesca Morvillo Falcone e che certo offre elementi di riflessione, viste le non poche coincidenze, tra cui l’arrivo della Carovana antimafia in città.

E il collegamento inquietante proprio con la strage di Capaci e, insieme, le stragi di mafia del ’93 a Milano, Firenze, Roma è naturale: anche in quei casi, la mafia non si fermò pur di raggiungere i propri scopi criminali dall’abbattere le vittime innocenti che trovò sulla sua strada.

Non sappiamo se sia stata la mafia o il terrorismo o se sia stato un folle. Dalle ultime notizie sugli sviluppi delle indagini sembra essere poco probabile la matrice mafiosa.

Attendiamo fiduciosi l’esito del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, anche se alcuni interrogativi rimangono ancora aperti.

Quel che è certo è che purtroppo ha perso la vita una ragazza di sedici anni e che altri ragazzi come lei sono stati feriti gravemente. E che tutti i loro compagni di scuola sono sconvolti.

Chi ha messo quelle tre bombole davanti all’Istituto di Melissa aveva la volontà precisa di colpire. Chiunque sia stato, voleva uccidere dei ragazzi e insieme la speranza di questi studenti che frequentano la scuola intitolata a Francesca Morvillo Falcone.

E allora dobbiamo fare la nostra parte, dobbiamo trasformare la paura in speranza. Dobbiamo vincere il dolore e provare ad andare avanti insieme

E’ un invito e insieme un impegno il nostro che parte proprio dalla scuola.

Dalla scuola ferita dall’attentato di sabato mattina, la scuola dove i ragazzi, come quelli colpiti sabato, imparano non solo le materie del sapere ma anche l’alfabeto della cittadinanza e della corresponsabilità.

Dalla scuola, cui Antonino Caponnetto, il fondatore del pool antimafia e l’instancabile compagno di associazioni e di giovani fino all’ultimo istante della sua vita, si riferiva dicendo che alla mafia fa più paura della giustizia.

Don Luigi Ciotti nel suo intervento a Brindisi ha sottolineato quale deve essere il ruolo della scuola. “Una scuola – ha detto – dove si parla della democrazia, e la democrazia si fonda su due gambe, la giustizia e la dignità umana. Poi c’è la terza gamba, che si chiama responsabilità. Dobbiamo assumerla anche noi, di più”. “Questo fatto violento, incredibile, non può farci dimenticare la meraviglia di questi ragazzi impegnati a costruire il loro ma anche il nostro futuro”.

I coordinamenti provinciali e regionale di Libera della Lombardia si stringono attorno alla famiglia di Melissa, alle compagne ferite e alle loro famiglie, a tutte le ragazze e i ragazzi di Brindisi, e invita tutte le scuole a reagire con gli strumenti che le sono propri: del sapere, della conoscenza e della partecipazione, per trasformare la paura in speranza con l’impegno e il lavoro di noi tutti accanto ai ragazzi.

COORDINAMENTO DI BRESCIA:  Brescia, 22 maggio 2012

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Disoccupato lancia i figli dal balcone e poi si getta nel vuoto: morti tutti e tre

La tragedia a Brescia dopo un litigio con la moglie. L’uomo, un pubblicitario di 41 anni, aveva perso il lavoro da qualche tempo. Inutili i soccorsi per i piccoli di 4 anni e 14 mesi

Tragedia questa mattina in via Cremona a Brescia. Dopo una lite con la moglie, un uomo di 41 anni, Marco Turrini, ha buttato i due figli di 4 anni e 14 mesi dal balcone del suo appartamento al sesto piano per poi lanciarsi lui stesso nel vuoto. Alla base del gesto, probabilmente, gravi problemi economici. L’uomo, un pubblicitario, aveva perso il lavoro da qualche tempo.

I tre sono finiti sulle auto parcheggiate nel giardino interno dell’abitazione. L’uomo è deceduto sul colpo e i bambini, un maschietto e una femminuccia, sono morti all’ospedale Civile di Brescia. L’uomo ha anche tentato di uccidere la moglie, non vi è riuscito e si è lanciato anche lui dal balcone morendo sul colpo. Sul posto sono intervenute le volanti e la squadra mobile della polizia di Brescia. “Una famiglia felicissima. Li conoscevo da quattro-cinque anni e visto nascere e crescere i bambini”, racconta Elisabetta, una vicina della famiglia Turrini. “Stamattina ho sentito le urla e sono scesa a vedere cose fosse successo. Lui era ancora vivo, ho sentito che respirava ancora. Ho provato a sentire il battito della bambina, ma era già molto debole”.

Tutto è successo alla periferia Sud: una zona abitata per lo più da operai, molti dei quali negli ultimi tempi sono rimasti disoccupati. Il quartiere era già stato scosso lo scorso dicembre dell’omicidio di un indiano, il cui corpo era stato ritrovato in una valigia nell’androne delle scale di una palazzina. La scena di un omicidio che si trova proprio a pochi metri dall’abitazione della famiglia Turrini.

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BRESCIA. Ore 4.04: forte scossa di terremoto avvertita in tutto il nord Italia

Una forte scossa di terremoto, durata 5 secondi circa, ha creato preoccupazione nel bresciano
Alle 4.07 ancora una brevissima replica, più lieve, avvertita solo per un secondo mentre a Padova invece, il movimento sussultorio è durato circa una ventina di secondi e la gente è corsa in strada spaventata. Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile, non risultano al momento danni a persone o cose.

La scossa è stata avvertita in tutta la provincia (con particolare rilievo, ancora una volta, sul lago di Garda) ed è stato il seguito di una precedente, di magnitudo 4,1, registrata all’ 1.13 , sempre nella pianura Padana, tra le province di Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo.

La scossa  è stata chiaramente percepita dalla popolazione (e da chi scrive).

A quanto si è potuto constatare, i mobili hanno tremato nelle abitazioni ed è saltato qualche antifurto. Qualcuno, ci riferiscono, è uscito di casa, per la paura, anche a Bologna

Stando ai rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma – di magnitudo  5,9 sarebbe in provincia di Modena con ipocentro a 6,2 km di profondità ed epicentro a 52 km dal capoluogo felsineo in prossimità dei comuni modenesi di Finale Emilia, San Felice sul Panaro e 11 da Crevalcore, e di quello mantovano di Sermide.

red/

AGGIORNAMENTO ore 5.03

Ad un’ora dalla percezione della prima (e brevissima seconda) scossa, si è potuto avvertire ancora una lieve scossa – molto breve – questa volta di tipo ondulatorio

DANNI

Nel Ferrarese sono stati segnalati crolli in alcune fabbriche di Bondeno. Secondo le prime informazioni dei pompieri, che stanno già intervenendo, ci sarebbero delle persone coinvolte. Crollato anche un campanile a Sant’Agostino, sempre nel ferrarese. A Finale Emilia, nel Modenese, è crollata una torre.

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Accolta la richiesta di ”Cittadini contro l’amianto”: la Commissione Europea indagherà sull’autorizzazione concessa a Locatelli

La Commissione Europea accoglie la richiesta di Cittadini contro l’amianto e dei 1200 firmatari della Petizione di indagare sull’autorizzazione concessa a Locatelli per realizzare la discarica di amianto di Cappella Cantone (Cremona).

Il 15 maggio abbiamo ricevuto dalla Commissione Petizioni dell’Unione Europea la comunicazione ufficiale (vedi allegato) di aver avviato le procedure per svolgere un’indagine preliminare sui vari aspetti dell’autorizzazione data dalla Regione Lombardia per realizzare la discarica di amianto di Cappella Cantone. Stiamo lavorando per fare in modo che i commissari europei vengano direttamente sul posto. Questa decisione costituisce un altro risultato politico raggiunto dai cittadini della zona interessata, dopo che la mobilitazione e la magistratura avevano bloccato e messo sotto sequestro l’area destinata alla discarica.

Con questa decisione il Parlamento Europeo si dimostra più sollecito della giunta Formigoni nel voler indagare sulla discarica di Cappella Cantone. Infatti da circa due mesi è stata costituita ufficialmente a livello regionale una commissione d’inchiesta che naturalmente non si è ancora riunita per lavorare. Inoltre poco o nulla è stato fatto per modificare e ridefinire ruolo e funzione dell’ARPA soprattutto per quanto riguarda la nomina dei dirigenti, dopo che il massimo esponente dell’ARPA Lombardia, Rotondaro, è stato arrestato con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulla discarica di Cappella Cantone che ha portato anche agli arresti di Locatelli, intestatario dell’autorizzazione, e Nicoli Cristiani (Pdl) ex assessore all’ambiente della Regione Lombardia. Ricordiamo che Rotondaro è accusato di aver ricevuto mazzette per ammorbidire i controlli della falda acquifera dell’ex cava Retorto, il luogo dove si voleva realizzare la discarica.

Questa una delle intercettazioni: 8 giugno 2011, il giorno precedente alla conferenza dei servizi

LOCATELLI: Pronto.
ROTONDARO: Buongiorno, come stai?
LOCATELLI: Eh non lo so, ti farò sapere domani.
ROTONDARO: Eh…dai…vedrai che domani starai meglio.
LOCATELLI: Dici?
ROTONDARO: Si, si, si. Dove sei?
LOCATELLI: A Grumello.
ROTONDARO: Ah. Niente, io…penso che sia tutto a posto. Ho fatto anche delle verifiche …
LOCATELLI: Hai fatto un po’ di verifiche?
ROTONDARO: Si, son stato giù anche l’altro giorno lì…dalle tue parti, non te l’han detto?

Dopo questi fatti non è più possibile tollerare che chi deve fare i controlli ambientali sia un organismo dipendente dal governo regionale; come è noto le nomine dei dirigenti dell’ARPA Lombardia sono fatte direttamente dalla giunta Formigoni e non è più prevista l’approvazione da parte del consiglio regionale.

Ci preme inoltre sottolineare come sia stato inopportuno e fuori luogo e tempo costituire un “tavolo tecnico” , che nei fatti è solo politico, nelle province di Cremona e Pavia al fine di individuare siti idonei per lo smaltimento dell’amianto. A questo proposito abbiamo già avuto modo di esprimere la nostra valutazione radicalmente negativa per i seguenti motivi che riassumiamo:

1) Già dal 2008 Cittadini contro l’amianto denunciava che non si potevano autorizzare discariche senza una pianificazione dei siti idonei a livello regionale. La Regione ha sempre ignorato le nostre richieste, ha autorizzato la discarica di Cappella Cantone e solo adesso che è scoppiato lo scandalo decide di procedere alla pianificazione.

2) Si vuole discutere di siti idonei senza coinvolgere direttamente i cittadini interessati, tutti i partiti politici e tutte le organizzazioni sindacali.

3) Secondo la Regione Lombardia uno degli interlocutori , per la provincia di Cremona, è l’attuale amministrazione provinciale di centro-destra del ciellino Salini, la stessa, cioè, che diede parere favorevole alla valutazione di impatto ambientale per la discarica di Cappella Cantone e negativo per la discarica di Cingia de’ Botti pur avendo i due progetti caratteristiche simili; la stessa che non disse né SI né NO alla discarica in sede di autorizzazione integrata ambientale (e per legge si intende un SI).

4) La composizione di questi “tavoli” a Cremona e Pavia ha seguito principi inspiegabili e non corrisponde ai criteri di competenza e neanche alle procedure previste per la pianificazione del trattamento e smaltimento dei rifiuti.

5) Le proposte di pianificazione dovrebbero essere preventive, fatte da tecnici qualificati e non da politici, prendendo in considerazione TUTTO il territorio regionale.

Ci risulta, invece, che questi tavoli siano attivi solo a Cremona e Pavia, guarda caso le uniche province, oltre a Bergamo e Brescia, dove i privati vogliono realizzare discariche di amianto.

Ci tornano con inquietudine alla memoria le intercettazioni fatte dagli inquirenti in un ristorante di Brescia in cui si ritrovano Locatelli, Nicoli Cristiani e Mauro Papa, amministratore della Ecoeternit, e parlano di una sorta di spartizione delle aree di competenza: Papa nelle province di Brescia e Bergamo, Locatelli a Cremona e Pavia. I tre parlano anche di Faustini.

La Ecoeternit sta gestendo una discarica di amianto a Montichiari, Faustini sta per finire la realizzazione di una discarica di amianto a Brescia, località San Polo, e ha chiesto di realizzare una discarica di rifiuti di amianto pericolosi accanto alla discarica della Ecoeternit.

Noi riteniamo comunque urgente risolvere il problema dello smaltimento dell’amianto, ma nello stesso tempo pensiamo che di questo NON SI POSSA OCCUPARE l’attuale giunta Formigoni a seguito delle recenti e note vicende giudiziarie che hanno coinvolto assessori ed ex assessori in gravi reati di corruzione e scempio ambientale. Formigoni non poteva non sapere nonostante che, con arroganza, continui a definirsi estraneo all’operato dei suoi uomini, senza il timore di sfiorare il senso del ridicolo e documentare quanto dice con prove.

In sostanza noi ribadiamo la necessità di provvedere sia alla revoca delle autorizzazioni date che alla moratoria di tutte le domande in corso di autorizzazione per lo smaltimento dell’amianto in Lombardia; vogliamo che si costituisca un organismo qualificato con il compito di verificare l’idoneità e la sicurezza dei progetti e dei siti destinati allo smaltimento dell’amianto , che sia indipendente dalla politica e che tuteli i reali interessi dei cittadini, che sono la difesa della salute e del territorio, e non le lobbies di varia natura.

Un’ultima annotazione: siamo contenti e soddisfatti che quasi tutti si siano convertiti alla necessità di esplorare metodi e soluzioni alternativi all’interramento del cemento amianto. Quattro convegni scientifici qualificati organizzati da noi in questi quattro anni sono serviti a convincere anche esponenti della giunta regionale sulla necessità di seguire questa strada. E questo non è poco anche se bisognerà sempre vigilare su possibili colpi di mano. Politici corrotti ed imprenditori invischiati con la criminalità organizzata sono sempre in agguato.

Cittadini contro l’amianto

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Lega Nord, l’ultima tentazione “Brescia diventi una regione”

Daniele Molgora, presidente della Provincia di Brescia e deputato del Carroccio, ha addirittura presentato un progetto di legge costituzionale. “Siamo un’eccellenza per efficienza e laboriosità”

Le Province spariranno? Daniele Molgora, presidente di quella di Brescia e deputato della Lega Nord, propone allora, per mantenere servizi e funzioni amministrative sul territorio, di istituire la Regione Brescia. E lo fa con un progetto di legge costituzionale presentato alla Camera e assegnato due giorni fa alla commissione Affari costituzionali. Due articoletti, richiamandosi all’articolo 132 della Carta (si possono istituire nuove entità regionali regione brescia con un minimo di un milione d’abitanti) con cui si precisa che nel territorio della nuova Regione Brescia rientreranno i 206 comuni dell’attuale provincia, che verrebbe così abrogata. Il secondo articolo aggiunge alle attuali 20 regioni italiane la ventunesima.

Nella relazione illustrativa della proposta di legge, cofirmata dal collega Alberto Torazzi, Molgora spiega: “Alla luce delle polemiche verificatesi sull’utilità e sulle funzioni svolte dalle Province, risulta necessario distinguere i territori che dal punto di vista costituzionale rivestono una particolare importanza in termini di popolazione. La Costituzione fissa in 1 milione di abitanti il limite minimo per istituire nuove regioni. Il territorio bresciano oggi conta circa 1.300.000 abitanti, largamente superiore al limite costituzionale e alla popolazione di alcune regioni già esistenti”. La Regione Brescia, continua il parlamentare, “sarebbe al quindicesimo posto per popolazione, appena sotto la Regione Abruzzo, non distante da Marche, Liguria e Sardegna, ma comunque con popolazione superiore  a Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta”.

Molgora sostiene inoltre che Brescia può già considerarsi “una regione dentro una regione” per “l’importanza economica” del suo territorio e per la sua storia. “Brescia, prima area agricola del Paese e terza area industriale – scrive nella relazione alla proposta di legge – rappresenta per laboriosità e per efficienza una delle eccellenze del Paese. La sua storia è stata legata ai Malatesta, ma soprattutto ai 400 anni trascorsi sotto la Serenissima Repubblica veneta, nonché a oltre un secolo sotto la dominazione austriaca. La nuova gestione regionale ha tutte le caratteristiche per ottenere economie di scala, consentendo il miglioramento dei servizi, ed è volta a consentire a Brescia una gestione autonoma del territorio rispetto a una gestione regionale inevitabilmente milanocentrica”. (larepubblica)

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BRESCIA – Gruppo consiliare golpista? (Cesare Giovanardi)

Sostegno a De Martin e Bisinella e alla pratica delle primarie ad ogni livello

 Nelle recenti elezioni amministrative, nei capoluoghi di provincia il PD, pur tenendo bene rispetto al centro destra ed alla lega, ha perso alcuni punti passando dal 27% al 19%.
Il 2013 con le politiche abbinate sarà peggio ed il rischio che altri candidati superino al primo turno il 20% lasciando a casa sia Paroli che Del Bono può diventare realistico.
Quindi Del Bono deve partecipare alle primarie di coalizione come più volte indicato dai segretari Bisinella e De Martin per scongiurare esiti funesti.

Le primarie di coalizione per il candidato sindaco alternativo a Paroli e le primarie per i candidati consiglieri della lista PD cittadina devono essere fatte: QUESTA E’ VERA DEMOCRAZIA.

La maggioranza del gruppo consiliare può proporre i candidati, ma non imporre (come fa nel suo comunicato che si riporta a seguire *) di evitare le primarie remando contro lo statuto del partito che democraticamente contempla solo iscritti e elettori.

* “Il gruppo del Partito Democratico del comune di Brescia dopo aver affrontato tutte le principali questioni amministrative, dalle difficoltà di bilancio al rilancio di A2A, dall’emergenza abitativa ai tagli dei servizi sociali, dal tema ambientale alla sicurezza, alle quali la giunta Paroli non è in grado di far fronte, ha affrontato i temi politici legati alle elezioni amministrative del 2013, invita il segretario cittadino Giorgio De Martin a mettere all’ordine del giorno della prossima assemblea cittadina, in programma il prossimo 24 maggio, l’indicazione del “candidato sindaco” del Pd alle elezioni amministrative 2013 di Brescia; esprime con determinazione la volontà di costruire un nuovo e diverso governo della città; sottolinea l’efficacia e la serietà di una posizione, quella del Pd, caratterizzata da una critica alla giunta Paroli sempre associata a proposte alternative; giudica qualificata e autorevole la guida del gruppo svolta da Emilio del Bono; considera maturo il tempo di una iniziativa dei democratici volta a coinvolgere tutte le forze politiche, sociali, civiche e ambientaliste, che condividono un severo giudizio sull’operato della giunta Paroli; propone agli organi del Partito, quale “Candidato Sindaco”, Emilio Del Bono, persona dialogante e costruttiva, capace di coinvolgere più soggetti nella definizione di un’autorevole alternativa al centrodestra da presentare al giudizio degli elettori di Brescia  propone un fitto calendario di iniziative per spiegare alla Città, unitamente ai Consiglieri di Circoscrizione, le incapacità e gli errori della Giunta Paroli, per offrire soluzioni e raccogliere il disagio e il parere dei cittadini”.

Gli incontri si svolgeranno in tutti i quartieri, con il coordinamento dei circoli del Pd.

Aldo Boifava, Aldo Rebecchi, Alberto Martinuz, Carla Bisleri, Fabio Capra, Federico Manzoni, Giuseppe Ungari, Luigi Gaffurini, Valter Muchetti.

 

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BRESCIA SI MUOVE: incontro pubblico del 25 maggio (ore 20.30) sulla mobilità sostenibile (Luca Ciotta *)

Museo Ken Damy

Corsetto S.Agata 22

Partecipano :

Monica Frassoni – co-Presidente del Partito Verde europeo

Prof. Giulio Maternini – Docente di trasporti urbani e metropolitani c/o l’ Università degli studi di Brescia

Ing. Saverio Zetera – Responsabile ufficio Sviluppo e Osservatorio Rifiuti di Aprica S.p.A.

 

Introduce:

Avv. Francesco Onofri – Coordinatore Piattaforma Civica

 

* Ecologisti e Reti Civiche | Brescia

 

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“E io pago” (Gisella Bottoli, Brescia)

Ieri 14 maggio, davanti all’Università in via san Faustino a Brescia, c’erano tre auto dei carabinieri e altrettanti equipaggi, non so se tra i presenti in borghese anche altri agenti. Il tutto perchè nell’aula magna della Facoltà di Economia Giulio Tremonti  presentava il suo ultimo libro “Uscita di sicurezza”.
Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere: farsi spiegare, da chi in questi anni ha governato ed è corresponsabile dell’attuale crisi finanziaria che ci attanaglia, come uscirne.
Ma soprattutto c’è da piangere all’idea di dover pagare delle forze dell’ordine per accompagnare e tutelare uno della Casta.
Giustamente una signora con passeggino, saputo chi era l’ospite, ha commentato “E io pago”.
E’ una vergogna, e poi non ci si lamenti della marea di rifiuto e di rabbia di molti cittadini.

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