Cappella Cantone Archive

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Corruzione, n’drangheta e discariche di amianto di Cappella Cantone (Cremona) e non solo

Intrecci criminosi fra malavita organizzata e politica stanno venendo al pettine. Noi avevamo visto giusto e lo avevamo detto, scritto e denunciato da tempo. QUANDO FORMIGONI?

Dopo gli arresti di Nicoli Cristiani, ex assessore e vice presidente della Consiglio regionale della Lombardia, di Ponzoni, ex assessore e membro dell’ufficio di presidenza dello stesso Consiglio regionale, entrambi del PdL, e di un dirigente dell’ARPA Lombardia, ente di emanazione della giunta regionale; dopo l’iscrizione nel registro degli indagati del leghista Boni, presidente dello stesso Consiglio regionale e di altri dirigenti della Regione Lombardia, diviene più che mai attuale la riproposizione di alcune questioni al signor Formigoni e alla sua giunta che noi facemmo negli anni scorsi e alle quali non si è mai voluto e potuto rispondere:

1) il 26 giugno 2011 scrivevamo : “… la Giunta Regionale approva provvedimenti ad personam, anzi “ad cavatorum”, come la delibera n.1594 del 20/11/2011 (la famosa delibera che L’Espresso scopre solo ora e che, pare, non sia mai stata pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Lombardia). Questo atto, che contiene forti elementi di illegalità, è un supporto su misura per Cavenord (ora di proprietà della Locatelli) che lo ha ripetutamente sollecitato. Con questo provvedimento la Giunta regionale ha di fatto esautorato la provincia sul piano cave, esercitando un atto di indirizzo verso quest’ultima su argomenti di competenza delle singole provincie. Questa deliberazione costituisce una clamorosa forzatura sul piano normativo e legislativo da parte della giunta Formigoni , alla faccia del federalismo tanto propugnato dalla Lega. E’ stata approvata in corso d’opera, pensando di creare un nuovo quadro normativo senza più ostacoli per la realizzazione della discarica, anzi delle discariche, nelle ex-cave. Traducendo: per coprire atti esplicitamente fuori dalle norme, si approvano delibere per annullare la illegalità !”

2) il 30 novembre 2011 scrivevamo: “…La ‘fantasia al potere’. Il caso dell’ARPA di Cremona.
A metà novembre dell’anno scorso tutti noi, quelli contrari alla discarica di amianto di Cappella Cantone, avevamo cantato vittoria. Le misurazioni dell’altezza della falda acquifera fatte dall’ARPA di Cremona avevano stabilito che non venivano rispettati i famosi due metri di altezza fra il fondo della discarica e la falda per cui la Regione Lombardia aveva scritto a Cavenord che se non modificava il suo progetto entro dieci giorni questo sarebbe stato respinto. Evviva! Passano dieci giorni, passa un mese, due mesi. Tutto tace. Si scopre poi, PER CASO, solo perché un sindaco ha sollecitato la Regione, che sono state presentate in tempo utile (?) le modifiche, che queste consistono nell’aggiungere uno strato di m 1,40 di materiale isolante e che l’ARPA prosegue tranquillamente le misurazioni della falda “facendo finta” che esista questo strato aggiuntivo di terreno. Domanda alla giunta: perché non è stato subito reso noto che le modifiche erano state presentate? La normativa sulla trasparenza lo prevede. Che esistano falde affioranti in quella zona lo sanno tutti senza scomodare i tecnici. Basta un semplice temporale per allagare l’ex cava Retorto e i torrenti e le rogge della zona facilmente esondano. Lo abbiamo documentato con foto più di una volta, nel settembre 2007 e nel febbraio 2009. Nel giugno 2010 si è verificato addirittura un ulteriore innalzamento della falda. Infatti dopo circa due mesi di forte siccità, in meno di sei ore di pioggia consecutiva l’area si è quasi completamente allagata. Ma per i tecnici dell’ARPA non è un problema…”

3) il 6 dicembre 2011 abbiamo posto domande dirette a Formigoni, tra cui queste:
- COME POTEVA Nicoli Cristiani, vice presidente del Consiglio regionale, che non fa parte della giunta e quindi non titolato a prendere alcuna decisione, a garantire con certezza che alcuni atti autorizzativi sarebbero stati comunque approvati negli uffici e ambiti competenti? Chi copriva e garantiva Nicoli Cristiani in giunta? Quale era, o meglio, chi era il trait-d’union ?

- COME MAI FORMIGONI e la sua giunta hanno approvato a più riprese delibere tendenti a rendere possibile la realizzazione della discarica, rimuovendo alcuni ostacoli legali, come quello che prevedeva una distanza minima di 5 km tra una discarica e l’altra o i vincoli del piano cave? Ricordiamo che la normativa, in vigore precedentemente, avrebbe impedito che partissero addirittura i primi atti autorizzativi.

- PERCHE’ MARCELLO RAIMONDI ( assessore regionale all’ambiente ) fu “contattato” da Luigi Brambilla, consulente aziendale della ditta Locatelli, affinché si attivasse al fine di accelerare l’iter della discarica di Cappella Cantone pur non essendo il suo assessorato direttamente competente per la materia? L’interessamento di Raimondi, che emerge dai verbali della Magistratura, avviene attraverso “interventi” su alcuni dirigenti e funzionari del suo assessorato e tramite una lettera inviata a Tadi, sindaco di Cappella Cantone e al vice-sindaco dello stesso paese che è il vero uomo forte e decisivo del consiglio comunale.
In sintesi qual è, o meglio, CHI E’ il trait d’union fra Nicoli Cristiani e la giunta Formigoni, al cui interno c’è un assessore di Cremona? Infatti come poteva Nicoli Cristiani, non essendo in giunta, garantire a Locatelli che tutte le autorizzazioni sarebbero state concesse con celerità? E’ chiaro che quando sarà reso noto questo nome (o questi nomi) molta più chiarezza sarà fatta su tutta la vicenda e finalmente i cittadini saranno informati di uno dei più gravi episodi di corruzione degli ultimi 30 anni, rispetto ai quali tangentopoli rischia di impallidire. Nei prossimi mesi l’inchiesta in corso rischia di smontare poteri forti trasversali ai partiti politici e Compagnia, che hanno condizionato l’economia lombarda, e non solo, in questi ultimi 30 anni.

4) il 13 gennaio 2012 abbiamo ribadito quanto segue: “…Che ci fosse un intreccio pericoloso, esteso e ramificato in Lombardia tra malaffare e politica noi lo sosteniamo fin dall’inizio della vicenda della discarica di Cappella Cantone, e l’abbiamo concretizzato con un esposto alla Magistratura. Oltre a voler autorizzare a tutti i costi discariche di amianto in luoghi non idonei (Brescia e provincia, Ferrera Erbognone (Pavia), Cava Manara (Pavia) ecc…) ci sono state speculazioni illegittime fatte da privati e coperte dalla politica per nascondere progetti di discarica dietro i progetti di cava come a Telgate e altri fatti che sono in stretta connessione con la vicenda specifica di corruzione legati alla discarica di Cappella Cantone…”

Per tutte queste ragioni e per altre argomentazioni contenute nel nostro dossier, consegnato alla Magistratura, noi ribadiamo che, per motivi di igiene politica, Formigoni e la sua giunta se ne devono andare subito. Possibile che il sig. Formigoni non sapesse nulla dell’operato dei suoi più stretti collaboratori? Se così fosse o sarebbe incapace, o sarebbe colpevolmente distratto. In entrambi i casi non è più in grado di svolgere la sua funzione, DEVE ANDARSENE!

In conclusione, la partita che si giocherà d’ora in avanti può diventare ancora più complessa di quella che si è dipanata finora. Per fermare i disonesti, i furbi e quelli che fanno affari sulla nostra pelle occorrerà l’attenzione e la mobilitazione di tutti i cittadini lombardi per impedire la realizzazione di tutte le discariche di amianto, in corso di approvazione o già approvate. Così si potrà arrivare ad una pianificazione trasparente e realmente partecipativa per lo smaltimento dell’amianto che prenda in seria considerazione il riciclo dell’amianto. In tal senso ribadiamo che per i futuri impianti di smaltimento dell’amianto va contrastata l’iniziativa lasciata ai privati, privilegiando il controllo e la gestione pubblica.

Cittadini contro l’amianto
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Discarica di amianto di Cappella Cantone (Cremona): una giusta lotta di “salute” ed una mano alla giustizia

Discarica di amianto di Cappella Cantone (Cremona): sancita l’ovvietà nel Consiglio regionale lombardo.

Come ripetiamo da tempo sulla discarica c’era già una pietra tombale.

La mozione approvata all’unanimità in Consiglio regionale il 24 gennaio 2012 di sospensione dell’autorizzazione della discarica di amianto di Cappella Cantone non è un risultato straordinario, ma un atto ambiguo che fa comodo a tutti i politicanti di destra, di centro e di ‘sinistra’.
La mozione presentata dal PD è stata modulata, riscritta e riadattata alle esigenze politiche della maggioranza di Formigoni (PdL) e Lega. Sospetto è appunto questo unanimismo forzato. Infatti non si è decisa la REVOCA definitiva dell’autorizzazione, ma la sospensione, così come richiesto dal leghista Belotti assessore regionale al Territorio. Da notare che la sospensione è una scelta logica e non straordinaria e conseguente al fatto che sono in corso indagini della Magistratura e che l’area è stata sottoposta a sequestro. Evidentemente il PD ha privilegiato la ricerca di un accordo fasullo ed inutile con la Lega, piuttosto che andare fino in fondo, chiedendo la revoca definitiva dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale), mettendo in tal modo di fronte alle proprie responsabilità l’attuale maggioranza PdL-Lega. Ricordiamo che questa giunta regionale è coinvolta in una catena criminosa di scandali che sta mettendo in difficoltà la sua  coesione e la sua tenuta.
La ricerca di un accordo a tutti i costi con la maggioranza ha, di fatto, gettato colpevolmente un salvagente a Formigoni e alla sua giunta che sta facendo acqua da tutte le parti e quanto accadrà prossimamente lo dimostrerà. L’approvazione di questa mozione in Consiglio regionale non costituisce né un passo avanti né un passo indietro, si è trattato semplicemente di un artificio politico per mantenere aperte soluzioni legate, ancora una volta, agli interessi dei cavatori, prescindendo dalla salute e dagli interessi dei cittadini.
Il non avere insistito sulla revoca significa, di fatto, lasciare aperta una porta a coloro che in giunta e in consiglio vorrebbero ritentare l’avventura di una discarica sul territorio di Retorto o in luoghi limitrofi, una volta che la Magistratura avrà tolto il sequestro dell’area. Ma se qualcuno ha fatto questi calcoli meschini (e qualcuno che noi sappiamo li ha fatti) si sbaglia di grosso. Difatti, come noi diciamo da tempo, la discarica non si è fatta e non si farà perché l’area presenta falde acquifere affioranti, è in prossimità di centri abitati, è limitrofa a territori agricoli ed è vicina ad un’altra discarica. Tutte queste valutazioni sono depositate al Parlamento Europeo nella petizione supportata da migliaia di cittadini del cremonese e non solo. La discarica non si farà perché tutta la procedura autorizzativa è stata inficiata da vizi di forma e di sostanza, così come noi sosteniamo nel nostro dossier, nel nostro esposto alla
 Magistratura e che gli inquirenti stanno disvelando.
Facciamo presente che un’eventuale concertazione fra Regione, Provincia di Cremona e Comuni (ammesso che si realizzi) non potrà essere fatta senza il coinvolgimento dei cittadini e soprattutto dovrà tener conto della pericolosità delle discariche, dei pericoli di infiltrazione mafiosa e dell’esistenza di metodi alternativi di smaltimento dell’amianto.
In questo momento l’unica cosa che bisogna chiedere, come noi abbiamo chiesto, è la moratoria di tutte le discariche di amianto alla luce di quanto accaduto a Cappella Cantone.
In discussione e sotto inchiesta è tutto il sistema di procedure autorizzative e controlli ambientali, perché la dirigenza dell’ARPA, checché ne dica Formigoni, non è stata estranea a quanto accaduto a Cappella Cantone e non solo. Non basta la rimozione di un dirigente per sanare tutte le irregolarità e omissioni avvenute e per garantire che non avvengano. Il problema non è solo quello di stabilire se la Locatelli portava in Regione dei dati falsati. Il problema è a monte: gli uffici regionali e l’ARPA hanno accettato, a iter già iniziato, di cambiare le regole del monitoraggio, accettando le proposte di Locatelli che “prometteva” di aggiungere metri 1,40 di materiale isolante (o simil isolante…!). C’é da mettersi le mani nei capelli alla luce di quanto trovato sotto i cantieri delle Brebemi.
Ricordiamo anche che le indagini della Magistratura sono importanti e decisive, ma che se non ci fossero stati quattro anni di lotta coerente, determinata e costante di alcuni cittadini, nel silenzio assordante di quasi tutti i politici e istituzioni, questa battaglia non sarebbe stata vinta e forse non ci sarebbero state neppure le indagini per corruzione.

Mariella Megna
Giorgio Riboldi
Cittadini contro l’amianto

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La discarica di amianto di Cappella Cantone non si farà più!

Sequestrata la discarica di amianto di Cappella Cantone (CR). Verità e giustizia, questo chiedevamo, questo abbiamo ottenuto. La nostra tenacia e la nostra determinazione hanno vinto. Ricordiamo che domani 1 dicembre a Cremona presso il CISVOL via S. Bernardo, 2 alle ore 17.30 faremo una conferenza stampa in cui oltre a presentare l’iniziativa del 20 dicembre a Bruxelles affronteremo in modo più approfondito alcuni aspetti di queste ultime vicende.

  1. Tangenti, bufera sul Pirellone arrestato anche il pdl Cristiani » Regione Lombardia

L’ex cava Retorto di Cappella Cantone (Cr), che la Regione Lombardia aveva da poco autorizzato ad essere adibita a discarica di rifiuti di amianto, è stata messa sotto sequestro nell’ambito di un’indagine che sapevamo era in corso da tempo e che ha portato all’arresto, tra gli altri, del vicepresidente del Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani (PdL) e di Giuseppe Rotondaro,  coordinatore degli staff della direzione generale dell’ARPA Lombardia  con l’accusa  di traffico di rifiuti illeciti e corruzione. Altri clamorosi sviluppi si attendono nelle prossime ore e potrebbero essere coinvolti altri politici anche locali. Tra gli arrestati pare ci sia anche l’imprenditore marito dell’ex ministro Gelmini.

Abbiamo sempre denunciato l’intreccio tra malaffare e politica nella nostra battaglia contro la discarica in questi quattro anni, lo abbiamo sostenuto nell’esposto che abbiamo presentato alla Procura di Cremona nel 2009, lo abbiamo ribadito agli inquirenti che ci hanno ascoltato e con cui abbiamo collaborato.

Non ci siamo mai rassegnati, abbiamo continuato a combattere con ogni mezzo e ora abbiamo raggiunto un importante risultato nonostante che avevamo come avversari non solo i pochi favorevoli alla discarica, ma anche coloro i quali  diffondevano a piene mani, fino a ieri, rassegnazione e sfiducia per rendere ininfluente la nostra battaglia, oltre all’assessore regionale alla partita, Daniele Belotti (Lega), che voleva tapparci la bocca con una querela per diffamazione, perché avevamo denunciato pericoli di infiltrazione della n’drangheta.

La battaglia contro il malaffare e l’intreccio politica-n’drangheta per noi non è affatto conclusa e continuerà finché non sarà fatta giustizia a tutti i livelli e finché non avremo ottenuto la moratoria degli iter autorizzativi di tutte le discariche di amianto e l’annullamento delle autorizzazioni già concesse. Noi  vogliamo che lo smaltimento dell’amianto sia pianificato e programmato insieme ai cittadini delle aree interessate e che non sia più fonte di profitti più o meno leciti. Questo sarà possibile solo quando avremo la garanzia che i controlli ambientali non siano più fatti dall’ARPA che è un’emanazione diretta della giunta della Regione Lombardia, ma da un organismo terzo, indipendente dai partiti.

Le nostre posizioni saranno ribadite a Bruxelles il prossimo 20 dicembre quando presenteremo la nostra petizione al Parlamento Europeo in occasione della consegna delle migliaia di firme che abbiamo raccolto in questo ultimo mese contro la discarica di amianto di Cappella Cantone (CR).

Per comprendere ancor meglio la vicenda di Cappella Cantone ricordiamo brevemente ruoli e funzioni svolti in questi ultimi 15 anni da Franco Nicoli Cristiani e da Giuseppe Rotondaro.

Franco Nicoli Cristiani è stato assessore regionale in Lombardia all’ambiente e poi al commercio, consigliere regionale dal 1995. E’ stato condannato in appello per abuso di ufficio nell’inchiesta della discarica di Cerro Maggiore, poi scagionato nel 2008 in Cassazione per insussistenza del fatto. Quando è in pieno svolgimento la vicenda della discarica di Cappella Cantone, il 13 gennaio 2009 diventa vice coordinatore regionale e responsabile della macroarea di Bergamo-Brescia-Mantova-Cremona per il PdL.

Giuseppe Rotondaro, geologo, è stato sempre all’interno di strutture regionali della Lombardia che si occupavano di ambiente.  Dal 1997 è dirigente dell’ufficio e poi del servizio Protezione Ambientale e Sicurezza Industriale della Direzione Generale Tutela Ambientale della Regione Lombardia e dal 2001 direttore generale vicario di questa stessa direzione generale. Dal 2008 è direttore centrale dell’ARPA Lombardia e poi coordinatore delle funzioni di staff della direzione generale dell’ARPA Lombardia. In base alla nuova normativa regionale le nomine dei vertici dell’ARPA sono fatte direttamente dalla Giunta regionale e non c’è più il passaggio in Consiglio.

Ricordiamo di seguito i punti oscuri della vicenda che da sempre abbiamo denunciato nel nostro dossier, nei nostri comunicati e nei nostri volantini distribuiti a migliaia nei numerosi  presidi di questi anni e nei nostri banchetti di questo ultimo mese per raccogliere le firme per la petizione al Parlamento Europeo e ricordiamo anche che la ditta che voleva gestire la discarica, la Locatelli, aveva dato in passato lavori in subappalto a ditte risultate poi infiltrate dalla n’drangheta (vedi il nostro comunicato dettagliato in http://cittadinicontroamianto.blogspot.com/2010/08/la-discarica-non-sha-da-fare-cappella.html)

Cronaca di un disastro annunciato. Fatti e misfatti della storia della discarica di amianto di Cappella Cantone (Cremona)

Antefatto

Nel novembre 2005 la ditta Seraco presenta in comune di Cappella Cantone la richiesta relativa alla discarica di amianto, ma l’Opera Pia Robbiani, proprietaria del terreno  si oppone alla vendita 

I14 giugno 2007 Cavenord, che intanto ha acquistato la Seraco, firma un contratto di acquisto con un privato per il  terreno adiacente a quello della Fondazione Pia Robbiani per 2 milioni e mezzo di euro, circa sei volte il valore di mercato e il 21 agosto fa domanda alla Regione Lombardia per  realizzare la discarica in località Cascina Retorto

La strana storia del piano rifiuti

Nell’ottobre 2007 il Piano rifiuti della provincia di Cremona viene inviato in Regione. Non prevede discariche di amianto ma impone un vincolo di 5 km tra impianti di discarica. La Regione impone la cancellazione di questo vincolo (può avere qualche attinenza che tra il progetto di discarica di amianto nella ex cava Retorto e la discarica chiusa di rifiuti solidi urbani di Corte Madama ci sono solo 500 metri di distanza?). Questo è un fatto curioso perché è la stessa normativa regionale che lo  prescrive! Nelle linee guida che la Regione Lombardia dà alle Province per la predisposizione dei piani  rifiuti, pubblicate sul BURL  il 15 febbraio 2008, vi è l’indicazione di stabilire alcuni limiti da rispettare nella localizzazione di nuovi impianti a discarica, in particolare una distanza minima dagli impianti già in esercizio esauriti o da bonificare. Vi è anche una specifica circolare del 6 agosto 2007 di Raffaele Tiscar, direttore  generale Reti e servizi pubblica utilità e sviluppo sostenibile della Regione Lombardia, in cui invita le Province a prevedere  nei loro Piani distanze minime fra discariche, esaurite o da bonificare.

Le delibere mai scritte o scritte “ad hoc”

Nel settembre 2009 la commissione ambiente regionale approva i criteri da applicare nella localizzazione dei siti che dovranno ospitare le discariche per rifiuti speciali. Il limite minimo di profondità della falda é fissato a 5 metri . Ma la commissione é solo consultiva, l’assessore competente per l’autorizzazione della discarica ignora questi criteri e l’argomento non verrà neppure trattato dal consiglio regionale (eh già, la falda nell’ex cava Retorto è a 50 centimetri!).

Avevamo sperato che il progetto della discarica di amianto si fermasse perché vi erano delle incongruenze con il piano cave. Ma ecco che arriva una nuova delibera, n.1594 del 20/11/2011, con cui la Giunta  regionale, di fatto,  esautora la provincia sul piano cave, esercitando un atto di indirizzo verso quest’ultima su argomenti di competenza  delle singole provincie. E’ stata approvata in corso d’opera, pensando di  creare un nuovo quadro normativo senza più ostacoli per la realizzazione della discarica, anzi delle discariche, nelle ex-cave. Traducendo: per coprire atti esplicitamente fuori dalle norme, si approvano delibere per annullare la illegalità!

La ‘fantasia al potere’. Il caso dell’ARPA di Cremona

A metà novembre dell’anno scorso tutti noi, quelli contrari alla discarica di amianto di Cappella Cantone, avevamo cantato vittoria. Le misurazioni dell’altezza della falda acquifera fatte dall’ARPA di Cremona avevano stabilito che non venivano rispettati i famosi due metri di altezza fra il fondo della discarica e la falda per cui la Regione Lombardia aveva scritto a Cavenord che se non modificava il suo progetto entro dieci giorni questo sarebbe stato respinto. Evviva! Passano dieci giorni, passa un mese, due mesi. Tutto tace. Si scopre poi, PER CASO, solo perché un sindaco ha sollecitato la Regione, che sono state presentate in tempo utile (?) le modifiche, che queste consistono nell’aggiungere uno strato di m 1,40 di materiale isolante e che l’ARPA prosegue tranquillamente le misurazioni della falda “facendo finta” che esista questo strato aggiuntivo di terreno. Domanda alla giunta: perché non è stato subito reso noto che le modifiche erano state presentate? La normativa sulla trasparenza lo prevede.

Che esistano falde affioranti in quella zona lo sanno tutti senza scomodare i tecnici. Basta un semplice temporale per allagare l’ex cava Retorto e i torrenti e le rogge della zona facilmente esondano. Lo abbiamo documentato con foto più di una volta, nel settembre 2007 e nel febbraio 2009. Nel giugno 2010 si è verificato addirittura un ulteriore innalzamento della falda. Infatti  dopo circa due mesi di forte siccità, in meno di sei ore di pioggia consecutiva l’area si è quasi completamente allagata. Ma per i tecnici dell’ARPA non è un problema, anzi per il dirigente dell’ARPA di Cremona che, guarda caso, è anche consigliere comunale di Cremona per il PdL, lo stesso partito di Formigoni, Rossoni ecc..

Il comportamento “schizofrenico” della giunta provinciale di Salini

Nel corso dei procedimenti per la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) la  giunta Salini (PdL-Lega) esprime parere negativo al progetto di discarica di amianto di Cingia de’ Botti  e positivo per quella di Cappella Cantone. Le sue motivazioni per respingere il progetto di Cingia de’ Botti: presenza di acqua effimera superficiale, situazione viabilistica (Strada statale Giuseppina) critica in termini di incidentalità, zona inserita nel piano faunistico e venatorio come zona di ripopolamento e cattura, presenza di aree circostanti individuate come DOP e IGP, sono in previsione due grandi progetti (un insediamento industriale e un circuito auto motociclistico). 

Il sito di Cingia de Botti respinto e il sito di Cappella Cantone approvato dalla medesima giunta? Eppure a Cappella Cantone vi è un’ instabilità idrogeologica ben più grave di quella paventata a Cingia de’ Botti e vi è anche la presenza di fontanili; la situazione viabilistica è critica (strada statale Paullese), nelle vicinanze vi sono due stabilimenti agro-alimentari tra i più importanti in Italia, a 500 metri vi è una discarica di rifiuti solidi urbani in fase di post chiusura.

Da notare che il peso della giunta provinciale in un procedimento di autorizzazione ambientale è notevole e, difatti, la Regione respinge, giustamente, il progetto di Cingia de’ Botti e approva quello di Cappella Cantone.

Tadi, sindaco di Cappella Cantone, un uomo per tutte le stagioni.

Il sindaco Tadi, fino ad un certo punto, si è sempre dichiarato pubblicamente contro la discarica ma si è guardato bene, soprattutto prima delle scorse elezioni amministrative del giugno 2009, di rendere noto che già il 18 maggio 2009 aveva inviato agli uffici regionali della valutazione di impatto ambientale il suo parere tecnico non escludente con prescrizioni. E ancora: il comune di Cappella Cantone ha stipulato una convenzione con Cavenord nell’agosto 2009, molto prima che fossero rilasciate le autorizzazioni. Tadi sostiene che questo atto è stato firmato per il bene della sua comunità, peccato che non lo ha dichiarato subito, quando ancora gli altri sindaci lo ritenevano contro la discarica, ma solo quando il fatto è stato reso noto sulla stampa locale.

Cittadini contro l’amianto

d.ssa Mariella Megna

Giorgio Riboldi

Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona

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La petizione sulla discarica di amianto di Cappella Cantone arriva a Bruxelles

Il 20 dicembre a Bruxelles una nostra delegazione consegnerà di persona all’on. Erminia Mazzoni, presidente della commissione Petizioni, la petizione sulla discarica di amianto di Cappella Cantone.

Nuovo importantissimo risultato per la lotta contro la discarica di amianto

E’ con immensa soddisfazione che comunichiamo la notizia che l’on Erminia Mazzoni, presidente della Commissione Petizioni, riceverà una delegazione di Cittadini contro l’amianto il prossimo 20 dicembre a Bruxelles, alle ore 12.30, a margine della riunione della Commissione Petizioni, e in  quella occasione consegneremo ‘brevi manu’ la petizione sulla discarica di amianto di Cappella Cantone. Siamo riusciti a sensibilizzare il Parlamento Europeo al nostro problema grazie anche all’impegno e alla mobilitazione dei numerosissimi cittadini che hanno firmato la Petizione. Sicuramente l’aver comunicato all’on. Mazzoni che la nostra petizione é già supportata da oltre mille firmatari ha contribuito a far prestare attenzione al caso di Cappella Cantone e questo dimostra anche che solo quando i cittadini si muovono in prima persona arrivano i risultati più incredibili.

Ringraziamo, quindi, chi ha finora firmato la petizione ad Annicco, Cappella Cantone, San Bassano, Soresina e Castelleone ed invitiamo chi ancora non ha potuto firmare  e tutti i cittadini di Romanengo e dei comuni cremaschi limitrofi a partecipare numerosi alla prossima raccolta firme che si terrà domenica prossima 20 novembre a Romanengo dalle ore 9.30 alle 12 in piazza G. Matteotti (vicino al Municipio).

Romanengo é il simbolo doloroso per il nostro territorio della lotta all’amianto perché vi sorge l’ex INAR, fabbrica di tessuti in fibra di amianto, che ha provocato il contagio e/o la morte tra decine e decine di operaie, di familiari e di comuni cittadini.

Abbiamo sempre ben presente questa tragedia, che si é consumata e si consuma tuttora a pochi chilometri da dove vogliono realizzare la discarica;  ed é per evitare altre tragedie simili che ci stiamo impegnando al massimo perché lo smaltimento del rifiuto amianto avvenga nel pieno rispetto delle norme nazionali, regionali e comunitarie, senza compromissione della salute e dell’ambiente.

d.ssa Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto

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Raccolta firme contro la discarica a Cappella Cantone: inaspettato risultato e grande successo

Raccolta firme contro la discarica a Cappella Cantone. Inaspettato risultato e grande successo politico nonostante la completa assenza dei partiti e degli ex consiglieri di minoranza

Anche i cittadini di Cappella Cantone hanno dimostrato grande senso di responsabilità e autonomia partecipando in modo inaspettato alla raccolta firme per presentare la petizione al Parlamento Europeo contro la discarica di amianto e a loro va il nostro più sincero ringraziamento. Raccogliere in poche ore il 10% di adesioni della popolazione di tutto il comune di Cappella Cantone il cui sindaco, lo ricordiamo, è l’unico amministratore di tutto il comprensorio favorevole alla discarica, è un risultato rassicurante ed importante.

Vogliamo ribadire l’importanza della nostra iniziativa perché l’adesione a questa petizione dimostra che la popolazione crede ancora nella possibilità di bloccare la realizzazione della discarica.

Non così possiamo dire di esponenti di partiti, ex consiglieri di minoranza a Cappella Cantone, che non si sono visti al nostro presidio, non hanno firmato la nostra petizione e vogliono istillare sfiducia e rassegnazione.

La mobilitazione continua invece, e a breve indicheremo le future iniziative che saranno tutte finalizzate ad impedire la realizzazione della discarica.

Precisiamo che siamo riusciti ugualmente a fare il banchetto perché ieri ci è stato comunicato che il sindaco, dopo “un attenta visione della delibera”, ha disposto che le spese per fare un banchetto per la raccolta di firme non sia di 45 euro ma di 70 centesimi.

Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto

Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona

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Le notizie manipolate del TG3 Lombardia sulla vicenda della discarica di amianto di Cappella Cantone (CR)

Verso l’iniziativa  pubblica del 17 settembre a San Bassano, piazza Frosi-sala banda, inizio ore 16.30, per fare il punto della situazione sulla discarica di amianto di Cappella Cantone (CR).

Nel servizio del TG3 Lombardia sulla discarica di Cappella Cantone , andato in onda lo scorso 8 settembre, si è voluto far credere che la giunta provinciale di Cremona sia contraria alla discarica e che abbia dato parere contrario in sede di conferenza dei servizi (svoltasi il 5 settembre). Questo non corrisponde al vero. In realtà in quella sede la giunta provinciale ha scelto di non decidere e si è astenuta in attesa di un riscontro della Regione alla proposta di avvio di un “confronto teso ad individuare eventualmente altre ipotesi di soluzione allo smaltimento dell’amianto…”.

Salini, la sua giunta provinciale e la Lega, per ben 3 anni, ad ogni passaggio burocratico avevano dato il loro parere favorevole alla discarica. Improvvisamente, circa un mese fa, il presidente della provincia (attraverso un’intervista) cambia posizione e riconosce che effettivamente il sito indicato per la discarica presenta delle criticità, ma alle chiacchiere non seguiti atti concreti. In sostanza è in atto un gioco delle parti e una sorta di ridicolo e falso scaricabarile fra alcuni politici e le varie istituzioni interessate.

Noi non dimentichiamo! Abbiamo puntualmente raccolto nel nostro dossier “Amianto e smaltimento” le dichiarazioni di Salini e gli atti della sua giunta in questi anni, e ci sembra utile  ricordare alcuni passaggi:

25 agosto 2009

Salini, il giorno dopo essere stato nominato commissario ad acta, aveva deliberato l’adozione del piano provinciale di gestione dei rifiuti rimuovendo il vincolo dei 5 km tra discariche per poi scrivere nella delibera di approvazione della discarica di Cappella Cantone  “venuta meno la prescrizione relativa alle distanze minime contenute nel piano rifiuti …”

Salini ha eliminato anche  il problema della falda alta e ha stabilito che “… l’appartenenza alla classe di idoneità localizzativa scarsa alla quale appartiene il progetto non sia elemento pregiudizievole alla localizzazione, ma elemento di attenzione per porre in essere particolari attenzioni e prescrizioni”

1 settembre 2009

Salini, rimasto sempre in silenzio sull’argomento discarica in campagna elettorale, parlando per la prima volta ai microfoni del TG Rai regionale cerca di far passare come “ conquista” il fatto che la discarica, secondo lui, sarà di 300.000 mc anziché di 600.000 mc, ignorando o fingendo di ignorare che il progetto prevede in realtà una discarica di 260.000 mc. Inoltre Salini ha offerto le cosiddette compensazioni, che non sono altro che soldi o “benefit” vari erogati dalla Regione ai comuni limitrofi e alla Provincia, al fine di neutralizzare la loro contrarietà, ma soprattutto quella degli abitanti della zona.

8 settembre 2009

Salini incontra Soldi, il neo sindaco di Cingia de Botti capofila del comitato contro la discarica di amianto nel suo paese. Salini condivide le preoccupazioni del sindaco sulle richieste di realizzare una discarica di amianto perché il sito é un ambito puramente agricolo, molto vicino al centro abitato e sopraelevato rispetto al piano campagna (Dal quotidiano  La provincia)

 

L’assessore provinciale all’agricoltura  Pinotti non prende posizione sulla discarica di Cappella Cantone, ma rimanda alla decisione dei tecnici. Per Cingia de’ Botti, invece, si sbilancia e dice che le discariche non possono compromettere il terreno agricolo

9 settembre 2009

La giunta provinciale cremonese approva, con prescrizioni,  la discarica di Cappella Cantone all’unanimità, compresa la Lega.

11 settembre 2009

Il presidente Salini incontra i sindaci e spiega”Dopo la convenzione stipulata da Cappella Cantone la politica non ha più molto spazio di manovra anche perché la stessa convenzione si basa su una perizia di istruttoria redatta da un tecnico

30 settembre 2009

La giunta provinciale di Cremona esprime parere negativo al progetto di Cingia de’ Botti.

Le sue motivazioni: presenza di acqua effimera superficiale, situazione viabilistica (strada statale Giuseppina) critica in termini di incidentalità, zona inserita nel piano faunistico e venatorio come zona di ripopolamento e cattura, presenza di aree circostanti individuate come DOP e IGP, sono in previsione due grandi progetti (un insediamento industriale e un circuito auto motociclistico).

E’ una beffa! Il sito di Cingia de Botti respinto e il sito di Cappella Cantone approvato dalla medesima giunta. Eppure a Cappella Cantone vi è un’ instabilità idrogeologica ben più grave di quella paventata a Cingia de’ Botti e vi è anche la presenza di fontanili; la situazione viabilistica è critica (strada statale Paullese), nelle vicinanze vi sono due stabilimenti agro-alimentari tra i più importanti in Italia, a 500 metri vi è una discarica di rifiuti solidi urbani in fase di post chiusura … è evidente che si tratta di una decisione contraddittoria e non coerente, quindi non equa.

 

Nell’iniziativa pubblica di sabato 17 settembre a San Bassano in piazza Frosi – Sala Banda, inizio ore 16.30, chiariremo questi ed altri aspetti che non vengono mai ricordati o trattati in modo insufficiente per creare confusione e gettare fumo negli occhi ai cittadini.

 

Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto

 
Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona

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Discarica di Cappella Cantone: RIBELLARSI E’ GIUSTO.

Grave e vergognosa decisione politica della giunta regionale che ritiene idonea la realizzazione della discarica di Cappella Cantone. I cittadini della zona dovranno finalmente ribellarsi ed impedire nei fatti l’inizio dei lavori.

L’irresponsabile decisione presa oggi 5 settembre in sede di conferenza dei servizi è un atto  indecente, in contrasto con il buon senso comune e con la normativa. In sede legale questi giochi saranno smascherati. Come abbiamo denunciato nei precedenti comunicati è stato un gioco delle parti.

Se il si della giunta Formigoni-Rossoni era da prevedere si devono anche denunciare e sottolineare le gravi responsabilità della giunta provinciale cremonese che, approvando una delibera ambigua, furbesca e tartufesca, dove di fatto si è deciso di non decidere nulla, ha spianato la strada alla scelta politica della giunta regionale. E’ stata una scelta squallida per lavarsene le mani, di cui Salini e la sua giunta dovranno rispondere ai loro elettori.

Con questa decisione si confermano gli intrecci fra malaffare e politica che prima o poi verranno alla luce del sole anche in seguito al nostro esposto alla Magistratura;  sollecitiamo di nuovo quest’ultima ad intervenire.

Siamo certi delle nostre ragioni affermate con anni di impegno, di iniziative e di informazione, ma ora questo non basta più. Se la cittadinanza non interverrà direttamente per impedire questo scempio ambientale ci troveremo in presenza di un’opera che danneggerà la nostra salute, ma ancor di più quella dei nostri figli.

Ora le parole lasciano lo spazio alle iniziative perché solo i cittadini possono impedire nei fatti la realizzazione della discarica.

La prima iniziativa è quella di esporre lenzuola bianche o con la scritta NO DISCARICA  e ne seguiranno molte altre anche per far sapere a più gente possibile chi sono i responsabili di questo scempio ambientale, primo fra tutti il sindaco di Cappella Cantone Tadi che ha già stipulato una convenzione con la ditta Cavenord-Locatelli senza aspettare la decisione della giunta. In un comune di circa 500 abitanti arriveranno milioni di euro e i disagi li avranno i comuni vicini. Chiediamo a Tadi di lasciare spontaneamente il suo posto, in caso contrario provvederanno i cittadini.

La partita non é chiusa. Mille fiori fioriranno.

La prossima riunione per decidere le  iniziative che verranno si terrà venerdì 9 settembre. Chiamiamo tutti gli interessati alla mobilitazione a partecipare attivamente. Chiedete i dettagli organizzativi alla nostra mail nodiscaricadiamianto@yahoo.it

NO PASARAN
Salini e Tadi devono dimettersi

Mariella Megna – cittadini contro l’amianto
Giorgio Riboldi – SU LA TESTA l’altra Lombardia
Carmine Fioretti – CUB Confederazione Unitaria di Base

Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona

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CREMONA – La discarica di amianto di Cappella Cantone non si deve fare

Il 23 settembre 2011 iniziativa contro la realizzazione della discarica con la partecipazione dei rappresentati NO TAV e di altri comitati. Il rinvio di dieci giorni della conferenza dei servizi significa solo gettare fumo negli occhi dei cittadini. I giochi ambigui e poco chiari di Salini e della sua giunta. Vergognosa posizione di Tadi, sindaco dei Cappella Cantone.
Crediamo sia necessario fare il punto della situazione e un po’ di chiarezza sull’annosa vicenda della discarica di amianto di Cappella Cantone a un mese dalla prossima conferenza dei servizi:
  • 1 la realizzazione o meno della discarica dipende esclusivamente da scelte politiche e non da valutazioni tecniche come Salini presidente della Provincia di Cremona, Tadi sindaco di Cappella Cantone e altri cercano di far credere;
  • 2 dopo tre anni di battaglie e di mobilitazioni sul problema abbiamo ampiamente dimostrato che la discarica non si può e non si deve fare nell’ex cava Retorto perché è pericolosa per la salute e per il territorio: vi sono falde acquifere affioranti, i centri abitati sono troppo vicini, una discarica di rifiuti solidi urbani recentemente dismessa si trova a soli 500 metri, confina con un parco naturale, si trova in una zona di eccellenza agro-alimentare;
  • 3 risibile e strumentale è l’argomentazione per cui la presenza di falde acquifere emergenti può essere neutralizzata con due metri di materiale isolante. Esperti e scienziati (come il prof. Gualtieri e il dott. Plescia) hanno spiegato più volte che questo tipo di intervento non risolve il problema nel medio e lungo termine;
  • 4 la giunta regionale e provinciale non hanno mai preso in seria considerazione la possibilità di smaltire il rifiuto amianto con metodi alternativi all’interramento. Questo dimostra che sono forti gli interessi, i condizionamenti e gli intrecci fra cavatori e settori politici. Nel nostro dossier abbiamo ampiamente dimostrato, senza mai essere smentiti, la commistione esistente fra affari poco chiari e politica. Il settore dello smaltimento rifiuti e movimentazione terra risulta gravemente inquinato dalla criminalità organizzata (che in Lombardia vuol dire n’drangheta).
  • 5 Salini, la sua giunta provinciale e la Lega, per ben 3 anni, ad ogni passaggio burocratico avevano dato il loro parere favorevole alla discarica. Improvvisamente, circa un mese fa, il presidente della provincia (attraverso un’intervista) cambia posizione e riconosce che effettivamente il sito indicato per la discarica presenta delle criticità. Alle parole, però, non sono seguiti fin ora i fatti. Anzi, continuano le ambiguità nella giunta provinciale ed in particolar modo nella Lega con i suoi comportamenti opportunisti ed eclettici, espressi anche in occasione dell’ultimo Consiglio provinciale. A livello di giunta regionale i leghisti appoggiano il progetto della discarica (vedere le dichiarazioni dell’assessore leghista Belotti), nella giunta provinciale hanno quasi sempre appoggiato le posizioni favorevoli di Salini, mentre nei comuni interessati la Lega si è espressa quasi in tutte le realtà contro la discarica per imbonire il suo elettorato. In sostanza è in atto un gioco delle parti e una sorta di ridicolo e falso scaricabarile fra alcuni politici e le varie istituzioni interessate. Per dimostrare la sua effettiva volontà politica, alla giunta di Salini non rimane che una via: quella di formalizzare e ufficializzare il suo NO alla discarica nella prossima Conferenza dei servizi di settembre, il cui rinvio di una settimana non modifica sostanzialmente nulla. Il resto sono solo chiacchiere.
  • 6 Noi pensiamo che in questa fase si stia giocando una partita truccata. E’ in atto una gigantesca “truffa politica” che noi intendiamo smascherare a tutti i livelli, perché è il frutto di complicità, manipolazioni e furbismi manifestatisi in questi 3 anni da parte dei politici di maggioranza e in parte anche di quelli di opposizione che si sono schierati troppo tardi con chiarezza contro la discarica. Si sta perdendo tempo prezioso per realizzare un serio piano di smaltimento che è necessario, solo perché i cavatori vogliono a tutti i costi realizzare un affare di 10-15 milioni di euro a prescindere dalla sicurezza e dalla salute dei cittadini. La giunta regionale di Formigoni-Rossoni-Belotti ne è complice.
  • 7 Esecrabile e meschina è la posizione di Tadi, sindaco di Cappella Cantone, che da sempre non si oppone alla realizzazione della discarica. Ricordiamo che ha addirittura sottoscritto una convenzione con Cavenord che prevede “compensazioni” a favore del suo comune nel caso la discarica entri in funzione. A tutt’oggi questo signore continua a non prendere una posizione chiara, delegando tutte le valutazioni al “suo tecnico di fiducia”. Nemmeno le ritardatarie posizioni di Salini lo hanno smosso dal suo interessato torpore. Deve dimettersi perché non rappresenta più la volontà dei suoi cittadini. E’ l’unico dei sindaci del territorio che non ha fatto ricorso al TAR per bloccare la discarica.
In sostanza, sulla base delle considerazioni che abbiamo svolto, riteniamo che la partita non si risolverà né si concluderà con la prossima Conferenza dei servizi e neppure con i ricorsi al TAR. Solo se i cittadini si renderanno conto della gravità di quanto potrebbe succedere e si mobiliteranno si impedirà la realizzazione della discarica.
In questo senso va la nostra iniziativa che si terrà il 23 settembre 2011, che sarà allargata a tutti i Comitati nazionali che si battono contro le discariche e gli scempi ambientali e che vedrà la partecipazione dei rappresentanti NO TAV della Val Susa.
Mariella Megna (Cittadini contro l’amianto)
Giorgio Riboldi (SU LA TESTA l’altra Lombardia)
Carmine Fioretti (CUB Confederazione Unitaria di Base di Cremona)
Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona
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Discarica di amianto di Cappella Cantone: la sentenza del TAR non chiude la partita. Se ne apre una nuova.

La decisione del TAR di non bloccare l’autorizzazione della discarica è grave e preoccupante sia se le motivazioni saranno di merito, sia se solo di procedura.Comunque la partita non è chiusa sia perché l’autorizzazione dovrà passare per la prossima conferenza dei servizi, ma soprattutto perché, a questo punto, dovranno entrare in scena i diretti interessati, cioè i cittadini della zona.Per quanto ci riguarda la questione non sposta di una virgola il problema e si confermano le nostre ragioni di opposizione ad una discarica pericolosa e rispondente solo agli interessi dei cavatori. Rassicuriamo che, comunque, questa sentenza non sta a significare che la discarica si farà, è stato solo un ulteriore passaggio per bloccare e ritardare la realizzazione della discarica stessa.L’esito di questa sentenza fa emergere ancora più chiaramente l’ambiguità e il doppiogiochismo di Salini, della giunta provinciale e della Lega i quali, a soli dieci giorni di distanza da questa sentenza, si sono sentiti in dovere di mettere in discussione la bontà del progetto della discarica. Noi alle loro parole non avevamo mai creduto e l’avevamo denunciato nel precedente comunicato. Ricordiamo, inoltre, che anche l’assessore regionale al territorio Belotti, della Lega, è da sempre favorevole alle discariche di amianto. Alla prossima conferenza dei servizi Salini ha l’occasione di dire no a questo progetto pericoloso per la salute dei cittadini. In caso contrario si smaschererà e dovrà trarne le conseguenze sul piano politico.Ora la parola dovrà passare nettamente ai cittadini e confermiamo la proposta a tutte le forze interessate di organizzare con noi un referendum, fra gli abitanti della zona, indipendentemente dalla volontà delle istituzioni.Abbiamo anche intenzione di preparare subito dopo l’estate una mobilitazione estesa ad altre realtà di lotta a livello nazionale.La discarica non si farà! Faremo come i NO TAV!

Mariella Megna – Cittadini contro l’amiantoGiorgio Riboldi – SU LA TESTA l’altra LombardiaCarmine Fioretti – CUB Confederazione Unitaria di Base
Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona

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