Castegnato Archive

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CASTEGNATO 6 e 9 giugno Feste di fine anno scolastico

Per festeggiare il termine dell’anno scolastico e l’inizio delle vacanze estive, all’Istituto Comprensivo padre Vittorio Falsina di Castegnato si stanno programmando le iniziative nei vari plessi con il coinvolgimento dei...

Per festeggiare il termine dell’anno scolastico e l’inizio delle vacanze estive, all’Istituto Comprensivo padre Vittorio Falsina di Castegnato si stanno programmando le iniziative nei vari plessi con il coinvolgimento dei genitori e dell’amministrazione comunale.

La scuola statale dell’infanzia Sabin, che ha otto sezioni pienamente operative, mercoledì 6 giugno organizza una festa di saluto ai bambini “stella” che dal prossimo anno scolastico frequenteranno la primaria De Amicis con la consegna dei diplomi da parte delle autorità scolastiche del sindaco e assessore all’istruzione.

Festa finale alla primaria De Amicis  il pomeriggio del 9 giugno nel giardino della scuola con un programma che prevede canzoni da parte dei bambini, giochi e pic-nic,  con “i diritti dei bambini” quale argomento filo conduttore.

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Castegnato festeggia il patrono

 

 dal 10 al 14 maggio 2012

Il culto di san Vitale a Castegnato

 

        Di san Vitale martire, il patrono di Castegnato sconosciuto e leggendario, le notizie certe risalgono al 1685.

        “”In coincidenza con la costruzione della nuova chiesa — scrive Gianpietro Belotti nel volume: “Storia di Castegnato dalle origini all’Ottocento” pubblicato dal Comune nel maggio 2008–  si ebbe anche la donazione del corpo di san Vitale, effettuata dal cappuccino fra Giocondo da Padenghe in favore del nobile Girolamo Clera – marito di Orsola Clera Zadei, sorella di detto frate. L’autenticità della reliquia viene confermata nell’atto di donazione rogato il 15 ottobre 1685 dal notaio della Curia Vescovile, Pietro Vincenzo Rescattus; in esso si precisa che il Sacro Corpo giunse per varie vie fino al sopradetto padre Giocondo, dopo che “”venne estratto dal Cimitero di San Callisto in Roma per ordine del Papa.”"

        Le reliquie di questo martire subirono non poche le traversie per lo più dovute a chi ne vantava tempo per tempo la proprietà; divenne della comunità di Castegnato solo dopo la morte della signora Zadei, anche se a riguardo, ricorda Belotti nella sua ricerca,  non esiste alcun atto legale di donazione.

        “”Una reliquia così importante – scrive ancora Gianpietro Belotti — era concupita dai paesi più potenti: bramavano d’impossessarsi del corpo del Santo soprattutto gli abitanti di Salò, ai quali originariamente – secondo la documentazione storica e secondo tutte le leggende – erano dirette le Sante Spoglie…”"

        “Una notte  - dice un racconto tra storia e leggenda, contenuto nel libro di Belotti–  quelli di Salò penetrarono in chiesa per portarsi via il Santo ma, come misero le mani sulle ossa, le campane cominciarono a suonare richiamando in chiesa il parroco e gli abitanti più vicini. I salodiani riuscirono a fuggire portando via un dito. Pensate come ci tenevano: loro, con un dito, fanno festa per tre giorni. Noi con tutto il corpo, facciamo festa due giorni soli…”"

        Fatto è che per una ragione o per l’altra i castegnatesi hanno concepito  la presenza del corpo del Santo voluta più che da una volontà terrena, ad una volontà divina.

        Se nessun dubbio c’è sul fatto che le spoglie venerate a Castegnato siano di un martire cristiano, per quanto riguarda il resto, il suo nome, la sua storia: solo incertezze.

        “”Non siamo in grado di stabilire — scrive il parroco di Castegnato don Luigi Piccinelli nel gennaio del 1916 — se il nostro santo sia stato ricco o povero, sacerdote o libero cittadino e non è lecito dare di lui qualsiasi altra notizia  finchè non si avranno rintracciati nuovi documenti riconosciuti autentici dal Vescovo…”"”.

        Fino ad oggi, nessun nuovo documento è stato rintracciato.

        La venerazione del Santo si è comunque consolidata nei decenni ed è celebrata tutt’oggi ogni anno e salvo poche eccezioni, la seconda domenica di maggio.

        Solo ogni 25 anni, in occasione del Giubileo, le spoglie di san Vitale sono portate trionfalmente per le vie del paese.

        In quest’ultima metà del secolo il Giubileo è stato festeggiato dal 14 al 16 settembre del 1946 quale ringraziamento per la fine della guerra mondiale e nel maggio del 1971.

        Un Giubileo straordinario è stato celebrato nel 1987 per ricordare i trecento anni della chiesa parrocchiale.

        Riprendendo la cadenza venticinquennale, il giubileo si è celebrato nel 1996.

        “”Il Patrono — scrisse il parroco don Renato Firmo a proposito di quest’ultimo Giubileo e delle molte manifestazioni programmate — sta facendo un nuovo miracolo: il miracolo di ricomporre questa comunità, di riunire i dispersi e di stimolare e “nuovi” a scoprire il bello e il buono che a Castegnato si trova…”"

        “”L’ultima volta che le spoglie del patrono di Castegnato sono state portate in processione per le vie del paese –ricorda il sindaco Giuseppe Orizio — è stata In occasione del passaggio del millennio.  Per i credenti  è prioritaria la devozione al martire San Vitale, ma per tutti i castegnatesi credenti e non, la festa patronale, i Giubilei in particolare, sono anche l’occasione per riproporre momenti e manifestazioni che in passato hanno reso orgogliosi gli abitanti di Castegnato ed attratto in paese gente da ogni dove: le cerimonie in chiesa, la processione, la pesca, le mostre, le “autine” (le auto-scontro del Luna Park), le bancarelle, i giochi, l’invito a pranzo dei parenti più lontani o più cari.””

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CASTEGNATO – Bosco Stella: camminata di protesta dei Comitati

Riunione del PD

Giovedì 12 aprile il Partito Democratico riunisce al Centro Civico di Castegnato, ore 20,45, i suoi amministratori e quanti sono coinvolti su Bosco Stella, per fare il punto della situazione, rafforzare e coordinare le iniziative del partito a tutti i livelli.

Sabato 14 aprile ( spostato da sabato 14 a sabato 21 aprile) * i Comitati Salute e Ambiente dei quattro comuni (Castegnato, Ospitaletto, Paderno e Passirano) organizzano una ”camminata di protesta contro la discarica Bosco Stella” partendo da Castegnato fino a Brescia.

L’appuntamento è alle 8,30 davanti al Municipio di Castegnato. Percorrendo via Francesco Franchi il corteo raggiungerà Via Padana Superiore, quindi Via Milano con sosta in prossimità della sede della Provincia, da qui verso la stazione ferroviaria di Brescia con rientro in treno a Castegnato.

* Causa le pessime previsioni meteorologiche previste per il fine settimana, i Comitati Salute e Ambiente di Castegnato, Ospitaletto, Paderno e Passirano hanno * spostato da sabato 14 a sabato 21 aprile la ”camminata di protesta contro la discarica Bosco Stella” da Castegnato fino a Brescia.

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CASTEGNATO – Disinfestazione da zanzara tigre. Stanziati 7.000 euro

La zanzara tigre, “Aedes albopictus” il nome scientifico, è di origine asiatica e dagli anni novanta si sta espandendo velocemente ed in grande numero specialmente nelle regioni del nord Italia. Castegnato non è immune dalla presenza di questa specie di zanzara che negli ultimi anni, nel periodo estivo, sta creando non pochi fastidi in particolare ad anziani e bambini, limitando la fruizione di spazi di socializzazione all’aperto.

Da tre anni l’Amministrazione comunale di Castegnato ha avviato la sua battaglia contro questo fastidioso insetto, concordando e affidando all’Asl  di Brescia una serie di periodiche disinfestazioni.

E’ dei giorni scorsi la delibera della Giunta comunale con l’assunzione di un impegno di spesa di settemila euro.

“”All’Asl – puntualizza l’Assessore Edoardo Corongiu –  abbiamo affidato sia il monitoraggio con 15 ovitrappole per l’individuazione dei focolai di concentrazione, sia gli interventi di disinfestazione che sono previsti nei mesi di aprile, giugno, agosto e ottobre  negli stessi luoghi e strutture disinfestate lo scorso anno. Per ogni ovitrappola l’Asl provvederà al posizionamento, ritiro, lettura presso il Laboratorio di Sanità Pubblica ed invio dei referti al Comune.””

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CASTEGNATO “Dal 1429 è terra di Franciacorta”

Una proposta di lettura durante le giornate pasquali.

Castegnato, dal 1429, è Terra di Franciacorta.

Franciacorta è Terra dei Comuni

Su questo argomento, allego le pagine centrali de

La fotografia a corredo del testo

è la copertina del libro

LA STORIA DI CASTEGNATO – dalle origini all’Ottocento

volume 1 – di Gianpietro Belotti

edito dal Comune di Castegnato – maggio 2008

riproduce Castegnato e la Franciacorta in una mappa eseguita per risolvere il contenzioso tra la Città di Brescia, il Comune di Gussago e la famiglia Martinengo per la giurisdizione sulla strada, sul ponte e sull’osteria della Mandolossa.

ASB (Archivio di Stato Brescia) Mappa Martinengo n. 19 secolo XVI

nella strada è scritto da Bresa per Franza Curta

sopra la scritta Bresa c’è Castegnato e poi Pasirà

 

Buona lettura.

Giuseppe Orizio

Sindaco di Castegnato

In epoca veneziana il primo documento a fissare i limiti della Franciacorta è la ducale del doge Francesco Foscari del 1429.
Allora la provincia di Brescia non costituiva una circoscrizione unitaria, ma si suddivideva nel “Territorio”, costituito da una ventina di “Quadre”, e nelle “Terre Separate”, cioè le Valli, la Riviera salodiana e le giurisdizioni feudali.
La Franciacorta si suddivideva in due “Quadre”: La Quadra di Gussago era composta dai paesi di: Gussago, Cellatica, Provezze, Polaveno, Rodengo, Saiano, Valenzano, Monticelli Brusati, Castegnato, Ronco, Ome, Brione, Provaglio.
Quadra di Rovato era composta dai paesi di: Rovato, Coccaglio, Paderno, Camignone, Erbusco, Calino, Cazzago, Bornato, Monterotondo, Passirano.
I paesi di Capriolo, Nigoline, Timoline e Colombaro non facevano parte delle quadre di Franciacorta in quanto erano assegnati alla Quadra di Palazzolo.
L’identità della Franciacorta è dunque “un’identità storicamente forte”, strutturatasi nel corso dei secoli. Va dato atto al Consorzio per la Tutela del Franciacorta cinque secoli dopo, nel 1967, di averla rilanciata, sia pure legata ai prodotti vinicoli.
La Franciacorta non è però patrimonio di uno specifico prodotto merceologico (sarebbe riduttivo), ma è una identità storica e territoriale di cui possono e devono fregiarsi tutte le attività anche produttive legate al territorio, ma in prim’ordine i Comuni che storicamente, a partire dal 1429 e fino ad oggi, ne fanno parte.
Tra questi, Castegnato
Il Comune di Castegnato ha sin dall’inizio condiviso, sostenuto e poi formalmente sottoscritto il protocollo d’intesa
per dar vita al progetto “Terre di Franciacorta”, promosso anche con la Fondazione Cogeme onlus.
Un progetto dei comuni e dei sindaci per valorizzare un territorio il cui sviluppo può essere agevolato da “un’idea
forte, ambiziosa, alta, per guardare lontano… per rendere attrattiva e competitiva l’area.”
L’economia del territorio è per l’86 percento industria, artigianato, commercio, servizi-terziario e per il 14 percento legato alle attività vinicole e pertanto, non volendo essere un progetto “arcadico”, deve tener conto di questa complessità che è la ricchezza della nostra gente.
Il progetto è nato prendendo come riferimento una parte di territorio dell’Ovest bresciano che storicamente è stato individuato come “Franciacorta” e precisamente i Comuni: Adro, Capriolo, Castegnato, Cazzago San Martino, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Paderno Franciacorta, Paratico, Passirano, Provaglio d’Iseo, Rodengo Saiano e Rovato.
E’ utile ed importante dare uno sguardo al nostro passato attraverso la ricostruzione storica, da documenti ufficiali che riguardano la Franciacorta.
La Franciacorta, un’aerea dai confini geograficamente incerti, posta a grandi linee fra i fiumi Oglio e Mella e che si estende dai monti di Polaveno alle prime propaggini della pianura Padana, ha presentato in passato caratteri peculiari, nello sviluppo socioeconomico e nel rapporto con l’ambiente circostante, che in qualche misura l’hanno diversificata dal resto della provincia bresciana. Infatti il rapporto con il particolare ambiente geofisico (qui rappresentato da un’ondata di colline che dolcemente si succedono fino a sfumare nella campagna) ha in qualche misura influenzato lo sviluppo civile delle popolazioni, che in esso si sono trovate a vivere umanizzandolo con la propria industre fatica.
Detto questo è assai probabile che la conservazione nel tempo del particolare toponimo sia  strettamente connesso a ragioni fiscali. Infatti per quasi quattrocento anni dichiararsi cittadini di Franciacorta significava godere di esenzioni fiscali. Ci riferiamo ai privilegi in materia fiscale, goduti a partire dal Quattrocento e per tutto durante il periodo veneziano, che contribuirono a far assumere a questa fascia geografica una sua specifica fisionomia anche in campo politico/amministrativo. Queste esenzioni, oltre ai vantaggi diretti, favorirono anche la formazione di un ceto contadino dalla fisionomia mista abituato a incrementare il proprio reddito poderale con attività legate al commercio. Queste attività mercantili erano poi agevolate dalla particolare posizione geografica che faceva del pedemonte il punto di raccordo, di cerniera, fra i prodotti dell’agricoltura irrigua della bassa e quelli dell’economia della Vallecamonica.
E infatti, proprio in questa zona, si erano installati da secoli due fra i più importanti mercati agricoli settimanali della provincia: quello di Rovato in Franciacorta, specializzato in fieno e bestiame, e quello d’Iseo, dai caratteri misti per la gran quantità di derrate e di prodotti tessili e manifatturieri che vi si trattavano. Proprio questa particolare duttilità, unità alla vicinanza alla città e alla presenza di un discreto numero di piccoli proprietari che dipendevano solo in parte dal lavoro signorile, aveva finito per favorire anche la diffusione del lavoro a domicilio, conseguente al decentramento di alcune attività tessili.
Vediamo i brevemente la natura di questi privilegi e l’area geografica che essi delimitano come Franciacorta. I primi privilegi concessi da Venezia alla Franciacorta risalgono al 1438 e consistono nell’estensione delle esenzioni e delle limitazioni godute precedentemente dalle Valli Trompia e Sabbia; esse erano state concesse in cambio della fedeltà dimostrata dai comuni e dagli “homines” di Rovato e Gussago durante la guerra con i Visconti, che si era combattuta proprio nei paesi e nelle campagne della Franciacorta. Infatti il capitano di ventura Nicolò Piccinino aveva occupato, dopo un’aspra battaglia, la roccaforte di Rovato il 30 agosto del 1438, e alcuni giorni dopo anche Gussago.
Quei privilegi furono sanciti definitivamente nel 1440 con la ducale del Doge Foscari, nella quale si stabiliva che, in cambio delle “limitazioni” e delle esenzioni concesse, le quadre di Gussago e di Rovato dovevano pagare in tre rate la somma di 3.500 lire imperiali all’anno.
La sentenza che estende anche ai comuni della Franciacorta la facoltà di non pagare i singoli dazi, in cambio di una somma stabilita, è del 26 gennaio 1450. Con essa si concede in perpetuo l’esenzione da tutti i dazi generali gravanti sul pane, sul vino e sulle carni, sull’olio, lino e legumi, nonché da quello chiamato dell’imbotado, che colpiva tutte le biade e gli altri prodotti agricoli al momento del raccolto, in cambio della somma di 4.500 lire planete.
Questa sentenza dei Rettori di Brescia è molto importante, perché identifica la Franciacorta con i paesi delle quadre di Rovato e Gussago e precisamente:
Quadra di Rovato: Rovadum cum Cocalio, Erbuscum, Cazzaghum, Calinum, Bornatum, Paternum, Passiranum, Camignonum cum suis pertinentiis
Quadra di Gussago: Gussagum, Cellatica, Roncum, Rotingum, Sajanum, Brionum, Homis, Polavenum, Monticellum, Provesium, Provalium, Valenzanum,Castegnatum cum suis pertinentiis
Nella revisione dei privilegi, fatta nel 1612 per metter fine agli abusi, i Rettori di Brescia confermano nuovamente alle quadre di Gussago e di Rovato i privilegi goduti dalle Valli bresciane. In quell’occasione si stabilì anche che, in cambio delle limitazioni concordate, gli abitanti di queste quadre fossero esenti da tutti “li carichi ordinarli” reali e personali di qualunque sorta.
Erano quindi esentati anche dal dazio del “bollo delle bestie”, che si doveva pagare all’atto dell’acquisto o della vendita di quadrupedi, e da quello chiamato del “traverso” su tutte le merci acquistate o vendute fuori del paese; infine si sanciva che gli abitanti di queste quadre potessero comperare, vendere, tenere e condurre di terra in terra… tutto quello che vogliono, senza alcun pagamento di dazio o pedaggio, over gabella.
Così dunque mentre tutti i prodotti (agricoli e non) delle altre zone del bresciano andavano “bollati” dal funzionario del dazio che riscuoteva le imposte, quelli che entravano od uscivano dalle comunità di Franciacorta andavano accompagnati da una semplice “bolletta”, compilata dai consoli del paese, ove si registrava la provenienza e la destinazione delle merci, le quali quindi praticamente sfuggivano al controllo dei daziari.
Queste esenzioni avvantaggiavano nei commerci gli abitanti dei paesi di Franciacorta che potevano acquistare e vendere con margini di profitto e guadagni più alti: basti pensare che erano persino esenti dal dazio della Stradella che si pagava per le merci transitanti per il veronese -(sentenza del 30 maggio 1678).
Si capisce dunque la tenacia con la quale le comunità della Franciacorta difesero strenuamente questi privilegi contro gli agenti dei dazi.
Nel 1688 nel confermare i precedenti privilegi si pone l’attenzione in particolare sul dazio delle taverne; anche questa volta, nel concedere la limitazione, viene richiamata la particolare fedeltà che lega a Venezia le quadre della  Franciacorta, del Pedemonte, delle Valli e di altri luoghi, privilegiati; agli abitanti di questi luoghi, poveri bensì, ma altrettanto ricchi,di fede, si concede l’esenzione in perpetuo di molti dazi, e tra essi quello delle taverne sotto il cui nome cade il poter vendere vino, pane e carne al minuto .
Questa esenzione era molto importante, in quanto la maggior parte delle osterie erano possedute dalle Comunità rurali,  che dal loro affitto ricavavano una fonte non indifferente di reddito.
(Gianpietro Belotti – appunti novembre 2011)
L’identità della Franciacorta è dunque “un’identità forte”, strutturatasi nel corso dei secoli. Va dato atto al Consorzio per la Tutela del Franciacorta cinque secoli dopo di averla rilanciata, sia pure legata ai soli prodotti vinicoli, in un periodo in cui andava
smarrendosi.
La Franciacorta — scrive il Consorzio sul suo sito - inaugura ufficialmente la propria era contemporanea del vino il 21
luglio 1967 con il Decreto del Presidente della Repubblica che la riconosce come zona a Denominazione di origine controllata.
Il progetto Terre di Franciacorta non è però nato a supporto e sostegno di una specifica attività, ma per essere un progetto dei Sindaci e del Territorio, che valorizza l’identità locale e quindi la storia e la cultura dei nostri paesi.
Di questa identità possono e devono fregiarsi tutte le attività produttive legate al territorio, ma in prim’ordine i Comuni che storicamente fanno parte della Franciacorta 
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CASTEGNATO. E’ nata una nuova Associazione: I CENOMANI

Da alcune settimane si è formalmente costituita a Castegnato una nuova associazione ludica denominata “I Cenomani”, che nasce da un gruppo di amici che condivide la passione per la storia e il modellismo.

La scelta del nome, “I Cenomani” vuole essere secondo i fondatori, un omaggio alle popolazioni galliche che anticamente risiedevano in questa zona.

L’associazione è aperta a tutti e mira a perseguire scopi dedicati esclusivamente alla collaborazione, alla partecipazione ed al divertimento di persone di qualsiasi età, sesso ed estrazione sociale, e si prefigge di raggiungere tali mete attraverso la ricerca storica, il modellismo ed il gioco, nel suo senso più ampio.

“”Ci troviamo la sera del quarto venerdì di ogni mese nella sala lettura del Centro Civico – scrivono nella presentazione — in queste occasioni condividiamo la nostra passione sfidandoci in incontri di strategia con il frutto del nostro lavoro; ovvero le nostre miniature! I giochi strategici diventano un modo per approfondire le nostre conoscenze in materia storica, nonché dilettarci in piccole ricostruzioni di eventi sia antichi che moderni; per questo usiamo modellini in varie scale; 15mm, in 22  ed in 28 mm, composti da materiale diverso come la plastica, in resina oppure in fusione con diverse leghe.””

Per chi vuole saperne di più, questo l’indirizzo http://icenomani.blogspot.com/

 

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CASTEGNATO Un anno di Wi-Fi

Castegnato è stato il primo comune della Lombardia ad adottare il wi-fi urbano con le nuove tecnologie wi-fi 802.11-n consentendo a tutti, in Piazza Dante Alighieri, il libero accesso alla rete Internet utilizzando la più evoluta delle tecnologie.

Ora gli utenti registrati a Castegnato possono fruire anche delle connessioni gratuite installate nei comuni Brescia e Palazzolo utilizzando le stesse chiavi d’accesso, numero di telefono e password, fornite dal sistema di Castegnato.

Ad un anno dall’avvio della rete internet libera a tutti, il Comune di Castegnato ha voluto fare un bilancio del suo utilizzo ed i risultati sono più che lusinghieri.

Il numero di utenti registrati dall’attivazione del servizio, ovvero da febbraio 2011, è pari a 503 utenti. La media degli utenti connessi contemporaneamente è di tre utenti concorrenti che si dividono l’ampia banda messa a disposizione dal servizio comunale, il picco di connessione è otto utenti concorrenti.

 

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CASTEGNATO Ricordate in Consiglio comunale due vittime sul lavoro

Sabato 31 i funerali di Francois Appià

Nel breve volgere di due settimane, tra fine febbraio ed inizio di marzo, due gravi incidenti sul lavoro sono costati la vita a due giovani padri di famiglia uno lavorava a Castegnato, l’altro risiedeva a Castegnato.

Il sindaco Giuseppe Orizio ha voluto ricordare le due vittime all’inizio dell’ultimo Consiglio comunale proponendo un momento di silenzio.

Orizio ha ricordato Damir Kulji, 44 anni, della Croazia, coniugato e padre di due figli che ha perso la vita all’interno dell’azienda di Castegnato nella quale lavorava da oltre un decennio; e Francois Appià, 43 anni, della Costa d’Avorio, camionista, coniugato e padre di tre bambini, residente a Castegnato, che ha perso la vita in un incidente autostradale.

“”Due persone – ha detto il primo cittadino — che hanno avuto un destino comune: l’abbandono della propria terra per cercare qui in Italia, a Castegnato, un futuro per se e la propria famiglia; la morte alla stessa età, compiendo il proprio dovere sul posto di lavoro; il rito funebre di commiato cristiano, nella parrocchiale del nostro paese sabato 24 febbraio per Damir ed il prossimo sabato 31 marzo per Francois.””

Le procedure burocratiche per il trasferimento della salma di Appià in Costa d’Avorio dove la famiglia ha deciso di trasferirla, sono durate alcune settimane. Il volo è prenotato per il 2 aprile.

La cerimonia funebre sarà a Castegnato nella chiesa parrocchiale alle ore15 di sabato 31 marzo.

L’Amministrazione comunale ha messo a disposizione dell’Associazione Multietnica  fino alle ore 24, la sala Conferenze del Centro Civico, per consentire a parenti, amici, conoscenti e connazionali di Francois Appià di incontrarsi per parlare di lui, così come d’uso in Costa d’Avorio.

 

 

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CASTEGNATO – Bando di pittura Premio Dino Decca 2012: “la Terza età attiva”

Dino Decca Nudo di donna Carboncino, sanguigna e biacca con firma autentica dell’autore e datato “Parigi 1975” Misura 47 x 39,5 (AbArte - BS)

La Commissione Europea ha deciso che il 2012 è l’Anno Europeo per un Invecchiamento Attivo ed il Comitato per i festeggiamenti in onore del martire San Vitale, patrono di Castegnato, ha assunto questo tema per il bando e mostra estemporanea di pittura Dino Decca1 che si terrà dal 12 al 14 maggio prossimo.

“”Abbiamo preso spunto dalla decisione della Commissione Europea – dicono gli organizzatori – che tende ad aiutare a creare opportunità occupazionali e condizioni di lavoro migliori per il crescente numero di anziani in Europa, nonché ad  aiutarli ad avere un ruolo attivo nella società ed incoraggiare un invecchiamento in salute. L’invecchiamento attivo comprende la creazione di maggiori opportunità per gli anziani di continuare a lavorare, rimanere in buona salute più a lungo e continuare a contribuire al bene della società in altri modi, ad esempio attraverso il volontariato. Come si può ben vedere sono tutta una serie di spunti che possono ispirare gli artisti che vogliono partecipare al concorso.””

Tre le opere che saranno premiate con importi di 500, 300 e 200 euro. Tutte le informazioni sul bando sono reperibili sul sito del comune, in Biblioteca (0302146880) o dal responsabile della mostra (030-2721026 – 2141093 ore ufficio)

 

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CASTEGNATO Chiusura BPB incontro del Sindaco e vice sindaco con la proprietà

Verrà presentata nei prossimi giorni dalla proprietà a mezzo dell’avvocato Marulli, l’istanza di fallimento della BPB, l’azienda di Castegnato che ha cessato l’attività di pressofusione in alluminio, lasciando senza lavoro i 76 dipendenti.

E’ quanto emerso dall’incontro tra il sindaco Giuseppe Orizio ed il vice sindaco Patrizia Turelli ed alcuni dei soci che fanno parte della proprietà.

L’istanza di fallimento, che mette una pietra tombale su qualsiasi possibilità di recuperare e riprendere tutta o parte dell’attività, consentirà al sindacato di fare richiesta della Cassa Integrazione straordinaria, quando, dal 13 aprile prossimo, cesserà la Cassa Integrazione ordinaria.

Al rincrescimento per la cessazione dell’attività che dal 1974 è operativa sul territorio, nonché alla preoccupazione per la condizione in cui vengono a trovarsi le 76 famiglie, espresse dagli amministratori di Castegnato, la proprietà ha risposto facendo presente che purtroppo non è stato fatto tutto quanto era possibile per consentire la prosecuzione dell’attività.

“”Al sindacato Fiom – ha detto la proprietà agli amministratori di Castegnato — è stata prospettata fin da gennaio la possibilità di riorganizzare l’impresa ridimensionando la situazione in essere. Eravamo in grado di garantire l’occupazione per una quarantina dei 76 addetti, avevamo ordini e clienti per farlo, ma ci è stato risposto:  “o tutti o nessuno”. Il risultato è che non abbiamo potuto dar corso ad un piano di riorganizzazione, abbiamo dovuto cancellare gli ordini e cessare di fatto l’attività lasciando a casa tutti i dipendenti.””

 

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